sabato 27 dicembre 2014

PRATO, CITTA' DELLO SCONFORTO (?)


Prato città dello sconforto (ecc. ecc.)! L'antico adagio autoironico stavolta può essere utilizzato a ben vedere. Passato ormai questo Nataluccio tristanzuolo privato pure del "Presepe contest"(sic!) è l'ora del bilancio degli umori di un anno vissuto ancora assai pericolosamente.
Potrebbe essere davvero la capanna di un incerto avvento e di una (mancata) natività, lasciata vuota anche a Natale e dunque preda dei vandali, a rappresentare bene lo stato d'animo attuale della nostra città. "Dono" della Banca Popolare di Vicenza e del suo patron che aveva scommesso sui 200.000 visitatori al Civico mentre ne arriveranno, al massimo, 20.000. 
Il Comune (o meglio l'assessorato all'economia..domestica) ha riempito i migliori luoghi del Centro Storico con pancali riciclati ed incongrui ciclamini biancorossi. Parto, forse, di chi azzardò  "imbellettare" Ponte Mercatale con inusitati vasi di geranio inchiavardati alle splendide spallette d'alberese.
Che dire della chiusura del CrowdPrato. Fiera delle intelligenze e dei saperi cittadini che ha visto primeggiare, nientemeno, che un progetto di ristorante etnico itinerante (Franza o Spagna purchè se magna...)!!
Ed intanto il Met passa da Tin a Tric nel battito d'un ciglio!!
Non va meglio lo sport pratese. La squadra di calcio arranca in fondo alla fila dopo 6 (sei) sconfitte consecutive. Ed il figlio del presidente non trova di meglio da fare che tentare una rapina ai danni di una tabacalera di Calenzano! Ricavandone qualche scappellotto ed un cartellino giallo del Tribunale.
Peggior sorte per l'unica equipe pratese militante nell'eccellenza dello sport. Gli ovaleggianti Cavalieri dell'ex Cittadella di Iolo passano di tonfo in tonfo. In attesa di più eclatanti e fatali tonfoni!!
Crolla, pure, il fatturato del commercio cittadino. I primi dati indicano un meno 5-7% rispetto al 2013. Comprensibile. La tosatura per tasse dei portafogli dei cittadini non poteva portare che a questo! La restituzione della mancia (500.000 euro) avverrà, se avverrà, in una riffa del 2015.
Una città allo sbando e depressa. Preda di paure, campanilismi, fobie! 
Che si deprime o va in deliquio per qualche scippo, un pusher di troppo, un'asiatica al Mercatale e/o un facilitatore di parcheggio nella medesima arena. E, magari, s'esalta per un diciottesimo posto (18^) al quale una giornalista ha piazzato il Museo Civico. Posizione che, guarda caso, corrisponde a quella occupata da Prato sia per PIL prodotto che per numero d'abitanti.
Che sbircia con timore chi il futuro prova a costruirlo. E non solo ad esorcizzarlo. 
Forse ha ragione monsignor Vescovo Agostinelli. Occorre, per Prato, una Santa Messa al mese. Chissà che dove non può nè la politica nè l'economia possa Colui che tutto può!! Pagane e pagani di tutta Prato uniamoci al Pastore!
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