sabato 8 marzo 2014

CHINATOWN























Le foto sono il risultato di una passeggiata pomeridiana nel centro della Chinatown pratese. Dalla tranquilla (apparentemente) e silenziosa Via Mameli, un tempo regno indiscusso di tessitori, filatori e cenciaioli, alla irriconoscibile Via Bonicoli. Passando per la "galleria" tra Via Filzi e Via Pistoiese.
E' tutto un fervore d'attività e di gente in movimento. Botteghe, boutiques, stanzoni artigianali, mercati e mercatini (anche ambulanti) insegne coloratissime (geniale quella intitolata "Il Telaio Glorioso".....), costituiscono l'anima di questa zona ormai quasi tutta abitata e vissuta da cittadini cinesi. Resta, quasi a presidiare la Chinatown, il Circolo Curiel. Ma, a pochissima distanza, ecco apparire il campanile del Duomo. Siamo a Prato. Dunque! L'area più abbandonata e degradata della Chinatown è senza dubbio l'isolato condominiale "Piero Becagli". La piazzetta, con un tocco di verde, davanti al supermercato Lidl è ridotta ormai ad un ricettacolo di cartacce e spazzature di ogni genere. Il resto del compound cinese, viceversa, pare ormai avviarsi ad una più sicura normalità "pratese"!  

 這些照片是一個下午走在普拉托唐人街的中心地段的結果。從安靜的(顯然)和靜音威盛馬梅利,一旦織布,紡紗和拾荒者無可爭議的王國,通過Bonicoli面目全非。通過和Via Filzi皮斯托亞之間穿過“隧道” 。
它的活動和人民都在一個移動的熱情。商店,精品店,大型房工藝品市場和跳蚤市場(連走路)五顏六色的招牌(輝煌的一則題為“光榮架” ..... ) ,構成了這一領域的核心現在已經有人居住,經歷了幾乎所有的中國公民。請記住,幾乎守衛唐人街,圓庫列爾。但在短距離,似乎有鐘樓的教堂。我們在普拉托。原來如此!最被遺棄和退化的唐人街區,無疑是孤立的房子“皮耶羅Becagli 。 ”廣場上,與在超市利德爾前面的觸摸綠色的,現在減少到一個插座,用於垃圾和各種垃圾。該化合物中國的其餘部分,相比之下,似乎現在就開始一個更安全的常態“普拉托” !(Google traduttore)

GIORNATA DELLA MEMORIA

Palazzo Comunale, 7 marzo 1944-7 marzo 2014










SOKKORSO

riceviamo e pubblichiamo



Introduzione

La storia del viadotto del Soccorso è assolutamente interessante e, anche se non avvincente - come si potrebbe usare tale aggettivo per un’opera come questa - è ricca di colpi di scena.
Qui narreremo gli eventi partendo dal momento in cui si sta decidendo il nuovo assetto urbanistico lungo la declassata arrivando fino al momento attuale.
Anche se in forma di racconto riporteremo gli eventi così come accaduti concedendoci alcune congetture elaborate a partire da fatti oggettivamente riscontrabili e dalle testimonianze sin qui ricevute.
All’interno del racconto troverete i link per i documenti citati, scorrendoli, le parti di nostro interesse saranno evidenziate.
Capitolo 1 o “Divide et Impera”
E’ il 23 Giugno 2011 ed il Consiglio Comunale vota a maggioranza una variante al Regolamento Urbanistico
conosciuta come “Variante alla Declassata” dando il via libera ad una serie di interventi (definiti con successive delibere) lungo l’asse viario (D.C.C. 43/2011 http://1drv.ms/1ditcX6).
Uno di questi è l’oggetto della nostra storia, il tratto di declassata compreso tra via Marx e via Nenni ad 
oggi l’ultimo rimasto a 2 corsie e poggiato su di un terrapieno risalente al periodo fascista.
La variante, concordemente con quanto previsto dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) e con quanto riportato nelle linee programmatiche del neo eletto Sindaco, prevede che il raddoppio venga realizzato mediante un interramento del tratto in questione partendo dall’incrocio con via Marx e
congiungendosi al sottopasso Nenni.
Inspiegabilmente, il 3 agosto 2011 una delibera di Consiglio Comunale (D.C.C. 63/2011http://1drv.ms/1djhxra) votata a maggioranza approva un nuovo progetto per il raddoppio che, è il caso di dirlo, ribalta da sotto a sopra l’intervento, decretando la realizzazione di un viadotto.
Che cosa è successo? Nel mese intercorso con la delibera precedente non si sono avute avvisaglie di questo cambio di rotta, ma soprattutto perché la stessa amministrazione che un mese prima ha votato per l’interramento ora dichiara di voler fare un viadotto? 
Le motivazioni tecniche (http://1drv.ms/1dji10n) per ora parlano genericamente di rischi idraulici, di problemi alla viabilità in fase di cantiere, e del fatto che l’impatto del viadotto in una zona “peraltro circondata da edilizia popolare di scarso rilievo architettonico” non è un valido motivo per ritardare il
potenziamento dell’asse viario.
Quelle che sono interessanti sono le motivazioni politiche che si celano dietro le giustificazioni fornite in quei giorni.
Alcuni consiglieri comunali di maggioranza ci hanno testimoniato che tutto l’incartamento relativo al progetto preliminare che si apprestavano a votare era stato distribuito solo 2 giorni prima e a quelli di loro che sconcertati chiedevano come si poteva votare un progetto che era l’opposto di quello votato un mese prima e che andava anche contro le linee guida del programma di maggioranza, veniva risposto che era solo una bozza preliminare, che sarebbe stata oggetto di successivi dibattiti in Consiglio ma che era l’unica soluzione pronta per rispettare i termini di consegna previsti nell’accordo con lo Stato e la Regione per ottenere il finanziamento statale dell’intera opera.
Qui occorre fare un passo indietro di circa 2 mesi.
Nel Giugno 2011 la Regione Toscana, nel documento di integrazione all’Intesa Generale Quadro tra Governo e Regione (http://1drv.ms/1fdeWyB), di concerto col Governo concorda sull’opportunità di definire per Prato un quadro di potenziamento dell’attuale rete stradale e ferroviaria e nel nostro specifico “si rende necessario completare il raddoppio della “Declassata” tra Via Marx e Via Nenni, ultimo tratto
rimasto ancora ad unica carreggiata, per un importo stimato in 16 milioni di euro, con fondi statali da individuare”.
Conseguentemente viene siglato il Protocollo d’Intesa con il Comune (http://1drv.ms/1fdfrbZ) nel quale il Comune stesso si impegna a presentare entro 60 giorni il progetto preliminare del raddoppio.
Quello che forse si saranno domandati gli increduli consiglieri quel giorno è come era possibile che fosse pronto un progetto di viadotto ad Agosto quando a Giugno, pochi giorni dopo la sigla dell’accordo con il Governo, il Comune aveva votato il progetto di interramento e quindi, concordemente con la scelta fatta,
avrebbe dovuto procedere alla stesura del progetto di interramento.
La risposta, banale nella sua semplicità, è che il progetto del viadotto era già pronto a Giugno. Se si guarda il frontespizio della planimetria del progetto preliminare (http://1drv.ms/1fdjd50) vi si legge la data di preparazione che è Giugno 2011.
Ma se al momento del voto della variante alla declassata già si stava preparando il progetto per il viadotto, perché votare l’interramento? Non sarebbe stato più semplice sospendere la decisione sul tipo di intervento così come nella stessa delibera veniva sospesa la realizzazione del polo espositivo multifunzionale nell’area ex Banci?
In questo caso la risposta non è scontata ma molto più interessante della precedente.
La delibera della variante è un oggetto delicato; la sua approvazione sblocca tutta una serie di interventi
edificatori che porteranno nelle casse comunali tanti milioni tra oneri ed extra-oneri di urbanizzazione. Per citarne alcuni, l’edilizia residenziale nel campo dell’ex Ambrosiana e nel terreno ex Salvi-Cristiani al Soccorso (http://1drv.ms/MQGDHz) ed il progetto Esselunga nell’ex Pratilia.
D’altronde l’interramento di quel tratto di declassata è stato un cavallo di battaglia del programma dell’attuale maggioranza alle passate amministrative quindi annunciare che non se ne vuole fare più niente proprio nel momento in cui si vota la variante può esporre al rischio di dissensi interni con conseguente pericolo per l’esito del voto (ed infatti nei mesi successivi diversi esponenti delle forze politiche di 
maggioranza tra cui i consiglieri comunali Paradiso, Tosoni, Bini, Innaco, Banchelli, Gestri, esprimeranno le proprie perplessità sulla scelta viadotto).
La soluzione adottata invece è degna di un intreccio hitchcockiano, o forse è solo il metodo consolidato con
cui abili politici ottengono il risultato procedendo a piccoli passi per non turbare eccessivamente le anime belle che, come diceva il poeta Schiller “non hanno altro merito che quello di esistere”.
Questo è stato l’unico passaggio in Consiglio, il viadotto andrà avanti a forza di delibere di giunta e di determinazioni dirigenziali ed a riprova di quanto poco interessasse alla Giunta il dibattito su questo tema, basta ricordare che un’interpellanza dell’IdV rivolta all’assessore Bernocchi in merito all’opportunità di commissionare una Valutazione di Impatto Sanitario, giace ancora, a distanza di 2 anni e mezzo, nei
cassetti delle domande inevase, quando la legge sull’ordinamento degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000 Art. 43
Comma 3) prevede che “Il sindaco o il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati rispondono,
entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri.
Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare”.
Così, fatto digerire il boccone al Consiglio, il bolo giunge nello stomaco dell’Ufficio dei Lavori Pubblici e Grandi Opere e comincia ad aumentare di volume per aggiungere il sigillo sacrale dell’ineluttabilità tecnica, la “vox Dei” che dichiari solennemente che il viadotto è, se non l’unica, la migliore soluzione adottabile in assoluto.

Comitato Riqualificazione Soccorso

IUS SOLI

Ius soli - Conferenza stampa di Khalid Chaouki


MALAGIUSTIZIA

"A reti unificate" - Trasmissione condotta da Alessandro Cecchi Paone: puntata dedicata alla "malagiustizia", con Marco Pannella

Malagiustizia, emergenza carceri, i processi infiniti, le contraddizioni della professione forense. Nel corso della trasmissione, collegamenti in diretta dal carcere di Poggioreale

venerdì 7 marzo 2014

CREMAZIONE! NO GRAZIE!



Quelli sopra rappresentati sono due dei dipinti più belli mai usciti dai pennelli dei pittori. Il primo è "L'entierro del Conte de Orgaz" di El Greco. Il secondo è "Funerale ad Ornans" di Gustave Courbet.
Rappresentano l'estremo omaggio a due defunti. Seppur di diversa estrazione sociale.
Il congedo dai morti è sempre stato per l'uomo un momento particolarmente curato e rituale. Il mistero della vita che s'interrompe ha affascinato tutte le società in tutte le epoche storiche. 
Ogni cultura umana ha risolto in maniera del tutto differente l'estremo distacco dalla vita.
Così come ha risolto in maniera diversa la destinazione ultima dei morti.
Certamente la cremazione dei cadaveri è sempre stato un metodo classico di distaccarsi dal defunto. Ragioni religiose e rituali, unite forse anche a considerazioni di carattere igienico-sanitario, hanno spesso consigliato ai nostri antenati di bruciare i cadaveri. Il fuoco purificatore e dissolutore ha sempre affascinato le genti. Tanto da essere anche oggi uno dei sistemi maggiormente utilizzati nel mondo. In Italia, probabilmente per i divieti secolari che la Chiesa cattolica ha cercato di imporre a questo sistema, è solo negli ultimi 30-40 anni che s'è venuta affermando una forte richiesta di cremazione dei cadaveri. Tanto che ormai quasi ogni città ha un suo forno crematorio in uso. Anche a Prato sembra giunto questo momento. 
L'amministrazione comunale pare intenzionata a realizzare presso il Cimitero della Chiesanuova il primo forno crematorio della città. E, naturalmente, il progetto ha dato il via al famoso effetto NIMBY (Not in my back yard). Gli abitanti della zona, seppure non residenti proprio nei pressi del cimitero, si son già costituiti in Comitato. Paventano, infatti, le conseguenze ambientali della cremazione dei defunti. Preoccupazione sacrosanta. Per quanto ancora non siano stati pubblicati dal Comune i dettagli del progetto. 
D'altronde è assai comprensibile che l'amministrazione comunale voglia corrispondere alle numerose richieste di cremazione provenienti dai propri cittadini. Adesso soddisfatte inviando i corpi al forno di Livorno!
Tuttavia a noi la cremazione non piace! Questa cremazione dai caratteri quasi industriali per intenderci. Ci pare un altro modo di alimentare quello che una volta si chiamava il business del caro estinto.
Ci pare anche una modalità non ecocompatibile. A parte le emissioni di diossina che inevitabilmente il forno emanerà (sicuramente nei limiti previsti dalle leggi..) è lo spreco di energia che occorre per l'incenerimento a non trovarci d'accordo. Noi, personalmente, saremmo perchè diventi legale anche nel nostro Paese il tipo di sepoltura più naturale e compatibile che esista: quello dell'interramento del cadavere nella nuda terra con il corpo avvolto in un esile lenzuolo di cotone. Perchè la terra di cui è fatto l'uomo ritorni, il più presto possibile alla madre terra. E' il sistema tradizionale e rituale utilizzato da ebrei e musulmani. Quello più ecologico. Quello con meno business intorno. Ci fa piacere che anche Jane Fonda, recentemente, si sia fatta paladina di questo sistema di sepoltura e dissoluzione dei corpi. Che in Italia, ovviamente, non è permesso! Le rigide normative igienico-sanitarie prevedono sempre la presenza di una bara sia per l'interramento che per il loculo. Noi auspichiamo che il legislatore nazionale possa, finalmente, introdurre anche da noi la possibilità di essere seppelliti naturalmente avvolti da un semplice lenzuolo. Che è, d'altronde, anche il sistema con il quale venne trattato il corpo del figlio del Dio dei cattolici.     




VAINELLA E VELLA

Stretta tra il Monteferrato ed il Monte le Coste la valle di Vainella, poco prima di arrivare a Figline, è, sicuramente, uno dei posti più fascinosi della città. Tra i suoi prati scorre per poche centinaia di metri ancora intatto e libero il torrente Vella.