sabato 15 marzo 2014

CONSIGLIO COMUNALE PROSSIMO VENTURO


Comunque vadano le elezioni del 25 maggio, chiunque sia il vincitore della poltrona di sindaco, una cosa pare assolutamente certa! La composizione del Consiglio Comunale sarà totalmente differente rispetto all'attuale. Non soltanto perchè vi saranno, per legge, 32 consiglieri al posto degli attuali 40. Ma perchè dalle urne usciranno fuori risultati che permetteranno a pochissimi partiti e liste si avere propri rappresentanti in Consiglio. Ad oggi nelle aule della Sala Maggiore del Palazzo Comunale sono presenti ben 9 gruppi consiliari (PD, F.I., NCD, Lega Nord, UDC, IDV, Gruppo Misto, Indipendenti, Indipendenti per Prato) e 9 rappresentanze politiche. Ai maggiori partiti devono infatti essere aggiunti: Socialisti Riformisti; Alleanza per Prato; Città Forte. Formazioni alle quali aderiscono ufficialmente rispettivamente Federico Lorusso; Giancarlo Auzzi e Riccardo Bini.   
Le elezioni 2014 non potranno che sconvolgere questo quadro. Ad oggi sarebbe certa la presenza nel prossimo Consiglio Comunale solo di esponenti del PD e di Forza Italia. E, ove presentate, anche di rappresentanti delle liste civiche "Biffoni per Prato" e "Cenni per Prato"!
Probabile sarebbe pure la presenza di esponenti del M5S. Sempre che tale formazione ce la faccia a presentare una propria lista certificata da Beppe Grillo. Sarà assai difficile rivedere in Consiglio Comunale consiglieri della Lega Nord, dell'IDV e dei Socialisti Riformisti. Scarse anche le speranze della nuova formazione di destra Alleanza per Prato. Per NCD, probabilmente, sarebbe decisiva la vittoria della coalizione di cui farà parte. Le nuove liste civiche che presenteranno un loro candidato sindaco dovranno conquistare oltre il 4% (più di 4.000 voti) per sperare in un eletto. Impresa assai improbabile. Fino ad oggi solo le liste civiche "Insieme per Prato" e "Taiti per Prato" son riuscite ad eleggere propri consiglieri. Anche formazioni tradizionali e storiche come PSI, SEL o  la Federazione della Sinistra (Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani) sembrano tagliate fuori dalla distribuzione dei seggi. Anche in caso di vittoria della coalizione di centrosinistra. Sul versante opposto paiono scarsissime pure le chances di riconquista di un seggio da parte dell'UDC. Che, infatti, pare stia trattando con il sindaco Cenni l'inserimento del proprio consigliere uscente Antonio Longo nella lista civica "Cenni per Prato". Annacquando, se così fosse, l'immagine civica della lista cenniana. A proposito della quale occorre dar conto delle smentite che personaggi assai vicini al sindaco hanno voluto rendere pubbliche circa il simbolo elettorale che verrà adottato. Che, pare, non sarà quello che era stato pubblicato dal blog di un consigliere di Cenni. (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/03/centrodestra-per-cenni-o-cenni-per-il.html) Gabriele Giovannelli, ed altri, c'hanno fatto notare, attraverso Facebook, che il "vero" simbolo della lista Cenni verrà presentato tra alcuni giorni. Forse in concomitanza con lo scioglimento della riserva da parte di Roberto Cenni sulla sua nuova candidatura.
Nel frattempo s'annuncia, per giovedì prossimo, ore 20.30, presso l'Hotel Datini, la presentazione del candidato sindaco della lista civica "La Città per Noi". Che, come ricorderete, ha già da settimane annunciato che sarebbe Fabio Nesti il candidato presidente della Provincia della lista ove si dovesse, per avventura, rivotare per quell'ente in fase di scioglimento.
Il nominativo del candidato sindaco è, ovviamente, top secret. Tuttavia i dirigenti de "La Città per Noi" non fanno mistero che si tratti di un personaggio destinato a fare il botto. E che si andrà ad aggiungere a Riccardo Bini di "Città Forte" e Roberto Dei della lista de comitati, i quali, da tempo, sono già saliti in campo.   
Mancano notizie certe, per contro, delle intenzioni future degli "Indipendenti per Prato". Ed anche di "Idee per Prato" di Simona Ciardi. Mentre pare probabile, la prossima settimana, conoscere le scelte di Massimo Taiti e della sua lista civica "Taiti per Prato".  

SBANCHIAMOLI




CRISI UKRAINA

La crisi in Ucraina: intervista Paolo Calzini

Le ripercussioni della crisi ucraina sui rapporti internazionali: Ue, Usa, Russia. I diversi approcci. Quale assetto potrebbe prodursi in caso di esito positivo del referendum secessionista che si terrà in Crimea domenica 16 marzo. La Russia si tiene la Crimea ma ha perso l'Ucraina, sempre più orientata verso l'Ue. Quali effetti avrà l'Accordo di Associazione con l'Ue ormai quasi certo. Le ristrutturazioni e le riforme inevitabili dello Stato ucraino, che la classe politica finora ha sempre trascurato o evitato.

ITALICUM

Conoscere l'Italicum

venerdì 14 marzo 2014

IL LATO ARTISTICO DI PRATO


“L’idea è nata sulla scia della riapertura di Palazzo Pretorio – dice il titolare del locale Marco James Bechini – Abbiamo deciso di offrire i nostri spazi a giovani artisti, a chi non ha la possibilità di esporre a pagamento. Il prossimo mese toccherà all’associazione culturale Asterisco, con una mostra di dipinti interamente dedicati a Prato. I clienti si divertono, mostrano di apprezzare e si informano” conclude Bechini.
Queste dichiarazioni del patron di "Soldano" di Via della Sirena ci paiono il migliore viatico per parlare del "movimento" che l'annunciata riapertura, il 12 d'aprile, del Museo Civico di Palazzo Pretorio è destinata ad avere in città e soprattutto nel Centro Storico.
Dove, da qualche tempo, è tutto un fiorire di mostre e gallerie d'arte. In luoghi dedicati ed anche dove uno non s'immaginerebbe mai. Sono ormai tanti gli spazi dove si mostra arte o comunque produzioni artistiche di più o meno talentuosi concittadini. Si va dal bar Vaj al bar La Piazzetta; dall'istituzionale spazio "Valentini" al Cinema Eden; dal bar Bacchino ad, appunto, la trattoria "da Soldano"; dallo spazio di Via del Pesce adesso allestito con una collettiva di giovanissimi alle stanze della Provincia su Piazza delle Bigonge!
Allo stesso tempo diventano assai numerose pure le gallerie tradizionali e/o le associazioni, giovanili o non, che si dedicano all'arte ed alla cultura in genere. Jonathan Targetti ne propone un riassunto nel suo progetto "Distretto Parallelo".
(http://www.warehouseprato.it/distretto-parallelo/)
Siamo arcisicuri che la definitiva riapertura di Palazzo Pretorio (dopo la splendida mostra sul Rinascimento pratese) rinnoverà la spinta verso nuove contaminazioni artistiche in città. Come anche la riapertura del Pecci con il neonominato nuovo direttore Cavallucci. Per non dire di Vittorio Sgarbi in predicato di diventare soprintendente   artistico globale della città! Il bello, l'arte, la cultura possono davvero diventare un volano per la città del futuro. Sarà bene che tutti i candidati sindaci e tutte le forze politiche che saranno impegnate nella prossima campagna elettorale ne tengano conto.



SOKKORSO E VIADOTTI





















Premesso che sarebbe stata assai più opportuna la soluzione del sottopasso. Premesso che giudichiamo assolutamente risibili ("a Prato c'è la falda freatica alta...dunque non si possono realizzare tunnels...") le motivazioni "tecniche" che hanno fatto prevalere l'opzione viadotto. Premesso che è necessario attendere ancora (ancora?) l'esame delle controversie amministrative sull'intero progetto e procedimento. Con tutte le "stranezze" documentate dal Comitato e che noi abbiamo già pubblicato (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/03/sokkorso.html e http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/03/sokkorso-1.html) .
Reso l'onore delle armi a Filippo Bonanni ed al Comitato per la Riqualificazione del Soccorso che si è strenuamente battuto per la soluzione del sottopasso, occorre adesso prendere atto che la battaglia è vicina ad essere persa. E' il destino di tutti i Comitati, spontanei o meno, di cittadini. Che si aggregano su un problema particolare e che possono vedere le loro ragioni vittoriose o sconfitte. Non esiste mai (o quasi) la possibilità di un pareggio. 
Abbiamo visto nei giorni scorsi che il Comitato, come estrema arma di lotta, si propone adesso di portare la protesta popolare fino al limite dell'intralcio agli inizi dei lavori del viadotto del Soccorso. Forma di lotta lecita e legittima se condotta, come sicuramente lo sarebbe, in forme nonviolente. Ma che, in questo momento, a noi appare del tutto inopportuna. L'amministrazione comunale, questa amministrazione, ha deciso. Ed ha pertanto tutto il diritto di percorrere la strada, pur sbagliata, scelta. Da un punto di vista del consenso riteniamo che la stragrande maggioranza dei pratesi e la quasi totalità degli automobilisti che sovente restano imbottigliati e smoccolanti nel cul de sac del Soccorso siano favorevoli all'opera. Da un punto di vista politico fossimo il candidato sindaco del centrosinistra ci guarderemmo bene dal fiancheggiare più di tanto il tentativo di ostruzionismo che il Comitato intende portare alle estreme conseguenze (blocco delle ruspe e blocco dei lavori).
Fatte queste considerazioni possiamo anche esaminare più da vicino le ragioni dei residenti e del Comitato. Ed una in particolare. Quella secondo la quale i viadotti portano degrado in ogni posto dove vengono realizzati. Cosa che non è assolutamente vera e neppure suffragata da elementi di verità. Nei tessuti urbani i viadotti possono anche essere tranquille strutture con cui la gente convive ed anzi le volge anche a proprio vantaggio. Le foto documentano, ad esempio, il più grande viadotto urbano realizzato a Prato. Quello che sovrapassa la ferrovia PO-PT e la Via Pistoiese all'altezza di Borgonuovo. Un'opera di circa trent'anni fa. Assai invasiva per le abitazioni limitrofe. Ma che, contrariamente a quanto ne pensa il Comitato, non ha affatto portato degrado nell'area su cui grava. Le fotografie testimoniano, anzi, l'utilizzo del viadotto quale parcheggio coperto. In ottimo stato di manutenzione e senza alcun segno di degrado. Se non, bizzarramente, una scritta dei NO TAV su di un pilone. Tutta l'area sottostante al viadotto, compreso l'angusto stradello che la fiancheggia, appare dopo tre decenni in un buono stato di manutenzione ed anche perfettamente ordinata. Con i pannelli fonoassorbenti si è pure riusciti ad abbattere notevolmente l'inquinamento acustico d'una struttura che appare assai più pesantemente calata in un fitto tessuto urbano di quanto non lo sarà il viadotto del Soccorso.
In conclusione, dunque, non è una legge scritta e neppure orale che trasforma un sovrappasso in un luogo d'abbandono e di degrado. L'uomo, i cittadini, i tecnici hanno mille possibilità di temperare impatti e conseguenze. Basta che lo decidano e lo vogliano.      
   

NOI E LE NUTRIE

riceviamo e pubblichiamo

Crowdfunding per “THE INVASION” - il documentario che porta alla luce tutta la verità sulla “questione nutria”

Al via il crowdfunding per “The Invasion”, un documentario di inchiesta sul problema delle
specie alloctone, in cui viene trattato in modo approfondito il casus belli della nutria, la sua
diffusione al di fuori del territorio d’origine, le conseguenze, le problematiche legate alla
gestione e le possibili soluzioni.
“The Invasion” si focalizza su quegli animali “alieni” come nutrie, gamberi della Louisiana e
siluri che si sono adattati a vivere lontano dal loro ambiente di origine, definiti “invasivi” anche
se la loro presenza sul territorio italiano è opera dell'uomo. I riflettori sono puntati sul caso della
nutria (Myocastor Coypus), una specie alloctona tanto discussa quanto bersaglio di fantasiose
leggende metropolitane. La “questione nutria” è divenuta tristemente attuale a causa della recente
alluvione nel modenese; da qui la necessità di fare chiarezza sul fenomeno avvalendosi
dell’'apporto di esperti e puntando alla diffusione di una corretta conoscenza di questa specie
animale. In “The Invasion” si affrontano le problematiche derivanti dall'elevato numero di nutrie
presenti in Italia, prendendo in esame le attuali modalità di gestione e le possibili soluzioni
ecologiche e non cruente. Nutria non è solo sinonimo di problemi: attraverso le storie di alcuni
esemplari domestici, “The Invasion” mostra come sia possibile un'interazione positiva con
l'uomo, sfatando il senso comune che porta molte persone a rifiutare la presenza di questi animali
nelle campagne e nelle città.
Il documentario è attualmente in fase di post-produzione; il crowdfunding è finalizzato al
finanziamento di colonna sonora, animazioni e post-produzione audio al fine di ottenere un
prodotto di qualità, adatto a essere diffuso e proposto a più soggetti (scuole, circoli, cinema,
associazioni) per divulgare il più possibile le informazioni corrette su questi animali. Il trailer
fino ad ora è stato proiettato in varie occasioni (conferenza “Nutrie: simpatici roditori o calamità
naturali?” Treviso, conferenza “Animali Selvatici e Caccia: Leggi e Scienza per una svolta etica
e civile” presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia, conferenza “I Daini e gli altri animali
selvatici” Ravenna) riscontrando sempre interesse e volontà di approfondire la tematica.
The Invasion è un documentario di Ilaria Marchini realizzato da Silos Production, casa di
produzione mantovana che lavora a 360° nel mondo della produzione di media visivi, con
all'attivo numerose partecipazioni e riconoscimenti ottenuti a festival e rassegne
cinematografiche e documentarie, nonché esperienza internazionale in ambito videoclip
musicali.
La campagna di crowdfunding è online dal 12 febbraio su Produzioni dal Basso ed è
raggiungibile al seguente link:
Informazioni e contatti:

L'ONERE DELLA TOGA

Presentazione del libro “L’onere della toga”, scritto dal giornalista de Il Sole24Ore Lionello Mancini

Insieme all’autore e al Vice Presidente del CSM Michele Vietti, interverranno il Primo presidente Giorgio Santacroce, il Procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani, e il Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone. Il volume narra le storie di cinque magistrati che, lontano dai riflettori, svolgono quotidianamente il loro lavoro. Attraverso questi racconti, emerge anche l’aspetto umano del lavoro del magistrato impegnato nella difesa della legalità.

NON CI FERMATE TOUR (M5S)

Conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa "Non ci fermate tour" del Movimento 5 Stelle

Con il capogruppo Federico D'Incà e una rappresentanza dei parlamentari sospesi dall’ufficio di Presidenza della Camera dopo le proteste per l’approvazione del decreto Imu-Bankitalia

giovedì 13 marzo 2014

CENTRODESTRA PER CENNI (O CENNI PER IL CENTRODESTRA?)

Il simbolo della nuova lista civica che Roberto Cenni presenterà a sostegno della sua ricandidatura a sindaco di Prato è sicuramente l'elemento nuovo che caratterizzerà la coalizione 2014 del centrodestra pratese.
Ma non sarà l'unica novità. Pare certo, infatti, che all'interno di "Cenni per Prato" troveranno collocazione almeno altre due "vecchie" liste civiche cittadine: "Prato Libera e Sicura" e "Giovani e Famiglia". Mentre con altre storiche formazioni apartitiche sono tutt'ora in corso approfondimenti e verifiche.
Come ugualmente probabile la presenza nella coalizione della destra di due altre liste riconducibili ad un consigliere del sindaco: "Socialisti Riformisti" e "La Nostra Città".
Per il momento, dunque, la coalizione di destra che vedrà la luce tra poche settimane sarà composta dalle seguenti forze: "Cenni per Prato" (con "Giovani e Famiglia" e "Prato Libera e Sicura"); Forza Italia; NDC; UDC; Lega Nord; Fratelli d'Italia-AN; Socialisti Riformisti; La Città Nostra; Alleanza per Prato, nuova formazione di destra inventata da Giancarlo Auzzi. Trattative in corso anche con Forza Nuova e Casapound! Salvo errori e/o omissioni! 
Uno schieramento, come si vede, molto ampio e che pare coprire un vasto orizzonte politico (dalla sinistra socialista all'estrema destra).
Sarà sufficiente questa grande e grossa coalizione per ripetere il successo del 2009? Ovviamente nessuno è in grado di dirlo o prevederlo. Certo che perchè Cenni possa ancora una volta rivincere (avvenimento che non è mai accaduto a nessun sindaco di centrodestra della Toscana..) devono accadere cose anche nello schieramento avversario. Cose che dopo l'avvertimento contenuto nell'ultima intervista rilasciata dall'ex sindaco Marco Romagnoli o alla luce di quanto sta accadendo nel PD nella discussione sulla nuova legge elettorale, sono oggi assai più probabili di qualche settimana fa. 
Se la coesione e l'impatto dell'unanime designazione di Matteo Biffoni a candidato sindaco del centrosinistra sono ancora indubbiamente fortissimi si cominciano, tuttavia, ad intravvedere crepe ed incrinature nella sua coalizione di centrosinistra. Abbastanza avvertite e pericolose da far tentare al candidato sindaco anche qualche sortita fiorentina. Pare che nelle scorse settimane Biffoni e Massimo Carlesi abbiano incontrato, nelle ovattate stanze della Regione Toscana, una delegazione del NCD con Alberto Magnolfi e Carlo La Vigna. 
Scopo del meeting valutare la possibilità che i recalcitranti scissionisti del PDL (magari con l'apporto di "Indipendenti per Prato"..)  possano essere arruolati nell'alleanza biffoniana. Non è dato sapere come sia andato a finire l'incontro. Probabile che sia un work in progress. Se son fiori fioriranno a breve!       

VITTORIO SGARBI, LA SVOLTA BUONA!


Quel diavolo (è anche tifoso rossonero..ohi..ohi..) d'un Giorgio Bernardini urbinate è, ancora una volta, arrivato primo. E' il Corriere Fiorentino a pubblicare la notizia che non solo rivedremo a Prato Vittorio Sgarbi, ma che lo avremo anche come soprintendente, commissario, massima autorità di tutti i musei cittadini e di tutta l'attività artistica pratese. E' questa, infatti, la svolta buona, per dirla renzianamente, che il sindaco Roberto Cenni ha impresso alla vicenda che lo ha visto, per qualche giorno, finire nel mirino del critico emiliano per la storia della direzione del Museo Pecci. 
Non potendo e/o non volendo imporre Sgarbi al Centro per l'arte contemporanea di Viale della Repubblica quale presidente del Museo Cenni ha imposto Sgarbi in città quale sindaco di Prato.
E' una svolta che ci sorprende ma che non ci stupisce. Diversi segnali erano giunti nei giorni scorsi ad avvalorare questa buona svolta. Nella sua ultima conferenza stampa all'Art Hotel lo stesso Sgarbi aveva fatto intravvedere questa soluzione. Dichiarandosi non più interessato ad occupare il posto di direttore del Pecci ma molto, molto interessato a Prato.
La svolta è buona! Troviamo assai intrigante il ruolo di supervisore artistico che Sgarbi verrà chiamato a svolgere nei prossimi mesi (anni?). Ci piace di Sgarbi l'assoluta libertà di pensiero (anche politico) e la piena libertà, oltre che l'estrema competenza,  in tema d'arte contemporanea. Sapere che Vittorio Sgarbi avrà ruolo decisivo nello sviluppo della politica artistica cittadina è un motivo di speranza per il futuro della città. 
E' un ruolo ed una postazione che assai più della direzione del Pecci s'addice a Sgarbi. Naturalmente non saranno tutte rose e fiori. L'avranno messo e lo mettiamo nel conto. Tuttavia la mossa cenniana stavolta ci pare del tutto azzeccata. E se la "svolta buona" pratese avviene in concomitanza con l'eccellente "svolta buona" impressa da Matteo Renzi alla politica nazionale con  le decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri di ieri ci appare come un ulteriore viatico di un buon futuro anche per la Prato dell'arte!

SOKKORSO (1)

riceviamo e pubblichiamo

Pubblichiamo il secondo capitolo della nostra ricostruzione della storia del Viadotto del Soccorso.
La versione in .pdf può essere scaricata qui:http://1drv.ms/N5BOJG.

Capitolo 2 o “L’arte della guerra, Pianificazione Strategica”
Il finanziamento statale è stato reso possibile dall’Assessore Filippo Bernocchi che, grazie al vincolo pupillare che lo lega ad Altero Matteoli all’epoca Ministro delle Infrastrutture, riesce a far inserire il raddoppio nel quadro delle Grandi Opere. Questa soluzione implica però che il progetto riceva l’approvazione del Ministero dell’Ambiente; la legge richiede che venga redatto uno Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) che poi, unitamente al progetto, passi il vaglio della Commissione Valutazioni Impatto Ambientale (V.I.A.) presso il Ministero.

Il Dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici ing. Lorenzo Frasconi, si attiva quindi per affidare gli incarichi professionali per la realizzazione dello S.I.A.. Tra questi, il 20 Ottobre 2011 con propria determina (D.D. 2893/2011 http://1drv.ms/1fdyB1h) affida alla ditta I.R.I.D.E. l’incarico di redigere tutti gli atti necessari alla V.I.A. per un importo complessivo di 97.526 euro.
La scelta viene motivata dalla necessità di trovare un soggetto che avesse una serie di conoscenze tecniche e che in particolare avesse rapporti con il Ministero dell’Ambiente: I.R.I.D.E. possiede ampiamente questi requisiti e vanta un’esperienza ventennale di attività professionale.
L’impellente necessità di trovare qualcuno con queste “entrature” presso il Ministero ha però fatto dimenticare al Dirigente le prescrizioni di legge in merito alle procedure di affidamento.

Il Codice Nazionale dei Contratti Pubblici (D. LGS n. 163/2006 http://1drv.ms/MRuSAw) all’art. 91 stabilisce che sotto i 100.000 euro gli incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente possono essere affidati mediante una procedura semplificata che implica l’invito ad almeno 5 soggetti, ove esistenti. Quindi l’affidamento diretto ad I.R.I.D.E. se non illegittimo, appare quantomeno singolare: veramente in Italia non esistono almeno altre 4 società di Ingegneria con i requisiti richiesti?
La società I.R.I.D.E. come scopriamo da visura camerale del 30 Marzo 2012 (http://1drv.ms/MRux0A) si costituisce il 13 Maggio 2004 con un capitale sociale di 10.000 euro ed inizia la sua attività d’impresa il 29 Aprile 2008; i titolari sono l’ing. Mauro Di Prete (90%) e l’arch. Fabio Marcello Massari (10%). L’ultimo bilancio disponibile allegato alla visura risale al 2009 con un fatturato di 134.629 euro.
Come forse avrete già notato, c’è un’incongruenza che balza agli occhi con quanto affermato dal Dirigente: la vantata esperienza ventennale visto che la società si è costituita nel 2004 ed ha iniziato ad operare nel 2008.
Altra singolarità è che non esistano al 2012 bilanci depositati successivi al 2009 e che il fatturato di questa società - ricordate, così specializzata da non essercene altre oltre a lei in Italia - è solo di poco superiore ad una sola commessa affidatale da un ente pubblico di modeste dimensioni.
Perché quindi l’ing. Frasconi l’ha scelta?
Dichiarando apertamente che entriamo nel nebbioso campo delle supposizioni, indaghiamo un po’ sull’ing. Di Prete.
Da una rapida ricerca scopriamo che attualmente è membro della commissione COVIS del Ministero dell’Ambiente (http://1drv.ms/1bZycFk) e che in passato è stato membro della commissione VIA presso lo stesso Ministero, la medesima commissione che dovrà valutare il progetto di raddoppio.
Cominciano ad apparire chiari i rapporti che la società scelta dal Dirigente può vantare col Ministero dell’Ambiente. Incuriositi, navighiamo nei meandri del sito del Ministero e scopriamo una parere della commissione VIA datato Marzo 2008 in relazione ad un progetto presentato dal Comune di Pomezia (http://1drv.ms/MRAtH8): le pagine finali contengono i nominativi e le firme dei componenti della commissione e con nostro sommo stupore scopriamo che in quei tempi, insieme a Di Prete era membro stabile della commissione anche l’avv. Filippo Bernocchi, oggi assessore alle Grandi Opere del Comune di Prato sotto cui ricade l’Ufficio omonimo diretto dall’ing. Frasconi.
Durante una trasmissione televisiva l’assessore risponde ad una domanda indiscreta del giornalista sui suoi passati legami con Di Prete dicendo che lui, per il suo lavoro, conosce tanti professionisti; quanti però, aggiungiamo noi, sono stati in commissione V.I.A. insieme a lui e poi si sono visti affidare uno studio tecnico per un progetto del suo assessorato, studio che servirà per decidere il tipo di infrastruttura da realizzare?
Filippo Bernocchi è ancora membro della commissione VIA ed infatti si troverà nell’invidiabile posizione di valutare il progetto che il suo stesso comune presenterà al Ministero. Ad onor del vero va detto però che dovendo adempiere ai numerosi impegni che un assessorato importante come il suo comporta, Filippo non sarà presente il giorno della votazione in commissione (http://1drv.ms/1dzjUK3) anche se siamo certi che si sarà adoperato per far comprendere ai colleghi l’importanza di costruire un viadotto di 400 metri nel centro cittadino.
A Maggio 2012 lo S.I.A. viene presentato a porte chiuse presso l’Ordine degli Ingegneri.
Dopo gli interventi dell’ing. Di Prete che illustra lo Studio e dell’ing. Frasconi che mostra a grandi linee come si svilupperà il cantiere è il turno delle domande e considerazioni da parte dei professionisti in sala. Emerge subito una certa titubanza sul modello utilizzato e sugli indicatori scelti per il calcolo dell’impatto ambientale.
Il modello utilizzato si chiama M.A.S.S.A. (Modello Ambientale per la Scelta di Soluzioni Alternative) e, come viene fatto rilevare da ingegneri in sala, è un modello che si applica bene a progetti di più ampia estensione territoriale, per il progetto del Soccorso è inadeguato perché i risultati sarebbero viziati da una non proporzionalità tra lo strumento e ciò che si vuole misurare. Lo stesso Di Prete conferma queste considerazioni ma spiega che a tutt’oggi il problema di un confronto neutrale delle alternative di progetto è ancora irrisolto e che comunque il modello è stato da loro arbitrariamente adeguato per adattarsi all’analisi in questione (http://1drv.ms/1dnKUbM).
Altra critica che viene mossa è riferita all’elenco delle categorie di impatto su cui basare l’analisi (http://1drv.ms/1dnMaLT) che privilegia la fase di cantiere rispetto a quella di esercizio trascurando parametri come i costi sociali dovuti al rischio degrado che un viadotto in pieno centro urbano porta con sé con conseguenti rischi di ghettizzazione ed aumento della criminalità come ampiamente spiegato dall’allora Presidente dell’Ordine degli Architetti Luigi Scrima che definisce gli spazi sotto i viadotti cittadini dei “non luoghi” citando esempi di viadotti cittadini “problematici” e di contro, soluzione urbanisticamente più integrate come St. Denis (http://tinyurl.com/lp782n6) e Barcellona (http://tinyurl.com/omj6xe7), riprendendo i temi della lettera che l’Ordine degli Architetti scrisse al Sindaco quasi un anno prima (http://1drv.ms/N5tw4w).
Questa anomalia è ben visibile in una delle schede riassuntive in cui si arriva addirittura a dire che l’opera con i minori costi sociali è proprio il viadotto e comunque si precisa che sarà possibile eliminare il rischio degrado mediante la dislocazione sotto il ponte di esercizi commerciali (http://1drv.ms/1dnO1QX).
Uno di questi costi sociali è l’interferenza con la salute umana e nello specifico l’inquinamento atmosferico ed acustico. Se per il primo c’è una sostanziale parità tra la soluzione viadotto e quella interramento dovuta all’accorgimento di usare per la pavimentazione del ponte asfalti fotocatalitici, per il secondo la soluzione viadotto è nettamente peggiorativa rispetto all’interramento, il 346% di aree interessate in più (http://1drv.ms/1fmRh4T) per cui si adotta la soluzione delle barriere anti-rumore.
Quest’ultime però come fatto notare anche nei mesi successivi non riparano dal rumore i piani dei palazzi che superano in altezza anche le barriere né possono fare niente per la propagazione del rumore sotto al ponte essendoci ora spazi vuoti anziché il terrapieno che garantiva l’assorbimento totale in quella direzione.
Significative anche le differenze col raddoppio col terrapieno: è possibile che per 2 opere sostanzialmente simili che differiscono per il tipo di struttura che sosterrà le carreggiate ci sia una così grande differenza nei valori di inquinamento atmosferico (concentrazioni di NO2 al suolo in m2: 50.132 viadotto, 80.535 terrapieno)?

MATTEO RENZI: CONFERENZA STAMPA

LUCIO BARANI

Intervista a Lucio Barani (Psi - Senatore del Gruppo Gal) sull'VIII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento

SCANDALOSA SIENA

Presentazione del libro: "Scandalosa Siena. Dalla vicenda MPS alla crisi politica” (Edizioni Cantagalli) di Michele Taddei

nell'ambito della rassegna Libri Libristi. L'autore ne parla insieme a Camilla Conti collaboratrice de L’Espresso e dell’Huffington Post e a Paolo Ciampi giornalista e scrittore.

mercoledì 12 marzo 2014

OSPEDALE E PARCHEGGIO (L'UOVO, LA GALLINA ED IL CULO CALDO)










«Parcheggio ospedale, truffa legalizzata». 

Contro il parcheggio a pagamento del nuovo ospedale si vanno sviluppando una serie di iniziative. Per lo più spontanee. Ma anche "istituzionali".  Tra i primi ci sono i cittadini che riuniti sotto la pagina facebook promossa da Pasquale Bove che ha come titolo lo slogan citato e che si danno appuntamento fino a domenica prossima all'interno del parcheggio per sensibilizzare gli utenti. Ieri mattina erano in due. Poi s'è aggiunto anche Marco Boretti, curatore della pagina facebook "Prato curata" che ha avviato una raccolta di mail di protesta (l'indirizzo è visibile su uno dei cartelli "indossati" da Boretti..). Protesta anche il sindaco Cenni. Che invita la ASL a ridurre le pretese della ditta che ha l'appalto del parcheggio. Parallelamente anche il presidente della Circoscrizione Prato Ovest, Giovanni Mosca, ha iniziato una raccolta di firme. Che richiede alla ASL di non far pagare il parcheggio durante l'orario del "passo". Esattamente come succedeva per i vecchi parcheggi del Misericordia e Dolce. L'unico inconveniente è che al Santo Stefano NON esiste un orario dedicato al "passo". I visitatori possono accedere ai loro congiunti o amici in degenza a tutte le ore del giorno. 
Può darsi che il pedaggio del parcheggio gestito da Apcoa sia elevato. Anche se, ad occhio, ci pare esattamente pari al costo dei parcheggi del Misericordia e Dolce: 1 euro all'ora!
Auguriamo che la mobilitazione di cittadini ed istituzioni possa andare a buon fine e che sia possibile ottenere condizioni migliori per i cittadini che si recano al Santo Stefano. Tuttavia non possiamo fare a meno di sottolineare alcune cose.
Il parcheggio (custodito) del Santo Stefano, situato proprio a tre passi dall'ingresso principale, offre un servizio assai migliore degli scomodissimi ed orribili parcheggi (non custoditi) di Via Monnet-Via Genova. Al Santo Stefano si entra in parcheggio sapendo già che troveremo uno stallo libero. Nei vecchi parcheggi del MeD la ricerca di un posto-auto diventava, spesso, una snervante caccia al tesoro. Spesso erano gli "abusivi" (non benvisti da tutti gli utenti..) a facilitare la ricerca! Al parcheggio del Santo Stefano si paga per quanto si resta in sosta. Mentre nei vecchi parcheggi del MeD o si pagava di più oppure di meno (con rischio della multa) poichè non esisteva la cassa di fine sosta! 
Al Santo Stefano esiste anche la possibilità (assente al MeD) di non usufruire dei parcheggi a pagamento: basta lasciare l'auto in sosta nelle strade d'accesso all'ospedale. Il tragitto da compiere a piedi (su marciapiedi riservati..) è simile a quello che occorreva comunque compiere anche da Via Monnet o Via Genova per raggiungere (dopo aver traversato Via Cavour..) il lontano ingresso del nosocomio. 
Dunque mentre riteniamo perfettamente legittime le proteste dei semplici cittadini giudichiamo "furbesche" (e/o preelettorali..) le "proteste" e le iniziative istituzionali. 
Tutti, dal sindaco Cenni al presidente Mosca, sapevano già da tempo che il parcheggio interno al Santo Stefano sarebbe stato a pagamento. La scelta di muoversi adesso in concomitanza con la prossima apertura del parcheggio è pura demagogia ovvero l'inizio di una lunga campagna elettorale. Non è che, come diceva il vecchio saggio Trap, qualcuno s'è messo in testa di volere "l'uovo, la gallina ed il culo caldo?"!         

BASILICA DELLE CARCERI





















Sopralluogo, ieri pomeriggio, delle massime autorità cittadine (sindaco, vicesindaco, assessore ai lavori pubblici, presidente della Circoscrizione) ai lavori di pulitura delle scritte ed al restauro della facciata della Basilica di Santa Maria delle Carceri. L'operazione, condotta dalla Ditta Piacenti, sta per essere conclusa. Le mura esterne della Chiesa sangalliana torneranno al loro splendore originario. Confidando che nessun nuovo barbaro oserà rimbrattare tanta bellezza.
Per l'occasione l'assessore Caverni ha mostrato la sua preparazione tecnica sull'argomento intrattenendo i presenti sulle qualità e peculiarità della pietra alberese e del perchè e del percome si ossida e del perchè e del percome deve essere trattata per il ripristino. Voto: 10!
Il vicesindaco Goffredo Borchi ha, a sorpresa, annunciato che l'amministrazione comunale ha dato incarico all'architetto Giuseppe Centauro ed al suo staff, di presentare una documentazione riguardante tutto il centro storico monumentale di Prato presso l'ufficio UNESCO di Roma. Per chiederne l'inserimento tra i beni dell'umanità protetti da quell'organizzazione dell'ONU! Bene. Benissimo! Disinteressato al sopralluogo lo scrittore premio Strega Sandro Veronesi intento ad una lunga chiacchierata telefonica in terrazza.