sabato 24 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI: PATRIZIA SCOTTO DI SANTOLO


(Patrizia Scotto di Santolo (a sinistra..con il giudice Jacqueline Magi ed Elena Zucconi) alla presentazione di un suo libro) 

In conclusione della campagna elettorale ci siamo accorti che sul blog mancava la voce di uno dei 661 candidati allo scranno di consigliere comunale. E abbiamo voluto riparare. La scelta è caduta sulla signora Patrizia Scotto di Santolo, candidata nella coalizione di Matteo Biffoni con la lista civica "La Città per Noi".  C'intrigava conoscere le motivazioni che avevano spinto una bella signora della buona borghesia cittadina a candidarsi. Le esaurienti ed intelligenti risposte di Patrizia alle nostre domande hanno ampiamente soddisfatto la nostra (e riteniamo anche la vostra.......) curiosità. Eccovele.


Buongiorno Patrizia, grazie per la disponibilità. Ti puoi autopresentare. Dove sei nata...che studi hai fatto...com'è che sei "capitata" a Prato. Ma, soprattutto, da dove deriva il bel cognome che porti?

Sono nata a Napoli una domenica pomeriggio in piena estate e nella mia città  ho frequentato le scuole elementari, le medie, il liceo classico e poi l'università Federico II, laureandomi con il massimo dei voti in lettere con una tesi sul giornalismo napoletano di fine ottocento, usufruendo di una borsa di studio messa a disposizione della facoltà per gli studenti meritevoli.
Ho conosciuto mio  marito Giuseppe Mattera  tra i banchi di scuola e quando ha vinto il concorso notarile, e ha scelto come prima sede Prato, l'ho seguito; qui all'Ospedale è nato il mio primo figlio Mario, Marina tre anni dopo a Firenze.

Cos'è che t'ha convinta a scendere (o salire....) in campo insieme ad altri 660 concittadini per diventare consigliere comunale?

Se penso a 660 candidati allora ho la conferma che a Prato le persone sentono ancora viva la partecipazione alla cosa pubblica e che in tanti intendono dare un proprio contributo per rendere la città più bella e accogliente.

Avevi mai fatto attività politica?

Da ragazza ho partecipato ai comitati studenteschi organizzati, erano gli anni in cui a Napoli c'erano dibattiti, manifestazioni e cortei di solidarietà ma anche di protesta riguardo i grandi temi civici,  dall'Italsider di Bagnoli, al degrado del quartiere Scampia, alle infiltrazioni camorristiche nel tessuto urbano della città.

Nella tua attività di tutti i giorni non pare che la politica sia un tuo particolare pallino. Ti vediamo impegnata in altro genere d'attività. Vuoi spiegarci i nessi tra i tuoi principali interessi e la politica cittadina?

Innanzitutto il ruolo di moglie e madre che mi dà grandi soddisfazioni, sono una donna felice e serena, ma credo anche che ora posso dare ai miei figli, che studiano  all'università, un esempio di partecipazione attiva, attraverso il mio impegno civico per la città in cui vivo.
Tutto è cominciato appena due anni fa quando ho incontrato la giudice penale Jacqueline Monica Magi, una donna intelligentissima dai molteplici  interessi, e parlando di cucina napoletana e racconti della nostra infanzia, è nata l'idea di scrivere un libro a due mani, di racconti e ricette dal mondo, ”Girotondo di Natale”, a cui poi è seguito un altro legato agli astri e alle stelle, "Astrologia in cucina", che fa da prologo a un terzo di prossima pubblicazione .
Grazie al cibo e ai suoi diversi modi di essere preparato ho scoperto che l'alimentazione di un popolo può essere la chiave per conoscerlo e apprezzarlo e così grazie ad una amica comune, ho convinto la giovane  Li Cin, artista di fama internazionale, a mettersi  ai fornelli e il giornalista Umberto Cecchi a raccontare le sue esperienze umane e professionali di inviato speciale in Cina. E' nato cosi il primo corso di cucina cinese a Prato con ai fuochi ragazzi italiani e cinesi  dell'Istituto alberghiero, un vero e proprio esempio di integrazione.

Come hai impostato la tua personale campagna elettorale?

Non ho fatto una campagna elettorale vera e propria perché chi mi conosce sa che  sono, nonostante tutto, una persona timida e riservata, ma chi ha saputo della mia candidatura mi ha incoraggiata  perché conosce la mia serietà, il mio impegno e la volontà di portare a compimento i progetti che mi stanno a cuore.

Come hai trovato Prato dalla prospettiva di candidata al consiglio comunale? Migliore o peggiore di quanto immaginavi?

Prato è una gran bella città che  definisco un laboratorio culturale e umano che può dare ancora grandi soddisfazioni a chi la vive. Tutto sta a trovare gli equilibri giusti perché la nuova situazione sociale, complice la crisi economica mondiale, ha colto tutti impreparati. Sono convinta che attraverso un percorso comune di conoscenze e interazione tra le diverse etnie che insistono sul territorio, nel rispetto delle regole del vivere civile, si possano fare enormi passi in avanti.

Le cittadine ed i cittadini che sicuramente avrai incontrato quali principali problemi ti hanno sottoposto?

Non mi piacciono le  chiusure, e le barriere tra i popoli perché Prato è una città ad alto tasso democratico e riuscirà a dare con la nuova amministrazione una risposta  costruttiva agli urgenti problemi anche  sociali che ne impediscono la crescita e il rinnovato sviluppo.


Facciamo finta che nel tardo pomeriggio di lunedì 26 scoprissi di essere stata eletta. Quale sarebbe il tuo impegno principale in consiglio comunale? 

Innanzitutto partecipare, partecipare, partecipare, essere presente nei banchi del consiglio comunale testimoniando così serietà e volontà di fare a chi mi ha dato fiducia.
Il mio impegno principale è Prato città firmataria della Carta Europea dei diritti Umani delle città, un Patto Internazionale dei diritti economici sociali e culturali che mira alla promozione dei valori di coesione sociale e di protezione di quanti vivono nelle città, un documento che fa riferimento alla Carta di Saint Denis, 18 maggio 2000, quale seguito dell'impegno di Barcellona del 1998, già sottoscritto e firmato da moltissime città europee, italiane e dal capoluogo toscano Firenze, con i comuni  di Fiesole e di Poggio a Caiano.
Una carta con ben 26 articoli, 5 disposizioni finali, 5 disposizioni addizionali, che rappresenta il punto più alto della concezione dei diritti umani, che  se firmata (e mi batterò perché ciò avvenga) rappresenterebbe una ulteriore risposta da parte delle autorità comunali alle aspettative dei cittadini che chiedono sempre con maggior insistenza il rispetto dell'ambiente, la garanzia di cibi sani, la tranquillità, luoghi di svago e la sicurezza del buon vivere.

Chi vince domenica? O ci rivedremo l'8 giugno? Che sensazioni hai?

Lo scenario elettorale è confuso, anche perché oltre le comunali si vota per le Europee; in città si teme l'astensionismo e l'avanzata del movimento cinque stelle, e a questo proposito spero  che  Grillo non esca dalle elezioni vincente in entrambe le competizioni elettorali, perché sarebbe, per una serie di motivazioni ,una sconfitta per la democrazia. Detto questo per Prato, che considero la mia città d'adozione, mi auguro una vittoria al primo turno della coalizione che sostiene Matteo Biffoni sindaco, e in particolare della  lista civica "La Città per Noi", che mi ha candidata, perché ora come non mai  c'è voglia di voltare pagina, di creare nuovi e appaganti scenari di crescita per un futuro migliore, e si possa scrivere, finalmente, e qui  la mia personale convinzione di appoggiare  Matteo Biffoni, un'altra storia per Prato.

Grazie Patrizia!




PS: per il cognome Scotto di Santolo
il mio cognome è di origine normanna, in particolare i miei antenati sono nati a Monte di Procida. Tra questi degni di nota è Domenico Scotto di Santolo governatore della chiesa dell’isola che commissionò ad uno scultore la statua della Madonna dell’Assunta, nel 1814, venerata dagli abitanti del posto.



MATTEO RENZI-MATTEO BIFFONI: COMIZIO IN PIAZZA DUOMO

























venerdì 23 maggio 2014

LE SPALLE DI RENZI

riceviamo e pubblichiamo

Renzi è uno che mette d'accordo tutti.
Gli alleati di Governo.
Gli alleati per le riforme.
La minoranza del suo Partito.
Il M5S.
Gli alleati di governo lo contrastano sulle riforme.
Gli alleati per le riforme lo ostacolano nell'azione di governo.
La minoranza del suo Partito lo intralcia su tutto.
Il M5S gli fa una guerra spietata su tutti i fronti.
Tutto perchè ha osato cercare di cambiare le cose.

Tutta la casta conservatrice è contro di lui.
E' una guerra totale, alla luce del sole: solo chi non vuole vederla non la vede.
D'altronde gli Dei accecavano chi volevano rovinare.
Resisteranno le spalle del giovane boy-scout?
Me lo auguro per il bene dell'Italia.


Venanzio De Rienzo



VERSO LE ELEZIONI: LA LISTA DA VOTARE


Michele Allocca
Cristina Arancio
Salvo Ardita
Marco Baldi
Lisa Biancalani
Marcello Bindi
Gaia Biolchini
Corrado Caiano
Maurizio Colligiani
Claudia Del Pace
Khadija El Aoufy
Marilena Garnier
Salvatore Giaquinta
Adamo Guerriero
Sandra Mannini
Vinicio Martini
Dario Armando Marzocco
Gabriella Melighetti
Simone Mencattini
Letizia Montini
Giacomo Paci
Anna Edy Pacini
Erika Pini
Alessandro Rizzello
Mila Ruggiero
Rosanna Sciumbata
Cristina Tacconi
Massimo Taiti
Penelope Tangredi
Giovanni Todesca
Giampaolo Vitiello
Tiziano Zejnati

(numero magico: 500)


giovedì 22 maggio 2014

LA PAURA DI RENZI E LA TRANQUILLITA' DI BIFFONI


A pochissime ore dalle elezioni europee ed amministrative di domenica 25 maggio (si vota dalle 7.00 alle 23.00...) l'unico sentimento che regna tra le forze politiche, i mass media e gli osservatori è uno solo: l'incertezza.
Incertezza praticamente su tutto. A partire dal numero di cittadini italiani che si vorranno recare ai seggi nelle 16 (sedici) ore concesse in Italia (negli altri Paesi d'Europa si vota, tradizionalmente, dalle 8.00 alle 20.00, in alcuni casi dalle 8.00 alle 18.00)....Nell'ormai lontanissimo febbraio 2013 in occasione delle elezioni politiche si recarono alle urne il 75,16% (Camera) degli aventi diritto. Stavolta le previsioni parlano di un successo se si supererà il 60% di votanti. Per quanto riguarda Prato occorre ricordare che la percentuale di votanti raggiunta l'anno scorso alle politiche fu del 79,04%. Assai ragguardevole. Ma difficile da raggiungere in elezioni europee seppure abbinate alle amministrative.
Molto incerta anche la situazione riguardante le varie formazioni politiche. Con una novità straordinaria. Dal 1994 Berlusconi, con il suo partito, non sarà il principale contender della sinistra. Ad occupare il ruolo di principale avversario del PD sarà, stavolta, il M5S di Beppe Grillo. Che, comunque vadano gli spogli notturni, s'avvia a diventare stabilmente il secondo partito italiano. O anche oltre. Giacchè gli ultimi sondaggi (vietati per legge ma sempre in corso e sempre diffusi seppur clandestinamente..) danno i pentastellati al rush finale con i democrats di Matteo Renzi. E solitamente chi sta rimontando alla fine vince. Sensazioni non buonissime per Matteo Renzi ed il PD. Se fino a qualche settimana fa il successo dell'ex sindaco di Firenze pareva incontrastato ed incontrastabile adesso c'è più d'un sondaggista che lo mette in forse.
Pare che Renzi sia uscito già logorato da questi due mesi di governo nazionale. Neppure il provvedimento che lascerà in 10.000.000 di buste paga di maggio 80 euro di sgravi fiscali pare aver invertito questa tendenza. Che, anzi, s'è notevolmente rafforzata dall'uscita dei dati sulla crisi dell'economia italiana che segnano sempre cifre in rosso. Dallo scandalo "bipartisan" dell'Expo milanese. Dall'improvvisa risalita del mitico spread. Matteo Renzi, inoltre, deve fare anche i conti con una parte, minoritaria ma importante, del suo partito. Che, anche a scapito del risultato della "Ditta" non vedrebbe male un suo flop elettorale. Se il PD sta sotto o intorno al 30% per Renzi saranno giorni amarissimi quelli del dopo europee.  
Nel frattempo Beppe Grillo pare "incarognirsi" ogni ora di più. In sintonia, pare, con i sentimenti di molta parte del popolo italiano. Stanco della crisi, delle promesse e delle chiacchiere della vecchia politica. Alla quale in tanti cominciano anche ad aggiungere pure il presidente del consiglio in carica. Ha buon gioco, dunque, il principe degli "arrabbiati". Il verboso e rabbioso Beppe Grillo pare voler mettersi in sintonia con la pancia in ebollizione di un paese in palese putrefazione. E tutti i giorni rincara la dose di offese, insulti e paradossi a destra e a manca. Non dimenticando di riesumare, spesso, Hitler, Mussolini e Stalin. Ovvero i dittatori che nel secolo scorso profittarono di situazioni simili all'attuale per prendersi un potere assoluto e malefico.
Certo fa un certo effetto, ma non sorprende, vedere che un quarto (e oltre..?) di italiani restano ammaliati dal comico di "Te la dò io l'America..il Brasile..la Svizzera...ecc. ecc.". Ma così continuano ad andare le cose nel nostro Paese. 
Resta da comprendere come la situazione che pare configurarsi a livello nazionale per le europee potrà ripercuotersi sul mercato locale delle comunali pratesi. Che oltre a questa variabile, ed a quella sull'astensionismo, ne presenta pure una terza: la strategia del candidato favorito, Matteo Biffoni, avrà fatto presa? Quella che Antonello Giacomelli ha definito "gentilezza" avrà sfondato nel cuore dei pratesi? Biffoni ha voluto dare di sè e della sua coalizione l'immagine di una forza tranquilla. Riecheggiando, dopo molti anni, quel "La Force Tranquille", slogan inventato dal grande Jacques Sèguèla, che consentì a Francois Mitterrand di dominare per un quindicennio la scena politica in Francia. Sarà stata sufficiente questa immagine di sobrietà, di calma, di fiducia a convincere la maggioranza degli elettori pratesi? Vedremo a breve! Quel che ci pare sicuro è che la vittoria di Biffoni si giocherà, in gran parte, sul risultato che riuscirà a conquistare la sua lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato". Più consensi avrà la lista civica più possibilità avrà Matteo Biffoni di vincere sin dal primo turno.   


   

mercoledì 21 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI: VISITA AD UN'AZIENDA ITALIANA IN CHINATOWN





































Esatto! Le prime immagini chiariscono inequivocabilmente che oggi ci troviamo nell'Auzziland! Le grandi installazioni pubblicitarie inneggiano al consigliere comunale uscente (e speranzoso di rientrare..) Giancarlo Auzzi. Siamo ai margini della Chinatown. In fondo alla Via Colombo capannoni abbandonati che una volta erano pieni zeppi balle di stracci, casse di filati, telai, filature ecc. ecc. aspettano che si concluda il loro ciclo di vita. Li a due passi dovrebbe svilupparsi il cosiddetto progetto "Bloomberg" ovvero la maxi lottizzazione che dalla Via Galcianese dovrebbe ricongiungersi con la nuova rotonda sopra il sottopasso del Nuovo Ospedale di Prato (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/04/macrolotto-zero.html). Auzzi ha invitato il sindaco Roberto Cenni (giunto con l'altro Cenni di giunta, l'assessore all'urbanistica Gianni...) a visitare un'azienda modello. Un'azienda italiana. Un'azienda che sopravvive, benissimo, sia all'accerchiamento cinese che alla crisi del tessile. E' una fabbrica di filati. Soprattutto destinati all'arredamento di qualità. E' attiva da circa 40 anni. E proprio in questo momento sta facendo affari d'oro. Ce lo spiega il proprietario. Che con i due figli dirige la fabbrica. E' un simpatico sessantenne foggiano giunto a Prato quando di anni ne aveva 17. Un esempio tipico d'accoglienza e d'integrazione perfetta. Ci dice che prima di scovare il suo attuale business ha fatto diversi altri mestieri. Adesso ha 30 operai impiegati direttamente. Mentre altri 120 lavorano nell'indotto. Non tralascia di raccontare che tra i suoi dipendenti diversi sono cittadini cinesi. Come cinese è la famiglia che ha sistemato in un appartamento a fianco della fabbrica. Lui i suoi lavoratori li tratta con i guanti. A chi non riesce a trovar posto nelle abitazioni di sua proprietà eroga 300 euro al mese quale contributo per l'affitto. I capannoni che ci fa visitare sono un tripudio di colori, balle di fibra, rocche di filato. Il figlio sottolinea come nell'azienda si tratti anche una fibra assai complicata da lavorare: il lino. Che arriva a Prato direttamente dalle tradizionali e secolari piantagioni della Fiandra belga. Sulla lavorazione del lino questa fabbrica non teme confronti. Nè i potenti ed industriosi cinesi nè i quasi altrettanto potenti ed industriosi indiani riescono a lavorare il lino come qui a Prato. Concorrenza pari a zero e business in espansione irresistibile. Come dimostra anche il grande TIR turco che incontriamo all'uscita della fabbrica a visita conclusa. Non sappiamo se viene a caricare merce o a scaricarla. Ma è testimone del commercio globale che ha sempre contraddistinto Prato (altro che difesa del campanile..). In conclusione la visita ad una delle aziende che restano in Chinatown ci fa percepire quanto grande sia ancora la possibilità di lavoro per la nostra città anche nel settore tessile. E quanto il lavoro sia sinonimo di integrazione, di accoglienza, di valorizzazione delle individuali capacità umane. Adesso come 40 anni fa!