sabato 14 giugno 2014

IL PD PRATESE: DALLA B1 ALLA B2 (...PASSANDO PER GLI SMIDOLLATI.......)




L'anno scorso, grosso modo di questi tempi, il PD guidato da Ilaria Bugetti era, visibilmente, un partito allo sbando. In aprile s'erano dimessi dalla sua segreteria ben sette componenti: Gabriele Alberti, Maurizio Calussi, Angelo Formichella, Simone Mangani, Matteo Prussi, Francesco Puggelli ed Elisa Valdambrini. Ilaria Bugetti li definì "gli smidollati". Innescando tra i democrats un feroce dibattito interno sule sorti di un partito che non sembrava, allora, in grado di risollevarsi, dopo quattro anni, dalla terribile sconfitta subita nel 2009 (...a proposito: Gabriele Alberti è neo eletto consigliere comunale; Maurizio Calussi è stato riconfermato consigliere comunale; Simone Mangani, rieletto consigliere è stato nominato assessore alla cultura; Francesco Puggelli è vice sindaco a Poggio a Caiano; Angelo Formichella, tutt'ora nel CdA del Pecci, è stato per qualche giorno in lizza per l'assessorato alla cultura...alla faccia degli smidollati...Viceversa tra i rimanenti Sapia, Ricciarelli, Becchimanzi, Oliva, Benigni, Logli, Giachi, Sanzò, Toninelli, Risaliti, Scali, Rossi, Tropepe, Vignoli, Carlesi, Citarella...solo 3 o 4 sopravvivono allo tsunami renziano...Ilaria Bugetti, nel frattempo, è tornata al lavoro nell'azienda di famiglia...).
Poi sul PD bersaniano, sconfitto nelle elezioni politiche del febbraio di quell'anno, scoppiò il fattore "R", come Matteo Renzi. E tutto cambiò. In meglio. Tanto in meglio che il 25 maggio il partitone a marchio renziano raccoglie il 41% alle elezioni europee e fa quasi strike alle elezioni amministrative. Riconquistando pure la perdutissima città di Prato. Alla guida di questo PD vincente c'è, dal novembre 2013, Gabriele Bosi. Un giovane frutto della "cantera" democrat. Stigmate da intellettuale organico con qualche buon tocco di naturale calvinismo. Bersaniano (indi cuperliano....) ma assai stimato da tutte le anime del partito. Le sue sembianze iconiche gli attirano qualche superficiale ma sempre benevola ironia. Tuttavia sul suo nome si suggella un patto che vede convergere tutte le correnti interne (ad eccezione dei civatiani..). E' il patto che porterà alla scelta di Matteo Biffoni quale incontrastato candidato sindaco unitario prescindendo dalle mitiche primarie. Ed i "renziani" scalare la segreteria cittadina.
E' la B2 (con qualche regia eterologa..) che dopo aver vinto a mani basse le amministrative cittadine ha anche dominato sia nella non semplice composizione della giunta che negli assetti del nuovo consiglio comunale.

Biffoni e Bosi indovinano la mossa d'allargare la coalizione di centrosinistra a tutti quelli che ne vogliono far parte. Ed anche la costituzione della lista civica Biffoni. La B2 ha azzeccato, a nostro parere ovviamente, anche la composizione della Giunta. Con l'ingresso delle anime civiche (Luigi Biancalani quale rappresentante del mondo delle professioni, del volontariato e del cattolicesimo pratese; Daniela Toccafondi in rappresentanza dell'anima liberale e liberista; Valerio Barberis quale campione dell'ala liberal-renziana dell'elettorato..) hanno evitato di proporre, come avrebbero anche potuto, un "duro e puro" monocolore PD.
La B2 ha trionfato, infine, nell'assetto istituzionale del Consiglio Comunale. La nomina di Ilaria Santi a presidente del CC e di Lorenzo Rocchi a capogruppo rafforzerà il patto interno ai democrats pratesi. Anche se, tra i renziani, rimarrà qualche già visibile e comprensibile mal di pancia.....Proprio l'area Renzi, ovvero quella parte del PD che fa direttamente riferimento al motore principale del trionfo democrat, appare la "corrente" più "sacrificata". Matteo Biffoni è, ormai, super partes. Dunque restano ai renziani le caselle andate a Simone Faggi e Monia Faltoni alla guida di due assessorati affatto facili e di non grande visibilità mediatica......Tutto il resto (segretario, capogruppo, presidente del consiglio, assessorati più "appetitosi"...) sono in quota cuperliana, civatiana e, naturalmente, Area Dem. Probabile, tuttavia, che il patto interno dell'autunno scorso regga. Almeno fino al prossimo autunno! Ed alle attese per le successive nomine negli enti di proprietà o partecipati dal Comune.
A parte questo problema interno, Biffoni e Bosi hanno comunque creato ottime premesse per il lavoro della Giunta da qui alla prossima scadenza elettorale: le regionali 2015. Adesso devono assolutamente evitare il rischio dell'autocompiacimento e dell'autosufficienza. E coinvolgere nei processi e progetti politici futuri tutta la composita e variegata coalizione vincente.
Sul fronte interno è già tempo di dedicarsi alla Festa dell'Unità. Che, probabilmente, si terrà sempre presso i giardini di Maliseti-Narnali, nel mese di luglio. Ed alla sistemazione di qualche "lavoro" arretrato. Ad esempio convincere tutti gli eletti nelle istituzioni a mantener fede all'impegno di versare nelle esangui casse del partito l'undici per cento degli emolumenti lordi ricevuti. Regola che pare essere stata largamente disattesa. Tanto da non aver fatto affluire sul conto del PD Prato la bella somma di circa 100.000 euro. Che, forse, è stata anche una concausa del mancato ingresso in Giunta di qualcuno della "vecchia guardia".  Cosicchè mentre tutti, o quasi, pensano alle ferie per Simone Barni, responsabile dell'organizzazione e per il tesoriere Marco Del Tongo, sarà ancora tempo di pieno lavoro!