sabato 5 luglio 2014

ADESSO PRATO: SI RICOMINCIA





Mentre nel campo del centrodestra tutto tace (dal 25 maggio ci sono state una minuscola assemblea, un'apertura di sede, un'interrogazione sulla riapertura di una strada per Cerreto...) e si è ancora sostanzialmente impegnati nell'elaborazione del lutto dopo la brutta sconfitta alle comunali, c'è gran fermento in questo periodo postelettorale dalle parti del Partito Democratico e dintorni.
Dopo la costituzione, l'altra settimana, del Centro Studi Prato 2.0 giovedì sera è stata la volta della ripresa d'attività di "Adesso Prato", associazione d'area renziana che raccoglie tutti i simpatizzanti pratesi dei vari Comitati sorti in città nel nome dell'attuale presidente del Consiglio e segretario democrat. Al Circolo di Coiano si sono ritrovati in buon numero (oltre 50 presenti) per ascoltare la relazione del coordinatore dell'associazione e neo consigliere comunale Filippo De Rienzo.
Assente il sindaco Matteo Biffoni (che pure aveva promesso d'intervenire...) che è ancora il Presidente dell'associazione. Pare fosse a presenziare la presentazione delle nuove maglie dell'amatissima AC Prato 1908. Ubi maior, minor cessat! Presente, ma assai silente, il vicesindaco Simone Faggi. Nessun altro membro della Giunta s'è fatto vedere. Neppure il segretario del PD, Gabriele Bosi, ha ritenuto opportuno onorare la riunione con la sua presenza. Presenti invece, in buon numero, dirigenti ed aderenti a Prato 2.0.
Questa nuova associazione è stata un pò il convitato di pietra dell'incontro. A diversi "renziani" della prim'ora non è ancora chiaro il significato di quell'operazione. E neppure la complementarietà con "Adesso Prato" ovvero con il Partito Democratico. Ma la notizia vera è che "Adesso Prato" intende anch'essa darsi un'ossatura ufficiale con tanto di Statuto, adesioni, organismi dirigenti. Si tratta, in pratica, del riavvio dell'esperienza "renziana" a Prato. Questa componente, che si era praticamente liquefatta al momento dell'accordo per l'elezione di Gabriele Bosi a segretario unitario del partito, tornerà a rivendicare un suo ruolo propositivo all'interno dei democrats cittadini. Alla prossima puntata gli adempimenti burocratici e la nomina di nuovo presidente e nuovo coordinatore.
Qualche malizioso commentatore osserva che sia Prato 2.0 che Adesso Prato appaiono il tentativo di rivincita di alcuni dirigenti che non hanno ottenuto la visibilità (leggi nomina in Giunta..) agognata. Solo il tempo potrà dirci se hanno visto giusto.

venerdì 4 luglio 2014

L'EX CAIMANO


Suscita sentimenti contrastanti questa foto "rubata". Mostra Silvio Berlusconi nella Casa di Riposo di Cesano Boscone intento a scontare la sua "pena". Munito di vestaglina bianca regolamentare; circondato dagli anziani ospiti; intento a chiacchierare con una dipendente dell'ospizio ovvero con l'assistente sociale. Tristezza?Malinconia? Imbarazzo?
Un'uscita dalla scena politica (che ha calcato, qualsiasi sia il giudizio d'ognuno, da protagonista per vent'anni...) assolutamente inimmaginabile. Se poi a questa foto aggiungiamo il risultato elettorale che la sua creatura (Forza Italia) ha ottenuto il 25 maggio il quadro pare completo. Viale del tramonto personale e politico. Sicuro!
Adesso confrontate quest'immagine con l'altra foto presa dalle ultime scene del film di Nanni Moretti "Il Caimano". Lì Berlusconi scendeva le scale di un Palazzo di Giustizia da condannato. Lo sguardo torvo. Intorno fuochi di guerriglia. Davanti una folla che lo accoglieva come un eroe e se la prendeva, con violenza, con i giudici e le Forze di Polizia. Avvisi di guerra civile, quasi! Perchè era questo quello che una certa sinistra fondamentalista, giacobina e giustizialista pensava di Silvio Berlusconi. L'aveva detto per vent'anni. Il patron di Mediaset si sarebbe ribellato all'ultimo giudizio della Magistratura. E pur di non terminare nel fango la sua esperienza non avrebbe esitato a mobilitare contro lo Stato i suoi sostenitori. D'altronde non a caso lo si era per 20 anni paragonato a Mussolini o a Hitler. Era un dittatore. Un autocrate. Un mafioso. Anzi. Di più. Il Capo della Mafia italiana!  
Cosicchè vederlo seduto in quella Casa di Riposo fa certamente effetto. Sbagliava, evidentemente, Nanni Moretti. Nel suo "delirio" poetico ma dogmatico non rinunciava a dipingere l'ultimo atto di Berlusconi come il primo passo di una nuova tragedia italiana. Invece, al più, siamo in una farsa! D'altra parte la "sinistra" è abituata a dipingere a tinte fosche i propri avversari politici. Quante volte c'hanno ripetuto che Berlusconi vinceva ed aveva consenso in ragione delle sue televisioni e della sua stampa. Quante volte c'hanno ripetuto che era il "cancro" della democrazia. Una scheggia impazzita che impediva, dall'alto dei suoi denari e del suo personale potere sui media, alla "sinistra" di vincere. Erano tutte balle. Ci stavano a menare per il naso!
Quando è arrivato il suo momento Silvio Berlusconi non è sfuggito (e nemmeno è fuggito...) alla condanna giudiziaria. Emessa da una Magistratura per molti versi e per alcune importanti parti assai militante giacchè verso di lui, e solo verso di lui, si è utilizzato tutto l'utilizzabile e forse di più. E non è sfuggito neppure al giudizio dei cittadini-elettori. Delusi dalla sua ripetuta incapacità di far seguire alle promesse i fatti. Impossibilitato a cambiare verso all'Italia. Ed anche per questo ridotto a terzo leader italiano in quanto a consensi elettorali. Ma, tuttavia, capace di recitare la sua ultima partita politica e personale restando ben dentro il recinto del gioco democratico (o meglio partitocratico...). Alla faccia di quanti, in cuor loro, confidavano che nel momento della disperazione finale Silvio Berlusconi sarebbe stato capace anche di mettersi alla testa di pulsioni e movimenti antidemocratici e/o sovversivi. L'anziano signore che racconta aneddoti e barzellette agli ospiti, quasi suoi coetanei, di una casa di riposo brianzola è invece lo stesso che il giorno dopo varca il portone di Palazzo Chigi. Andando a rendere omaggio ed a confermare accordi con quel giovin signore fiorentino che lo ha sostituito sulla poltrona più alta del governo e nell'apprezzamento della maggioranza degli italiani. Merita, comunque, l'onore delle armi.    

giovedì 3 luglio 2014

INGEGNERI, PERETOLA, PISA, ARGENTINA, FOTO


























Oltre 120 persone hanno partecipato ieri al convegno organizzato, presso la sala maggiore della Camera di Commercio, dall'Ordine degli Ingegneri di Prato. PresentI, all'inizio, anche il sindaco Matteo Biffoni ed il presidente della Provincia Lamberto Gestri. Attenta, in prima fila, l'assessore comunale di Prato Daniela Toccafondi . Le relazioni degli ingegneri Prof. Domenichini e Pezzati, rispettivamente sul sistema aeroportuale toscano e sui trasporti ferroviari regionali non hanno francamente aggiunto granchè di nuovo a quanto già abbondantemente conosciuto. Se non ripercorrere, didascalicamente, lo stato dell'esistente e quello in fase di progettazione e realizzazione. Sicuramente più stimolante l'intervento dell'amministratore delegato di America Corporacion Italia, Ing. Roberto Naldi, sulle prossime mosse del magnate argentino Eurnekian. Ormai proprietario dei pacchetti azionari di maggioranza degli aeroporti di Pisa e Firenze.
Naldi ha quantificato in circa 250 milioni di euro l'investimento necessario per la nuova pista di Peretola. Che potrà essere lunga anche solo 2000 metri invece dei 2400 previsti negli ultimi tempi. America Corporacion si rimetterà alle decisioni di ENAC . Ma il colpo grosso Naldi lo ha fatto annunciando che verrà incaricata la MITRE, una grande e prestigiosa multinazionale statunitense, di effettuare appositi studi e simulazioni per limitare al massimo l'inquinamento acustico sulla Piana e su Prato. Non si tratterà di uno studio e/o di una valutazione di impatto ambientale vera e propria. Quanto invece di un'approfondita analisi sulle caratteristiche tecniche che dovranno avere decolli ed atterraggi per ridurre al minimo l'impatto acustico dei voli. Secondo Naldi la nuova pista di Peretola dovrebbe essere operativa dal 2019. Nel 2029 Naldi prevede il raddoppio dei passeggeri (da 2 a 4 milioni/anno). Alla stessa stregua di Firenze anche Pisa dovrebbe passare dagli attuali 4 milioni a 7.5 milioni di passeggeri. Per un totale di 11.5 milioni di passeggeri/anno raggiunti dai due scali. 
In conclusione gli ingegneri pratesi, di fronte a lavori futuri per 250 milioni di euro, si son fatti avanti. Ci siamo anche noi! Della serie: piatto ricco mi ci ficco!!

mercoledì 2 luglio 2014

INTERVISTA A ROBERTO PAGLIOCCA


Roberto Pagliocca è attualmente responsabile del Circolo PD di Tavola. Dal 1995 al 2004 è stato consigliere comunale, eletto nel 1995 con il PDS e nel 1999 con i Democratici prodiani. Ha ricoperto l'incarico di presidente dell'ASEL. E' impiegato direttivo di Estra.

Buongiorno Roberto, sei stato uno dei principali animatori della vittoriosa campagna elettorale di Matteo Biffoni. Ed anche uno strenuo e convinto sostenitore della lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato". Puoi dirci le tue valutazioni sull'esito elettorale e sui risultati di PD e lista civica?

Pensando e vedendo i risultati di Prato e quello che e' successo a Livorno mi pare che i partiti tradizionalmente di sinistra senza i tre raggruppamento( Scelta Civica, Citta per Noi e la lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato" non avrebbero raggiunto da soli la maggioranza per passare al primo turno.
Conosco meglio la lista civica e mi soffermo su essa. Penso che aver creato un gruppo di persone così eterogenee accomunate dal fatto di voler svoltare in città .. Aver spaziato nelle idee e trovato un nesso nella " trasversalità del fare" .. Ha posto le basi per dare forza a Matteo Biffoni e fare scardinare il muro della diffidenza verso il centrosinistra .. Facendo avvicinare alla coalizione persone non connotate politicamente ..E ciò grazie anche al forte impulso innovativo che si porta dietro Matteo Renzi da 2 anni a questa parte.

Tu sei anche stato uno dei fondatori a Prato del movimento "renziano". Sei stato uno dei principali "motori" delle associazioni (come "Adesso Prato") che hanno lavorato, in occasione di tutte le primarie del PD, a favore di Matteo Renzi. Visto e considerato che, almeno a sentire il segretario del PD Gabriele Bosi, a Prato non ci sono più differenziazioni politiche "correntizie" all'interno dei democrats ci puoi spiegare che ne è adesso del "renzismo" pratese?

Il renzismo non e' una corrente, e' un modus vivendi: parole come meritocrazia, rottamazione, superamento dell'ideologie per mettere in circuito idee per dare una svolta alla tua città al tuo paese.. Sono cose che non fanno parte di un modo di fare politica ma sono " la politica" se vogliamo uscire dall'ipocrisia che ci attanaglia .. Questa città e questo paese hanno bisogno di risposte e ti dico che tutti coloro che in politica,
nel sociale, nel mondo delle imprese, nel mondo della cultura, mettono tutto se stessi per permettere al paese di progredire e uscire da questo stato in cui siamo .. Ecco loro alla fine si possono considerare renziani ed auspico che alla fine il superamento di un modo diverso di concepire la politica si possa vedere nei fatti ... Dando forza al primato delle idee.

Parteciperai il 20 e 21 settembre alla riunione fiorentina dei "renziani" nazionali?

Certamente! Come parteciperò giovedì alla riunione dei renziani di adesso Prato di cui sono fondatore. Ritengo che l'esperienza di Adesso Prato e del centro studi Prato 2.0 siano complementari.

Il 25 giugno, al circolo Curiel, con una parte dei sostenitori della lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato", ed altri, hai dato vita all'associazione culturale non profit "Centro Studi Prato 2.0". Nelle medesima occasione sei stato eletto presidente dell'associazione. Ci puoi spiegare le motivazioni che t'hanno spinto a questa scelta?


L’associazione culturale conta, tra direttivo ed esecutivo 55 membri (15 provenienti dal Pd, 15 dalla lista civica e 25 civici che hanno dati mano a Matteo) che avranno il compito di presiedere ad altrettanti gruppi di lavoro a tema. Sarà dunque previsto il tavolo di lavoro che riguarderà il sociale, la cultura, le partecipate, la sanità, la sicurezza e via dicendo. I temi da trattare ed approfondire sono quelli che riguardano il programma presentato da Biffoni durante la campagna elettorale e già approvato in Giunta. Tutto ciò perché l'esperienza fatta da queste e altre persone non può terminare con il voto: il centrosinistra ha energie vive al suo interno che non puo' permettersi di perdere. Per cui si rende necessaria una collaborazione tra cittadini, un collegamento tra gli stessi e il Palazzo Comunale dato che le circoscrizioni sono state eliminate così come le province. E l'impegno che abbiamo davanti e' gravoso viste le difficoltà in cui si trova Prato. L’associazione sarà aperta al dialogo e al confronto anche con le realtà vicine quali quelle di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino per i temi e le problematiche che ci accomunano creando un nesso metropolitano ..L’idea è quella di creare una vera e propria rete che coinvolga cittadini, associazioni e istituzioni in modo tale da risolvere quante più problematiche possibile ed attuare l’ambizioso programma con cui Biffoni si è presentato come candidato Sindaco di Prato: l’Associazione e' “un centro di elaborazione del pensiero".

Naturalmente per fare interlocuzione con qualcuno occorre che il secondo soggetto corrisponda. Sei sicuro che Matteo Biffoni e la sua Giunta siano interessati agli apporti che il Pratoduepuntozero può elaborare? Hai già preso contatto con Biffoni?

Si. Ho parlato dell'associazione, delle finalità e delle persone che la compongono. Evidenziando che con questa associazione si va a colmare un vuoto presente nel centrosinistra che e' garanzia stessa per la tenuta del centrosinistra stesso.

Nell'intervista rilasciata l'altro giorno a Liber@Mente il segretario del PD Gabriele Bosi dice la sua anche su Pratoduepuntozero. Sei soddisfatto delle cose dette da Bosi?

Molto.
Mi e' piaciuto perché ha ben inquadrato il centro studi che non e' un partito strutturato e "quindi chi ne ha fatto parte (della lista civica Biffoni, ndr) ha la possibilità di organizzarsi come meglio crede; l’importante è dare un contributo in termini di idee e proposte al governo della città, affiancando il lavoro delle altre forze politiche". Nostro obiettivo infatti e' non disperdere le energie prodotte anzi canalizzarle per rafforzare il progetto della città che vogliamo in base al programma di Matteo Biffoni che dal 19 giugno e' il programma di tutta la città visto che e' stato approvato in consiglio

Pare che uno dei motivi che hanno determinato la nascita dell'associazione Prato 2.0 sia anche la scarsa volontà delle due consigliere elette dalla lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato" a relazionarsi positivamente con il corpo della medesima lista. Che ne pensi?

Dico che il progetto associativo e' partito dai civici e che non contano le persone ma il gruppo.

Ritieni che la lista civica Biffoni sia uscita penalizzata dall'assetto della Giunta pratese?

Ritengo che il sindaco ha fatto le sue scelte e che dovremo giudicare i risultati: noi ci siamo come sempre per dare una mano.

Roberto tu hai anche incarichi di responsabilità all'interno del PD. Sei il responsabile del Circolo di Tavola. Come pensi che Prato 2.0 debba collocarsi nei rapporti politici con il tuo partito?

Essendo una associazione culturale e apartitica non pregiudicherà il mio apporto al mio partito, anzi mi aiuterà a vedere le cose con più obiettività e alla fine sarà un vantaggio anche per il Pd ...se saprà cogliere la buona volontà di queste persone di darsi da fare per la loro città mettendo a disposizione la loro esperienza come del resto hanno già fatto in campagna elettorale.

Qualche osservatore sostiene che questo tuo attivismo sia dovuto anche ad una certa delusione per non essere stato considerato nella costruzione della giunta Biffoni e che l'assetto che ha Prato 2.0 assomiglia a quello di una Giunta-ombra. Che ci puoi dire in proposito?

Gli amici amano scherzare su questo argomento. In realtà in politica e nella vita dobbiamo sempre guardare avanti e fare del nostro meglio per realizzare ciò in cui crediamo. La giunta e' un capitolo chiuso e ora dobbiamo prestare fede ad una promessa fatta dal centrosinistra ai pratesi : ovvero svoltare e con i fatti fare capire che non si scherzava e che vogliamo davvero creare le premesse per dare una speranza alle persone e al nostro futuro ovvero ai nostri figli.. Visto che i giovani mi pare siano la parte più debole nel nostro paese e nella nostra città.

martedì 1 luglio 2014

BILANCIO, SPOSE, TRIBUNI, VAMPIRI E FOTO



(Foto "Il Bubbone")


Ieri pomeriggio è stato approvato dal Consiglio Comunale (27 si e 3 astensioni) col voto favorevole del PD, della Lista Civica "Con Matteo Biffoni per Prato" (rientrata la fronda di Rosanna Sciumbata...), di Forza Italia, della Lista Cenni per Prato e di Prato Libera e Sicura. Astenuti, chissapperchè, i tre del M5S. Una cinquantina di persone presenti nella sala consiliare. Diretta streaming di Radio Spin. 
La tuttadibiancovestita assessore al Bilancio Monia "the bride" Faltoni (ed i cinefili capiranno al volo...) ha svolto la relazione iniziale dando conto del lavoro effettuato, insieme agli uffici (presente la responsabile Simona Lausi, che è sempre un belvedere...) sul consuntivo. Faltoni conferma il giudizio negativo espresso nei giorni precedenti dalla Giunta. Chiede alla maggioranza di approvarlo per causa di forza maggiore: evitare il commissariamento del Comune. Intervengono, in ordine alfabetico: Berselli; Carlesi; Cenni; Garnier; Giugni; La Vita; Longo; Milone; Mondanelli; Pieri; Rocchi; Sanzò; Sciumbata; Silli; Verdolini. Chiude il sindaco Matteo Biffoni.
Di particolare rilievo gli interventi di Carlesi, assai polemico con Cenni (gli ricorda, maliziosamente, un'intervista del febbraio 2014 nella quale parla di aumento delle tasse...)  e la passata maggioranza; Mondanelli, nei panni di "tribuno del popolo", sceglie di rivolgere il suo commento al pubblico (che tuttavia mostra di non apprezzare il "didattico" intervento dell'estrosissimo ex assessore alla Sanità). Incomprensibile la dichiarazione d'astensione del M5S. Ma l'apice viene raggiunto dall'intervento accalorato ed appassionato dell'ex sindaco Roberto Cenni. Ascoltare le disquisizioni di Cenni sul Bilancio del Comune è un pò come ascoltare una comunicazione di Dracula ad un convegno dell'Avis.....Cenni arriva a sostenere che la sua amministrazione ha di proposito disobbedito alle leggi nazionali che regolano la formazione dei bilanci comunali. Per Cenni "dura lex sed lex", affermazione giuridica teoricamente valida da duemila anni, può essere bellamente bypassata. Naturalmente nell'interesse dei cittadini. Dando un altro magnifico esempio di come l'Italia non sia, nei fatti, uno Stato di Diritto. Ogni italiano, infatti, a cominciare dal sindaco della terza città del centro Italia, può interpretare e applicare o disapplicare le leggi secondo il proprio tornaconto personale e/o politico.  Era questo, d'altra parte, lo "stile" dell'ex patron di Sasch. Che non esitò a "dialogare" con un Ministro della Repubbica rilasciando la famosa intervista seduto sulla tazza del suo cesso personale!!
Scoop finale del sindaco Matteo Biffoni. Il primo cittadino annuncia d'aver inviato il bilancio consuntivo al Centro Studi (no, non alla nuova associazione cultural-politica presieduta da Roberto Pagliocca..) dell'ANCI affinchè esprima il proprio giudizio tecnico dopo aver esaminato quel che resta caso unico in Italia di un bilancio NON approvato dalla maggioranza che l'ha gestito.
Finita la schermaglia sui conti (ovviamente tutti gli intervenuti son restati sulle proprie posizioni...) da oggi la Giunta comunale può cominciare a lavorare per l'allestimento del Bilancio preventivo 2014. Da approvare entro il 31 luglio prossimo. In quel documento saranno scritte le prossime mosse della Giunta Biffoni circa l'imposizione o meno di nuove tasse per i pratesi. Nel preventivo dovranno essere pure dichiarate le intenzioni future dell'amministrazione comunale. Buon lavoro!

lunedì 30 giugno 2014

BILANCIO CONSUNTIVO 2013


Oggi il Consiglio comunale approverà il Bilancio consuntivo 2013. Ovvero il risultato di un anno (l'ultimo) di gestione dell'amministrazione da parte della Giunta Cenni. Paradossalmente sarà la nuova maggioranza di centrosinistra a farsi principalmente carico dell'approvazione. Poco prima delle elezioni del 25 maggio la vecchia maggioranza non era riuscita ad approvarlo a causa del voto contrario di uno dei suoi membri.
La legge rende obbligatoria l'approvazione del bilancio consuntivo entro il 30 giugno. Pena il commissariamento del Comune. Non ci sono dunque alternative. O la maggioranza biffoniana l'approva o va a casa! Alcuni commentatori, specie sul web, considerano del tutto contraddittorio questo atteggiamento del centrosinistra. Approvare oggi quello che un mese prima aveva ottenuto un voto contrario.
Naturalmente si tratta solo di un atteggiamento per rinverdire la polemica politica. Quando la giunta Cenni ha portato in consiglio comunale il bilancio consuntivo era il centrodestra a doverlo far passare.
Tra l'altro il voto contrario del consigliere Lorusso non era affatto previsto. Nemmeno dalla stessa maggioranza di centrodestra. Pertanto era del tutto legittimo che l'allora opposizione si schierasse per il no a quel provvedimento. Assai più interessante è il dibattito che si va sviluppando sul "buco" che la Giunta Biffoni ritiene d'aver individuato nel bilancio comunale. E che il centrodestra nega. Purtroppo anche in questo caso sbagliando. Basta far parlare gli stessi atti della Giunta Cenni per accorgersene.
Prendiamo la Delibera di Giunta n.  99  del   02/04/2014 avente ad oggetto:  Primi indirizzi per la predisposizione del bilancio di previsione 2014-2016 - gestione corrente.
"La Giunta comunale Cenni preso atto che per la predisposizione dello schema di  bilancio di previsione 2014 – 2016 in pareggio finanziario occorre una manovra sulla parte corrente del bilancio pari a 24,4 milioni di euro; 
RITENUTO necessario impartire ai servizi, prime linee di indirizzo, salve le misure sotto specificate,  per la predisposizione dello schema di bilancio di previsione per il triennio 20014 – 2016, per la gestione corrente, come di seguito indicato:


Minori spese correnti
Maggiori entrate correnti




Spese correnti (acquisto beni, prestazioni di servizi eccetto servizio di igiene ambientale, utilizzo beni di terzi, trasferimenti)
          7.200.000,00
TARI
          2.700.000,00
Spese di personale
             500.000,00
IMU / TASI
          9.000.000,00
Spese per servizio igiene ambientale
             500.000,00
Destinazione dei proventi da permessi a costruire a copertura della spesa corrente
          4.500.000,00








Totale minori spese
          8.200.000,00
Totale maggiori entrate
         16.200.000,00


le maggiori entrate per la imposta TARI presuppongono un aumento medio delle tariffe del 6,5% rispetto alle tariffe in vigore nel 2013; tuttavia, poiché ad oggi risultano da esentare i soggetti che producono rifiuti assimilati ai rifiuti urbani e che provvedono autonomamente allo smaltimento, qualora non intervengono modifiche normative occorrerà provvedere all’ulteriore aumento delle tariffe per garantire l’invarianza di gettito in base alla quantificazione che dovrà essere effettuata dal gestore del servizio di igiene ambientale;
le maggiori entrare da IMU e TASU presuppongono:
l'innalzamento dell'aliquota IMU su fabbricati diversi dall'abitazione principale attualmente assoggettati ad aliquota dello 0,96%, dall'attuale aliquota all'1,06%;
stabilire l'aliquota TASI nella misura dello 0,25%....."

Essendo queste le previsioni della Giunta Cenni che c'è da discutere? Fa quasi tenerezza leggere adesso le dichiarazioni dell'ex sindaco che "suggerisce" a Biffoni di NON aumentare le tasse ma di ridurre le spese! Già, ma perchè non l'ha fatto lui? E perchè non l'ha neppure scritto nella sua delibera? La "sua" manovra, infatti, prevedeva solo 8 milioni di minori spese a fronte di 16 milioni di nuove tasse!
Pare del tutto pacifico, dunque, che esista eccome, un "buco" o deficit nei conti del Comune. Chiamatelo come vi pare. Ma, in sostanza, quello che è accaduto dal 2013 ad oggi è che la giunta Cenni, incurante dei richiami pervenuti sia dal Ragioniere Capo che dal Collegio dei Revisori dei Conti ha continuato in una politica di spese senza badare a quella dell'entrate. Mancando dei fondi di cassa necessari Cenni non ha esitato a chiedere, ed ottenere, anticipazioni di Tesoreria. Nel 2013 sono serviti 11.000.000 di euro che verranno restituiti con un piano di rientro trentennale e che costeranno una bella cifra di interessi alle casse comunali. Altri 12 milioni di anticipi sono stati ottenuti nel 2014. Una parte sono stati necessari per far fronte ai ritardi con i quali lo Stato ha concretizzato i trasferimenti dovuti a Prato. Ma più della metà della cifra è servita a far fronte ad entrate che contrariamente alle previsioni, non si sono affatto realizzate. 
E, puntualmente, nella relazione al Bilancio consuntivo i Revisori dei Conti sottolineano, tra le altre cose, che:

1)  "....L'Ente, nel corso del 2013, come pure nei primi mesi del 2014, ha fatto ricorso all'anticipazione di tesoreria resasi dovuta ad una carenza di liquidità derivante da uno squilibrio tra incassi e pagamenti le cui motivazioni saranno illustrate nella presente relazione..";

Quanto al presunto avanzo di gestione nominalmente iscritto per 3.500.000 di euro nel consuntivo questo è quello che ne pensa l'organo tecnico:

2) "..Pertanto il risultato d'esercizio evidenzia in realtà un disavanzo sostanziale..che dovrà essere coperto nei successivi esercizi e che desta ulteriori preoccupazioni visto il tendenziale squilibrio che si profila nella gestione di competenza per gli esercizi 2014 e successivi.."!!

3) ".... Pertanto si evidenzia come l'Ente abbia generato una quantità di residui attivi e passivi vicini alla soglia dei parametri della deficitarietà strutturale..."

Stando così le cose pare evidente che l'attuale opposizione si appresta ad una strumentalizzazione politica sia dell'atto d'approvazione, dovuto, del conto consuntivo 2013, sia della successiva necessaria manovra correttiva sul bilancio comunale. Manovra che, tuttavia, anche noi auspichiamo fondata principalmente su una sostanziale riduzione delle spese correnti.
Per il resto riteniamo che i 9 consiglieri d'opposizione non potranno far altro che votare a favore della delibera. Ogni altra espressione di voto non farebbe che confermare, anche ai cittadini, l'assoluta inaffidabilità di quel poco che resta dell'ex maggioranza di centrodestra. Dato per scontato il voto contrario dei tre consiglieri del M5S, resta la curiosità di vedere il comportamento delle due consigliere della Lista Civica "Con Matteo Biffoni per Prato". In particolare andrà monitorato il voto della capogruppo Rosanna Sciumbata. Che, pare, in Commissione Bilancio ha espresso un voto d'astensione. E' chiaro che se anche in Consiglio questo voto venisse riconfermato si tratterebbe di un primo distinguo all'interno della grande maggioranza uscita dalle urne del 25 maggio. E non sarebbe poca cosa o da passare sotto silenzio!   



domenica 29 giugno 2014

INTERVISTA A GABRIELE BOSI


Gabriele Bosi, 30 anni, dal novembre 2013 è il segretario provinciale del Partito Democratico di Prato


Buongiorno Gabriele, ad un mese dal trionfo elettorale del 25 maggio è forse giunto il tempo per una riflessione più approfondita e pacata sui motivi del successo di Matteo Biffoni e del PD alle amministrative. Su questo blog abbiamo affermato che in realtà la vittoria è frutto della B2 ( http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/06/il-pd-pratese-dalla-b1-alla-b2-passando.html). Sei d'accordo?

Non so se la vittoria sia stata merito di quella che hai chiamato la "B2", certamente è stato il frutto di un lavoro di squadra, in cui ha contato molto sia la qualità del nostro candidato in termini di rappresentatività, competenza e rinnovamento, sia l'aver avuto un Partito democratico finalmente unito in un percorso comune che ha visto ciascuno dare il proprio contributo. Se guardiamo al nostro recente passato, non era una condizione affatto scontata; è stato merito di tutti aver capito quanto fosse necessario ritrovare una unità d'intenti, insieme a un rinnovamento vero del nostro partito. Ovviamente ha poi influito anche lo slancio che Matteo Renzi ha saputo imprimere al Pd a livello nazionale.

Che percentuale assegni, nella vittoria di maggio, allo tsunami Matteo Renzi, a Matteo Biffoni, Gabriele Bosi ed alla coalizione di centrosinistra?

Ho difficoltà a destreggiarmi con numeri e percentuali. Diciamo che la maggior parte dell’esito elettorale è merito di Matteo Biffoni e dei partiti che lo hanno sostenuto, con un Pd che ha raggiunto un risultato veramente inaspettato. Renzi ha dato una grande spinta in termini di entusiasmo e consenso, cosa che abbiamo toccato con mano il giorno del suo comizio per la chiusura della campagna elettorale. Trovo però riduttiva l’analisi della sconfitta fatta dal Centrodestra pratese, secondo il quale la Giunta avrebbe fatto un ottimo lavoro e la nostra vittoria sarebbe soltanto dovuta alla popolarità del Presidente del Consiglio. C’è anche questo fattore, indubbiamente, ma trovo questa spiegazione francamente auto-assolutoria: se prendi il 28% dopo cinque anni di amministrazione vuol dire che gli elettori hanno chiaramente voluto bocciare il tuo operato. Il caso di Livorno ci dice quanto sia importante il consenso sul territorio, anche per il Pd.

All'indomani del successo di  Matteo Renzi alle primarie democrat pareva giunto per Prato il momento di eleggere un segretario "renziano". Tuttavia, forse con lungimiranza, generosità ed acume politico si scelse la strada dell'accordo, sul tuo nome, di tutte le componenti interne al PD pratese (con l'esclusione dei civatiani). Quanto merito può essere dato a questa ritrovata concordia interna nella recente vittoria elettorale?

Come dicevo prima, credo che per la vittoria elettorale sia stato determinante aver riscoperto come Democratici il valore rappresentato da un lavoro di squadra, idea che certamente nasce già con la preparazione del Congresso provinciale. Già allora avevamo capito che la complessità della sfida che avevamo di fronte richiedeva la responsabilità di lasciarci alle spalle le divisioni del passato, andare oltre le appartenenze legate all’ultimo Congresso nazionale e creare le condizioni per un percorso comune. In quella fase non riuscimmo a ottenere da subito l’unità di tutto il Partito, ma l’esito largamente maggioritario della mia candidatura e il tono sereno e pacato di quel confronto hanno certamente aiutato a raggiungere la convergenza sul nome di Biffoni da parte di tutto il partito nel suo complesso, con il sostegno attivo anche di chi non mi aveva votato.

Una delle ragioni del grande risultato raggiunto dalla coalizione di centrosinistra a Prato pare dovuto anche alla capacità di schierare in maniera compatta tutte le forze disponibili a sostenere Matteo Biffoni. Sei d'accordo?

Sicuramente. Subito dopo essere stato eletto Segretario ho iniziato un lavoro di confronto con tutte le altre forze politiche del Centrosinistra, proponendo di costruire insieme un’alleanza vasta, aperta anche a realtà civiche. Insieme abbiamo messo in piedi un confronto programmatico molto proficuo, da cui è scaturito il programma di questa Amministrazione. L’unità d’intenti che ha caratterizzato la coalizione è stata molto importante, non solo per le idee che sono emerse dal lavoro comune, ma anche perché abbiamo presentato alla città un Centrosinistra compatto, radicalmente alternativo a un Centrodestra che si è mostrato litigioso, diviso e infine minoritario anche nell’ultima votazione consiliare sul Bilancio consuntivo.

Una delle "mosse" politiche più efficaci nel campo del centrosinistra pare essere stata la creazione della lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato". Oltre il 6%, più di 5.000 voti e due consigliere elette ne hanno sancito un indubitabile successo. Te l'aspettavi?

Ho sempre condiviso la necessità di costituire una lista civica a sostegno di Biffoni; questa scelta si basava sul fatto che il suo nome era capace di attirare personalità che andavano oltre il nostro elettorato storico. Mi aspettavo che avesse un buon risultato e l’esito elettorale ha dato ragione alla nostra scelta.

Anche la formazione della Giunta (e pure la distribuzione delle altre cariche istituzionali - presidenza del consiglio comunale; capogruppo; presidenti delle commissioni consiliari) è stata gestita da te e da Biffoni in maniera efficace. Tutte le varie anime interne del PD sono state "accontentate" e sono state promosse anche alcune personalità civiche. Sei soddisfatto?

Sì, credo che insieme abbiamo trovato un equilibrio positivo. Il Sindaco ha avuto totale libertà di scegliere i componenti della sua Giunta, in base ai criteri di rappresentatività (non solo nel partito ma anche in città), competenza e fiducia personale. Ne è uscita un’ottima squadra. Sono contento anche degli incarichi consiliari, credo che abbiamo un buon Gruppo costituito da un mix di esperienza e rinnovamento, in grado di lavorare in sinergia con la Giunta e il partito, mantenendo un contatto diretto con il territorio.

Dall'esterno appaiono particolarmente "premiati" gli esponenti della minoranza civatiana. Gli unici che si erano contrapposti alla tua candidatura hanno ottenuto un assessorato importante; la presidenza  del consiglio comunale; la presidenza di una commissione. Si può affermare che insieme alla giusta valorizzazione di qualche personalità hai voluto, con  Matteo Biffoni, anche rimarcare la ritrovata unità del PD pratese?

Sicuramente l’assetto che si è definito nel governo della città tiene insieme tutto il Partito democratico. Credo però che le scelte fatte, sia sulla Giunta che sulla Presidenza del Consiglio e sulle Commissioni, non derivino tanto dall’appartenenza a questa o quella componente ma vedano piuttosto riconosciute le competenze delle persone scelte e il consenso da loro dimostrato nella competizione elettorale. Credo che per quanto ci riguarda ormai siamo oltre gli schemi ormai un po’ datati di maggioranza e di minoranza.

A prima vista pare che sia completamente riuscita l'operazione ringiovanimento del PD pratese. Un sindaco quarantenne; un segretario trentenne; tutti o quasi gli assessori PD under 40; il capogruppo under 30. Si tratta di un mero caso oppure di una strategia pensata a partire dalla sconfitta del 2009?

Si è trattato di una scelta politica, motivata da un ragionamento semplice: la sconfitta elettorale del 2009 e i risultati delle primarie che si sono alternate a Prato negli ultimi anni ci hanno sempre indicato la precisa volontà da parte dei pratesi di vedere realizzato un profondo rinnovamento nel nostro partito. Ma c’è anche un altro elemento, secondo me: in queste elezioni amministrative è venuto avanti un nuovo gruppo di militanti e dirigenti che si sono formati con il lavoro all’interno dei Circoli, dei Consigli di Circoscrizione e in Consiglio comunale. L’esperienza di opposizione è stata formativa per tanti di noi; ci ha permesso di imparare a fare politica, frequentare la città, stringere relazioni, acquisire competenze. Direi che i giovani del nostro partito hanno dimostrato di essersi meritati questo rinnovamento; questo non vuol certo dire mettere da parte chi è meno giovane. Credo che ognuno abbia delle competenze e un contributo da dare, a prescindere dall’età e dal ruolo ricoperto. In questo mandato le giovani generazioni del nostro partito si sono assunte in prima persona la responsabilità di dare risposta alla grande fiducia che i pratesi ci hanno consegnato con il loro voto.

Comincia a giungere alle orecchie degli osservatori una certa insoddisfazione di parte della maggioranza della coalizione del centrosinistra. Si lamenta, in particolare, che non sia mai stata ancora convocata una riunione di tutte le forze politiche che hanno consentito la vittoria elettorale. Si sostiene che vi sarebbe la tendenza da parte del PD di voler fare tutto il percorso successivo al 25 maggio in maniera solitaria. Che ci puoi dire al riguardo?

Ribadisco la mia volontà nel continuare un percorso comune con le altre forze con cui abbiamo condiviso la campagna elettorale. La Giunta è insediata da poco tempo, solo Giovedì si è conclusa l’elezione dei Presidenti delle ultime Commissioni; credo che fosse necessario aspettare qualche giorno, per portare a termine questa fase. Da ora in poi sia io che il Sindaco siamo disponibili a proseguire quel percorso, condividendo l’azione di governo con gli altri partiti e chiunque sarà interessato.

L'altra sera è stata costituita, per iniziativa anche di molti iscritti al tuo partito, l'associazione "Centro Studi Prato 2.0". Un'associazione culturale ma dai riflessi politici evidenti. Una parte di coloro che hanno sostenuto la lista civica "Con Matteo Biffoni per Prato" ritengono di proseguire quell'esperienza con questa nuova modalità. Altre componenti della lista civica, viceversa, non aderendo a Prato 2.0 continueranno a tener viva l'esperienza originaria. Che giudizio dai di queste due operazioni in corso?

Niente in contrario. La lista civica non è un partito strutturato, quindi chi ne ha fatto parte ha la possibilità di organizzarsi come meglio crede; l’importante è dare un contributo in termini di idee e proposte al governo della città, affiancando il lavoro delle altre forze politiche. Sarebbe un peccato se si disperdesse quell’insieme di competenze e professionalità riunito nella Lista civica e che potrebbe essere messo ancora a disposizione. Sulla modalità del loro impegno decideranno in autonomia. Da parte nostra c’è la massima apertura.

A tre settimane dalla costituzione della Giunta i nove assessori si stanno caratterizzando, per il momento, per una certa discrezione che qualcuno avvicina all'afasia. Quasi nessuno degli assessori ha sentito ancora l'esigenza di  esternare qualche idea, progetto, intervento caratterizzante il proprio assessorato. Si tratta solo di una fase di assestamento e di presa di conoscenza delle proprie materie di competenza o si tratta di una linea decisa comunemente oppure di difficoltà nell'approccio al governo cittadino?    

Credo che una fase di rodaggio per i nuovi assessori sia naturale e necessaria, per prendere dimestichezza con il nuovo incarico, studiare le situazioni aperte e iniziare a impostare le priorità di tutta la squadra. E’ una scelta dettata anche dalla responsabilità, dal rispetto per il ruolo importante e complesso che si ricopre. Mi sembra più saggio prendersi tempo per studiare, piuttosto che uscire sulla stampa prematuramente. Detto questo, so che tutti gli assessori stanno lavorando duramente, con molto impegno; incontrano cittadini, associazioni, istituzioni, si muovono nella città. La squadra è attiva e coesa, e i risultati non tarderanno a vedersi.