venerdì 25 luglio 2014

PROVINCIA DI PRATO (IMMOBILIARE SPA) VENDE (ANCHE PALAZZO NOVELLUCCI...)


Con delibera del Consiglio N. 22 del 23 giugno 2014 la Provincia di Prato ha stabilito:

1) Di mettere all'asta per la vendita alcuni fondi facenti parte del Palazzo Banci-Buonamici;
2) Di mettere in vendita Palazzo Novellucci;
3) Di reiterare il tentativo di vendita di alcune porzioni di Palazzo Gori (5 appartamenti).

Tale delibera è stata approvata dalla maggioranza che guida l'ente in via di scioglimento (PD-IDV, 12 voti), il voto contrario di PDL-Tea Party-UDC (5 voti), e l'astensione del consigliere Francesco Mugnaioni.

A giustificazione dell'operazione la Provincia spiega che i fondi così reperiti saranno destinati ad investimenti e/o ad implementare la dotazione finanziaria dell'Ente per favorire "interventi indifferibili ed urgenti".
Per quanto riguarda i 5 appartamenti di Palazzo Gori, più volte messi sul mercato senza trovare compratori, essi potrebbero anche essere oggetto di una permuta con lavori da  effettuare presso alcune scuole di competenza della stessa Provincia.

Con quest'atto la Provincia di Prato, in fin di vita, conferma la sua più intima vocazione dei suoi vent'anni di esistenza: quello di essere stata e di essere tutt'ora, una sorta di grande agenzia Immobiliare. Immobiliare Spa. Per l'appunto.

La delibera del Consiglio è così generica che niente sappiamo di come, eventualmente, verranno impiegati i denari ricavati dalle vendite del patrimonio immobiliare provinciale. Cosicchè ogni ipotesi resta plausibile. Anche quella che i soldi ricavati dalle vendite possano essere utilizzati per rifinanziare CREAF ovvero per terminare la ristrutturazione dell'edificio di Via Galcianese. Che, paradossalmente, è l'unica proprietà della Provincia (insieme a parte di Palazzo Banci Buonamici..) a non essere messo sul mercato.

Vogliamo, a tal proposito, osservare che mettere adesso in vendita beni immobili è una scelta del tutto avventuristica. In questi tempi tutti gli immobili sono oggetto di drastiche diminuzioni di valore a causa del crollo del mercato immobiliare. Dunque vendere oggi significa o non riuscire a farlo (come nel caso di Palazzo Gori...) oppure vendere a prezzi assai più bassi del valore reale degli immobili immessi sul mercato. E, come diceva il buon fattore Nardoni "..chi vende non è più suo.."!

Ci sarebbe dunque materia per invitare la Provincia (che, lo ricordiamo, cesserà di esistere nelle forme attuali a partire dal 31.12.2014..) a chiarire quale siano le urgenze indifferibili che hanno suggerito la delibera. Quali siano gli investimenti che l'ente vuol fare da qui a dicembre. Quali i settori interessati.

In mancanza di questi chiarimenti l'operazione della Provincia assomiglia ad una ricerca, in articulo mortis, di denaro fresco per rimpinguare casse evidentemente vuote "bacchettando", e dunque, svendendo beni che appartengono alla comunità pratese. 

mercoledì 23 luglio 2014

BARUFFE (POCO) MISERICORDIOSE!!



L'ultimo atto delle intricatissime vicende all'interno dell'Arciconfraternita della Misericordia sono le improvvise e clamorose dimissioni dell'ex proposto avv. Mauro Giovannelli. Il motivo del contendere è, all'evidenza, l'assetto del "Governo" dell'associazione dopo le dovute dimissioni del Dottor Luigi Biancalani, chiamato ad altro governo, quello cittadino.
Qualcuno potrebbe obiettare: ma che ci interessa a noi delle vicende associative della Misericordia. Saranno fatti loro! Vero! Sono fatti loro sicuramente...ma anche nostri.
Perchè Misericordia è la principale associazione del volontariato cittadino. Perchè Misericordia è da sempre un'articolazione del potere pratese. Perchè Misericordia è, da sempre, terreno di conquista e di manovra (anche politica) del cattolicesimo cittadino. Misericordia con Pubblica Assistenza (laica di centrosinistra) e Croce d'Oro (laica di centrodestra) si spartisce il "mercato" locale dell'assistenza, soccorso, inumazioni, ecc. ecc.
Misericordia è anche un'azienda. Una florida azienda. Ha un patrimonio immobiliare stimato oltre i 25 milioni di euro (Bilancio 2012). E' proprietario di un cimitero. Paga stipendi per quasi 2 milioni di euro all'anno. Ha un "giro d'affari" stimato in oltre 8 milioni di euro (2012). E', tra l'altro, istituzione antichissima. Proprio ieri, 22 luglio, ricorreva il 426 anniversario dalla sua fondazione.
Per questo gli assetti interiori dell'Arciconfraternita sono assai rilevanti ai fini del generale equilibrio del potere locale. Ed è proprio per questo che ogni stormir di fronda del suo assetto interno causa, assai di sovente, contromosse, polemiche, critiche e ferme prese di posizione. Stavolta la goccia che ha fatto traboccare il vaso della "pazienza" dell'avv. Giovannelli è la storia della nomina del provveditore della Misericordia. Con le dimissioni dell'assessore Biancalani si azzerò anche il suo governo in Misericordia. Nei giorni seguenti i soci trovarono un punto di equilibrio rieleggendo il governatore dimissionario ed un nuovo provveditore. Il provveditore è figura importante nell'Associazione. Tiene i cordoni della borsa. Gestisce il Tesoretto! E proprio questo importante e delicatissimo incarico ha fatto da detonatore alla recente querelle. Nel giro di un mese, infatti, i soci di Misericordia hanno improvvisamente cambiato parere. Rimettendo in sella il provveditore che faceva parte della squadra di Biancalani. Causando così l'allontanamento di Giovannelli. Che, evidentemente, era il principale sponsor del nuovo.
Lo stesso Mauro Giovannelli, oggi sconfitto, uscì invece vittorioso da un altro scontro interno all'Arciconfraternita. Da proposto della Misericordia guidò l'affaire relativo alla famosa triangolazione immobiliare con Provincia e Comune. Il Comune di Prato cedette alla Provincia la sede ASM di Via Galcianese in via di dismissione per il trasferimento dell'azienda comunale nella nuova sede di Via Paronese. La Provincia, dal canto suo, cedette la vecchia sede dell'ASM alla Misericordia. Avendone in permuta alla pari la sede della Misericordia in Via del Seminario e Palazzo Gori. Misericordia ristrutturò l'edificio di Via Galcianese adattandolo a sua nuova sede.
Le operazioni descritte causarono pesanti malumori tra i soci dell'associazione. Vi fu chi, anche all'interno del "Magistrato" (“Il Magistrato è l’organo di gestione e di amministrazione dell’Arciconfraternita. E’ composto da tredici deputati di cui dodici eletti dall’Assemblea Generale nonché dal correttore nominato dell’ordinario diocesano di Prato.) giudicava inopportuna ed antieconomica quella permuta. Venivano "barattati" edifici centralissimi e prestigiosi (sorgono a 100 metri dalla Piazza del Duomo..) con un edificio senza alcun valore intrinseco insistente su di un'area dove per 40 anni si era svolta, tra l'altro, la svuotatura dei camion della nettezza urbana. Nonostante questi asprissimi contrasti interni l'avv. Giovannelli riuscì a portare in porto l'intero progetto. Certo con molti sacrifici da parte della Misericordia. Che dovette impegnare notevoli risorse per la ristrutturazione dell'ex sede ASM di Via Galcianese.
E' assai probabile che quell'episodio pesi ancora nei rapporti interni alla Misericordia.
E che sia stato anche all'origine dello "sgarbo" consumato nei confronti dell'avv. Giovannelli. Che, a giudicare anche da altri recenti avvenimenti (la mancata nomina del figlio Guido alla presidenza della Fondazione Cariprato...) pare essere in caduta libera di prestigio e potere.  

lunedì 21 luglio 2014

JONATHAN TARGETTI (IL BUBBONE). L'INTERVISTA



Jonathan Targetti. Pratese (con ascendenze figlinesi). 28 anni. Fidanzatissimo con Giulia. Ex calciatore. Scrittore. Blogger. Entertainer radiofonico. Presentatore. Organizzatore culturale. Politico (?).


Il 24 luglio del 2013 hai aperto il tuo blog "Il Bubbone". Ci puoi dire perchè l'hai fatto e perchè l'hai voluto chiamare proprio così?

Innanzitutto, devo ringraziare Gianpaolo Infante, il mio angelo custode, colui che trasforma in web tutto quello che mi passa per la testa. Nei primi del giugno scorso condivisi con lui la voglia di trasformare quello che allora era solamente un appuntamento quotidiano sulla mia bacheca Facebook in un vero e proprio blog. Da tempo, commentavo insieme ai miei amici l'attualità politica pratese. Il passo da quella dimensione casereccia ad un blog strutturato può sembrare breve, invece non lo fu affatto. Decisi di chiamarlo così perchè per noi pratesi indica un pò quel momento esatto che anticipa la polemica vera e propria, quell'argomento destinato a degenerare in uno scandalo o in un caso mediatico di cui tutti parleranno per giorni. Mentre i media locali mirano ad arrivare per primi sulle notizie, "Il Bubbone" punta a crearle quelle notizie, senza seguire più di tanto le linee editoriali della stampa. I lettori del Bubbone sono persone che non si accontentano della chiave di lettura che trovano su La Nazione o altrove. Ciò che mi dispiace di più è non poter raccontare proprio tutto quello che vedo e che sento, altrimenti riceverei querele su querele. La cosa splendida dei social, poi, è che ciò che scrivo viene subito commentato in diretta dagli utenti. Dall'esperienza del Bubbone è nata anche una società che si occupa di comunicazione moderna e creazione di contenuti editoriali inediti per le aziende. Questa società si chiama WEDIV.IT e, oltre a me e Gianpaolo, vede coinvolta anche Elena Mazzoni, blogger pratese appassionata di turismo, cultura e viaggi, conosciuta per www.seecity.org.

In un anno la tua esperienza sul web è stata assai premiata dal pubblico. Sei diventato uno dei personaggi più popolari della città. Te l'aspettavi?

Non è assolutamente vero. Sono conosciuto semmai da quasi tutti i politici locali, da tutta quella parte di città che vive il quotidiano della politica e dagli addetti ai lavori. Anche se in un anno i lettori pratesi del Bubbone sono stati circa 25.000, la stragrande maggioranza di chi abita nella nostra città non conosce "Il Bubbone" e non segue minimamente la politica. Il mio obiettivo è far appassionare e avvicinare più persone possibili alla politica locale, in modo che questa non si scordi mai che deve operare per il bene dei cittadini.

Dal luglio dell'anno scorso a questo 24 luglio (ricordiamo che giovedì prossimo ai giardini della Passerella hai organizzato un evento per festeggiare l'anniversario. Saranno presenti diversi personaggi della politica cittadina e non solo..) hai "variato" diverse volte la tua opinione politica: sei passato da essere un quasi militante del M5S a diventare un elettore di SEL ed un fan del sindaco Biffoni. Ci vuoi dire qualcosa di questo tuo percorso politico?

E' buffa questa cosa. All'inizio, siccome non ho mai nascosto di aver votato Cenni nel 2009 e tutti erano a conoscenza delle mie amicizie con figli di ex assessori della giunta passata, in diversi sostenevano che fossi pilotato da Silli. Quando ho aspramente criticato Renzi, mi dicevano che ero troppo grillino. Quando ho attaccato Cenni, avevo i suoi che mi davano di venduto al PD. Da elettore del M5S, quando mi sono clamorosamente schierato contro il Meetup134 di Barosco e company, questi sostenevano che fossi un renziano doc. Le persone fanno fatica a pensarti come un uomo libero, forse proprio perchè per primi loro non hanno mai provato quanto sia bello esserlo. Di conseguenza, tendono ad incasellarti come appartenente a qualcosa. In realtà, sono solo un 28enne come ce ne sono tanti, che non appartiene a nessuno se non a sé stesso, disorientato e disgustato ma allo stesso tempo affascinato dalla politica. Sicuramente arrabbiato con coloro che lo hanno storicamente preceduto, ma allo stesso tempo determinato, convinto e pronto a lavorare per un futuro migliore. Di Prato e dell'Italia. Sono fan di Biffoni e non lo nascondo. Sono ancor di più nemico della mediocrità, della falsità e dell'arroganza. Per questo, e rincaro la dose, oltre che di Biffoni, sono fan di Barberis, Alessi, Mangani, Santi, De Rienzo ecc ecc A me questi ragazzi piacciono. Sono preparati, umili, disponibili e giovani. Ma posso tranquillamente dire di apprezzare moltissimo Mondanelli, Zecchi e, per certi aspetti, anche Milone. I miei veri idoli però in questo momento sono Auzzi e Pagliocca: per loro potrei fare pazzie. Detto questo, se io voto M5S, non sono un grillino. Se voto Marco Wong, non sono di SEL. Io sono Jonathan Targetti. Sono chi voto solo nel momento in cui metto la croce sulla scheda elettorale. Quando esco, torno ad essere Jonathan Targetti. Questo deve essere chiaro.

L'evento che ha caratterizzato la crescita del "Bubbone" è stato il flash mob da te organizzato per contestare la concessione di 35.000 euro al Centro Arti Visive di Paolo Calamai. Quale fu la molla che ti spinse a proporlo?

I sacrifici che sto affrontando, ormai da diverso tempo, per fare cultura a Prato. Con altri amici, due anni e mezzi fa, decidemmo di aprire uno spazio culturale in una via deserta del centro storico. Warehouse, in questi primi due anni, ha organizzato una dozzina di eventi senza mai chiedere un soldo al Comune. Nel prossimo autunno, attraverso una collaborazione con una realtà di Milano, organizzeremo una mostra di un artista colombiano che vive a Lione. Per la primavera, stiamo lavorando con un artista di Seattle ad un progetto ambizioso che spero riuscirà a coinvolgere tutta la città. Ripeto. Il tutto portato avanti con le nostre forze. In questi ultimi anni ho avuto il modo di toccare con mano l'arroganza e l' indisponenza di molti politici locali. Quando seppi, leggendo Il Tirreno, che il Comune aveva deciso di destinare quei soldi ad un consigliere del sindaco, senza un processo partecipativo, persi totalmente la testa. Potrei scrivere un libro su quei giorni e sul tentativo dell'ex sindaco di far tacere tutto. Attraverso un suo emissario, un ex consigliere del quale non farò il nome, mi propose un appuntamento privato in cambio di un mio passo indietro mediatico. Lì decisi di farne tre avanti. Esattamente lì mi convinsi che avrei combattuto con tutte le mie energie quel modo basso di fare politica.
Gli incontri organizzati insieme a Paolo Massenzi nello spazio di Recuperiamoci poi, trasformarono la protesta in qualcosa di costruttivo. In momento di incontro, dibattito e riflessione. Riuscimmo, insieme a Paolo ed altri amici, a portare l'attenzione della città su via Cironi, coinvolgendo politici locali e cittadini in sei serate che ricordo con affetto e piacere.
Molto triste, e lo rammento ancora, quando diversi miei amici che lavorano nella stampa locale mi raccontarono di un diktat ben preciso nei miei riguardi che partì proprio da Palazzo Comunale: silenzio assoluto su Jonathan Targetti e sulle sue iniziative. La gaffe dei 35.000€ dati a Calamai doveva sparire dalle pagine dei quotidiani. Ancora oggi, quel diktat, in molte redazioni locali, è ancora in vigore. Da quel momento, giurai vendetta a Cenni e a tutto il suo clan per il modo subdolo in cui venni trattato e, soprattutto, giurai guerra a quel modo di fare informazione che sceglie di stare sempre dalla parte del potere. Scelsi il web come casa delle mie iniziative. Anche la radio che mi ha adottato, che mi supporta e "protegge" tuttora, Radio Spin, è la radio web del Polo universitario di Prato. E sempre dal web passeranno anche i miei progetti futuri.

Molti dei tuoi articoli sono ovviamente densi di polemica politica ed anche di verve "antagonista". Puoi dirci se qualcuno dei tuoi innumerevoli "bersagli" t'ha fatto sapere di non avere gradito?

Il più clamoroso fu Andrea Cavicchi, che mi mandò letteralmente a fare in culo per telefono. Numero uno. Dopo qualche giorno, riuscii non so come a ricucire il rapporto. Adesso, per assurdo, ci sentiamo quotidianamente, scambiandoci idee e opinioni sul futuro della nostra città. Ci rimasi male perchè stimavo e ammiravo realmente Cavicchi. Quella reazione mi spiazzò. Anche altri hanno reagito più o meno così, ma solo con Cavicchi ho cercato veramente di recuperare il rapporto. Riuscendoci, per fortuna.

Dopo le elezioni del 25 maggio scorso sei stato, anche se solo per qualche giorno, nella lista dei "papabili" per la guida di un assessorato nella nuova giunta Biffoni. Che esperienza è stata?

Oggi lo possiamo tranquillamente dire: fu un bellissimo scherzo che architettammo io e te in quei caldi giorni del toto assessori. Per l'ennesima volta, i media locali abboccarono alla nostra esca. Dopo qualche giorno, in cui tutti si complimentavano con me dopo aver letto la notizia al bar, non ti nascondo che anche io iniziai a crederci. Non so nemmeno perchè. Fui vittima di uno scherzo che io stesso progettai. Fantastico. Ricordo ancora le chiamate preoccupate di quello che poi sarebbe diventato l'assessore alla cultura Simone Mangani. Quanto ci siamo divertiti in quei giorni lo sappiamo solo io e te. Sono contentissimo che sia stato scelto Mangani per questa sfida.

Martedì scorso c'è stato l'evidente fallimento della protesta tentata dal mondo politico pratese e dai comitati contro la nuova pista di Peretola. Come interpreti quanto avvenuto?

Non voglio accanirmi su quel centinaio di persone presenti alla protesta, che di lunedì, in molti anche prendendo ferie da lavoro, sono andati a protestare per una battaglia in cui credevano. Mi lascia esterrefatto il ruolo allucinante del centrodestra in Toscana, mosso dall'alto dalle strategie di uno come Verdini. Se non fosse stato per quei voti, il PIT non sarebbe passato. Questo deve far riflettere più di ogni altra cosa. Sx e dx in Toscana fanno affari da sempre. Da sempre. Ed è vergognoso. Perchè non è più una politica che cura gli interessi dei cittadini, ma che attraverso decisioni politiche cura i propri interessi. Poi ogni tanto leggiamo degli scandali come quello del Mose e i politici si stupiscono se un italiano su due, oggi, non va più a votare. Di una cosa sono certo però: questa gente è finita. Pagheranno. Eccome se pagheranno !

Dall'essere stato, nel 2009, un elettore di Roberto Cenni ne sei diventato, nell'ultimo anno, uno dei censori più accaniti. Perche?

L'ho anticipato nella risposta precedente. Fui trattato in maniera subdola e arrogante. Ricordo ancora il terzo degli incontri al quale finalmente l'ex sindaco si presentò. Portò tutta la sua gente a sostenerlo. Soprattutto, portò tanti suoi amici ad attaccarmi violentemente ad ogni mia frase. Non gli ho mai perdonato quella sera, quel modo di fare, e mai lo farò. Furono giorni duri quelli della protesta a Calamai. Finchè esisterà Il Bubbone, combatterò sempre questo modo di fare politica. Adesso anche con Calamai siamo diventati amici. E' un volpone. Mi fa ridere tantissimo. Combatte ancora come una tigre. Un fenomeno.

Tra le tue molteplici attività c'è anche quella dell'organizzatore culturale. Con la tua associazione "Warehouse" avevi in programma un progetto ambizioso: censire tutte le altre organizzazioni culturali della città cercando di far nascere una rete complessiva di tutti i soggetti culturali pratesi. A che punto sei?

Siamo ad un ottimo punto. Il progetto si chiama "Distretto Parallelo", il distretto dell'arte e della cultura di Prato. Mercoledì 23 lo presenteremo in anteprima durante una riunione al Museo Pecci alla quale saranno presenti tutti gli operatori culturali della città e tutti i protagonisti di questo distretto. A Settembre invece, lo presenteremo pubblicamente alla città con una mostra e una conferenza stampa. Ho avuto già tanti riscontri positivi tra gli addetti ai lavori. Lo spunto è interessante: partire dalle criticità e cercare di trasformale in punti di forza. Me lo ha insegnato il professor Benini con il quale mi sono laureato. Maestro di vita oltre che di accademia. Altro, su questo progetto, non voglio aggiungere.

Recentemente hai scritto cose interessanti partendo dall'anniversario del negozio "Liù Ravioli". Secondo te questa attività rappresenta bene l'inizio di una felice contaminazione tra la comunità asiatica e quella pratese. Ma davvero un raviolo ben fatto ed un negozio cool potrà compiere questo "miracolo"? E perchè ti piacciono così tanto i ravioli cinesi di Liù?

Assolutamente si. Quel luogo è magico. Non è solo una semplice tavola calda cinese. E' il primo luogo pensato e destinato solamente a cinesi, che ha interessato fin da subito tantissimi ragazzi italiani e li ha spinti a frequentarlo. Dimostrazione che tocca anche a noi fare dei passi in avanti nella loro direzione, se vogliamo davvero l'integrazione delle due culture. Siamo solo all'inizio. Capisco che molti ancora non riescono ad arrivarci a fare certi ragionamenti, ma ciò che conta è che sempre più pratesi vedono questa comunità come una risorsa e non come una minaccia. Per me avere una fetta di Cina a tre passi da casa è una risorsa, non una disgrazia. I ravioli della Liu sono fenomenali, ma non fanno solo quelli. Tutto è veramente di ottima qualità, semplicemente perchè tutto viene cucinato in maniera espressa al momento dell'ordine. Non viene riscaldato nulla. E' tutto espresso e di altissima qualità.

Sappiamo che sei un fedelissimo de "La Zanzara" del tuo idolo Giuseppe Cruciani. Ma è vero che avresti l'ambizione di diventare il Cruciani de noantri? E se no quali sono le tue reali e legittime ambizioni?

"Il Bubbone" è anche il pinzo che ti lascia la zanzara dopo che ti ha punto. Ascolto "La Zanzara" ormai da diversi anni. Hanno rivoluzionato totalmente il modo di raccontare la politica e, se vogliamo, il modo di fare radio. Hanno portato l'irriverenza e la sfrontatezza delle radio francesi nel panorama ingessato dell'informazione italiana. A differenza mia, loro sono giornalisti che, attraverso lo show, la satira, il loro essere scomodi, raccontano l'attualità politica. I due però, rifiutano assolutamente qualsiasi impegno o ruolo sociale. Cosa che io, invece, non faccio. Io scrivo per informare i cittadini pratesi di ciò che accade nella politica locale. E lo faccio nella maniera mia: senza filtri e senza padroni. Non escludo un mio impegno in politica in futuro anche se forse, quello che sto facendo da un anno, è già un modo attuale e moderno di fare politica. E forse, a dir la verità, è anche quella che più mi diverte.