venerdì 22 agosto 2014

SOLANO, CASE BUTIA, CASE TOFANAIA, CERRETO, SOLANO (Passeggiata 3)

Superato il Paese di Figline continuate sulla strada che porta alla Collina ed a Schignano. Dopo i grandi tornanti, passato il lago di Cerreto, la strada spiana. Imboccate sulla vostra destra la stradina che porta al borghetto di Solano. Parcheggiate presso la trattoria "La Pergola". Davanti a voi vedrete un complesso di ex case coloniche perfettamente restaurate e ristrutturate.

Sorpassato questo gruppo di case, camminando tra campi e declivi,  costeggiate, al bivio per Cerreto, la prima abitazione (Villa Ghiardi) che incontrate. Alla vostra destra una strada asfaltata in leggera discesa (Via Malcantone e Vignone) 

vi porterà, in breve ad un pianoro prima di un gruppo di case. Adesso prendete la viottola sterrata sulla vostra sinistra. Dopo aver superato le ultime case prendete, alla vostra sinistra una nuova stradina sterrata che sale dolcemente. Stretti tra i campi e la boscaglia raggiungerete, a circa metà salita, un "tabernacolo" laico che indica un gravissimo fatto di sangue accaduto nel 1979.

 Salendo ancora, prima di arrivare alle prime case di Cerreto, prendete il viottolo che si apre alla vostra destra. Vi porterà al piccolo cimitero di campagna del Borgo.

 In un "quadro" isolato riposano diversi parenti del Triumviro della Toscana e Gran Maestro Giuseppe Mazzoni. Ultima la nipote Donna Ofelia Cipriani deceduta centenaria qualche anno fa.
Usciti dal cimitero continuate a camminare sul sentiero alla vostra sinistra. Un breve percorso attraverso il bosco vi condurrà alla strada asfaltata che esce da Cerreto. Prendete sulla destra. Di lì a poco arriverete ad una diramazione. A dritto un vetusto e malandatissimo cartello indica la strada per arrivare alla tomba di Malaparte sul monte Le Coste. 
A destra ci sone le "Case Butia", vecchie coloniche ristrutturate a residenze estive. 
Dall'aia di Case Butia si diparte un magnifico viottolo 

che, tra campi e oliveti una volta ben tenuti e con belle viste sulla città, 

vi condurrà a "Case Tofanaia" (capirete subito il perchè di questo toponimo...). 

Da Case Tofanaia conviene ripercorrere all'indietro il percorso fatto. I camminatori più sarcigni possono anche superare le ultime case e proseguire sul sentiero che li porterà, dopo una bella scarpinata, alle Sacca. Tornando indietro, invece, si percorre la strada asfaltata passando per il centro di Cerreto.





Poco dopo il paesino s'incontra la Chiesetta di San Michele. 

Adesso siamo in discesa. Alla vostra sinistra ed alla vostra destra si aprono delle vallette deliziose. 

Giunti ad un bivio (sulla destra si scorge la solitaria Villa Frosini) 

ci troviamo di fronte all'ex Scuola Rurale di Cerreto. Da tempo ristrutturata a villetta per civile abitazione.

Di lì a poco siamo di nuovo a Solano. Dove termina questa terza passeggiata circolare che potremo compiere in poco meno di 120 minuti. Buon cammino!!

mercoledì 20 agosto 2014

INTERPORTO: IL BUCO NERO DI PRATO





A proposito di Interporto Spa. L'ultima notizia è che l'amministrazione comunale di Prato ha ancora "bussato" a quattrini presso il  Ministero per l'Economia. Servono altri soldi (pubblici, naturalmente....) per il "buco nero" di Gonfienti.
Intanto entro la fine dell'anno la società presieduta da Carlo Longo deve reperire almeno 5 milioni di euro per rifondere un mutuo acceso negli anni scorsi.
Se non arrivano denari da Roma toccherà agli attuali soci produrre un aumento di capitale per consentire il pagamento indilazionabile. Vuol dire che il Comune di Prato, principale detentore di quote di Interporto Spa, dovrà pagare una somma variabile tra 1.500.000 e 2.500.000 di euro per far fronte a quella scadenza.
Dipenderà da quando la Regione Toscana verserà nelle casse di Interporto la somma di 1.500.000 di euro con la quale acquisirà l'area archeologica etrusca e l'edificio del Mulino.
Nel frattempo la trasparenza amministrativa della società Interporto Spa lascia alquanto a desiderare. Sul sito web della società non compare alcuna voce "Bilancio". Sul sito del Comune di Prato l'ultimo Bilancio di Interporto Spa risale addirittura a quello del 2011. Nessuna traccia di quelli del 2012 e del 2013!!
Cosicchè i cittadini che volessero informarsi sul reale andamento della società non potrebbero che affidarsi alle scarse informazioni che, talvolta, Interporto fornisce alla (sempre) compiacente stampa locale.
E' dal 1984 che inizia la storia operativa di Interporto. "Affare" che vede coinvolto, da sempre, l'intero "complesso politico-industriale di Prato". Che è la vera chiave di volta dell'operazione trentennale in corso a Gonfienti. Sinistra, destra e centro tutti d'accordo! Senza questo consenso diffuso Interporto non avrebbe potuto nemmeno vedere la luce. Già negli anni '80 erano evidenti i motivi per i quali Interporto non avrebbe funzionato come piattaforma logistica multimediale. Ferrovie dello Stato, più volte sollecitata ad entrare nella società, si è sempre rifiutata di farlo. Perchè ha ritenuto non fattibile, a Prato, la premessa del progetto: trasferire merci dalla gomma al ferro. A giudicare dai risultati, FS vide giusto. Negli anni '80 Prato movimentava circa il 3,58% delle proprie merci su ferro. Adesso quella quota s'è ridotta ad un misero 2,21%. Anche un'altra premessa di Interporto s'è rivelata fallace: quella di costituire un asse privilegiato con il porto di Livorno, il maggiore del medio Tirreno come movimento di containers. Nei medesimi anni dell'Interporto di Prato, infatti, vedeva la luce anche l'Interporto "Vespucci" di Guasticce. Che vede tra i suoi soci anche Ferrovie dello Stato. E che ha impedito, ed impedirà,  a Prato di diventare l'interfaccia privilegiato del porto labronico. Non per niente adesso i dirigenti di Gonfienti puntano al porto de La Spezia. Una soluzione di assoluto ripiego. Quasi uno schermo per mascherare il fallimento delle originarie ipotesi progettuali.
Fallimento che è stato "certificato" dallo stesso presidente di Interporto Carlo Longo. In occasione di un'audizione presso la Commissione Consiliare competente avvenuta il 22 novembre 2013 Longo dichiarò infatti che non sarebbe stato più possibile realizzare una piattaforma logistica per lo scambio gomma-ferro poichè tutte le aree disponibili erano ormai già state consumate. Longo sostenne che l'unica direzione possibile per Interporto era quella di continuare a costruire capannoni sui terreni situati in Comune di Campi Bisenzio.
Che aggiunti a quelli situati in Comune di Prato raggiungono la vertiginosa cifra di ben 110 ettari di terreno. Quanto, ad esempio, l'aeroporto di Peretola. Con la non insignificante differenza che Interporto di Prato ha cementificato assai di più dell'aeroporto fiorentino.
Dunque il progetto originario (completamente sbagliato) è fallito. Ed anche non volendo considerare l'enorme danno culturale che ha comportato il ritrovamento (ed il nuovo sotterramento) della grande città etrusca sul Bisenzio occorre domandarsi perchè le amministrazioni comunali si dannino ancora l'anima per tenere in vita una società palesemente defunta. Ed anche perchè questa debba essere in mano al pubblico per ben il 75% del suo capitale.
L'unica risposta che ci viene in mente rimanda ad interessi (politici ed industriali) non commendevoli. Che in cambio di una "razionalizzazione" della logistica del movimento merci su gomma dell'area Firenze-Prato ha comportato investimenti, quasi del tutto pubblici, per oltre 100 milioni di euro. Con tutto ciò che segue! Ma attirando verso questa porzione della Piana centinaia di TIR al giorno con il loro carico di inquinamento acustico ed atmosferico. Che, tuttavia, non pare causare reazione alcuna anche da parte di Comitati che auspicano una "Piana Sana". Chissà perchè?      

lunedì 18 agosto 2014

VAINELLA, LE SACCA, VILLA FIORITA, VAINELLA (Passeggiata 2)

Lasciate l'auto (o la moto o, meglio ancora, la bici..) sulla Via di Vainella (prima di attraversare il ponte sul Rio Bagni, all'altezza del cartello Figline, voltate a destra costeggiando il grande pratone...).

Prima di arrivare al Borghetto di Vainella conviene fare una breve deviazione a sinistra per raggiungere Villa Tintori (direzione indicata da un cartello stradale).


Sede dell'associazione che gestisce la villa, i laboratori e le attività culturali lasciate in eredità al Comune di Prato dal grande restauratore-artista pratese.
Se il cancello d'ingresso è chiuso provate a suonare. Può essere che vi lascino visitare giardino e casa.
Ritornate sulla Via di Vainella. Il borghetto di Vainella è stato quasi completamente restaurato. Pure la vecchia fornace dove si produceva cemento è stata trasformata in un condominio. Sulla vostra sinistra, isolata su un cucuzzolo, potete vedere Villa Massai (purtroppo abbandonata da anni..) che domina il borgo.

 Andando diritto in fondo all'abitato, in leggera salita, prendete il sentiero che porta verso Le Sacca.

Il sentiero s'inerpica tra campi (sulla sinistra) ed il fitto bosco (sulla destra). Arrivati in cima su di un pianoro svoltate a sinistra ed imboccate uno stradello costeggiato da cipressi.


Poco dopo incontrerete sul vostro cammino la fascinosa Villa Fossombroni soprannominata "Bellavista" (ridotta ormai, ahinoi, ad un rudere..).

Da Villa Bellavista una breve camminata, lasciandovi a sinistra l'antica magione, vi porterà nei pressi del grande edificio dell'ex Convitto Cicognini. Era la sede estiva del Collegio.


Anche questo prestigioso complesso è quasi completamente diroccato. E' di proprietà dello Stato. Che non se ne occupa e/o preoccupa da anni ed anni. Scendendo per via delle Sacca prendete la prima deviazione a destra, Via per il Monticello. Dopo aver superato una grande villa, incontrerete, alla vostra sinistra, una vera e propria rarità per il territorio pratese. Un'antica ghiacciaia adesso restaurata e resa abitabile. E' stata colorata di un vivace color rosa.

Siete adesso nell'abitato delle Lastre. Anche questo borgo è stato quasi completamente restaurato. Lasciate Via per il Monticello e voltate a destra in via Le Lastre. Giungerete in breve sulla Via Cantagallo a Villa Fiorita. Imboccate sulla destra il grande cancello che conduce all'omonima Casa di Cura.

Percorrete il viale fino all'entrata della casa di cura. 
Dall'alto belle viste su Villa Fiorita.

Portatevi verso la sinistra dell'edificio. Verso il cartello che indica un parcheggio. Dopo aver superato, sul retro della villa, i servizi tecnici della clinica, uno stradello vi permetterà d'inoltrarvi nel bosco del Montino, la piccola altura che domina Villa Fiorita.


Dopo una breve e facile arrampicata si giunge in un ampio pianoro tenuto a prato e oliveto.

Lo spazio è circondato da un delizioso boschetto kurozawiano.

Dal limitare superiore del pratone imboccate la viottola sulla sinistra. Dopo un breve percorso pianeggiante arriverete in vista di una villa (ex colonica restaurata) isolata.



Vi si presenteranno belle viste sul Monteferrato.


Adesso, scendendo, avrete imboccato la Via Luigi Pacini. Che vi ricondurrà alla Via di Cantagallo. Da lì, prendendo a destra, dopo aver oltrepassato il grande prato coltivato a fieno che segna il confine tra l'inurbato pratese e Figline, vi riporterete in Via di Vainella. Chiudendo la passeggiata circolare. Consigliate solo buone scarpe da passeggio. Percorso in circa 120 minuti (comprese soste).