venerdì 5 settembre 2014

MANOVRATI E TARTASSATI!!





Com'era stato facile immaginare le delibere che approvano la manovra finanziaria 2014 del Comune di Prato hanno ottenuto un'ampia maggioranza.
"Questo l'esito della votazione: approvate le aliquote Tasi con 20 voti favorevoli (PD) e 9 contrari (M5S, Forza Italia, Prato Libera e Sicura, Prato con Cenni). Sul regolamento Tasi invece 22 voti favorevoli, Pd più Roberto Cenni e Antonio Longo, e 6 astenuti, M5S, Forza Italia e Prato Libera e Sicura. Sul regolamento Imu 20 favorevoli e 7 astenuti, mentre sulle aliquote Imu 20 i sì e 9 i no da parte di tutta l'opposizione. Sul regolamento Tari 18 favorevoli (PD), 6 contrari (Prato con Cenni, Forza Italia e Prato Libera e Sicura) e 3 astenuti (M5S).Stesso esito per il piano gestionale dei rifiuti predisposto da Asm per il triennio 2014-2016 relativo ai costi di raccolta rifiuti e dei servizi di igiene urbana e per agevolazioni tariffarie a carattere ambientale della tariffa di gestione dei rifiuti urbani 2014. Approvate infine la tariffa di igiene ambientale per il 2014 con 18 favorevoli e 8 contrari e l'addizionale Irpef con 24 voti favorevoli e 3 astenuti (M5S)." 
(dal comunicato stampa del Comune di Prato).

Notate niente di strano?.Ma certo! Il PD ha solo 19 voti a disposizione (18 consiglieri ed il sindaco Biffoni). Sono stati citati tutti i gruppi presenti in consiglio comunale ad eccezione di uno: la Lista "Biffoni per Prato". Una gaffe (od un lapsus freudiano...) che "semplifica" la geografia della politica. Naturalmente tutte le testate pratesi (stampate e on line) hanno riportato, con un copia-incolla, la 'velina' dell'Ufficio Stampa. Non rendendo, ancora una volta volta, nè un buon servizio alla verità e nemmeno alla trasparenza. Ma certamente alla "sudditanza"!
Il dibattito consiliare s'è concentrato, ovviamente, sulla parte più sensibile e modulabile della manovra: l'applicazione della TASI per circa 18 milioni di euro di nuove tasse.
Possiamo concedere alla Giunta Biffoni tutte le attenuanti del caso: è il primo atto amministrativo importante che mette a punto; l'esiguo lasso di tempo trascorso dalla sua elezione; il prevalere, anche per inerzia, delle burocrazie interne. Tuttavia dalla nuova Giunta era lecito attendersi qualcosa di più e di meglio. "Un'altra storia" e "cambiaverso" erano stati gli slogans della campagna elettorale di Matteo Biffoni. E tuttavia questo primo provvedimento deve essere iscritto nella "storia vecchia" e nel "solito verso". Imposizione di tasse sul bene patrimoniale più sensibile dei cittadini: la prima casa!! Si potrà dire certo che la TASI è una scelta del governo e del parlamento nazionale. Ma la sua concreta applicazione era suscettibile di molte varianti.
Si poteva scegliere di applicare un'aliquota in un range tra l'1 ed i 3,3 per mille; si poteva allargare la platea dei contribuenti anche agli inquilini "capienti"; si potevano utilizzare tutte le somme previste per le detrazioni; si poteva utilizzare il criterio del reddito familiare per le eventuali esenzioni, ecc. ecc.. Invece il Comune ha optato per una manovra "semplice":  

1) Il Comune di Prato ha applicato il massimo possibile della tariffa (2,5 per mille + 0,8 per mille = 3,3 x mille). La possibilità di aumentare dello 0,8 per mille la tariffa era possibile solo ove le somme risultanti fossero state utilizzate per detrazioni a particolari fasce (quelle "deboli") di contribuenti. Tuttavia è accertato che parte della somma derivante dall'aumento dello 0,8 per mille resterà nelle casse comunali come surplus;

2) Le "fasce deboli" dei cittadini contribuenti sono state individuate nei proprietari di immobili il cui reddito catastale non arriva ai 300 euro. Considerando che un garage di 18 metri quadri situato in estrema periferia ha una rendita catastale di 190 euro se ne può dedurre che gli esentati sono essenzialmente i proprietari di camper, roulotte, baracche o altri tuguri....oppure qualche fortunato possessore di casa la cui rendita non è stata correttamente calcolata;


3) Naturalmente non si è dimostrato, nella delibera d'approvazione, che il gettito derivante dalla TASI (18 milioni) servirà allo scopo per il quale la tassa è stata istituita: remunerare i servizi comunali indivisibili. Resta la convinzione che la TASI serva soprattutto a fare cassa;

4) Niente s'è fatto (e detto) sul versante della famosa "spendig review". Di risparmi annunciati si sono individuati solo i fuochi d'artificio in occasione della Fiera pratese. Poche migliaia di euro davvero. Sicuri che non c'erano altre spese da tagliare?
In buona sostanza anche la nuova giunta di sinistra (PD) ha, per adesso almeno, confermato di conoscere solo la via dell'aumento delle tasse. Per "un'altra storia" e/o per "cambiare verso" ci saranno davvero altre occasioni? 

  

mercoledì 3 settembre 2014

CAP(P): COMPAGNIA AUTOBUS POCO PULITI(?)


CAP è una delle principali aziende private pratesi per numero di dipendenti (erano 460 nel 2013). Concessionaria, da sempre, del servizio di trasporto pubblico cittadino. E per questo, ma non solo, CAP rappresenta una forza economica e politica di primo livello. Storicamente CAP ha sempre fatto riferimento alla Democrazia Cristiana costituendo, con la Cassa di Risparmio, una delle leve del potere cittadino diffuso. Negli ultimi anni è andata crescendo, naturalmente, anche la presenza della sinistra. Adesso CAP pare essere sotto la "tutela" del Partito Democratico. 
Come tutte le aziende private che sono incaricate di gestire servizi di trasporto pubblici anche la CAP gode di generosi finanziamenti comunali, provinciali e regionali.
Ai primi d'agosto il Comune di Prato ha trasferito a CAP autotrasporti la somma di euro 2.855.156 quale contributo della Regione Toscana per il semestre luglio-dicembre 2014 per il servizio urbano.
Con precedenti provvedimenti il Comune di Prato aveva stabilito di remunerare la CAP, sempre per il servizio di linea urbano con la somma di euro 2.962.000 per il 2014 ed euro 3.010.000 per il 2015.
Sostanzialmente CAP riceve da Comune e Regione la non indifferente somma di euro 8.670.000 per il 2014 e 8.720.000 per il 2015.
CAP applica sulle linee urbane un prezzo per ogni corsa pari ad euro 1,20 (2.000 delle vecchie lire). Se acquistate il biglietto ad una rivendita. Dovete pagare invece 1,40 se acquistate il biglietto urbano per mezzo del servizio SMS(!!)
Ebbene pare evidente che questa azienda privata incaricata del servizio di trasporto urbano pubblico avrebbe, quantomeno, il dovere di svolgere un buon servizio. Ad iniziare dal tenere decentemente puliti i mezzi che utilizza.
Diversi cittadini, viceversa, ci hanno da tempo segnalato lo stato pietoso delle vetture CAP! Poichè non è nostra abitudine riferire informazioni od impressioni senza prima avere preso diretta visione delle questioni siamo saliti nei giorni scorsi su alcuni mezzi urbani della CAP.
E le denunce dei cittadini-utenti si sono dimostrate senz'altro fondate.
I bus urbani della CAP, come testimoniano le foto sono variamente ricoperti da una "morchia" persistente. 

Frutto, senza dubbio, di una mancata pulizia protrattasi nel tempo. Si tratta infatti di polvere sedimentatasi nel corso di anni. E che nessuno ha mai pensato di rimuovere.
Così davanti e sotto ai seggiolini ristagna un sudicio annoso. Dovunque vi sia una superficie libera esiste un accumulo costante di "morchia". 



Che si è formata pure ai lati delle pedane di salita e di discesa dai mezzi.

Lo stesso dicasi per i soffitti e le pareti dei bus. 
Sembra che mai mano umana, armata di prodotti per l'igiene, sia passata su quegli elementi. Gli stessi sedili paiono mantenersi privi di polvere per il solo fatto di essere occupati dagli utenti. Ma negli angoli non occupati dalle sedute è visibile la stessa morchia che impregna tutto il resto del mezzo.
In sostanza pare che gli autobus urbani della CAP siano sottoposti soltanto a qualche superficiale spazzatura dei corridoi e delle piattaforme. Ma che non siano mai soggetti ad una normale ed igienica pulizia di fondo. Pare che la "tecnologia" della pulizia dei bus CAP si sia fermata alla mitica scopa di saggina, che fa "bella" mostra di sè accanto all'abitacolo dell'autista.

Eppure!! Eppure il biglietto (1,20/1,40 euro per 15-30 minuti di viaggio...) sembra assai remunerativo. Come pure i quasi 9 milioni di euro che solo Regione e Comune versano ogni anno alla CAP per il suo servizio.
Ci permettiamo di rivolgere un invito agli enti che finanziano CAP. Controllate come viene erogato il servizio. Controllate, in particolare, se i requisiti minimi d'igiene sono davvero rispettati. Riservare agli utenti dei bus sporchi e maleodoranti non ci pare il miglior modo per fare di Prato una città europea. 

lunedì 1 settembre 2014

MAGGIORANZA COMUNALE: PRIME CREPE??


Mercoledì prossimo (h.15) il Consiglio Comunale di Prato sarà chiamato ad approvare la manovra fiscale che istituisce la TASI e rincara la TARI del 6,5%. Naturalmente non vi sarà suspence. Il PD occupa la stragrande maggioranza dei seggi del Consiglio e la delibera di Monia Faltoni passerà tranquillamente.
Più che il risultato finale sarà allora importante ascoltare i vari interventi delle forze dell'opposizione ed anche delle due rappresentanti della Lista Civica Biffoni per Prato. Che aggiungono, di solito, il loro voto ai 19 del PD. Facendo parte integrante della maggioranza che guida il Comune.
Tuttavia negli ultimi giorni le consigliere Rosanna Sciumbata (che nel frattempo aveva chiesto le dimissioni della direttrice sanitaria dell'ASL Carli "colpevole" di aver proposto Dante Mondanelli come direttore della Società della Salute...) e Marilena Garnier hanno anticipato il rientro dalle ferie prendendo in contropiede la loro stessa maggioranza. Sono tre le mozioni che la Lista "Biffoni per Prato" ha presentato perchè vengano discusse. La prima riguarda le cure odontoiatriche a favore di soggetti che non potrebbero permettersi di curare il loro sorriso. La seconda auspica il parcheggio gratuito all'ospedale Santo Stefano per i parenti di pazienti bisognosi quotidianamente di assistenza.
Ma è la terza mozione ad essere stata interpretata dagli alleati come una vera e propria entrata a gamba tesa nel dibattito politico cittadino. Sciumbata e Garnier chiedono che vengano sospesi i pagamenti dei gettoni a tutti i consiglieri ed ai presidenti di commissione. Ovvero, in subordine, che venga stabilito un tetto alla riscossione dei gettoni. Complessivamente non più di due al mese! Lo scopo è quello di formare un fondo da mettere a disposizione di persone in difficoltà economiche.
E'questa mozione che ha causato e sta causando fibrillazioni all'interno del PD.
In più d'uno hanno cercato di convincere le due consigliere a trasformare in interrogazione la loro mozione. Le interrogazioni vengono discusse ma non sono messe in votazione. Quel che preme al PD, infatti, è non far arrivare ai voti la mozione. Pare chiaro, infatti, che il gruppo dei democrats non potrebbe votarla. I gettoni dei 19 consiglieri, oltre a rinvigorire i conti correnti individuali, servono anche al finanziamento del partito. Com'è noto una percentuale degli emolumenti di ogni eletto deve essere versata nelle casse del PD.
Chiaro che ci sarebbe una divisione nella maggioranza. E sulla mozione della lista "Biffoni per Prato" potrebbero pure convergere i voti dei tre rappresentanti del M5S e quelli, forse, degli altri gruppi dell'opposizione di centrodestra.
Opposizione che, tuttavia, dovrà marcare la sua presenza più che altro sulla delibera d'approvazione della TASI. Se sull'aumento del 6,50% della TARI anche Forza Italia e "Prato per Cenni" non potranno argomentare alcuna critica poichè tale rincaro era già previsto da una delibera della vecchia Giunta è sulla TASI che dovranno, se lo vorranno, dire qualcosa. Qualcosa in più, almeno, di quello che fino ad oggi, timidamente, ha dichiarato la sola consigliera Rita Pieri.
Tuttavia il PD pare assai più preoccupato che l'attivismo di Sciumbata e Garnier finisca per produrre qualche crepa nella formidabile maggioranza che le elezioni del 25 maggio hanno certificato. La dirigenza di Via Carraia, il sindaco e la Giunta sanno bene, infatti, che l'attuale atteggiamento della Lista "Biffoni per Prato" è la conseguenza delle scelte effettuate dopo le elezioni. Che hanno visto esclusa dalla Giunta proprio la Lista "Biffoni per Prato". Garnier e Sciumbata, evidentemente, mettono anche sul piatto la considerazione che in tutti questi tre mesi non sia stata convocata nessuna riunione della maggioranza politica (..a proposito, qualcuno ha idea di che fine abbiano fatto SEL, Federazione della Sinistra, Scelta per Prato, La Città per Noi e Italia dei Valori..??). Subodorando che il PD sia affetto da una specie di bulimia del potere. Incassata la vittoria i democrats non hanno mostrato la minima intenzione di dividere con nessuno il potere riconquistato. Facendo finta di non sapere che anche la bulimia, così come l'anoressia, è uno stato patologico da evitare e da curare.