venerdì 10 ottobre 2014

LA TASI E' UNA VERGOGNA!!




"E' una banda di ladri" mormora un cittadino all'uscita, dopo una lunga coda, dall'ufficio URP di Piazza del Comune dopo aver ricevuto il modello F24 per il pagamento della TASI. Ad occhio non si riferiva affatto alla partita Juve-Roma....!!
Il giudizio, stringato e rozzo, non appare comunque del tutto errato.
Cos'è la TASI? E' la tassa comunale sui  servizi indivisibili resi dall'ente. Fu introdotta dalla Legge finanziaria 2014 (Legge N. 147 del 27.12.2013, Governo Letta).
La normativa assegna ai Comuni la facoltà di imporre la tassa sui proprietari di prima casa (esclusa dall'applicazione dell'IMU) e sugli affittuari (in una proporzione che varia dal 10 al 30% del dovuto). Con successivi decreti sono state fissate le aliquote per il calcolo della TASI. Stanno in un range compreso tra l'1 ed il 2,5 per mille. I Comuni che intendano avvalersi del regime delle detrazioni possono aumentare l'aliquota fino ad un massimo del 3,3 per mille. Il metodo di calcolo della TASI è identico a quello dell'IMU. Si prende il valore catastale complessivo della casa (comprese le pertinenze indicate in C6), lo si moltiplica per 105, poi per 160 ed infine per l'aliquota fissata dal Comune.
Il Comune di Prato ha scelto di applicare l'aliquota massima del 3,3 per mille.
Prevedendo questo regime di detrazioni: fino ad un valore catastale di 299,99 si applica una detrazione di euro 165,00 che determina l'esenzione dal pagamento. Come avveniva anche per l'IMU. Da 300,00 a 599,99 euro di rendita catastale si ha diritto ad una detrazione di euro 80,00. Fine del regime delle detrazioni. Da una rendita catastale superiore a 600,00 euro il contribuente deve pagare l'intera somma. Il Comune di Prato, inoltre, ha stabilito di non far pagare niente agli inquilini.
Sono i contribuenti a doversi far carico del calcolo della tassa.
Sono diverse le osservazioni che si possono fare alle modalità, assai semplici ma assai inique, scelte dal Comune di Prato per l'applicazione della TASI.

1) Si è scelto di esentare dal pagamento della TASI solo i proprietari di abitazioni con rendita catastale sotto i 300,00 euro. Se si considera che un garage di 18 metri quadri in zona periferica comporta una rendita catastale media di euro 200,00 si comprende come gli esentati da questa tassa siano solo i possessori di roulotte del campo nomadi di Via Marconi o chi abita in una baracca od in una stamberga (ovvero i fortunati possessori di abitazioni la cui rendita è rimasta fissa agli inizi del Novecento..);

2) L'aliquota massima del 3,3 per mille ha una conseguenza del tutto iniqua: farà pagare quasi il doppio di quanto pagavano d'IMU ai proprietari di case comprese nel range tra 600,00 e 900,00 euro di rendita. Chiaro che in questa fascia s'addensano tutti i piccoli proprietari della propria abitazione. Oltre 900,00 euro di rendita i proprietari pagheranno di TASI meno di quanto pagavano d'IMU. Alla faccia della giustizia sociale e dell'equità;

3) La somma risultante dall'applicazione dell'ulteriore 0,8 per mille che dovrebbe servire per le detrazioni si tradurrà, viceversa, così come riferito dal Ragioniere Capo alla commissione comunale competente, in un ulteriore introito netto per le casse comunali giacchè l'incasso complessivo è assai superiore alle detrazioni da praticare;

4) Per il regime delle detrazioni, inoltre, potevano essere scelti parametri di equità sociale: dal reddito familiare al numero dei componenti la famiglia; dalla presenza di pensionati alla presenza di persone con handicap, ecc. ecc.;

5) Si è scelto di tenere esente dalla TASI qualche migliaio di inquilini (moltissimi assai capienti in quanto a reddito..). Eppure anche loro usufruiscono dei servizi indivisibili erogati dal Comune;

6) La Giunta ha scelto di inviare ad ogni famiglia pratese (circa 80.000) un pro-memoria per spiegare le scadenze fiscali da ottobre a dicembre. Ma per la TASI, così come si fa per la TARI, poteva anche scegliere di inviare il bollettino per il pagamento. Giacchè tutti i dati sono in possesso dell'ente pubblico e delle sue aziende competenti (SO-RI). Sarebbe stato un lavoro in più per gli uffici? Macchè! E' chiaro, infatti, che ogni dichiarazione dei cittadini dovrà essere controllata. Dunque perchè non farlo in anticipo? Eliminando almeno l'obbligo per il cittadino di farsi i calcoli da solo ovvero farsi aiutare da un commercialista o da un CAF (per la modica somma di euro 20,00, in media, a dichiarazione);

7) Nessun provvedimento viene infine deciso per il risparmio della spesa pubblica (a parte i fuochi d'artificio per il settembre pratese..).

Considerando che nello stesso periodo di tempo (ottobre-dicembre) il cittadino pratese dovrà versare pure il conguaglio della TARI e la seconda rata dell'IMU quello che si prospetta è un salasso di oltre 30 milioni di euro in 2 mesi e mezzo. Se non è un furto od una macelleria sociale è sicuramente una vergogna! Specialmente perchè la TASI s'accanisce sul "patrimonio" (la prima casa) dei più poveri dei cittadini. In questo caso il Comune di Prato ha mostrato di essere Robin Hood. Ma alla rovescia. Prende ai meno abbienti e premia i più ricchi.  Non c'è male come esordio per la Giunta di sinistra che ritorna al potere dopo 5 anni! Proprio una vergogna!!
        

mercoledì 8 ottobre 2014

IL POTERE DELL'ARROGANZA


1) Lunedì è comparso sul sito web del Comune di Prato l'elenco di alcuni cittadini morosi per i pagamenti di servizi scolastici. Il totale del mancato pagamento assommava alla non fantastica cifra di 605 (seicentocinque) euro. Il documento pubblicato indicava non solo il nome e cognome del genitore moroso ma pure l'indirizzo ed il telefono cellulare. L'assessore alla Pubblica Istruzione ha attribuito la pubblicazione ad un errore degli uffici. Il Sindaco ha chiesto la punizione del "colpevole"!! Dio solo sa cosa sarebbe successo se questo "infortunio" fosse capitato a qualcuno della vecchia maggioranza...!!

2) Qualche giorno prima in una via di Chinatown una pattuglia dei Vigili Urbani ha chiamato il carro attrezzi per far rimuovere un veicolo che stazionava in giorno di pulizia della strada. Non è valso a niente che vicini e parenti avessero abbondantemente informato la pattuglia che l'auto apparteneva ad un cittadino deceduto il giorno prima. Ed il cui funerale era in corso proprio allora. Gli agenti non hanno sentito ragione alcuna. E l'auto è stata prelevata di forza e portata nell'apposito deposito.

3) In questi giorni giunge nelle case di tutte le famiglie pratesi una lettera dell'amministrazione comunale che intende spiegare per filo e per segno come, quanto, quando e perchè pagare le tasse vecchie e le tasse nuove: IMU, TARI, TASI!! In burocratese, ma con perfetta perfidia politichese, il Comune di Prato lascia intendere di non essere affatto responsabile delle nuove tasse.
"Nei prossimi anni faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per non aumentare, o addirittura ridurre, le imposte."
La distribuzione del corposo dossier (sei pagine) è stata affidata non alle Poste Italiane ma ad un'azienda privata organica alla filiera delle cooperative toscane e d'area, naturalmente, PD.....!!

4) E' stato nominato dal sindaco il nuovo segretario e direttore generale del Comune. Una delle figure, al di là di chi la impersona, dell'apparato pubblico più inutili (se non dannose) che si possano concepire. Sfidiamo chiunque a rammentare un provvedimento (uno...) memorabile o comunque di qualche utilità per i cittadini che questa figura apicale del Comune, strapagata, abbia concepito e/o adottato negli ultimi 30 anni! Si viene, tuttavia, informati che questo nuovo massimo dirigente percepirà uno stipendio di "soli" 150.000 euro l'anno. Meno di quanto percepito dai suoi predecessori. Dimenticando di informarci che quello è solo lo stipendio base. Suscettibile di altre diverse e corpose indennità legate ai due ruoli....

5) A circa un mese di distanza dalla prima domanda il sindaco non ha ancora risposto alla richiesta di incontro avanzata dal Comitato Pratese per il SI a Peretola. Nel frattempo in Consiglio Comunale i rappresentanti del NO alla nuova pista di Peretola sono stati lasciati liberi di raccontare le loro diverse ed avventurose  bufale.....

Sono 5 episodi diversi. Apparentemente scollegati tra di loro. Con differenti responsabilità. E, tuttavia, a ben guardare e considerare, tutti e cinque sono legati da un clima politico che pare essersi ormai sedimentato in città. Dopo la straordinaria vittoria elettorale del maggio scorso adesso abbiamo la prova di cosa voleva dire davvero quel "riprendiamoci la città". Non era affatto una gaffe! Dopo cinque anni consumati in una insulsa opposizione si vogliono davvero riprendere, anche con gli interessi, il tempo perso. Approfittando anche dell'inesistenza dell'opposizione il quadro generale che si profila, e nel quale maturano i fatti elencati, i nuovi-vecchi "proprietari" di Prato marcano la città con l'uso arrogante del potere. Avevano promesso di voler "cambiare verso", di avere in mente "un'altra storia"....Ma, ad oggi, pare la stessa identica storia di sempre.....Peccato!!

lunedì 6 ottobre 2014

C.A.P. CHIEDE ALTRI SOLDI PUBBLICI!


C.A.P. chiede altri due milioni e ottocentomila euro alla Provincia per pareggiare, dicono loro, la differenza tra costi di gestione del servizio di trasporto pubblico dal 2010 al 2013 e gli effettivi ricavi derivanti dalla vendita di biglietti ed abbonamenti. La metà dovrebbe essere posta a carico del Comune di Prato. L'altra metà ai 6 rimanenti Comuni della Provincia.
C.A.P. sostiene che il deficit in larga parte deriva, per Prato, dalla pedonalizzazione di Piazza delle Carceri che avrebbe comportato una drastica riduzione degli utenti! Perbacco!
Inoltre C.A.P. dichiara che il deficit è anche dovuto al maggiore costo del carburante ed all'impossibilità di aumentare il prezzo del biglietto per corsa. Riperbacco! Come se l'attuale costo non fosse già considerevolmente alto!
E, dunque, CAP chiede il rimborso "a piè di lista"!! Probabilmente è una possibilità legittima prevista dal contratto di servizio siglato con Provincia di Prato. Il cui testo è irrintracciabile sul sito dell'Ente.
Naturalmente niente sappiamo del Bilancio complessivo di CAP. E nulla ci viene detto circa la composizione della spesa che serve a CAP per chiedere ulteriori denari pubblici.
"Così vanno avanti anche i funai". E' il proverbio pratese che s'addice a questa situazione. L'azienda CAP può essere più o meno efficiente; il servizio può essere buono, cattivo o pessimo. Per CAP non cambia assolutamente niente! A fine anno il contabile fa i conti. E se scopre che CAP ha speso più di quanto ha incassato si rivolge all'ente pubblico per farsi rimborsare la presunta perdita.
Anzi! CAP ha tutto l'interesse a spendere più quattrini che può! Tanto è sicura al 100% che le somme mancanti rientreranno in cassa sotto forma di contributi straordinari delle casse pubbliche. Cioè delle tasse pagate dai pratesi. Ed è per questo, probabilmente, che gli enormi bus CAP del trasporto cittadino viaggiano mediamente con solo il 10% dei posti disponibili occupati. Senza che a nessuno venga in mente di utilizzare, specialmente su determinate linee ed orari, autobus più piccoli ma in grado di soddisfare lo stesso le esigenze delle utenze. Oppure può tranquillamente implementare il proprio organico. Adesso sono 430 i dipendenti di CAP. Siamo sicuri che siano tutti necessari ed indispensabili?
Se si fa un confronto con quanto successo negli anni scorsi alla società di trasporti fiorentina, ATAF (tra l'altro appartenente per il 25% a CAP.....) sorgono mille dubbi. Quando si è voluto agire per rimettere in sesto quella società, anche attraverso un piano industriale, ci si è accorti che 300 dipendenti su un totale di 1800 erano in esubero. Come a dire che in CAP possono esservi in esubero circa 70 dipendenti...