sabato 25 ottobre 2014

I CAVALIERI TUTTONERO



Abbiamo aspettato a scriverne. Abbiamo aspettato che "Il Bubbone" terminasse la sua inchiesta giornalistica in tre puntate. (http://www.ilbubbone.it/2000-2014-il-dramma-de-i-cavalieri-cronaca-di-una-tragedia-sportiva-annunciata/;.http://www.ilbubbone.it/e-la-cittadella-dello-sport-di-iolo-siamo-sicuri-che-esista-davvero-3/;http://www.ilbubbone.it/scandalo-cavalieri-il-comune-di-prato-garanti-il-mutuo-per-la-cittadella-ecco-le-delibere-e-il-contratto/) Abbiamo aspettato che sulla vicenda si aprisse, perlomeno, un dibattito, una discussione, un pour parler..... Abbiamo aspettato che la storia del tonfo che si prospetta per la squadra professionistica più graduata di Prato salisse agli onori della cronaca dei media locali. Ed oggi, finalmente, il maggiore quotidiano cittadino intervista il presidente Fabrizio Tonfoni (nomen omen)! Sulle pagine dello sport. Naturalmente. Intanto il redattore capo editorialeggia (...."in buona sostanza".....) sul maggiore dei problemi pratesi. Quello che accomuna Prato a Palermo. Il traffico!!
Diciamo subito che il lettore non dovrà aspettarsi granchè dal contenuto della chiacchierata con Tonfoni. L'intervistatore, quando non era inginocchiato, ha solamente accennato alle polemiche di questi ultimi giorni. Ma ha evitato accuratamente di chiederne conto al presidente dei Cavalieri. Che dal canto suo tiene a ribadire che la società è (quasi) a posto. Almeno dal punto di vista delle regole dello sport italiano. Aggiunge Tonfoni, a dimostrazione della solidità dei Cavalieri che ben 80 (ottanta) cittadini hanno sottoscritto un abbonamento per vedere le partite al Chersoni. Perbacco....!! Ma i lettori non sapranno, ad esempio, se Tonfoni sta onorando le rate del mutuo contratto con la Cariprato (...poi Banca Popolare di Vicenza..) e garantito dal Comune. O se la sua società versa davvero in una situazione di Bilanci in  sensazionale deficit strutturale....
La storia raccontata da Jonathan Targetti con dovizia di particolari e documentazioni inoppugnabili ha una sua forza intrinseca. Anche se, in Italia, non è affatto un'eccezione! Anche in Toscana sono state diverse le società che hanno affascinato, talune per diversi anni (come il Monte dei Paschi di Siena nel basket ed anche nel calcio..), intere città, per poi lasciare il campo a macerie, debiti, dispute, talvolta anche giudiziarie, ma sicuramente sempre finanziarie. E la domanda, suppergiù, è sempre la stessa. Che fine ha fatto il malloppo? Chi paga i danni?
Generalmente sicura è la risposta solo alla seconda domanda: chi paga è sempre (o quasi) il pubblico....!!
Nel caso della nostra massima società sportiva (milita nell'Eccellenza del Rugby nazionale...) il busillis riguarda la fine che ha fatto il prestito da 2.300.000 euro concesso ai Cavalieri dal munifico (ma non fesso...) Cavalier Zonin della Banca di Vicenza. Che ha sì concesso il mutuo ma ha preteso che fosse il Comune di Prato a farsene garante-mallevadore e, in ultima analisi, pagatore finale.
Le due delibere che autorizzano l'operazione pubblicate dal Bubbone mettono in luce diversi aspetti. Il primo è che anche se approvate all'unanimità dal Consiglio Comunale tali provvedimenti hanno visto l'assenza di 7 consiglieri per quanto riguarda la prima delibera e di ben 11 consiglieri per la seconda. Consiglieri, beninteso, di maggioranza e d'opposizione. 
La prima delibera prevedeva, tra l'altro, un attento controllo del Comune di Prato, da ottenersi anche con una contabilità separata, sui conti dei Cavalieri circa la realizzazione della Cittadella dello Sport di Iolo. Chissà se quel controllo si è davvero concretizzato. Dalla lettura delle delibere (e dei consiglieri presenti/assenti) risulta che almeno tre nomi ricorrono (come assenti..) in tutte e due le delibere riguardanti i Tuttineri. Pura coincidenza? Non sembrerebbe. A sentire la versione di qualcuno di loro le assenze sono state del tutto volute. Non li convinceva l'operazione della società sportiva. Non li convinceva che il Comune dovesse farsi garante per il pagamento di un mutuo così importante affidato ad una srl con soli 10.000 euro di capitale e di proprietà, pare, di una società d'investimenti con sede in Sicilia...... Diciamo che, con qualche ragione, immaginavano che ci sarebbe stato un finale nel quale il Comune sarebbe rimasto col cerino (del mutuo..) in mano. E che, in seguito, non potesse escludersi anche un intervento della Corte dei Conti sull'intera operazione finanziaria-sportiva.
Operazione che aveva, certo, il suo fascino. Avere a Prato una squadra sportiva che ne illustrasse nome e qualità era sicuramente attrattivo dell'interesse dell'ente pubblico. Dopo le vittorie nel campionato nazionale di pallamano da parte dell'ALPI Prato non c'era stata altra formazione ad arrivare così in alto come quella del rugby. Che è sport fascinoso, seppure di nicchia, dove muscoli e sudore fanno mischia con la materia grigia. Ma spesso anche con non sempre raccomandabili brasseurs d'affaires....Dunque non dovrebbe essere difficile per i responsabili politici del progetto cercare di dare le dovute (ai cittadini pratesi..) spiegazioni. Ogni giorno di silenzio in più può autorizzare qualsiasi cattivo retropensiero! Sostiene il Bubbone che almeno l'ex assessore allo sport Matteo Grazzini ha promesso un suo intervento. Lo aspettiamo fiduciosi.   
    

venerdì 24 ottobre 2014

LUCA RONCONI




Ieri il Consiglio Comunale di Prato ha deliberato di concedere la cittadinanza onoraria della città al regista teatrale Luca Ronconi. Mai provvedimento fu più giusto. Prato non è prodiga di cittadinanze onorarie, come si sa. Ma quella concessa a Luca Ronconi è del tutto meritata.
La presenza di Ronconi a Prato, dal 1976 al 1979, col suo Laboratorio di Progettazione Teatrale, è ancora memorabile. La Giunta d'allora (sindaco Lohengrin Landini, assessore alla Cultura Eliana Monarca) sfruttarono il boom economico che aveva consentito a Prato di diventare una delle città più ricche e dinamiche d'Italia anche per tentare di farla uscire dalla generale percezione di provinciale città-fabbrica. Dando l'incarico a Ronconi (non senza feroci polemiche politiche beninteso...) si intendeva fare di Prato anche un'icona della cultura, almeno teatrale, italiana. Operazione che si inseriva in progetti  che ancora oggi (nel bene - Gida, Macrolotti, PratoExpo. la grande scultura di Moore, ecc. e nel male - Interporto, ahinoi...) caratterizzano la città. L'operazione Ronconi funzionò a dovere. Prato divenne in quegli anni la capitale nazionale del teatro e del suo rinnovamento grazie al genio creativo del regista piemontese e dei suoi collaboratori (l'architetto Gae Aulenti che immaginò molte delle magnifiche scenografie per gli spettacoli ronconiani...gli attori Mariangela Melato, Marisa Fabbri, Massimo Foschi...).
Furono indimenticabili alcune delle rappresentazioni messe in scena (anche fuori dal Metastasio..) da Ronconi. Su tutte l'Orlando Furioso (Piazza delle Carceri); Le Baccanti (Magnolfi) e Orestea (Fabbricone).
Con queste opere Ronconi dette un formidabile contributo alla rottamazione dell'ancien règime teatrale italiano incrociando con personalissima visione le correnti che in tutto il Mondo cercavano nuovi approcci, nuovi significati all'ancora ottocentesca maniera di concepire la messa in scena teatrale.
L'esperienza pratese di Ronconi rappresentò, inoltre, il momento più alto della sua arte. La città, il sindaco, l'assessore alla cultura, la Giunta ed il Consiglio Comunale hanno fatto benissimo ad omaggiarlo facendolo divenire, da oggi, un nostro magnifico concittadino.     


mercoledì 22 ottobre 2014

CONTRO LA NUOVA PISTA DI PERETOLA (?)


Sulla nuova pista di Peretola Forza Italia di Prato ha deciso di innalzare l'asticella della "protesta": Giorgio Silli e Rita Pieri hanno annunciato, in una conferenza stampa di tutto il centrodestra pratese, una manifestazione popolare proprio davanti l'aeroporto "Amerigo Vespucci".
La manifestazione è, per adesso, solo virtuale. Gli esponenti cittadini dell'opposizione a Peretola non hanno comunicato la data d'effettuazione del raduno.
Tuttavia è certo che, ormai, è il centrodestra pratese ad essersi preso la guida del "movimento" od almeno a tentare di mettere il proprio cappello politico sulla "protesta" pur andando al seguito dei vari comitati di cittadini. Tentando di forzare la mano (inutilmente...) anche al Sindaco Biffoni ed al PD pratese.

E così mentre Forza Italia fiorentina e toscana gioisce per la decisione di ENAC di allungare a 2400 metri la nuova pista i rappresentanti pratesi del medesimo partito provano a mettersi "di traverso".
Con l'obbiettivo, dichiarato, di riuscire a far "smuovere" anche tutte le altre forze politiche cittadine ed in primis il sindaco Biffoni. Al quale viene chiesto una specie di "supplemento" di ricorso al TAR Toscana contro la nuova pista del  Vespucci. Sanno bene, infatti, i rappresentanti del centrodestra, che il  ricorso al TAR della Giunta Cenni più che contro il nuovo aeroporto era diretto contro il PIT della Regione Toscana che neutralizzava, lasciandoli agricoli, ben 700 ettari della Piana Sud di Prato. Proprio quelli individuati dalla vecchia Giunta per nuove e più ardite cementificazioni. A questo proposito viene da chiedere ai comitati contro ed ai vari amici che si schierano anche per ragioni ambientalistiche contro Peretola se lasciare intanto intatti 700 ettari di Piana pratese non sia già un bel risultato anche dal loro punto di vista.....
In attesa dell'improbabile manifestazioni popolare a Peretola vorremmo chiedere a Forza Italia Prato il perchè della loro mancata opposizione politica alla manovra finanziaria (TASI) del Comune di Prato. Quella sì sentita come ingiusta ed iniqua da una gran parte dei cittadini contribuenti. Un'occasione persa! Domani (giovedì 23 ottobre), nel frattempo, il Comitato Pratese per il SI a Peretola porterà al Sindaco Biffoni una voce diversa. Tentando di rappresentare quella parte di pratesi che considera una grande opportunità il nuovo aeroporto alle porte della città!

lunedì 20 ottobre 2014

OSPEDALE SANTO STEFANO: UN ANNO DOPO



Ad un anno esatto dall'entrata in funzione del Nuovo Ospedale di Prato è possibile tracciare un primo bilancio dell'attività del nosocomio.
Per farlo occorre tenere presente almeno due cose:

1) Com'era e come funzionava il vecchio Ospedale Misericordia e Dolce;
2) Le previsioni che gufi, civette ed avvoltoi non hanno mancato di fare dall'ottobre 2013 (ed anche da prima).

Per quanto riguarda il primo aspetto il nuovo edificio di Galciana segna un miglioramento netto. Solo qualche irriducibile e testardo "avversario" non può essersi accorto che il Santo Stefano sta al Misericordia e Dolce come un attico sta ad una spelonca... D'altra parte nessuno ricorda come il MeD fosse addirittura un pericolo per la salute e l'incolumità dei cittadini. Non essendo costruito con criteri antisismici e non avendo neppure sistemi antiincendio. C'è da considerare poi che taluni reparti erano così logori strutturalmente da costituire costantemente una reale e concreta minaccia per pazienti e personale.
Miglioramento netto per i degenti. Che da camerate a 6 - 8 letti (con wc nei corridoi..) passano a più confortevoli e riservate camere con due soli letti (e wc all'interno...). 
Miglioramento pure per i visitatori. Si è passati da uno Spedale entro le Mura e lungo una direttrice di traffico assai pesante e penalizzato pure dall'estrema vicinanza con talune industrie (con emissioni di fumi e gas a due passi dalle finestre..)  ad uno realizzato in area di campagna, facilmente raggiungibile da qualsiasi punto della città grazie alla posizione vicina al sistema delle grandi strade di comunicazione. Il Santo Stefano è immerso nel verde dell'area tra Narnali e Galciana. E pur con l'handicap di essere stato costruito su territorio di pertinenza del Vella è, urbanisticamente, situato mille volte meglio del vecchio MeD.
Che dire poi del parcheggio interno al Santo Stefano. Finito innumerevoli volte nel mirino della contestazione per il pagamento richiesto all'utenza. Ma infinitamente migliore dei vecchi parcheggi di Piazza Macelli, Via Genova, Piazzale Ebensee, Via Monnet. Tutti notevolmente lontani dall'ingresso del MeD. E tutti senza alcun servizio per i cittadini. Quante volte abbiamo dovuto girare e girare alla ricerca di uno stallo libero! E quante polemiche per la presenza dei "parcheggiatori" abusivi. Senza contare lo stress dovuto al calcolo da fare per indovinare il pagamento della sosta (quanti minuti o ore..??). Adesso l'utente e/o il visitatore può lasciare il suo veicolo proprio davanti alla hall del Santo Stefano. E raggiungere, in due/tre minuti, qualsiasi zona di degenza o di servizio. Avendo in mano un ticket che gli consentirà di pagare il reale tempo di sosta.
Polemiche a non finire anche sulla capacità d'accoglienza del nuovo ospedale. Anche in questo caso previsioni del tutto sballate. Ad oggi, pur con qualche difficoltà, non sono segnalati che due o tre casi di emergenze concernenti i posti-letto. Dovute non tanto alla scarsità della dotazione del Santo Stefano quanto all'incapacità della ASL di realizzare quei presidi-filtro che pure erano stati ampiamente previsti nel progetto del Santo Stefano. Anche il surplus d'afflusso al Pronto Soccorso, che tuttavia ha mantenuto una sua capacità di accoglienza, è da mettere in relazione alla mancata realizzazione delle strutture esterne a supporto del Santo Stefano. 
Dopo un anno di attività pare anche nettamente migliorata la capacità del personale medico e paramedico di accettazione della nuova formula sanitaria con tutti i cambiamenti che la stessa struttura del Santo Stefano ha comportato.
Riguardo al punto 2) gufi, civette ed avvoltoi avvisavano che il MeD abbandonato avrebbe costituito un sicuro "rifugio" per orde di senza casa, extracomunitari, tossicodipendenti ecc. ecc.. Nessuna di queste foschissime previsioni s'è ovviamente avverata! 
Il bilancio complessivo di questo primo anno di attività del nuovo ospedale di Prato non può essere, pertanto, che positivo. Gufi, civette ed avvoltoi ce ne sono ancora. Come pure sono rimasti gli adoratori-adulatori del vecchio e cadente MeD. Chi per nostalgia delle cose del passato,  chi per calcolo politico. L'ultimo accordo tra Regione, ASL e Comune di Prato sul destino futuro dell'area dell'ex ospedale, prevedendo la rottamazione finale di gran parte degli incongrui edifici del MeD,  si incaricherà di spazzarli via definitivamente. Occorrerà, tuttavia, tener desta l'attenzione ed il controllo circa le realizzazioni che si vorranno fare in quello che il programma elettorale del centrosinistra voleva che fosse destinato a grande Parco Urbano delle Mura.