sabato 6 dicembre 2014

GASTRONOMIA NOSTRANA

Si è rotto il “filo”, mi dispiace quella è la porta. E’ riassumibile in queste poche parole (secondo la sua versione) la vicenda di Alessandro Mati, 41 anni, due figli, che lo scorso 24 ottobre è stato licenziato dall’azienda Gastronomia Toscana (vincitrice dello Stefanino D’Oro nel 2011), dove lavorava come magazziniere con contratto a tempo indeterminato da cinque anni. “Lunedì 20 ottobre – spiega Alessandro Mati – sono stato chiamato dal consulente del lavoro della mia ex azienda che mi
comunicava che sarei stato licenziato. Così di punto in bianco e che avrei avuto due alternative o restare non avendo vita facile o andarmene”
. La motivazione ufficiale poi ricevuta dal legale difensore di Mati è sostanzialmente stata quella di un licenziamento causato dal ridimensionamento del personale. “Prima di tutto – continua Mati – prima di licenziare me avrebbero dovuto mandare via diversi assunti con contratto interinale, poi ho saputo che proprio nelle ultime settimane hanno preso a lavorare altre due persone una delle quali svolge le mansioni che svolgevo io. E pensare che ora il governo vuole cancellare l’articolo 18 unica forma di tutela in questi casi per noi lavoratori”.
Secondo Mati, la sua colpa, sarebbe stata quella di aver voluto nel corso di questi cinque anni far valere i suoi diritti magari difendendo dei colleghi o facendosi portavoce di bisogni e carenze all’interno dell’azienda.
“Non ho mai ricevuto un richiamo – precisa Mati – dal punto di vista lavorativo nessuno mi ha mai detto niente. 
E’ inammissibile che una persona non possa far valere i propri diritti, non possa decidere di parlare o chiamare un sindacato. Alla fine l’azienda grazie ad un accordo davanti alla Dtl di Prato, mi ha versato il massimo delle mensilità previste in caso di licenziamento senza giusta causa, ma io ora non ho più un lavoro. Nessuno mi ha detto vattene con la forza è vero, ma con quale spirito io sarei potuto restare in fabbrica dopo che mi è stato palesemente detto che praticamente avrebbero fatto di tutto per mandarmi via? Hanno comprato il mio lavoro ma non il mio silenzio”.
“Di casi come questi – commenta l’avvocato difensore di Mati – ho la scrivania piena, purtroppo oggi, nonostante le tutele che i lavori hanno, per i datori di lavoro licenziare per i motivi più disparati è diventato davvero troppo facile”.
“Il signor Mati – spiega Andrea Tempestini titolare dell’azienda – è stato licenziato a causa di un ridimensionamento del personale. Come addetto alla ricezione delle materie prime era affiancato da un capo reparto che può benissimo svolgere da solo la mansione. Mati, forse si vuole vendicare dicendo queste cose in realtà il suo licenziamento non è stato un sopruso poteva non accettare. Ha avuto tutto il tempo di ripensarci dall'incontro con i legali all'accordo sottoscritto, la nostra proposta che lui peraltro ha rilanciato al rialzo dal punto di vista economico. Se lui ha accettato perché ora contesta? Capisco l'amarezza ma nessuno gli ha puntato una pistola alla tempia”.

Leontine Wagner

venerdì 5 dicembre 2014

VIA SANTA TRINITA


Sarebbe, più correttamente, Via Santa Trìnìtà! Tuttavia i pratesi, popolo parsimonioso, hanno pensato bene di risparmiare ben due accenti. Cosicchè la dizione ufficiosa diventa Santa Trìnita. Che è assai meno dispendioso da pronunciare di quella ufficiale. Con l'unico effetto che la corruzione verbale comporta che una strada dedicata al mistero delle tre deità riunite in un unico essere diventa una via dedicata ad una Santa inventata di sana pianta. Come una Margherita, Caterina, Anna, Maddalena qualsiasi.....
Oltre a questa singolare caratteristica Santa Trinita ne ha un'altra. Si può tranquillamente suddividere in quattro diversi tronconi. Dalla Porta all'incrocio con Via Carbonaia e Via Silvestri; da Via Carbonaia a Via Neroni; da Via Neroni a Via Cambioni; da Via Cambioni a Piazza San Francesco.
Ognuno di questi quattro segmenti ha peculiarità che lo differenziano dagli altri tre. Il primo è caratterizzato, ovviamente, dall'antica porta, ingresso al centro storico per chi proviene da Sud, che pare prendere il nome da un preesistente convento di monache. Porta Santa Trinita porta alla mente la leggenda metropolitana di Musciattino. Il pistoiese che dopo essere riuscito a trafugare dal Duomo il Sacro Cingolo mariano si trovò immerso in un mare di nebbia miracolosa. E confondendo la Porta Santa Trinita con l'ingresso a Pistoia finì in bocca agli infuriati pratesi. Che gli fecero fare una bruttissima fine! Anche a ragione di questa storia è sicuramente il tratto più popolare della strada. Vi si aprono numerosissimi esercizi commerciali. Tradizionali, ma anche etnici e moderni. Diversi sono pure gli artigiani che vi mantengono le proprie attività. Differentemente da molte altre zone del centro storico questo brano di Santa Trinita presenta i fondi ancora occupati al 90%. Nessun edificio di pregio lo caratterizza. L'unico rimarchevole è il palazzo dove ha sede la corale "Giuseppe Verdi".  

 
















Il secondo tratto, quello che presenta la sede stradale più ampia, è invece caratterizzato da una teoria di fondi sfitti ed è caratterizzato dalla presenza di un bar appartenente ad una nota catena. Il fatto di essere più vicino al centro storico, tuttavia, ne penalizza sicuramente gli insediamenti commerciali. Forse perchè gli affitti sono assai elevati pur essendo limitrofo alla zona popolare. Viene, sciaguratamente, utilizzato come improprio parcheggio.






Il terzo tratto, da Via dei Neroni a Via Cambioni, è certamente quello più nobile della Via Santa Trinita. Vi si affacciano, infatti, imponenti Palazzi e Torri appartenuti ad importanti famiglie pratesi (Migliorati, Bizzocchi, Verzoni, Pugliesi). Non mancano, tuttavia, insieme ad importanti uffici professionali, esercizi commerciali (anche etnici).







Il quarto ed ultimo segmento conduce dalla Via Cambioni fino a Piazza San Francesco. E' caratterizzato dal Palazzo sede della Scuola Comunale di Musica "Giuseppe Verdi". Oltre che da diversi rinomati e storici esercizi commerciali.




Da più di un anno anche in Via Santa Trinita s'è affermata la politica dell'I Care!! Residenti e commercianti hanno dato vita infatti ad una loro associazione. Che in questa strada è diventata, addirittura, Consorzio. Il Consorzio Santa Trinita. Con sigilli notarili, personalità giuridica e propri organi di governo. Ed un proprio brand!
Il Consorzio è contrassegnato da una iperattività che spazia dai raduni conviviali (specialmente estivi..) alle proposte di contrasto alle situazioni di degrado che anche questa parte di città naturalmente vive quotidianamente. Peculiarità del Consorzio Santa Trinita è pure la sua capacità di farsi interlocutore privilegiato del governo cittadino. 
Numerose, infatti, sono state le proposte operative che il Consorzio ha rivolto alla Giunta comunale ed ai vari assessori.


mercoledì 3 dicembre 2014

ENRICO ROSSI: I SUOI (ED I NOSTRI) VICINI


Comunque la pensiate su Enrico Rossi (noi ne pensiamo abbastanza male...lo sapete..) occorre dire che il post d'ieri su Facebook è stata una bella mossa! Sia che sia sgorgata da un autentico bisogno del governatore toscano. Sia che sia frutto della "trovata" pazza e provocatoria del suo spin doctor. Utile per "ricostruire" l'immagine di "comunista berlingueriano" forse appannata dall'attuale vicinanza politica con Matteo Renzi.
Sia come sia vedere Rossi insieme ad undici rom ci produce un piacevole sentimento di soddisfazione politically correct.
Rossi avrà sicuramente raggiunto lo scopo di èpater les bourgeois. Ed, in effetti, s'è attirato rinnovate critiche da destra ed anche da manca. Tuttavia ha raggiunto un preciso obbiettivo politico: dimostrarsi solidale con una popolazione che è e resta saldamente all'ultimo gradino della considerazione sociale. I Rom, infatti, occupano, da sempre, la posizione finale della scala. Sopra di loro solo gli immigrati extracomunitari, meglio se anche di colore; i tossicodipendenti; i detenuti!!
Cosicchè la gente Rom ricopre il ruolo di comodo parafulmine di qualsiasi "civile" comunità "normale". Che ha bisogno di scaricare le proprie frustrazioni su bersagli facili da individuare. Ed i Rom sono il bersaglio ideale per tutti gli altri segmenti di società. Brutti; sporchi; cattivi e .....ladri!
Anche di bambini. Leggenda metropolitana che neppure i fatti sono in grado di scalfire. 
L'uscita di Enrico Rossi c'è piaciuta dunque. Anche al di là dei giochetti che forse nasconde!
I Rom (o meglio gli "zingari") sono invisi a quasi tutti. Dove il "quasi" sta per Radicali. In effetti solo dal mondo radicale arriva, da molti anni, l'unica solidarietà a questa gente ed a questo popolo.
In democrazia è essenziale difendere i diritti dei più deboli e diseredati. I soggetti forti si difendono (benissimo) da soli! Quelli meno forti possono comunque contare su decine d'organizzazioni che ne prendono le difese. Immigrati, tossici, detenuti e Rom trovano raramente dei sostenitori dei loro diritti umani e personali. Ed in prima fila trovano, naturalmente, i Radicali. Nei link che seguono chi vuole, può vedere (ed ascoltare) gli ultimi spezzoni di politica radicale dispiegata a difesa di questa minoranza trascurata, vilipesa, combattuta ed odiata!  

https://www.youtube.com/watch?v=_d5CyP84Ryc

http://www.radioradicale.it/scheda/427728/il-popolo-rom-i-suoi-diritti-leuropa-il-razzismo-il-rispetto-della-legalita-lonu-i-radicali

lunedì 1 dicembre 2014

VIA DEL SERRAGLIO


Ci sono fatti nuovi in Centro Storico. Movimenti mai registrati prima. Che coinvolgono, com'è giusto che sia, commercianti e residenti. Iniziarono l'anno scorso quelli di Via Pugliesi (http://liberamenteprato.blogspot.it/2013/05/via-pugliesi.html). Rendendo quella bella strada, una volta quasi relegata al margine del "quadrilatero d'oro" centrale, una delle strade più interessanti della città. Dopo Via Pugliesi è stato un susseguirsi di "attenzioni" per la propria dimora e per la propria bottega. Via Santa Trinità, Via Cironi, Via Santa Margherita, Via Guasti, Via del Serraglio. Le iniziative sono tutte tese alla loro valorizzazione ed alla ricerca della minimizzazione del rischio di degrado che alcune di queste visibilmente attraversano. Droga, scippi, furti, sicurezza e traffico i problemi principali.  
Ci sembra giusto pertanto, cercare di saperne di più. Considerando questo "movimento" come una risposta unitaria di residenti ed esercenti situati nel centro storico alle difficoltà dell'oggi. Risposta ancora più rilevante in quanto non si tratta di proposte solo per attivare la pubblica amministrazione a "fare". Ma è essa stessa un "fatto", un tentativo di superare le crisi, le insicurezze, le infauste previsioni sul futuro. In buona sostanza sono gli stessi cittadini che si danno una mano da soli!!
La Via del Serraglio è una delle strade più popolari di Prato. Dalla Porta al Serraglio al Largo Carducci questa via centrale della città è sempre stata sede di rinomate e fortunate attività commerciali.  Principale accesso al centro storico pratese per chi proviene dal nord della città (per il sottopasso della ferrovia Prato-Viareggio). Deve probabilmente il suo nome al fatto che una volta al suo inizio verso la piazza Ciardi erano sistemati recinti per cavalli, vacche e bovi. 
Lungo la Via del Serraglio s'addensano molti negozi storici della città. Ed anche molte novità commerciali. 
Come in molte altre parti del Centro anche in Serraglio sono tanti i fondi attualmente sfitti. Singolare particolarità è che la maggior parte dei negozi chiusi si trovano sul lato sinistro della strada (venendo dalla Porta..). Mentre sul lato destro quasi tutte le botteghe e gli esercizi sono regolarmente ancora aperti. Chissà perchè. Proprio in questi giorni commercianti e residenti hanno costituito una loro associazione di strada. Primo compito rendere presentabili e più "gradevoli" anche le vetrine e gli sporti inattivi. Cominciando da tenerli costantemente puliti.