lunedì 13 luglio 2015

NUOVI MOSTRI


Non è davvero un bello spettacolo. Da qualunque parte lo si guardi. L'affaire della RSA di Narnali propone molti scenari da commentare. E tutti che lasciano una striscia di sapore estremamente amaro.
Non che il caso sia una novità. In tante altre parti d'Italia la scoperta di vere e proprie "camere di tortura" in ambienti che avrebbero dovuto proteggere chi vi era ospitato è cosa quasi quotidiana.
Ma scoprire che anche la propria città non è affatto immune dalle gesta di questi "nuovi mostri" lascia interdetti ed interroga ognuno dei cittadini. 
Nel caso di Narnali, inoltre, meraviglia che l'accusa di maltrattamenti agli anziani sia stata rivolta non ad uno o due operatori ma a molti di chi avrebbe dovuto, per dovere professionale, prendersi cura dei non autosufficienti lì ricoverati. Sembra di essere davanti più ad un "metodo" generale che alla "follia" di qualche singolo infermiere/operatore. 
Stupisce, soprattutto, che di fronte agli atteggiamenti violenti messi in pratica (stando almeno a quanto risulta dalla visione dei filmati...) non ci sia stata reazione di alcuno. Nè sembra abbiano funzionato i controlli sulla struttura predisposti dalla ASL. E nemmeno i controlli sul personale assegnato alla RSA da parte del consorzio ASTIR.
E lo scaricabarile da ASL ad ASTIR e da ASTIR ad ASL non è comunque un belvedere.
Se è vero che i controlli ufficiali spettavano evidentemente alla ASL non c'è dubbio che anche ad ASTIR sarebbe spettato il controllo sul personale impiegato a Narnali da qualche sua cooperativa.
E non basta certamente che ASTIR, con gelida determinazione, si chiami fuori da quel contesto di fatti ed azioni cercando di far rimanere con la palla avvelenata solo i vertici della ASL pratese.
Meraviglia, infine, che di fronte allo scempio che è stato documentato nella RSA i vertici di ASTIR non abbiano saputo, voluto o potuto, offrire le proprie scuse, agli anziani, alle loro famiglie, alla città.
E' un comportamento che mai ci saremmo aspettati da un'organizzazione che ha il suo business proprio nell'attività sociale. E dalla  quale, dunque, ci si sarebbe aspettati ben altro tipo di reazione.
Le cooperative sociali non possono essere considerate alla stessa stregua di una qualsiasi "ditta" che vince un appalto. In questo caso ben prima degli "affari" sarebbe corretto e giusto considerare la natura intimamente delicata che vengono chiamati a svolgere gli operatori delle coop. Che dovrebbero avere professionalità e moralità sicuramente superiori alla media.
L'impressione, tuttavia, è che, visti anche i tanti esempi negativi sparsi per il territorio italiano (a cominciare dalle vicende romane...) cooperative e loro consorzi abbiano ormai in mente soprattutto il fatturato complessivo più che i compiti di assistenza cui sono chiamate a rispondere.
       

giovedì 9 luglio 2015

SOTTOPASSO O .....SOTTOPASSO??


Si è improvvisamente riaccesa in questi ultimi giorni l'annosa querelle sul superamento del nodo del Soccorso sulla declassata. Non soltanto per il fatto che l'autorità sui lavori pubblici ha bocciato (su richiesta di esponenti del PD quando erano all'opposizione della Giunta Cenni...) tutte le delibere e le determinazioni che consentirono l'avvio del procedimento per la realizzazione del viadotto sostenuto dalla maggioranza di centrodestra. Ma anche perchè nuovi dubbi sul sottopasso sono stati avanzati da noti esperti del settore. Dubbi che riguardano gli effetti che l'opera sotterranea (lunga 5 o 600 metri) potrebbero avere sul delicato sistema della falda idrica di quel settore pratese. 
Naturalmente chiaro che anche i progettisti del sottopasso avranno tenuto in debito conto le problematiche indicate dall'ing. Forasassi. E se dal punto di vista tecnico non appare una questione insormontabile quel che preoccupa sono le conseguenze già indicate in progetto e le spese di manutenzione che l'opera sembra inevitabilmente sottendere.
In particolare le previsioni del progetto di sottopasso concernono la realizzazione, per la fase di costruzione del tunnel, di due complanari in grado di assorbire il traffico che verrà interrotto sulla declassata. Le due nuove arterie (via Panziera e Via del Purgatorio) tuttavia non saranno affatto smantellate dopo l'entrata in servizio. Resteranno attive anche successivamente. Lo scopo è chiaro: garantire la percorribilità della declassata anche quando, per vari motivi, il nuovo tunnel dovesse rimanere chiuso. Ma è proprio qui che casca l'asino! I sostenitori del sottopasso avevano sempre detto che quella soluzione avrebbe garantito una migliore vivibilità del quartiere anche con l'integrazione senza ostacoli con la zona a sud della declassata.  Appare chiaro che con la permanenza delle due complanari quell'obbiettivo non sarà più raggiunto. Le due arterie saranno sottoposte a flussi di traffico rilevanti anche in costanza di funzionamento del sottopasso. 
Ma anche un altro elemento affacciato dall'amministrazione comunale sembra andare nella direzione opposta a quella conclamata in principio. Parliamo della previsione di nuove costruzioni a margine del sottopasso pensate anche come nuovi flussi di risorse (dagli oneri di urbanizzazione) per garantire le spese del tunnel.
In buona sostanza pare che nel procedere l'ipotesi sottopasso abbia cambiato di segno. 
Rendendo assai più pesanti le obiezioni di chi, fin dall'inizio, vi si è opposto. Ed al contempo allontanandosi dallo spirito di quanti, contrapponendo il tunnel al sovrappasso, sognavano un nuovo futuro per il Soccorso. Un futuro sempre più svincolato dal traffico e dall'identità di quartiere ad alta pressione antropica. Chissà se resta ancora tempo per nuovi ripensamenti e nuove soluzioni. 

lunedì 6 luglio 2015

CHE FINE HANNO FATTO?


Sarà colpa, probabilmente, dell'anticiclone africano Flegetonte. Che rende quasi irrespirabile l'aria delle nostre città e difficoltosissimo il riposo notturno. Sarà perchè, ormai a luglio inoltrato, i pensieri vanno più alle ferie che ai problemi che lasceremo in città. Come che sia dalle elezioni regionali in poi sembrano essere caduti nel dimenticatoio due dei principali "cavalli di battaglia" della campagna elettorale in città: la nuova pista di Peretola, il nuovo ospedale (e la sanità).
Tacciono gli agguerriti comitati. Tacciono, più che altro, le forze politiche che su questi due temi avevano scommesso il loro risultato elettorale. Non ricavandone, in termine di consensi, un ragno dal buco. Si riconferma la tendenza che non premia mai, quasi mai, chi intende cavalcare le proteste su singoli obbiettivi messe in atto da gruppi più o meno consistenti di cittadini. Al momento di andare nei seggi gli elettori ritengono corretto guardare al di là dei temi proposti dai Comitati.
Ed anche i cittadini coinvolti direttamente nelle lotte si guardano bene, nel segreto dell'urna, di premiare le forze politiche che ne hanno condiviso la battaglia.
E' forse per questo motivo, per queste riflessioni, che gli argomenti prima sbandierati come priorità assolute da quei partiti o da quelle liste civiche, una volta passate le elezioni senza aver incassato alcunchè rientrano nelle retrovie del dibattito politico.
Chissà se anche da questi episodi le forze politiche che intendono porsi all'opposizione delle amministrazioni sapranno , in futuro, fare i conti. Perchè anche dall'ultima tornata elettorale pare certo che l'unico modo davvero positivo di incontrare il consenso dei cittadini è quello della proposta. Non certo quello della protesta.   

giovedì 2 luglio 2015

LE LOGGE DEI FRARI


Caffè delle Logge! Altro giro altra corsa. Terminato il procedimento per il rinnovo della locazione lo storico esercizio di Piazza del Comune, di proprietà del Comune di Prato, sarà affidato alla società "I Frari". Che, a detta di chi ha esaminato le carte, avrebbe presentato il miglior progetto tra quelli che erano pervenuti agli uffici. Due soltanto, peraltro. Non c'era da battere una grande concorrenza, insomma! E' la quinta volta, in dieci anni, che il locale davanti al Bacchino ed a Palazzo Pretorio cambia gestore. Ed è la quinta volta che chi lo gestirà assicura tutti della sua prossima rinascita.
Stavolta, ma come anche altre volte, si punterà a fare del Caffè delle Logge il salotto culturale del centro città. Questa l'idea-forza della nuova gestione. Magari sfruttando sinergicamente il nuovo Museo di Palazzo Pretorio. O le aperture (nuovi ingressi) che potranno essere ricavate da Via Ricasoli o dal lato del Pretorio. Auguriamo sinceramente il successo dell'operazione. Tuttavia. Tuttavia i rischi ci sono. Non esistono ormai più in Italia i caffè "culturali". Luoghi dove, tradizionalmente, amava riunirsi il milieu intellettuale della città. Saprà Prato, con il nuovo Caffè delle Logge, invertire questa tendenza? Ne dubitiamo. Non soltanto perchè questa storia pare esaurita dappertutto ma anche perchè nella nostra città non ha mai avuto vita facile. In una città dedicata e vocata al lavoro come la nostra l'impressione che si ha è che la sosta ai tavolini di un bar o di un caffè sia sempre stata vista come roba da sfaccendati.    
C'è, poi, anche il problema della concorrenza. Sicuri sicuri che possano coesistere e prosperare decine di bar, caffè e locali vari nel raggio di un centinaio di metri?   
Ma, naturalmente, c'è un parametro che può fare sempre la differenza: la qualità. La qualità del servizio offerto ai cittadini; la qualità dei prodotti che si vogliono proporre; la qualità del locale in cui si entra. Ed, ovviamente, il prezzo. Che deve essere commisurato a quello che viene offerto.  
Tutta roba difficile da costruire e che necessita di tempo (tanto tempo) per venire riconosciuta ed affermarsi. C'è a Venezia, in una delle mille Chiese della città, un grande dipinto del Tiziano raffigurante l'assunzione della Vergine in Cielo. Quella Basilica si chiama Santa Maria Gloriosa dei Frari. Ma è popolarmente conosciuta solo come "I Frari". Proprio come la ditta che ha assunto la gestione del Caffè delle Logge. Ed alla quale auguriamo, di nuovo, di saper far assurgere quel locale a rinnovata, felice e lunga vita.

lunedì 29 giugno 2015

SWAPPERIA


Per fortuna c'è un giudice a Londra. Sulla lunghissima vicenda dei "derivati" (swap) acquisiti dal Comune di Prato (ultima Giunta Mattei) il pronunciamento del Tribunale inglese favorevole (almeno per il momento...) all'amministrazione ed ai cittadini consente ai contribuenti un risparmio di qualche decina di milioni d'euro. Tuttavia la sconfitta della DEXIA, la società che preparò la procedura per conto del Comune e che poi concluse anche l'affare, non pare dovuta al merito della questione. Ovvero che si sia trattato di una speciale "sòla" al Comune. Dexia ha perduto la causa londinese perchè, pare, si è dimenticata di scrivere nel contrattone finale una postilla dovuta: che cioè il contraente (Comune di Prato) avrebbe potuto avere 7 (sette) giorni di tempo per eventualmente recedere dall'accordo. Una bazzecola, una quisquilia, una pinzellacchera che ha fatto girare la sorte del processo a favore di Prato. Perchè una cosa pare certissima. Anche se vi fosse stata questa banalissima clausola l'amministrazione d'allora si sarebbe ben guardata dal recedere. Convinta com'era della bontà economico-finanziaria dell'affare. Come altre centinaia d'amministrazioni pubbliche italiane peraltro. Che negli stessi tempi contrassero, più o meno, lo stesso tipo di operazione! 
Quella di Prato, tuttavia, si era segnalato per l'assoluta sprovvedutezza di chi, tecnici e politici, vi s'avventurò. Praticamente furono consegnate le chiavi di quel contratto ai consulenti che la stessa DEXIA aveva incaricato. Furono loro che segnalarono la bontà dei "derivati" di quell'istituto finanziario e convinsero l'amministrazione a rendere possibile la stipula dell'accordo.
Adesso la passata amministrazione di centrodestra si attribuisce il merito di aver cercato di porre fine a quell'oneroso contratto. Che ogni anno si dimostrava capace di "rapinare" risorse a Prato ed ai suoi cittadini. 
Ed è un merito che le va sicuramente riconosciuto. Fu giusta la decisione di provare a far cessare gli effetti perversi (sui bilanci comunali) di quel contratto. Fu corretta la decisione di andare a processo. Probabilmente sarebbe successo lo stesso se l'amministrazione fosse stata di colore diverso. Com'è avvenuto, di fatto, in altre città italiane. Tuttavia deve essere ringraziata, nel caso pratese, la Giunta Cenni. La cui audace intuizione s'è dimostrata, seppure sorretta dalla buona sorte, decisiva per sbaraccare dal bilancio un peso che si sarebbe fatto, col passare degli anni, sempre più oneroso per i cittadini contribuenti.  

venerdì 26 giugno 2015

MOVIDA, ANTIMOVIDA


Si potrebbe parlare del nuovo buco da 500.000 euro che anche quest'anno ha infestato i conti della macchina mangiasoldi denominata CREAF. Oppure della sentenza del Tribunale di Londra che, a sorpresa, ha dato ragione al Comune di Prato dichiarando nulli tutti i contratti dei famigerati Swap sottoscritti da una vecchia giunta comunale. Oppure della contestazione che alcuni abitanti di Casale hanno riservato a Giunta e maggioranza per la localizzazione da quelle parti del nuovo polo per gli inerti della Varvarito.
Ma, anche oggi, sui quotidiani pratesi imperversa un vecchio argomento!
Puntuale come il Superquark di Piero Angela, anche questo inizio d'estate è caratterizzato dal tema: movida si o movida no! E' giusto che il Centro Storico si trasformi, quasi ogni sera, in terra di scorribande alimentari ed alcooliche per torme di giovani (e meno giovani) che, fatalmente, producono molti fastidi ai residenti? O sarebbe più giusto che anche i cittadini abitanti nel centro avessero a disposizione le ore notturne per un giusto riposo? Silenzio o caos? Devono essere incoraggiate quelle attività economiche (per lo più guidate da giovani..) che attirano una clientela vogliosa di spassarsela allegramente tra uno shottino e l'altro? O, viceversa, sarebbe utile dirottare queste attività verso altre locations in grado di rispettare tutti i cittadini?
E' assai difficile stabilire quale sia la corretta linea da seguire. Difficilissimo il compito dell'amministrazione comunale. Alla ricerca di un corretto equilibrio tra le due contrapposte esigenze.
E cosa potrà mai significare il fatto che a fronte di diverse aperture di locali "da movida" chiudano (o versino in difficoltà da anni..) altri esercizi con vocazione diversa e "più alta" (Vaj, Piazzetta, Logge)?
Certamente il richiamo alla ricerca di un possibile equilibrio tra attività economiche ed esigenze della residenza fa parte del gioco. Non esiste sindaco o amministrazione che non tenti di proporlo. Tanto non costa nulla. Anche se il risultato lascia poi alquanto a desiderare.
Perchè quell'equilibrio poggia su basi assai diverse. Per quanto ci si richiami alla buona educazione ed al civismo decisiva risulta essere sempre la quantità di alcol che scorre nelle vene dei "movidari" (tanto) e nelle vene di residenti (poco).
Qualche città (Firenze ad esempio) sceglie allora la strada di dirottare verso locations più lontane (Cascine) i suoi locali più frequentati. Altre (Prato) cercano di diluire in più piazze gli appuntamenti a rischio. Magari con il non voluto risultato di coinvolgere nell'inevitabile "casino" notturno più parti di città.
Movida o antimovida dunque? L'impressione prevalente è che il fenomeno sia difficilmente governabile, forse, al più, contenibile. Pare difficile imbrigliare l'esuberanza giovanile o la volontà di far cassa degli esercenti interessati.
Per i residenti nelle vicinanze dei locali della movida allora è consigliabile mettere doppi vetri e munirsi di utilissimi tappini antirumore. Poi la nottata passerà!! 

martedì 23 giugno 2015

INGIUSTIZIA


Si è tenuta ieri mattina in Tribunale, indetta dall'Ordine degli Avvocati pratesi, l'annunciata assemblea pubblica per denunciare, per l'ennesima volta, lo stato comatoso della Giustizia a Prato. Mancano magistrati; mancano impiegati; mancano strumenti di lavoro.
Sono ormai diversi anni che la situazione dell'amministrazione giudiziaria a Prato è questa. L'hanno dichiarato gli stessi responsabili del Tribunale, gli avvocati, tutti i partiti politici pratesi.
Sono anche innumerevoli le promesse che Roma, qualsiasi Governo ci fosse, ha fatto a Prato.
Promesse rimaste sulla carta o dichiarazioni buone per apparire in una delle notizie minori dei quotidiani. Ieri tutti gli intervenuti non hanno fatto altro che ribadire lo stato, miserevole, delle cose al Tribunale di Prato. Ma più che i presenti alla riunione quelli che hanno fatto davvero scalpore sono stati gli invitati assenti. Mancava il Prefetto (o un suo delegato). Mancavano tutti e quattro i parlamentari cittadini (Giacomelli, Martini, Mazzoni e Nesi). Mancavano tutte le associazioni economiche e sociali della città. Il flop della partecipazione (al quale ha fatto da contraltare la mancata presentazione da parte degli organizzatori di un qualche documento finale..) può essere interpretato come mancanza di comprensione della gravità della crisi da parte della città. Quasi a ridurre la questione ad un dibattito a due tra avvocati e magistrati.
Purtroppo, tuttavia, non è affatto così. La lunghissima crisi del Tribunale pratese riverbera i suoi effetti su tutti i cittadini e perfino sulla stessa economia pratese.
Se al "normale" funzionamento della Giustizia italiana si sommano tutte le carenze denunciate a Prato l'effetto è quello di procedimenti e processi che si dilatano e diluiscono per anni ed anni.
Certamente per qualcuno è anche conveniente che le cose vadano ancora avanti così. Arrivano le prescrizioni dei reati o la loro sopravvenuta impercettibilità. 
Esemplare, in questo caso, la fine del processo relativo alle Cascine ed alla Fattoria medicea. I presunti responsabili se la sono cavata con un leggero buffetto.
Una moderna e democratica società non può sopravvivere a lungo senza amministrare correttamente la Giustizia.
A lungo andare, ed è il caso di Prato, invece di proporre il rispetto delle regole e delle leggi, viene avanti il suo esatto contrario: se non c'è Giustizia c'è Ingiustizia! 
   

venerdì 19 giugno 2015

FORTETO (E DINTORNI)


Il Tribunale di Firenze ha emesso, l'altro giorno, una prima condanna nei confronti di alcuni responsabili della Cooperativa Il Forteto. La pena più alta, 17 anni, è toccata al capo carismatico Rodolfo Fiesoli. Serve, tuttavia, un'avvertenza. Si tratta di una condanna di primo grado. Tutti i condannati resteranno, pertanto, a piede libero. In attesa (chi lo sa quanto lunga...) del processo d'appello. E poi del ricorso in Cassazione. Cosicchè ognuno dei condannati è da considerare ancora innocente. Ma quello che fa più impressione sull'esito di questo primo processo, al di là dei tempi lunghissimi ai quali gli italiani sono ormai abituati, è la completa assenza dal processo e nel processo di tutte quelle istituzioni pubbliche e di tutti quei personaggi politici che hanno favorito ed utilizzato la cooperativa per quasi 30 anni.
Assente il Tribunale dei Minori di Firenze. Che al Forteto affidava minori in quantità industriale (era come far custodire al Conte Dracula la riserva di sangue dell'Avis..). Assente la Regione Toscana. I cui uffici avrebbero dovuto svolgere attività di controllo sugli affidamenti e sulla messe di finanziamenti che piovevano generosi sulla cooperativa. Controlli che, magari, sarebbero spettati pure alla Lega delle Cooperative che aveva tra i propri soci quella particolare cooperativa. Lontani dal processo pure i tanti politici, locali, provinciali, regionali e nazionali che non si facevano mai mancare, specialmente durante le campagne elettorali, una visita , con tanto di foto ed interviste, al Forteto. Risulta che nessuno di loro abbia rilasciato dichiarazioni di qualche genere. Al massimo hanno fatto finta di non esserci mai stati o di esserci stati loro malgrado.
Certo che le responsabilità penali sono personali. Tuttavia c'è da star certi che se il Forteto non avesse contato, per anni, su coperture, amicizie politiche e raccomandazioni istituzionali, tutto il fango che si è sedimentato nella vita della cooperativa non si sarebbe potuto formare, ampliare, diventare una sorta di legge non scritta. E, comunque, qualsiasi malefatta sarebbe stata scoperta e sanzionata molto ma molto prima.   

  

martedì 16 giugno 2015

LE CASCINE DI ....STELLA


Per fortuna che Stella c'è! Domenica sulle pagine nazionali del Corriere della Sera l'ottimo Gian Antonio Stella ribadisce il suo pensiero sulla storia sfortunata ed inconclusa della Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola. "A vederla oggi quella fattoria modello ridotta a un rudere infestato da grovigli di sterpi torna in mente quanto scrisse due secoli e mezzo fa Donatien-Alphonse-Francois de Sade. Sconvolto dalla mancanza di cure dedicate dai toscani al patrimonio ereditato dagli avi: 'Che cosa direbbero Dante, Petrarca, Machiavelli, Michelangelo e tanti altri, se tornassero in quest'antica patria delle arti e vedessero lo stato di abiezione e di annichilimento in cui sono ora ridotte'...."
Stella prende spunto per queste sue nuove riflessioni dal libro scritto dal biologo Marco Masseti "La fattoria di Lorenzo il Magnifico".
Stella non riesce a capacitarsi (e noi con lui) del perchè un sito "..ideale per offrire ai turisti di tutto il pianeta, da sempre innamorati di Firenze e dei Medici, la ricostruzione fedele d'una fattoria come veniva immaginata nelle fantasie rinascimentali..." si trovi in quello stato. 
A meno che non sia proprio questa "fiorentinità" della Fattoria di Tavola a rendere quasi del tutto indifferenti i pratesi (cittadini ed istituzioni) all'indegna sorte dell'edificio.
Può essere che il campanile vinca sulla bellezza? 
Gian Antonio Stella, naturalmente, non può neanche stavolta, fare a meno di denunciare il comportamento di almeno due istituzioni pubbliche. La Soprintendenza e la Magistratura. La prima colpevole, secondo il giornalista, d'aver giudicato positivamente il progetto privato che puntava a fare della Fattoria una sorta di residence lussuoso. Ed in secondo luogo di non avere imposto alla proprietà, una volta che la "ristrutturazione" fu bloccata, di ripristinare a dovere almeno le coperture ormai divelte degli edifici. Rendendo possibile l'attuale diroccamento e degrado della Fattoria.
Alla seconda di avere trattato con guanti bianchi i responsabili pubblici e privati del disfacimento del manufatto quattrocentesco.
Ad oggi, infine, niente si muove. Le promesse della Regione e dei Comuni interessati, passate le elezioni, sono ancora al palo. E l'edificio pare destinato, dunque, ad assommare nuove umiliazioni e nuovo decadimento. Ne parla solo Stella. God Save Stella!!  

sabato 13 giugno 2015

TROGLODITI E IMBECILLI


Sostiene Umberto Eco che tra gli effetti collaterali indesiderati di Internet v'è anche quello di fare da cassa di risonanza a schiere sempre più numerose di "imbecilli".
E, dunque, secondo il filosofo-scrittore sarebbe un bene che Internet non fosse mai nato. Provocazione di raffinato intellettuale? Può essere! Perchè c'è pure l'altra faccia della medaglia. Senza Internet forse non ci accorgeremmo di essere immersi in una società che produce imbecillità a getto continuo.
Prendiamo gli ultimi due casi pratesi. Il primo. Una numerosa congrega di politici e di partiti se n'è uscita nei giorni scorsi con la proposta di querelare il presidente della Regione Rossi reo di aver definito "trogloditi" i pratesi che non apprezzano il nuovo ospedale e che avrebbero voluto che la sanità cittadina rimanesse al vecchio Misericordia e Dolce.
Pare del tutto evidente trattarsi di una querela, se mai verrà ufficializzata, a perdere. Impossibile che si trovi un giudice a Firenze (o in Toscana) capace di condannare il presidente Rossi per una banale battuta da comizio. Condurre una legittima opposizione politica con questi sistemi è proprio da trogloditi (se non, per l'appunto, da imbecilli). Che, dunque, con buona pace di Eco emergono e danno fiato alle loro trombe anche indipendentemente da Internet.
Il secondo caso è la vicenda Clet. Nell'occasione delle faccine occhiute sulle porte medievali e degli occhiali alla statua di Moore è proprio lo street artist fiorentino a trattare i pratesi come trogloditi o come imbecilli.
Se il compito dell'arte moderna è quello di elevare e sublimare, nel contesto urbano, il livello di coscienza del bello nei cittadini l'operazione cletina conduce proprio nella direzione opposta.
Porte e forma squadrata con taglio sono già bellezza ed arte. Il loro, se pur temporaneo, agghindamento con ferraglie varie non le rende certamente più apprezzabili. 
Nasi ed occhietti, al massimo, solleticano la vanità di chi le ha pensate e realizzate.
Del tutto naturale, dunque, che da diversi cittadini l'operazione sia stata considerata inopportuna.
Chiaro, tuttavia, che esistono sempre trogloditi ed imbecilli pronti ad applaudire qualsiasi cosa venga proposta in nome dell'arte o del protagonismo di qualche singolo "artista".   
    

mercoledì 10 giugno 2015

BIFFONI IN LOGGIA


Pare ci fosse il tutto esaurito ieri sera al Tempio massonico della Loggia Meoni-Mazzoni per la prima volta del sindaco Matteo Biffoni a confrontarsi con i fratelli muratori.
L'evento segnala che, forse per la prima volta in Italia, un sindaco accetta l'invito di una loggia. E proprio all'interno del Tempio ufficiale. Qualcuno ha giudicato, per questo, l'avvenimento di ieri sera come epocale!
Oltre ai massoni pratesi la ghiotta occasione ha fatto giungere a Prato anche liberi muratori di altre province toscane (Firenze, Livorno, Siena). Tra gli altri Massimo Bianchi, ex vicesindaco di Livorno e recente candidato (battuto da Bisi) alla carica di Gran Maestro.
Al sindaco, arrivato insieme a Luca Vannucci, è stato riservato un caldo benvenuto. E gli è stata illustrata la storia della massoneria pratese esaltando il ruolo nazionale svolto dal concittadino Giuseppe Mazzoni. L'Oratore della Loggia ha spiegato al sindaco il significato dei molti simboli presenti nel Tempio. E valori ed ideali della massoneria italiana sono stati ilustrati dallo storico pratese, anche lui invitato, Andrea Giaconi.
E' stato letto, inoltre, un messaggio augurale dell'attuale Gran Maestro Stefano Bisi che ha appoggiato in toto l'iniziativa.
Da parte sua Biffoni ha parlato per una ventina di minuti. Spiegando quali sono, a suo parere, i più gravi problemi che oggi assillano la città. Esortando tutti a contribuire fattivamente per una loro positiva risoluzione.
Assai positivi i commenti dei massoni pratesi. Che con questa iniziativa, ma pare ne seguiranno altre anche più clamorose,  hanno inteso aprirsi generosamente alla città ed alle sue istituzioni. 

   

domenica 7 giugno 2015

CLETOMANIA


Stanno sollevando qualche discussione in città le opere che lo street artist franco-fiorentino Clet ha installato su alcune delle porte d'ingresso al centro storico. Pare che sia un'iniziativa promossa dal locale Lions Club. Con l'evidente assenso di Comune di Prato e Soprintendenza.
Clet è diventato noto per i suoi interventi semi-clandestini sui cartelli stradali. Fantasticamente trasformati da lamiere colorate di divieti ed indicazioni in ironiche icone trasgressivamente poetiche.
Per questi suoi interventi Clet è spesso finito nel mirino delle autorità costituite. Specialmente in quello del Comando dei Vigili Urbani fiorentini. Che, codice della strada alla mano, hanno elevato a Clet multe per le sue "trasformazioni" della cartellonistica cittadina.
Negli ultimi giorni, inoltre, Clet è finito pure nel mirino della Soprintendenza per la sua opera "Cittadino Comune" imbullonato ad uno sperone del Ponte Alle Grazie. Ma senza aver preventivamente richiesto l'autorizzazione delle autorità preposte alla salvaguardia dei monumenti fiorentini.
Le installazioni pratesi sono facce, occhi e nasi di ferro appesi sopra le ogive di pietra delle antiche porte della città. Che guardano (e sono guardate..) da chi entra nel Centro Storico.
La faccia appesa alla Porta Pistoiese ha occhi vagamente obliqui. A significare che da quel varco entrano ed escono in processione le migliaia di cinesi che abitano e lavorano nella vicinissima China Town?
A qualcuno i lavori di Clet sono piaciuti. Ad altri sono apparsi inutili ed anche fuori contesto. In particolare è la collocazione sulle antiche porte che è criticata. Si ritiene, da parte di alcuni, che quei manufatti antichi siano essi stessi un'opera d'arte finita. Che non ha alcun bisogno di alcuna sottolineatura moderna e ironica. E che Clet dia il meglio di sè solo quando "invade" in maniera trasgressiva il contesto urbano. 
Coloro che hanno apprezzato le installazioni di Clet sottolineano l'operazione perchè si inserisce nel filone originario dell'artista. Tutto teso a riflettere sulla città moderna, sul suo significato profondo, sull'interazione tra edifici, luoghi, segni con i cittadini. Rimettere al centro l'uomo e l'umanità servendosi anche di artifici che possano superare la banalità dell'osservare senza vedere, del guardare senza comprendere.
Chissà chi avrà ragione? L'unica sicurezza è che, comunque, le opere di Clet sono solo provvisorie. Tra poco occhi e nasi torneranno nel laboratorio cletiano a San Niccolò.   

giovedì 4 giugno 2015

L'OMBELICO


Fanno quasi tenerezza!! Verrebbe voglia di adottarli, di coccolarli, di conservarli nella bambagia. Ci riferiamo a quei commentatori politici, giovani ed anziani, che sul web e nelle piazze pratesi non riescono a farsi una ragione del perchè abbia vinto ancora una volta l'odiato e strapazzato governatore uscente. Enrico Rossi. A loro stavolta sembrava l'occasione buona per riempirlo di botte (nel chiuso dei seggi elettorali beninteso..). Erano convinti che i pratesi (ma anche i fiorentini..) non avrebbero perdonato al candidato del PD tutte le "nefandezze" che aveva combinato in città negli ultimi 5 anni. Dalla nuova pista di Peretola al nuovo ospedale. Passando per la sottovalutazione dell'immigrazione cinese, la mancanza di fondi alla città fino all'amicizia con la comunità rom regionale. In aggiunta alle disavventure giudiziarie. Prima fra tutte quella del clamoroso deficit della ASL di Massa. Cionostante Rossi ha rivinto. Rimanendo il governatore regionale "rosso" più votato d'Italia!
E tenendo a quasi 30 punti di distanza il secondo arrivato. E loro non se ne danno pace!
La ragione è assai semplice. Sono abituati a rimirarsi il loro ombelico o, al massimo, quello di due o tre loro amici che la pensano allo stesso modo. Scambiano i propri desideri ed i propri sentimenti e pensieri (si fa per dire...) per quelli di tutti i cittadini. Non conoscono nulla della politica e di come si conquista e si stabilizza il consenso. Credono fermissimamente che tutti gli elettori che a Prato hanno votato per Rossi siano dei minus habens. Hai voglia a dirgli che stavolta bastava guardare gli schieramenti elettorali per indovinare con pochissima approssimazione come sarebbe andata. Era in campo un solo progetto di governo della regione. E questo ha avuto la maggioranza. Banale no? La maggioranza degli elettori (anche se stavolta si è trattato di una minoranza degli aventi diritto..) hanno scelto il  vecchio perchè il nuovo non esisteva. In Toscana non è possibile proporre tre/quattro candidati alternativi al PD. Che c'entrano gli elettori? Che c'entra la tradizionale ritrosia dei toscani ai cambiamenti? In realtà quando agli elettori si sono presentate occasioni davvero valide di mandare all'opposizione il vecchio regime spesso questo è successo. Grosseto, Arezzo, Lucca, Prato ed in ultimo Livorno sono lì a dimostrare che anche l'elettorato toscano è pronto a premiare chi si propone come nuovo modo di governare le città. Che poi tutti questi successi dello schieramento alternativo alla sinistra si siano rivelati dei bluff non è certamente da imputare alla volontà dell'elettorato.
In realtà per vincere occorre saper costruire un programma di governo di città e regione. Invece l'opposizione, sia di centrodestra che grillina, non ha saputo far altro che gridare dei NO!
No a Peretola, NO al nuovo ospedale!
I risultati si sono visti. Non solo queste "battaglie" non sono riuscite a portare un voto a chi le ha sostenute. Ma, addirittura, hanno penalizzato anche quei singoli candidati che con più forza le avevano combattute. Non può essere davvero un caso la mancata rielezione di due su tre (Fabrizio Mattei non era ripresentato) consiglieri regionali uscenti (Vanessa Boretti e Rudi Russo) che avevano votato contro la nuova pista fiorentina. Così com'è clamorosa e significativa la mancata elezione dell'ex presidente della provincia di Firenze Andrea Barducci, pure lui contrario a Peretola. Succede, inoltre, che anche con i voti degli antiPeretola pratesi siano eletti, a Firenze, almeno due consiglieri (Stella e Donzelli) favorevoli alla nuova pista.
Succede. Quando si scambiano le urla di quattro gatti per un sentire comune dei cittadini. Succede. Quando lo sguardo è fisso sul proprio ombelico!     

lunedì 1 giugno 2015

SUPER ASTENSIONE!!


Certamente l'avevamo prevista ed anche auspicata! Ma che l'ondata di astensione al voto arrivasse a Prato (e provincia) ad oltre il 54% degli aventi diritto è risultato straordinario. E' la delegittimazione completa del regime partitico che governa la nostra regione da 45 anni! Per chi suona questa campana? Per tutti. Vincitori e vinti. Per 5 anni avremo un consiglio regionale che rappresenterà una minoranza assoluta degli elettori. Impossibile che la politica non ci faccia i conti.
Ha rivinto Enrico Rossi. Ma con cifre e percentuali in discesa libera rispetto a 5 anni fa. Ha rivinto il PD. Ma anche in questo caso arretrando in voti assoluti ed in percentuali. Sicuramente ha perso Forza Italia. Che non avrà eletti in consiglio regionale non avendo superato la soglia di sbarramento del 10%. I voti che le mancano s'addensano sulla Lega Nord e su Fratelli d'Italia il cui candidato sopravanza anche quello del M5S. I grillini vedono nuovamente frustrate le proprie speranze di diventare almeno la seconda forza regionale. Viene spazzato letteralmente via dalla politica il candidato Lamioni. La sua "Passione" non riesce a centrare nemmeno l'obbiettivo minimo del 5% fermandosi a meno della metà di quanto sarebbe servito per superare lo sbarramento. Roberto Cenni appare ormai come un Re Mida alla rovescia. Tutto quello che tocca si trasforma in cacca!!
Si ferma al 6%, largamente sotto le aspettative, il risultato di Tommaso Fattori, candidato dell'estrema sinistra toscana. 
I risultati pratesi. Vince Rossi ma con una percentuale inferiore di 5 punti a quella regionale, che denotano una caduta libera dei consensi al PD. Che perde, in un solo anno, almeno il 13%. Con questi numeri i democrats pratesi dovranno scordarsi di ottenere un proprio rappresentante nella Giunta regionale.
Non buono neppure il risultato ottenuto dalla componente renziana del partito. Il candidato di riferimento, capolista e sostenuto da tutti i leaders locali, Nicola Ciolini, sopravanza, ma non di molto, l'outsider Ilaria Bugetti.
Tra i candidati pratesi degli altri schieramenti bene Aldo Milone e Patrizia Ovattoni che beneficiano del pieno di voti di Lega Nord e FdI. Supera, ma inutilmente, le 2200 preferenze anche Giorgio Silli.
  

venerdì 29 maggio 2015

VOTO: ISTRUZIONI PER L'USO


Ci siamo! Domenica prossima (solo domenica, occhio, dalle 7 alle 23) si vota per eleggere il nuovo governatore toscano ed il nuovo consiglio regionale, 40 deputati. Arrivati a questo punto i giochi sono bell'è che fatti. Ogni cittadino avrà probabilmente maturato la propria convinzione e la propria propensione. Non resta, dunque, che riepilogare le forze, e le scelte possibili, in campo.
C'è chi cerca la riconferma. E' il caso del presidente uscente Enrico Rossi. Comunista berlingueriano ammaliato in ultimo, ma proprio in ultimo, dalla luce renziana. Si presenta con una mini coalizione formata dal PD e da una lista che si è denominata "Popolo Toscano". Formata, sostanzialmente, da residui di socialisti, IDV, UDC.
Chi vota Rossi vuole la riconferma dell'antico blocco di potere che governa la regione da 45 anni. Nel bene ma anche nel male. E' una scelta di conservazione. Che spesso significa optare per il male minore e per il quieto vivere. Tradizione e conservazione. Non ce la sentiamo di suggerire un voto a Rossi......Dunque la scelta potrebbe essere quella di favorire un candidato alternativo. Nel caso non c'è che l'imbarazzo della scelta. A contrastare la rielezione del candidato democrat sono in campo Stefano Mugnai (a capo di un'alleanza Forza Italia-Lega Toscana); Claudio Borghi (che capeggia il rassemblement di Lega Nord e Fratelli d'Italia). Oppure Giovanni Lamioni con la sua "Passione per la Toscana"; o Giacomo Giannarelli del M5S. Tommaso Fattori, infine, rappresenta tutta l'area alla sinistra del PD con la sua lista del SI.  
Francamente un voto a Mugnai ci appare come una scelta inutile. Ce la farà la sua alleanza a superare lo sbarramento del 10%? Improponibile ci sembra anche un voto (di protesta?) al milanese Borghi ed alla sua strana coalizione di padani ed ipernazionalisti. Improbabile farsi abbindolare dalla passione per la Toscana riscoperta dal grossetano Lamioni e disperdervi amabilmente il nostro voto. 
Farsi convincere da Tommaso Fattori dunque? Non ci pare proprio il caso. Fattori ha sull'anima la bufala clamorosa del demagogico referendum sull'acqua pubblica. Resta, infine, Giannarelli del M5S. Ma Giannarelli chi? 
Mai come questa volta, pertanto, pare corretto far mancare il nostro voto a tutti i candidati per la Toscana. Ci sono mille modi piacevoli di passare il week end lungo che sta arrivando dal 30 maggio al 2 giugno. Stare lontano dai seggi significa non legittimare neanche una delle forze politiche che si contendono, immeritatamente, il nostro consenso. Facciamo mancare dunque l'acqua dei voti popolari. Chissà che nell'asciutto dell'elettorato le forze politiche non riescano a diventare migliori di quello che sono adesso. Intanto restiamo in attesa delle sorprese. Che ci saranno sicuramente!    

martedì 26 maggio 2015

TROGLODITI


"Trogloditi"!!. E' la seconda o la terza volta che il presidente (uscente) della Toscana Enrico Rossi si rivolge con questo indelicato epiteto ai pratesi che rimpiangono il vecchio e malandato Ospedale Misericordia e Dolce. "Trogloditi" (cavernicoli, uomini dell'età della pietra) non è dunque rivolto alla generalità dei cittadini pratesi. Bensì a quella minoranza (rumorosa) che non ha gradito la costruzione del Nuovo Ospedale Santo Stefano. E' chiaro, tuttavia, che non è affatto bello sentire un rappresentante delle istituzioni appellare così una parte dei pratesi. Non è sicuramente politicamente corretto. Ma l'esclamazione è senza dubbio efficace! D'altronde l'invettiva contro l'avversario è una caratteristica peculiare del toscano (pisano, fiorentino o pratese che sia). Chiamare "Trogloditi" gli avversari del NOP appare dunque in linea con le tradizioni regionali.
D'altronde, come spesso abbiamo argomentato su questo blog, le "ragioni" dei cavernicoli pratesi che avrebbero voluto la conservazione attiva del Misericordia e Dolce si sono prestate e si prestano a diverse letture. Oltre i sinceri amanti del MeD il fronte trogloditico era inflazionato da persone, personaggi e partiti che sul Misericordia e Dolce avevano avanzato ipotesi diverse e non sempre raccomandabili. Insieme a chi proponeva di farne un centro d'eccellenza della prevenzione e della cura oncologica v'era chi voleva sfruttare il vecchio complesso ospedaliero di Via Cavour per altri scopi. Ad esempio una vera e propria lottizzazione edilizia con appartamenti, negozi, studi ed un grande albergo. Proprio un'operazione da cavernicoli dell'urbanistica e da culi di pietra della speculazione senza ritegno alcuno.
Cosicchè se Rossi (che in questa occasione incassa pure la solidarietà di un antico avversario come il senatore Lucio Barani..) si risente non ha tutti i torti.
Sbaglia, tuttavia, a lasciarsi trasportare  dalla passione politica e dalla voglia di difendere la sua creatura. Lui, rappresentante di tutti i cittadini toscani, non può permettersi il lusso dell'invettiva. Anche se rivolta a quei retrogradi cavernicoli che rimpiangono (a volte per motivi inconfessabili..) una struttura che era visibilmente giunta alla fine della sua vita. Una sovrapposizione inguardabile ed impraticabile di edifici costruiti senza capo nè coda. Per giunta in un luogo assai vicino al centro storico della città impossibile da adeguare alle moderne esigenze dell'ospedalità.
Ha sbagliato Rossi ad appellare trogloditi gli avversari del NOP. Noi no! Noi possiamo tranquillamente continuare a chiamare trogloditi chi ancora s'attarda a rimpiangere il vecchio e cadente Misericordia e Dolce. TROGLODITI!!     

sabato 23 maggio 2015

CHI VINCE, CHI PERDE


A poco più di una settimana dalla data delle elezioni regionali è forse utile cominciare a porre qualche domanda sull'esito della votazione. Parliamo di quello che potrà succedere a Prato, naturalmente. Ad un anno dalle elezioni comunali che segnarono il ritorno in Comune della coalizione di centrosinistra e del PD marcato Matteo Renzi.
Ricordiamo, intanto, l'esito di quelle elezioni.
Il PD conquistò il 46,81%. Al quale deve essere aggiunto il 6,31% guadagnato dalla lista civica Biffoni. La sinistra estrema prese complessivamente il 3,68%. Forza Italia ricevette il 10,12%; Fratelli d'Italia il 2,15%; l'UDC lo 0,93%; il NCD l'1%; Prato libera e sicura il 3,60%; la lista civica Cenni il 9,78%; la Lega Nord l'1,22%. Il M5S il 9,19%.
E' tuttavia impossibile raffrontare i risultati complessivamente ottenuti dalle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra perchè stavolta i due raggruppamenti non esistono più.
Il PD ha sciolto la sua alleanza con i partiti alla sua sinistra (che si presentano da soli). Il centrodestra è addirittura rappresentato da ben tre candidati presidenti (Mugnai, Borghi e Lamioni).
Dunque sarà possibile confrontare all'apertura delle urne solo i risultati raggiunti dai singoli partiti e movimenti. In particolare saranno interessanti i voti guadagnati (o perduti) da PD, Forza Italia, Lega Nord, NCD, FDI, M5S. In più sarà possibile valutare le preferenze di alcuni singoli candidati. Ad esempio quelle che metteranno insieme Roberto Cenni ed Aldo Milone potranno essere confrontate con i voti delle loro due liste civiche presenti alle comunali. Lo stesso varrà anche per le preferenze che stavolta guadagnerà Giorgio Silli (recordman alle comunali dell'anno scorso).
Ma i risultati che conteranno di più nei commenti post voto saranno almeno tre: quanti suffragi andranno al PD (sopra o sotto l'asticella del 48%..); quanti al M5S ( presumibilmente tra il 9% ed il 25% delle politiche 2013..); a quale percentuale si fermerà il declino di Forza Italia.
E' chiaro, infine, che ci sarà un buon risultato della Lega Nord.
Nel caso del PD sarà pure inevitabile addebitare successo od insuccesso ad un anno di Giunta Biffoni. 
Nel frattempo le ultime ore di campagna elettorale hanno visto fiorire almeno tre gaffes di due dei maggiori candidati. Il capolista del PD Ciolini non contento di essersi fatto pizzicare iscritto ad un gruppo FB contrario al "suo" presidente Enrico Rossi rincara la dose con una banale affermazione sessista (sulle patenti alle donne...). Mentre il capolista di Forza Italia Giorgio Silli, vittima di una rottura di un vetro dell'auto, minaccia di armarsi fino ai denti come un Charles Bronson dei tempi nostri tempi. Altro che porgere l'altra guancia (o l'altro finestrino...)................!  

mercoledì 20 maggio 2015

ATTERRAGGI (E DECOLLI)


L'altro giorno il Comitato "Piana Sana" ha dato alla stampa una propria ricostruzione virtuale di un atterraggio sulla nuova pista di Peretola.
L'azione parte all'altezza di Agliana, taglia su Prato Sud, sorvola Capalle e plana sull'Amerigo Vespucci, pista 12/30, attualmente al vaglio della VIA presso il Ministero dell'Ambiente.
Durante la simulazione del volo in discesa gli autori forniscono diverse informazioni tecniche. Ad esempio gli abitati sorvolati, il numero di abitanti, i siti sensibili, l'altezza alla quale si presume trovarsi l'aereo in atterraggio.
Il "giochino" virtuale può essere giudicato abbastanza realistico. A parte un errore sul rateo di discesa (solitamente gli aerei scendono di ca. 50 metri al kilometro, così come riportato anche nella documentazione ENAC per la VIA, e non di 25 metri come sostiene il filmato di "Piana Sana"...).
Tuttavia la sbavatura non inficia quanto la simulazione del comitato contrario alla nuova pista vuole dimostrare.
In pratica la Google-ricostruzione mostra che un aereo che si allinea con la nuova pista 12/30 all'altezza di Agliana percorre in sequenza alcune porzioni dell'abitato Sud di Prato.
Ma, ovviamente, l'interesse non sta tanto nel fatto che alcuni paesi pratesi siano sorvolati dagli aerei. Nessuno ha mai sostenuto il contrario. O meglio. Taluni Comitati, partiti e personaggi attivi contro Peretola avevano a suo tempo cercato di imbrogliare le carte dichiarando che gli aerei sarebbero passati, a bassa quota, addirittura sul centro storico della città. Memorabili le foto-tarocco che mostravano il Duomo sormontato dalle grandi sagome degli aerei.  
Dunque il filmato smentisce intanto le apocalittiche previsioni dei NOPeretola che immaginavano il cielo di Piazza Duomo solcato da flotte di aviogetti.
Ma, ancora più importante, smentisce di fatto che talune porzioni del territorio pratese avrebbero danni rilevanti dal passaggio degli aerei verso la nuova pista. 
In effetti la ricostruzione mostra chiaramente che l'altezza alla quale si troveranno gli aerei varia da più di 800 metri ad oltre 400 metri nel punto più basso. Il che vuol dire che, ad esempio, il rumore al suolo sarà compreso tra 55 e 60 decibel. Misure assolutamente entro i limiti di legge e senza alcun effetto sensibile sugli abitati sorvolati. Il rumore prodotto dagli aerei in atterraggio sarà banalmente confuso con il rumore di base al suolo. Impatto ZERO!!
La ricostruzione virtuale del Comitato offre il destro anche per un'altra osservazione importante. Se "Piana Sana" ha scelto di "stupire" i cittadini con le traiettorie possibili degli aerei in atterraggio vuol dire che in fase di decollo nessun rilevante impatto sarà posto a carico degli abitati del pratese.
Eppure, come tutti sanno, gli aerei sono molto più rumorosi in fase di decollo che in fase di atterraggio. Dovendo fornire con i loro motori tutta la potenza disponibile per distaccarsi dal suolo. In fase d'atterraggio, viceversa, gli aerei utilizzano solo parte della forza dei motori lasciando molto fare alla forza di gravità.  
Ne consegue che un aereo in atterraggio produce assai meno rumore di uno in fase di decollo.  
C'era da aspettarsi, pertanto, che i Comitati puntassero il dito sull'impatto degli aerei al decollo dal Vespucci verso Prato. Ma evidentemente le traiettorie delle rotte in partenza da Peretola non sono sufficientemente "pericolose" come quelle in arrivo sulla 12/30. 
In buona sostanza anche questa ricostruzione virtuale dei contrari a Peretola non fa che dimostrare quanto largamente spiegato nello Studio d'Impatto Ambientale di Enac. Ovvero che il territorio pratese interessato dai voli non ha niente da temere dalla nuova pista progettata per rendere Peretola un city airport di qualità.  

sabato 16 maggio 2015

LE DONNE DI ANTONELLO


Sta per entrare nel vivo questa strana campagna elettorale per le regionali del 31 maggio. Ormai mancano poco più di 15 giorni all'election day. Due settimane che, probabilmente, saranno quelle decisive anche per la cosa più importante: le preferenze personali ai vari candidati. Nel listino pratese del PD aumenta la sensazione che i giochi siano ormai quasi fatti. Il candidato renziano Nicola Ciolini pare avere il vento in poppa. Quasi tutto l'establishment politico democrat spinge per la sua elezione. Lavorando ventre a terra per azzerare quelli che potevano essere dei veri e propri handicaps del candidato. Essere poco conosciuto nella città capoluogo (avendo svolto la sua attività politico-istituzionale a Montemurlo..) ed aver fissato da anni il suo lavoro e la sua residenza nella città toscana più lontana da Prato: Grosseto.
Il competitor più accreditato di Ciolini resta l'ex segretaria provinciale del PD Ilaria Bugetti. Che, tuttavia, pare impegnata in una generosa campagna elettorale che la vede da sola contro il resto della lista. 
Che l'ex sindaco di Cantagallo fosse la più forte degli "avversari" di Ciolini era chiaro fino dalla composizione della lista. Tanto che, anche stavolta, pare sia riemerso lo schema politico già visto in occasione delle parlamentarie che videro la vittoria di Matteo Biffoni. Anche allora c'era una sola candidatura che poteva impensierire l'attuale sindaco. Quella di Ilaria Santi. Occorreva trovare dei candidati che fossero in grado di togliere alcune decine (o centinaia) di preferenze alla presidente del Consiglio Comunale. L'operazione, pensata a tavolino da Antonello Giacomelli, riuscì inserendo all'ultimo momento nella lista dei pretendenti il nome dell'allora presidente della Circoscrizione Prato Sud Luisa Peris. Proprio i consensi personali che si aggregarono sulla Peris consentirono a Biffoni di mantenere un discreto margine di vantaggio sulla Santi
Anche in questa occasione Antonello Giacomelli ha ripetuto il medesimo gioco. Individuando in Ilaria Bugetti la candidatura da battere per favorire la vittoria di Ciolini il sottosegretario ha manovrato affinchè nella lista dei sei candidati alla poltrona di consigliere regionale fosse inserita Aurora Castellani. Ex assessore del Comune di Vaiano ed attuale presidente del Museo della Resistenza di Figline. Il suo compito è quello di raggranellare preferenze (specialmente in Vallata) tolte alla più conosciuta ed esperta Ilaria Bugetti. Inoltre, sempre in omaggio allo schema delle parlamentarie, Giacomelli ha lavorato per la nuova immissione in lista di Luisa Peris. Favorendo dunque due accoppiate di genere: Ciolini-Castellani e Ciolini-Peris. Raggiungendo in questo modo due risultati favorevoli all'ex vicesindaco di Montemurlo: aumentarne le preferenze personali e nel contempo toglierne alla Bugetti.     
Solo il risultato, in termini di preferenze, del 31 maggio potrà dirci se anche questo "Lodo Giacomelli", dopo quello riuscito alla parlamentarie 2013 con Matteo Biffoni, avrà avuto un esito positivo.

  

martedì 12 maggio 2015

SEGNALI DI DECADENZA RENZIANA??


Domenica sono andati al voto poche centinaia di migliaia di elettori. Concentrati all'estremo nord est (Trentino Alto Adige) e nord ovest (Valle d'Aosta). Una miniatura elettorale in territori che senza dubbio non possono rappresentare gli umori dei cittadini italiani tutti. Tuttavia anche da questa minuscola porzione di elettorato è forse possibile, con tutte le cautele e gli avvertimenti del caso, trarre qualche insegnamento generale.
I dati di Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta confermano, intanto, la crescente parabola dell'astensione dai seggi. Un altro calo di circa il 6% testimonia la perdurante disaffezione di molti italiani. Non è una novità. Ad ogni elezioni il dato si ripete con sconcertante puntualità. Che siano le regionali dell'Emilia Romagna o le comunali di domenica. Ormai quasi la metà degli elettori decide di restarsene a casa. Può essere il sintomo, secondo taluni commentatori, di un Paese, l'Italia, che viaggia nel solco dei più grandi Stati europei. In Francia, Germania ed Inghilterra questo fenomeno è noto da decine di anni. Con l'avvertenza che in queste nazioni non esiste certo la pressione che la politica esercita quotidianamente sui cittadini da ogni possibile media. Da noi l'abbandono delle percentuali quasi bulgare di votanti appare più come resa ad un sentimento di  sfinimento e di sfiducia dei cittadini nei loro governanti, locali o nazionali, che come fenomeno di understatement identitario.
L'impegno in politica appare generalmente più un modo per appagare desideri privati di chi vi si impegna più che un modo per tentare di risolvere bisogni pubblici.
Neppure la presenza di forze politiche "antisistema" di recente costituzione come il M5S appare più in grado di arginare questa disaffezione generalizzata per le urne.
Ma il dato più importante che possiamo provare ad estrapolare dalle elezioni di domenica è ancora più eclatante. I risultati paiono evidenziare segnali di decadenza della forza del messaggio rappresentato dalla presenza di Matteo Renzi alla guida del PD e del governo.
Non che ci siano da sottolineare sfracelli particolari del centrosinistra. Ma gli scricchiolii si sentono eccome! Il PD conferma il suo sindaco a Trento, pur perdendo quasi il 10% dei voti. Ma a Bolzano è costretto al ballottaggio. In entrambi i comuni cinque anni orsono il PD aveva stravinto al primo turno. Stavolta, tra l'altro, il centrosinistra giocava praticamente senza alcun avversario presentabile stando al disfacimento del centrodestra (Forza Italia non raggiunge neppure il 5%).
Matteo Renzi c'aveva messo anche la faccia. Nell'ultima settimana prima del voto era andato personalmente in Trentino-Alto Adige per sponsorizzare i suoi candidati. Ma stavolta non c'è stata alcuna ondata di renzismo. Al più, nonostante il forte astensionismo, il PD conferma le percentuali delle precedenti elezioni (2010).
In Trentino Alto Adige il PD scende dallo straordinario 40% delle europee ad un più umano 30% di domenica. Il che vuol dire che non solo perde molti suoi elettori ma non riesce neppure ad intercettare quelli che si son rifiutati di premiare l'inconsistente centrodestra. Che, infatti, o si sono rintanati nell'astensione o hanno premiato il populismo demagogico della Lega.
Il "mat-renzismo" ha dunque perduto la sua forza propulsiva? Le difficoltà del governare, al di là delle riforme portate a casa, stanno ridimensionando il fenomeno?  Le divisioni interne al PD cominciano a far sentire qualche effetto? Forse è presto per parlare di stop dell'onda renziana. Ma che qualcosa si sia incrinato nel rapporto tra Matteo Renzi e l'opinione pubblica pare abbastanza sicuro. Lo testimoniano, per quel che valgono, anche i sondaggi demoscopici preelettorali. Ma, naturalmente, ne sapremo e ne vedremo assai di più il 31 maggio in occasione delle elezioni in 7 importanti regioni.
Non resta che attendere!  

sabato 9 maggio 2015

I CAPPONI DI ROSSI


"Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all'in giù, nella mano d'un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l'alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura."

L'unica differenza è che invece di essere 4 come i capponi di Renzo i nostri capponi pratesi sono solo 3: Roberto Cenni, Giorgio Silli, Aldo Milone. Ovvero sindaco ed i due assessori di punta della passata giunta di centrodestra impegnati adesso a cercare di strapparsi l'un l'altro qualche voto di preferenza ai pochi elettori che sceglieranno di andare a votare e di votare a destra.
L'argomento principale della tenzone e delle "beccate" è noto: la nuova pista dell'aeroporto di Peretola. 
Ognuno di loro rimprovera pubblicamente all'altro di essersi candidato in liste guidate da movimenti o partiti che si son sempre dichiarati favorevoli alla nuova pista dell'aeroporto fiorentino. Anzi, di essere stati dei veri e propri ultras dell'ampliamento. Loro la pista 12/30 l'avrebbero voluta da subito, nel PIT della Regione, lunga 2.400 metri......
Hanno ragione tutti e tre. Ma, naturalmente, ciascuno è interessato a mostrare la pagliuzza che vede nell'occhio dell'altro. E non la trave nel proprio. Non sappiamo quanto questo atteggiamento possa risultare positivo in termini di voto. Tuttavia è estremamente chiaro che basando ognuno dei tre la propria campagna elettorale su questo argomento quasi monotematico c'è pure il rischio che il finale sia estremamente deludente per tutti i candidati di punta pratesi.
Non solo perchè l'elettorato di centrodestra potrebbe risultare infastidito da questa posizione che appare del tutto velleitaria. Pare ormai evidente, infatti, che la nuova pista si farà. Ma anche perchè larghi strati del tradizionale elettorato di centro e di destra cittadino non paiono vedere tutte le criticità che secondo Cenni, Milone e Silli si riverseranno su Prato. Anzi molti settori che contano (specialmente le grandi associazioni economiche e sociali...) paiono avere già scommesso sulle opportunità che la nuova pista di Peretola possono far ricadere anche su Prato.
Infine, last but not least, occorre rimarcare che per gli effetti della legge regionale toscana è assai difficile che uno dei tre possa davvero guadagnarsi uno scranno nel consiglio fiorentino. 
Cosicchè al danno si potrebbe aggiungere la beffa. Ovvero che anche con i voti decisivi di cittadini pratesi contrari all'ampliamento dell'aeroporto possa essere eletto consigliere un altro personaggio delle liste nelle quali i nostri tre campioni-capponi sono candidati. Magari un candidato fiorentino strafavorevole alla nuova pista di Peretola. Così la frittata sarebbe completa. Nel frattempo Rossi ed il centrosinistra ringraziano.           


mercoledì 6 maggio 2015

FANTASMI IN CENTRO


Pare che in Piazza del Comune a Prato s'aggiri un fantasma. Potrebbe trattarsi, dicono gli "esperti", di un generale spagnolo del cinquecento. Addirittura il vicerè di Napoli. Autore del "Sacco di Prato" del 1512.  Che non ne vuol sapere di abbandonare quel pezzo di città. Per vedere di individuarlo è arrivata anche una squadra di novelli ghostbusters. Armati, com'è d'uopo, di tutte le "diavolerie" elettroniche occorrenti alla bisogna. Ma, almeno per il momento, nessuna traccia di tale hidalgo è stata rinvenuta. Men che meno s'è sentito l'idioma castigliano rimbalzare tra Palazzo Pretorio e la statua di Francesco Datini. Tuttavia.... Tuttavia in Piazza del Comune un fantasma esiste davvero. Ed è facilmente rintracciabile....Si manifesta, preferibilmente, il giovedì pomeriggio, dalle 15 in avanti. 
Ebbene si! Avete indovinato. Si tratta del Consiglio Comunale di Prato. Del fantomatico consiglio comunale. Di seguito sono elencate le 23 delibere approvate dal massimo consesso cittadino da gennaio ad aprile 2015. Quattro mesi di riunioni per decidere il niente! 

Delibera del Consiglio Comunale n. 1 del 15.01.2015 266 KB
Oggetto: Istituzione definitiva del catasto dei boschi e dei pascoli percorsi dal fuoco nell'anno 2013.
Delibera del Consiglio Comunale n. 2 del 29.01.2015 272 KB
Oggetto: Fondazione Teatro Metastasio di Prato - variazione dello statuto.
Delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 29.01.2015 269 KB
Oggetto: Regolamento per le attività di acconciatore ed estetista, tatuaggio e piercing.
Delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 29.01.2015 276 KB
Oggetto: IMPIANTO IDROVORO IN LOC.CASTELNUOVO. APPROVAZIONE PROGETTO PRELIMINARE.
Delibera del Consiglio Comunale n. 5 del 29.01.2015 289 KB
Oggetto: Commissioni consiliari permanenti - modifica.
Delibera del Consiglio Comunale n. 6 del 05.02.2015 280 KB
Oggetto: Regolamento per la disciplina dello svolgimento della attività commerciale sulle aree pubbliche. Approvazione.
Delibera del Consiglio Comunale n. 7 del 20.02.2015 281 KB
Oggetto: Regolamento sugli indirizzi per la nomina e designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate.
Delibera del Consiglio Comunale n. 8 del 20.02.2015 268 KB
Oggetto: COMMISSIONE CONSILIARE PER LA FORMAZIONE DEGLI ELENCHI COMUNALI DEI GIUDICI POPOLARI EX ART. 13 DELLA LEGGE 10 APRILE 1951, N. 287. NOMINA.
Delibera del Consiglio Comunale n. 9 del 12.03.2015 39 KB
Oggetto: INVASO DI BILANCINO, TRASFERIMENTO DELLA PROPRIETA' ALLA REGIONE TOSCANA. APPROVAZIONE.
Delibera del Consiglio Comunale n. 10 del 12.03.2015 52 KB
Oggetto: Associazione Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci - modifiche allo statuto.
Oggetto: VARIANTE al Piano di Lottizzazione di iniziativa pubblica "G. Ferrraris Sud" - "PdL C" e contestuale variante al Regolamento Urbanistico. - ADOZIONE
Oggetto: Approvazione modifiche alla Convenzione Costitutiva e allo Statuto della Società della Salute - Approvazione proroga convenzione per i servizi delegati alla USL4 Prato annualità 2015 - Approvazione quota di partecipazione al Consorzio SdS Area Pratese.
 Delibera del Consiglio Comunale n. 13 del 26.03.2015 55 KB
Oggetto: Processo di razionalizzazione delle società partecipate ai sensi dell'art. 1 comma 611 della Legge 23 Dicembre 2014 n. 190 - Legge di Stabilità 2015 -
 Delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 26.03.2015 54 KB
Oggetto: Completamento della Cassa di espansione sul Torrente Iolo in località Ponte alla Dogaia. Sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche per rideterminazione indennità di esproprio. Riconoscimento di legittimità del debito fuori bilancio.
Delibera del Consiglio Comunale n. 15 del 26.03.2015 56 KB
Oggetto: Pdr 296, adottato con DCC 41/2014, presentato con istanza P.G. n. 143646 del 22/11/2012 da Immobiliare Modesto Biagioli di Franca Biagioli & c. s.a.s., Biagioli Franca, Biagioli Paolo, Biagioli Riccardo, per cambio di destinazione da direzionale a commerciale di un immobile sito in Via Bonicoli n. 30. Approvazione definitiva del Piano Attuativo e della Variante al R.U. ai sensi dell'art. 19 della L.R. 65/2014.
Delibera del Consiglio Comunale n. 16 del 26.03.2015 56 KB
Oggetto: Piano Attuativo 315, presentato con istanza P.G. n. 76086 del 02/07/2013 depositato da EDILGEST S.R.L. per la realizzazione di una nuova attività alberghiera mediante cambio di destinazione d'uso da Tu a Tr in un immobile posto in via del Molinuzzo. Adozione del piano e contestale variante al R.U. ai sensi degli art. 107 e 32 della LR 65/14.
Delibera del Consiglio Comunale n. 17 del 26.03.2015 56 KB
Oggetto: Pdr 265 denominato "Via dei Tini", adottato con DCC 20/2014, proposto da Bigagli Sauro per demolizione e successiva ricostruzione edificio per civile abitazione in via dei Tini 3. Controdeduzioni ed approvazione definitiva del Piano Attuativo e della Variante al R.U., ai sensi dell'art. 19 L.R. 65/14.
Delibera del Consiglio Comunale n. 18 del 09.04.2015 65 KB
Oggetto: Costituzione Fondazione per le arti contemporanee in Toscana; Approvazione dello Statuto.
Delibera del Consiglio Comunale n. 19 del 09.04.2015 62 KB
Oggetto: Sig.ri Marinaj Lush e David - Strada Vicinale di Via Argine del Fosso - Variazione di tracciato e permuta
Delibera del Consiglio Comunale n. 19 del 09.04.2015 62 KB
Oggetto: Sig.ri Marinaj Lush e David - Strada Vicinale di Via Argine del Fosso - Variazione di tracciato e permuta
Delibera del Consiglio Comunale n. 20 del 16.04.2015 40 KB
Oggetto: Società O.D. s.r.l. - Istanza P.G. n.144.776 presentata in data 24 ottobre 2014 per proposta di permuta di area inserita nel demanio di questo Ente ed inutilizzata, per tale finalità, con porzione di terreno adiacente la pista di atletica, ubicata in Via San Martino per Galceti. Procedura di sdemanializzazione e alienazione.
Delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 16.04.2015 53 KB
Oggetto: III° PEEP PIANO DI ZONA DI VERGAIO Signori Zappalorto / Noci - Istanza di retrocessione P.G. 168.619/2008 per atto di cessione del diritto con repertorio n.104.407/2008 - Inserimento del bene nel patrimonio disponibile.
Delibera del Consiglio Comunale n. 22 del 16.04.2015 41 KB
Oggetto: Accordo di programma per l'avvio in anticipazione dell'intervento "Riqualificazione del Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci" tra Regione Toscana, Comune di Prato, Comune di Pistoia e Fondazione Marino Marini:
Delibera del Consiglio Comunale n. 23 del 16.04.2015 39 KB
Oggetto: REGOLAMENTO GENERALE DELLE ENTRATE - APPROVAZIONE MODIFICHE









domenica 3 maggio 2015

POLITICA REPELLENTE


La domanda che molti osservatori politici si pongono per la scadenza del 31 maggio, data delle elezioni regionali, è quanti cittadini si recheranno alla urne. Quasi tutti prevedono una bassa affluenza nelle cabine elettorali. Molti i motivi che potrebbero concorrere a far sì che questa previsione s'avveri. Innanzitutto la data. Il 31 maggio è molto avanti nel calendario. Le condizioni meteorologiche potrebbero benissimo favorire un esodo dalle città verso mare, monti e campagne. Il termometro di fine maggio, se l'andamento stagionale sarà normale, potrà essere già molto alto. Si preannuncia, inoltre, un appetibilissimo long week end. In coda a sabato e domenica c'è il martedì 2 giugno! Altro elemento che potrebbe invogliare i cittadini a preferire le file sulle strade verso il mare a quelle nei seggi. Un ruolo decisivo nella scarsa affluenza alle urne lo giocherà sicuramente anche lo scarso appeal di questo turno elettorale.
Siccome tutti prevedono la riconferma di Enrico Rossi non solo per manifesta superiorità ma anche per il pratico abbandono della tenzone da parte delle opposizioni di centrodestra (3 candidati in lizza...) sarà abbastanza probabile che l'elettore risulti assai poco interessato a dire la sua sulla scheda elettorale. L'unico appeal in controtendenza è che stavolta riappare sulla scheda la possibilità di esprimere preferenze personali. Chissà se questa opportunità riuscirà a recuperare qualche punto d'astensione.
Se l'abbandono dei seggi fosse confermato dai risultati, d'altra parte, non avremmo altro se non la conferma di quanto successo negli ultimi anni.
A partire proprio dalla ultime elezioni regionali del 2010. I dati sono tutti riferiti al solo Comune di Prato. Ebbene nel 2010 si recarono alle urne 84.901 cittadini. Pari al 61,43% degli aventi diritto. Con un calo del 9,20%  rispetto al 2005. Alle politiche del 2013 gli elettori furono 106.056 ovvero il 79,04% del corpo elettorale. Con un meno 4,59% rispetto alle precedenti elezioni del 2008.
Alle ultime elezioni comunali del 2014 i votanti furono 94.586, 69,35%. Il 6,04% in meno rispetto al 2009. Da considerare che nel 2010 e nel 2013 le elezioni si sono svolte in due giorni (domenica e lunedì). Il 31 maggio, così come per le comunali del 2014, si voterà solo la domenica dalle 7 alle 23.  
I dati, come vedete, sono tutti in discesa libera. A conferma della ormai consolidata repulsione in larghi strati della popolazione verso le elezioni e verso la politica. Questa politica!
Neppure l'irruzione sullo scenario nazionale e locale di una forza, il M5S, che facendo della critica al sistema tradizionale dei partiti una delle proprie connotazioni principali è riuscita ad invertire la tendenza.  Cosicchè è assai probabile che la sera del 31 maggio a Prato (ed in Toscana ed Italia..) si sarà recato alle urne non più del 50/55% degli aventi diritto. Rendendo ancora più largo il fossato tra i cittadini ed il sistema politico nel suo complesso.

mercoledì 29 aprile 2015

I CAMALEONTI DELLA POLTRONA



L'ultimo a "scendere in campo" per le prossime elezioni regionali è stato ieri l'ex sindaco Roberto Cenni. Miseramente fallito il suo progetto di lista civica regionale Cenni si candida nelle liste del candidato governatore Giovanni Lamioni. Ovvero di quel commerciante grossetano che, nelle intenzioni di Denis Verdini, avrebbe dovuto riunire tutto il centrodestra toscano sotto le sue insegne. Viceversa Lamioni sarà solo il portabandiera di un pezzettino di centrodestra, quello rappresentato da UDC e NCD, più sedicenti liste civiche. Tutti riuniti sotto l'improbabile titolo di "Passione per la Toscana".
Qualche giorno fa era stato l'ex assessore Aldo Milone ad annunciare la sua presenza nelle liste della coalizione Fratelli d'Italia e Lega Nord sotto la candidatura a governatore del milanese Claudio Borghi. Con Milone pare sia in quella stessa lista anche l'altro ex assessore Gianni Cenni.
In dirittura d'arrivo è certamente la presenza come capolista del listino provinciale pratese di Forza Italia di un altro ex assessore cenniano: Giorgio Silli.
Tutti e quattro questi candidati presentano un comune denominatore: i loro nomi saranno in liste che da anni stanno dicendo di sì alla nuova pista dell'aeroporto di Peretola.
E tutti e 4 questi candidati avevano dato battaglia, da almeno 3 anni, contro quell'eventualità.
Certamente sosterranno che la loro contrarietà alla nuova pista rimarrà intatta. E che, anzi, ove eletti, ne faranno il tema principale della loro presenza in Consiglio regionale.  
Ovvero tenteranno di nuovo, e nel prossimo futuro, di prendere in giro il loro elettorato ed i cittadini pratesi tutti promettendo cose che, all'evidenza, non potranno mai mantenere. Non esiste infatti possibilità alcuna che i loro partiti di riferimento abbiano alcun ripensamento su Peretola. Oltre ad essere pochissime le probabilità che uno di loro possa essere eletto!
Cosicchè tutte queste candidature serviranno per portare un tot di voti di cittadini pratesi (contrari o meno alla nuova pista di Peretola...) nelle casse di partiti che fortemente hanno voluto e votato l'ampliamento dell'aeroporto fiorentino.
Finisce così la "grande" e "storica" battaglia di questi signori contro la nuova pista. Barattata per un briciolo di ulteriore visibilità personale alle elezioni regionali. Alla faccia di quanti a Prato li avevano sinceramente seguiti e supportati contro il "predominio" di Firenze e dei fiorentini!!    

domenica 26 aprile 2015

ILARIA BUGETTI E NICOLA CIOLINI (IN CERCA DI PREFERENZE)


Elezioni regionali. Si ritira, pare, il candidato dei Fratelli d'Italia. Che appoggeranno quello della Lega. Alleanza politica? Macchè! Il problema è che i leghisti nonostante la massiccia presenza in Toscana, anche del segretario Salvini, non sono riusciti a raggiungere il numero minimo di firme per presentarsi da soli. Nel frattempo si stanno compilando e chiudendo i listini provinciali.
Ad oggi solo il PD ha allestito il listino dei 6 candidati del collegio pratese per le regionali. E, sempre ad oggi, sono solo i candidati democrats ad essere scesi in campo per l'inizio della campagna elettorale. Tre di loro (Bugetti, Ciolini e Russo) hanno pure aperto i rispettivi comitati elettorali. E due (Bugetti e Ciolini) sono già avanti nella propaganda elettorale via web e via stampa.
L'impressione è che siano proprio Ilaria Bugetti e Nicola Ciolini i personaggi che si giocheranno, verosimilmente per una manciata di preferenze personali, l'ambito scranno fiorentino.
Aurora Castellani e Luisa Peris sembrano in ritardo. Lorenzo Marchi, ultimo arrivato, non pare impensierire nessuno. A Rudi Russo, consigliere uscente (ma eletto con IDV...)  il ruolo di  outsider.
La bagarre preferenziale, dunque, sarà tra l'ex sindaco di Cantagallo ed ex segretaria provinciale pratese e l'ex vicesindaco di Montemurlo. Tutti e due agguerritissimi. Se Ciolini può contare sull'appoggio (incondizionato?) della componente renziana, Bugetti parte con il vantaggio di essere assai più conosciuta. Nicola Ciolini sarà "pubblicizzato" dall'agenzia del re del web pratese Jonathan Targetti. Compito principale: far conoscere il nome "Ciolini" agli strati più profondi dell'elettorato. Il candidato renziano è di Montemurlo. Ed attualmente tiene casa e lavoro a Grosseto. Potrà contare, naturalmente, sulle simpatie dell'establishment politico cittadino. Ancorchè sia tutto da dimostrare il peso in preferenze della componente renziana pratese.
Assai più conosciuta appare Ilaria Bugetti. Pur avendo avuto la "sventura" di guidare il PD nei cinque anni d'opposizione alla Giunta Cenni l'ex sindaco di Cantagallo ha saputo, tuttavia, resistere consegnando a Gabriele Bosi il partito che ha portato alla vittoria Matteo Biffoni.
Potrà contare, presumibilmente, sulla sua approfondita conoscenza del partito pratese. Dei suoi circoli e dei suoi militanti. Ma il suo atout più importante è, senza dubbio, il sorriso che la bella signora sfoggia da tutti i suoi jingles.
E nella caccia alle preferenze personali tutti sanno quanto peso abbia una bella presenza femminile.
E' probabile che Bugetti possa volgere a suo vantaggio anche la possibilità del doppio voto di preferenza (uomo-donna). Nel senso che molti elettori di Ciolini potrebbero scrivere anche il suo nome. Improbabile che accada il contrario.  
E' dunque dal confronto Bugetti-Ciolini che uscirà il nome del prossimo consigliere regionale pratese del PD. Con l'inconfessata speranza che, alla fine, i nominativi premiati possano essere due!!

giovedì 23 aprile 2015

MULINO ROSSO


C'erano un aretino, un grossetano, un milanese ed un fiorentino.....Sembra l'incipit di una banale barzelletta seriale sui pregi e difetti di taluni abitanti di città toscane ed italiane. In realtà si tratta dei 4 (quattro....) candidati alla presidenza della Regione Toscana messi in campo, per adesso, dal centrodestra regionale:  Stefano Mugnai (Forza Italia), Giovanni Lamioni (NCD-UDC), Claudio Borghi (Lega), Giovanni Donzelli (FdI).
Che, come i polli di Renzo nei "Promessi Sposi", sembrano destinati a litigare tra di loro per sapere chi finirà più spennato nel confronto con il governatore in carica Enrico Rossi.
Quattro mugnai senza grande apporti d'acqua e con pochissimo grano che paiono destinati a rifornire il già enfio Mulino Rossi. Che conquisterà la farina del (minimo) 40% non solo perchè già iperdotato dai consensi sicuri degli omini degli orti e delle donnine della cooppe, vero zoccolo duro inattaccabile del PD toscano, ma anche perchè sicuramente intercetterà il suffragio di molti settori della società (dalla sanità alla finanza, dall'industria al commercio ecc. ecc.).
Rimarranno probabilmente delusi quei militanti antirossiani da tastiera che non riescono a capacitarsi del perchè e del percome Rossi, indagato per gravi questioni inerenti la sanità toscana, risulterà anche il 31 maggio il preferito dai suoi concittadini. Stramazzeranno letteralmente al suolo gli antirossiani pratesi che addebitano al pontederese tutte le più grosse "porcherie" avvenute in città: dall'invasione incontrollata della comunità cinese all'ospedale (piccolo) per finire alla vituperata nuova pista di Peretola.
E che, anche per questo, si immaginano sfaceli pratesi a danno di Enrico Rossi.
Che non ci saranno. Non ci saranno perchè in realtà contro Rossi l'opposizione non mette in campo alcun valido competitore. Non ci saranno perchè, checchè ne dicano i nostri antirossiani viscerali, il governo regionale toscano è reputato uno dei migliori d'Italia. Non a caso in quasi tutte le rilevazioni demoscopiche Rossi risulta il primo governatore italiano. E anche la sanità toscana si colloca al primo posto delle classifiche per efficienza e qualità.
E, dunque, fintantoche le analisi della supremazia democrat in regione verrà affidata a commentatori da strapazzo ed incapaci di leggere in profondità quel che si muove, e come, nella società toscana i candidati del PD potranno dormire sonni tranquilli. Stavolta non servirà neppure l'aiutino, tradizionale, dello zio Denis Verdini. In altre faccende affaccendato ed in via di rimozione da essere il dominus dell'opposizione (si fa per dire...) toscana.
Il 31 maggio, dunque, nessuna sorpresa. Solo l'attesa per sapere quale dei 6 candidati del PD avrà ricevuto più preferenze. O quanti cittadini avranno utilmente deciso di trascorrere un lungo week end al mare evitando di ammassare la propria scheda, e la propria testa, nell'urna per niente fatale.