domenica 25 gennaio 2015

LA MEMORIA CORTA DI ROBERTO CENNI




Quello che precede è il testo dell'accordo tra l'allora Sindaco del Comune di Prato Roberto Cenni e le società Estra e Consiag nell'ambito della gara per la distribuzione del metano nella nostra città.
L'accordo, sul quale le parti convengono di mantenere "assoluta riservatezza", venne recepito con la Delibera di Giunta n. 509 del 13.12.2011. Delibera che fu, a lungo, "secretata"!!
Di fronte all'esito positivo della querelle giudiziaria accesa da Estra presso il TAR Toscana e successivamente presso il Consiglio di Stato è comprensibile l'euforico atteggiamento di Cenni. Che rivendica la giustezza e la correttezza della sua azione amministrativa. Vantandosi, adesso, di avere "rotto" con quella gara il sistema delle partecipate pratesi.
Ma purtroppo per lui quella che adesso racconta è soltanto la sua "verità"!! 
Dalla pura disamina oggettiva dei fatti quello che successe è davvero un'altra storia.
Subentrando nel giugno 2009 ad oltre 60 anni di potere amministrativo della sinistra Roberto Cenni s'era anche convinto di poter ereditare complessivamente il potere di gestione di tutte le aziende di proprietà e/o partecipate dal Comune (nonostante in campagna elettorale avesse promesso il contrario). 
Ci riuscì con quasi tutte. Da ASM a GIDA, dal Pecci al Metastasio, dalla SORI ad Interporto passando per Museo del Tessuto, EPP, Centro di Scienze Naturali, Publies ecc. ecc.. In ognuna di esse Cenni nominò suoi rappresentanti che andarono a sostituire quelli di sinistra. Molti di loro sono ancora lì. Riteneva che pure il boccone più grande e prelibato partecipato dal Comune potesse essere conquistato. Non immaginava però che su quel fronte la sinistra non avrebbe mollato. Forte del fatto che, comunque, la maggioranza di Estra e Consiag rimaneva ben salda nelle mani dei soci di sinistra. Alla sua pretesa di nominare amministratori della sua parte politica la dirigenza delle due società rispose picche. Dimostrando scarsa lungimiranza e poco acume politico. Ed infatti la risposta di Cenni, per interposto Bernocchi, fu immediata e decisa. Mettere in gara la distribuzione del gas in città. Un affare milionario che mai Estra e Consiag avevano rischiato di perdere.
E che innestò la "guerra" conclusa da qualche giorno con la sentenza finale del Consiglio di Stato.
Una risultato che Cenni adesso considera un suo merito. Ma che, come dimostra il "patto" segreto con Estra e Consiag, fece di tutto per non volere. Anche concedendo ad Estra la proprietà della rete del gas cittadina. Una infrastruttura valutata 90.000.000 di euro. Che, viceversa, era di piena proprietà del Comune di Prato. Il risultato è che Toscana Energia pagherà 90.000.000 ad Estra e solo 18.000.000 al Comune di Prato. Quanto alla presunta volontà di smantellare il sistema delle aziende partecipate dal Comune il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nessuna delle aziende di proprietà comunale è stata non diciamo smantellata, ma neppure toccata. Quella più grande, ASM, continua ad essere guidata da una governance affidata ad una corrente dell'ex maggioranza cenniana. Con i cittadini chiamati ogni anno a ripianare, con le tasse, i deficit che quella gestione clientelare comporta.
Si può concludere, dunque, che la famosa gara del gas di cui adesso Cenni mena vanto fu solo un incidente di percorso. Se qualche suo uomo fosse stato ammesso nel board di Estra e Consiag Cenni non avrebbe mai permesso che si facesse la gara per il gas. Men che meno se avesse saputo che sarebbe stata vinta da un'azienda della "nemica" Firenze. Quella che secondo Cenni ed i "cenniani" vuol sempre mettere "sotto" l'indifesa Prato.  
           
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