venerdì 2 gennaio 2015

RIQUALIFICAZIONE DEL SOCCORSO (?)




Forse è venuto il momento di sbirciare più da vicino l'annosa "questione" Soccorso. Intesa come risoluzione della strettoia che oggi costituisce un nodo assai problematico della viabilità cittadina sulla cosiddetta "declassata".
Il Quartiere del Soccorso si estende, poco fuori dalle mura cittadine, tra la Via del Purgatorio, Via Zarini e la tangenziale Leonardo da Vinci. Il nucleo più complesso è, tuttavia, quello che si condensa nel quadrilatero Via Zarini, Via Marx, Via Roma e declassata. In questo limitato compound picchiò duro la speculazione edilizia anni '60 e '70. Tutto l'isolato venne murato a palazzoni. L'unica, minuscola, area libera fu lasciata al di là della trafficatissima Via Marx a formare gli attuali esangui giardinetti. Cosicchè ogni cittadino che volesse sedere su una panchina di quel giardino è costretto ad attraversare quell'arteria di penetrazione verso il centro storico. Questa porzione del Soccorso ha una densità di abitanti paragonabile a quella di Hong Kong o di Napoli.
Sebbene alcuni interventi, per alcune centinaia di migliaia di euro, fossero già stati eseguiti per alcune opere "preliminari" ad un viadotto (rampa verso Via Nenni) l'attuale amministrazione mantiene fede alle promesse elettorali e vira dal sovrapasso avviato dalla precedente Giunta ad un sottopasso. Chiesto a gran voce dall'apposito Comitato locale come occasione di "riqualificazione" del quartiere.
"Riqualificazione" è, dovrebbe, essere, dunque, la parola magica dell'intera operazione. E la realizzazione del sottopasso si presterebbe bene a far riconquistare a questa porzione del Soccorso spazi vitali. Ma! Ma c'è un grosso ma! Che non sta nella questione tecnica della concreta realizzazione del tunnel. Quanto nel contorno dell'operazione. Almeno stando ad ascoltare le dichiarazioni di esponenti della Giunta.

L'idea - afferma l'assessore all'Urbanistica Barberis - è quella di verificare la possibilità di determinare un nuovo scenario che, attraverso la demolizione di edifici industriali esistenti in parte già oggi abbandonati e la costruzione di nuovi edifici, come ad esempio torri residenziali o direzionali in grado di generare un nuovo skyline urbano, permetta anche di chiedere oneri e extraoneri utili per finanziare l'opera dell'interramento...." (Notizie di Prato 18.11.2014)

Nel complesso l’interramento costerà 34,7 milioni di euro: 16 sono già arrivati dallo Stato sotto la giunta Cenni, 8-10 verranno garantiti dall’attuale governo, mentre al Comune spetterà lo stanziamento di una cifra vicina ai dieci milioni di euro. La giunta Biffoni spera di limitare l’esborso economico grazie agli oneri di urbanizzazione derivanti da operazioni di recupero di edifici industriali (ad oggi abbandonati) lungo la declassata che potranno essere trasformati in nuovi edifici residenziali e direzionali (Tirreno 18.12.2014)


Chiara l'intenzione no? Sostituendo al viadotto un tunnel diventa possibile quello che non sarebbe stato (o avrebbe avuto più difficoltà realizzative..) col viadotto. Era difficile, infatti, immaginare un nuovo insediamento residenziale e abitativo proprio a ridosso dei piloni del nuovo ponte del Soccorso. Difficile e poco remunerativo per le casse del Comune in fatto di oneri ed extraoneri urbanistici. Oneri che, tradizionalmente, rappresentano una delle non poche distorsioni dell'urbanistica nazionale e la principale ragione dell'enorme consumo di suolo che avviene in Italia.
Ma quali saranno "gli edifici industriali ad oggi abbandonati"  oggetto dell'operazione?
Poichè lungo la via Tasso tutti gli edifici sono occupati e funzionanti occorre guardare a quelli che s'affacciano sulla Via Panziera. E l'unico edificio industriale ad oggi dismesso è l'enorme complesso rappresentato da quello che una volta era il Lanificio di Arnolfo Biagioli. Uno dei più grandi ed importanti della città. Quest'area, in effetti, si presta visibilmente per l'operazione urbanistica immaginata dalla Giunta. Il Lanificio si trova vicino ai palazzi della SORI e del Consiag/Estra. Opzione urbanisticamente rilevante. Specialmente se verrà di nuovo abbattuto (a poca distanza dalla torre Esselunga in costruzione....) il secolare mito pratese del "No ai grattacieli".
Tuttavia vi sono anche delle controindicazioni. Che paiono destinate ad allungare i tempi di realizzazione del tunnel. I cui lavori dovrebbero iniziare tra circa 1 anno. Nel frattempo si sarà approvato il Piano di Recupero "Biagioli" e trovati gli investitori?
Ma quello che conta di più è sapere se questo progetto sia davvero utile alla "riqualificazione del Soccorso". O se, invece, non si caratterizzerà per un'ennesima speculazione edilizia di amplissimo respiro destinata a diventare, inevitabilmente, un altro punto attrattore di traffico proprio di fronte al cuore del Soccorso. Avranno qualcosa da dichiarare gli amici del Comitato? Buon 2015 a tutti!

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