mercoledì 28 gennaio 2015

SANTO STEFANO E I TROGLODITI


In una lettera al suo amico Guy de Maupassant, Gustave Flaubert critica alcuni suoi racconti scrivendogli "Troppe puttane, troppo canottaggio"!!
Parafrasando l'autore di "Madame Bovary" potremmo dire anche noi, a proposito del nuovo ospedale cittadino "Troppe critiche, troppi giudizi sprezzanti"!!
Dispiace doverlo ammettere. Ma aveva ragione lui (una volta tanto...). Si. Aveva ragione il governatore Enrico Rossi quando chiamò "trogloditi" i beceri concittadini ipercritici del nuovo ospedale Santo Stefano.
Da qualche giorno è ricominciata la solfa. Il Santo Stefano è piccolo. Il Santo Stefano è sottodimensionato. Il Pronto Soccorso del Santo Stefano è inadeguato. Il Santo Stefano non serve. Il Santo Stefano "fuma". Il Santo Stefano "puzza". Il Santo Stefano non ha finestre. Il parcheggio del Santo Stefano costa troppo, e via e via.... Aridateci il Misericordia e Dolce.
Complice il picco di malattie influenzali di questi giorni e le ridondanze scandalistiche dei media locali in cerca di audience, si son rifatti vivi i poco misericordiosi ed amari snipers del nuovo nosocomio galcianese. Si stava meglio quando si stava peggio!
Sono tante e diverse tra loro le vedove astiose del Misericordia e Dolce.
Certo non vorremmo indirizzare queste riflessioni a chi fa del trash la propria professione quotidiana. Alcune critiche si commentano da sole. Ci rivolgiamo, invece, a quei cittadini ed a quei politici che hanno ritenuto l'argomento della presunta inadeguatezza del Santo Stefano così importante da farne (insieme all'opposizione alla nuova pista di Peretola...) il perno della loro campagna elettorale nelle comunali dell'anno scorso. Evidentemente neppure l'esito disastroso per loro del risultato delle urne riesce a convincerli dell'assurdità di questa loro "battaglia".
Ciclicamente ritengono corretto cavalcare qualche banale defaillance ospedaliera per auspicare, addirittura, la riapertura del MeD......
Qualche giorno fa è stato il rinvio di un intervento chirurgico programmato a ridare fiato alle trombette di queste ansiose prefiche. Aiutati da una stampa locale compiacente si sono scaldati perchè, secondo loro, l'operazione chirurgica non si è potuta tenere per la mancanza di posti letto.
A niente è valsa la precisazione della direzione dell'Ospedale ed i successivi chiarimenti. Si trattava, intanto, di un intervento in "day surgery". Che, dunque, non richiedeva alcuna disponibilità di posto letto..... Ma la canea delle critiche, specialmente sui social media, non s'è fermata. S'è voluta far passare un semplice e rimediabilissimo disguido burocratico come esempio del sottodimensionamento del Santo Stefano. Argomento principe della gufaggine cittadina. Non è valso a niente neppure l'intervento coraggioso di uno dei più importanti sindacati degli infermieri. Che sottolineava la responsabilità dei medici di base nell'avviare al presidio ospedaliero i propri pazienti anche quando sarebbero state sufficienti le cure a domicilio. E neppure che le difficoltà dovute ai "picchi" siano comuni in tutti gli ospedali toscani ed italiani. Ogni argomento è buono per i killers del S.S.. Che non vengono neppure scalfiti dal fatto che per fortuna il Misericordia e Dolce, edificio non antisisimico, sia stato abbandonato in tempo. Con le raffiche di terremoto di un mese fa o lo sciame sismico di questi giorni si sarebbe dovuto evacuare in fretta e furia per l'evidente pericolo che sarebbe capitato agli sfortunati degenti.
Ma tant'è! Niente riesce a convincere le nere vestali del "si stava meglio quando si stava peggio". Sono loro i veri "sottodimensionati". Trogloditi. Per l'appunto!!
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