domenica 15 febbraio 2015

INTERPORTO (COME ALLAGARE GLI ETRUSCHI)


Brutte notizie per gli amanti degli etruschi. Pessime novità per tutti i cittadini pratesi.
"Lasciate ogni speranza voi che entrate"! E non ci riferiamo all'Inferno dantesco. Ma al più terreno Interporto.
Lo scorso novembre la Società Interporto della Toscana Centrale di Gonfienti ha presentato la sua proposta di progetto d'ampliamento. Si tratta dell'espansione territoriale verso il Comune di Campi Bisenzio. Per un totale di 25 ettari di terreni adesso agricoli. Che porterà la superficie complessiva dell'Interporto pratese a 105 ettari. Un colossale pezzo di "Parco della Piana" tolto alla sua natura di residua campagna e cementificato ed asfaltato. Nel nome dell'intermodalità!
Il progetto di Interporto si trova adesso alla Commissione VIA presso il  Ministero dell'Ambiente. Dobbiamo rendere merito a Salvatore Gioitta che, da sempre attento osservatore della nostra urbanistica, s'è incaricato di divulgare le intenzioni di Interporto. Come dobbiamo dar merito all'architetto Gioitta d'aver presentato una esaustiva osservazione sul progetto di Interporto. Osservazioni che scadono il prossimo 17 febbraio. Va pure reso omaggio agli amici del Coordinamento dei Comitati della Piana. Anche loro, infatti, hanno redatto e spedito al Ministero una loro particolareggiata osservazione.
Il sito prescelto per l'espansione dell'infrastruttura è localizzato presso l’attuale confine orientale dell’Interporto, delimitato a Nord, dalla frazione del “Rosi”, ad Est dal torrente Marinella, a Sud dall'asse viario Firenze-Prato (Mezzana Perfetti Ricasoli) ed infine, ad Ovest, dalla gora del Ciliegio.
Si tratta di un'area vasta circa 250.000 metri quadri. Di questi 140.000 saranno edificati e 110.000 rimarranno a riserva o destinati ad opere a verde.
In pratica verranno realizzati quattro grandi capannoni; una stazione di servizio ed opere di viabilità.
Parte delle aeree oggetto della richiesta d'espansione di Interporto sono sottoposte a vincolo archeologico. Gli studi condotti negli anni passati dalla Soprintendenza vi hanno individuato resti certi della città etrusca di Gonfienti.  Ebbene proprio sopra queste aree Interporto Spa (società quasi tutta pubblica con maggioranza delle azioni in mano al Comune di Prato...) ha previsto un cosidetto bacino di laminazione. Praticamente un invaso artificiale (realizzato senza scavare...fosse mai...) destinato a raccogliere le acque dell'intero intervento. Cosicchè tutti quanti i preziosi ed antichissimi reperti etruschi saranno "affogati" nel nuovo lago previsto. Rendendo impossibile qualsiasi attività di ricerca archeologica sul sito della più importante città etrusca mai scoperta in Italia.
Dopo aver riseppellito ingenti porzioni di reliquie etrusche sotto i capannoni e le strade già costruite adesso Interporto mette la parola fine su ogni possibile indagine archeologica futura. Addio, dunque, al Parco Archeologico di Gonfienti. Che rimarrà confinato ai resti della grande villa portata alla luce negli anni scorsi e la cui area dovrebbe essere ceduta da Interporto alla Regione Toscana. Ma che sarà destinato, al più, a diventare l'icona dello sperpero di territorio, di archeologia, di cultura, di opportunità. Il tutto sarà sacrificato ai voleri di una società che in 30 anni di attività e centinaia di milioni di euro ha prodotto 3 (tre) nuovi posti di lavoro. E che non ha alcuna possibilità futura di incrementare il trasferimento di merci dalla gomma al treno. Ad oggi solo il 5% delle merci che passano da Interporto sono movimentate su ferro. A fronte di oltre 3.500 TIR che ogni giorno affluiscono nei capannoni di Gonfienti. Ammorbando l'aria dei quartieri vicini. Vi aspettereste adesso la protesta delle forze politiche che si dicon contrarie alla nuova pista di Peretola in nome della "sacralità" della Piana e/o del "consumo di territorio ZERO", vero? Invece, siatene certi, tutti i partiti (meno, forse, il M5S..) se ne staranno zitti zitti. Proni, come sempre, ai voleri di Interporto Spa e degli interessi immobiliari che questa società rappresenta.  


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