martedì 3 febbraio 2015

PRETORIO SUI TUBI


E' giunta al termine, domenica scorsa, la grande Mostra "Capolavori che si incontrano". Nella magnificente location del piano terreno del rinnovato Museo Civico di Palazzo Pretorio (auguri alla nuova curatrice Rita Iacopino...). 
Prima del gran finale il Palazzo (e la Mostra..) è andato in onda nella trasmissione del sabato di Fazio Fabio "Che fuori che tempo che fa". Come occasione per mostrare ed udire (con audio precarissimo, per la verità...) il complessino emergente "Marta sui Tubi" (nome assai più apprezzabile della musica suonata...). Certo che l'evento è parso quasi una beffa! Si è pubblicizzata (?) una mostra che terminava il giorno dopo. Vanificando di fatto il traino che quella puntata (pubblico stimato in 4-5 milioni di spettatori..) avrebbe potuto avere solo se fosse stata programmata 15-30 giorni prima. Misteri della RAITV! 
Com'è andata? Qui la cosa si fa difficile. Secondo il direttore di TVPrato, Gianni Rossi (che ha dedicato un puntuto editoriale alla fine della mostra..) ci sarebbero stati nei 75 giorni di apertura circa 25.000 ingressi. Ovvero circa 350 persone al giorno avrebbero varcato la soglia del Palazzo Medievale. Pochi? Molti? Dipende.
Dalle aspettative. Dalla quantità di risorse utilizzate per la pubblicizzazione. Dalla qualità delle opere esposte. Dalla tradizione acquisita dal Museo. Da quanti visitatori avrebbero lo stesso varcato il portone di Palazzo Pretorio.......ecc. ecc.. Tutto considerato la cifra raggiunta ci pare notevole. E tale da fare della Mostra pratese un buon successo. Non solo di critica ma anche di pubblico. Il Museo ha solo un anno di vita ma già si è conquistato una buona posizione tra quelli migliori d'Italia.
Un risultato nient'affatto scontato. Le città italiane sono piene di buone istituzioni museali.
Diverso, naturalmente, è confrontare il risultato ottenuto con quello previsto dal "mecenate" vicentino Gianni Zonin. Il presidente della Banca Popolare, lo ricorderete sicuramente, aveva vaticinato come possibili e probabili oltre 200.000 ingressi per la Mostra che raccoglieva parte delle opere di proprietà della banca veneta. Dunque, secondo questo parametro, "Capolavori che si incontrano" dovrebbe essere definito un vero e proprio fallimento. Solo un ottavo dei visitatori attesi si è presentato in Piazza del Comune.    
Ma, ai più, la cifra sparata da Zonin è apparsa subito una inaudita boutade. 
Che consentirà al presidente della banca vicentina di concludere, con il rientro delle opere già della Galleria Alberti nella città palladiana, con un commento non esaltante sull'esito della trasferta in terra toscana. Il risultato non lusinghiero sarebbe la dimostrazione che non esiste a Prato un "mercato" dell'arte capace di competere con quello, assai più ricco, di Vicenza (città UNESCO) e di Palazzo Thiene.
Zonin, praticamente, s'è voluto costruire un robusto alibi per zittire tutti quelli che, da noi, si strappano ancora le vesti per il "furto" delle opere già appartenute alla Fondazione Cariprato.
Siccome i pratesi non apprezzano i loro tesori artistici e non capiscono un "tubo" d'arte è giocoforza privarli di ciò che non si meritano. E dunque proprio mentre il presidente degli industriali Andrea Cavicchi lamenta l'irrilevanza dei pratesi nel board cittadino di BPV, Zonin certifica (con qualche trucchetto...) l'irrilevanza di Prato sul mercato artistico-turistico nazionale. Non resta che darsi da fare per smentirlo!
  
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