sabato 21 febbraio 2015

SOCCORSO: I CONTI NON TORNANO


E' proprio vero! Spesso il diavolo fa le pentole. Ma quasi mai i coperchi. 
Così la questione del "nodo Soccorso"  (sovrappasso o sottopasso?) si attorciglia e s'intorbida ogni giorno di più.
Non bastava che la decisione della Giunta Biffoni di smentire quanto stabilito e praticato dalla Giunta Cenni avesse di fatto bloccato la realizzazione del sovrappasso per due anni. Adesso, con l'ingresso in campo di Corte dei Conti, Guardia di Finanza e Magistratura ordinaria la questione si fa ancora più complicata. Non è difficile immaginare che, ancora per diversi anni, la soluzione della strettoia della declassata rimarrà un sogno per i cittadini ed un piccolo incubo per gli automobilisti.
Passare al setaccio della legalità (di conti e procedure) le delibere degli enti pubblici è cosa buona e giusta. Tuttavia, per come è strutturata la giustizia in Italia, si sa quando si comincia ma non si sa quando si finirà. La vicenda delle Cascine di Tavola sta lì a dimostrare come di buone intenzioni sia lastricata la strada per l'inferno.
Peggio ci sentiamo se sulla vicenda del Soccorso intervengono, contemporaneamente, la politica e la tecnica. Ancora non s'era asciugato l'inchiostro del comunicato della Giunta che, chiosando una relazione dei propri uffici, giudicava la scelta del sottopasso come quella ambientalmente meno impattante che subito l'ingegnere capo del Comune, Lorenzo Frasconi, puntualizzava che era invece la scelta del sovrappasso ad essere quella meno impattante sull'ambiente. Citando il VIA ministeriale ottenuto dalla Giunta precedente.
Replica "velenosa" perchè innesta una polemica interna al Comune e ravviva la diatriba con il "papà" del sovrappasso. Poco convinto, evidentemente, della sua nuova posizione di "padrino" del sottopasso biffoniano. 
Pare evidente, tuttavia, come ci sia del vero in tutte e due le posizioni. Per la Giunta il sottopasso è certamente più ambientalmente compatibile con la qualità di vita del Soccorso. Mentre è d'altro canto vero che il sovrappasso sarebbe stata opera d'impatto assai più leggero. Basta pensare al problema della collocazione delle terre di risulta dagli scavi per l'ipotizzato tunnel. Quel materiale risulterà un "rifiuto speciale" (così come ormai infinite sentenze hanno stabilito...), da smaltire in discariche speciali, lontane e con costi molto alti. 
Resta infine da comprendere come andrà a finire la questione dei lavori per la costruzione delle rampe laterali a Via Nenni. Che erano sicuramente funzionali alla soluzione "sovrappasso". Ma che non si vede come possano essere utilizzate nella soluzione "sottopasso". Eppure costeranno ai cittadini circa 600.000 euro. Chi sostiene che nonostante il cambio di progetto quelle opere sono tuttavia necessarie per la sicurezza della declassata avrebbe il dovere di spiegarcelo molto dettagliatamente. Perchè ad occhio profano quel mozzicone adesso abbozzato (e l'altro in itinere..) non paiono davvero compatibili con il futuribile tunnel che si vuol realizzare.   

  
Posta un commento