lunedì 23 marzo 2015

ELEZIONI REGIONALI (1)


Il fatto che per le elezioni toscane (http://liberamenteprato.blogspot.it/2015/03/elezioni-regionali.html) del 31 maggio siano già ampiamente noti i vincitori (Rossi ed il PD...si proprio così: l'elettorato scrderà lo scandalo MPS, i buchi delle ASL,  Peretola, i nuovi "piccoli" ospedali, le indagini giudiziarie...) non significa che quella scadenza non sia importante da commentare ed analizzare.
Specialmente a livello locale e, nello specifico, a Prato.
Saranno diverse, infatti, le chiavi di lettura che i risultati delle prossime elezioni regionali potranno assumere. Naturalmente uno dei primi dati da valutare sarà la percentuale di votanti. Il dato dell'astensione dal voto s'è ultimamente fissato, in città, su un buon 30% di cittadini che hanno rifiutato di recarsi ai seggi. Siamo del tutto certi che questo dato sarà superato il 31 maggio. Dove conterà non solo la quasi assoluta certezza di una rinnovata vittoria di Enrico Rossi, facilitato anche dall'abbandono del campo da parte dei suoi competitors. Non solo la fatica che faranno anche gli elettori della sinistra nel crocettare il nome "Rossi" sulla scheda. Ma anche, e forse addirittura di più, dalla data scelta. Il 31 maggio, così ad estremo ridosso della festività del 2 giugno, promette di essere un primo grande week end semiestivo. E c'è da star certi che saranno le spiagge, più che i seggi, ad essere prese d'assalto dai cittadini. Tuttavia il dato dell'astensione è così volatile che non conta oramai quasi niente. Dopo poche ore dall'apertura delle urne e dallo snocciolamento dei risultati nessuno si ricorda più del dato dei votanti. E dopo due giorni neppure il più avvertito dei commentatori se la sente di continuare a salmodiare sulla presunta disaffezione del popolo dalle elezioni. A quel punto contano e conteranno soltanto i voti espressi ed i risultati raggiunti da partiti e candidati.
Per fare dei raffronti sarà utile prendere in considerazione i risultati delle ultime elezioni. Vale a dire degli ultimi due anni trascorsi. Politiche 2013, amministrative ed europee del 2014.
Con l'ovvia avvertenza che rapportare voti regionali ad altre elezioni è sempre esercizio al limite dell'attendibilità. D'altra parte sarebbe del tutto impossibile commisurare i risultati delle prossime regionali con quelli delle elezioni del 2010. Non sono passati solo 5 anni. E' trascorsa un'intera epoca geologica!
Dunque vediamoli questi risultati ottenuti negli ultimi due anni. Il PD passa da un bersaniano 37.68% delle politiche 2013 ad un renziano 56,94% delle europee 2014. Attraversando il biffoniano 46,81% delle comunali dell'anno scorso! Qualsiasi risultato ottenuto dai dem che fissi la percentuale delle regionali tra il 37 ed il 57% potrà essere considerato un buon risultato. Improbabile, tuttavia, che il PD cavalchi ancora l'onda sul surf di Matteo Renzi. La pietra di paragone può diventare pertanto quel 47% delle comunali. Il raggiungimento di quella percentuale, ovvero un suo marcato discostamento, sarà anche metro di paragone per misurare la "popolarità" del primo anno di governo della nuova giunta a guida Biffoni. Qualsiasi numero sotto quella cifra dovrà essere letto come una critica dell'elettorato all'operato del governo cittadino. Anche a ragione del fatto che oltre quel 47% occorre tenere presente del 6,31% conquistato l'anno scorso dalla lista intestata all'attuale sindaco.
Il M5S veleggia tra il 23,48% ottenuto alle politiche del 2013 ed il 9,19% conquistato alle comunali dell'anno dopo. Passando per il quasi 15% di consensi ricevuto alle europee. Sarà grasso che cola se i grillini si attesteranno alle prossime regionali in un risultato a doppia cifra.
Chi sicuramente migliorerà notevolmente le proprie precedenti performances sarà la Lega Nord. Certo non ci vorrà molto sforzo. Il partito di Salvini parte da una "vetta" del 2,78% raggiunto alle europee dopo che alle politiche del 2013 non era riuscito a conquistare neppure l'1% dei consensi. Ricevendone solo qualche frazione decimale in più alle ultime comunali. Ma adesso il trend è cambiato. In meglio. Assai meglio! D'altronde con Matteo Salvini dominus incontrastato delle TV, è facile prevedere un boom anche a Prato della sua Lega. Se, beninteso, i legaioli riusciranno a mettere insieme le firme occorrenti per presentare la loro lista. Giacchè ci vengono segnalate gravi difficoltà nella raccolta. Che anche la presenza di Salvini stamattina al mercato di Viale Galilei sottolinea. Tuttavia alla fine le firme ci saranno. Ed anche a Prato è molto probabile una buona performance dei nazi-lumbard..... Successo oltre il 7/8%. Dèbacle sotto.
Difficilissimo intravvedere il risultato del centrodestra. Di Forza Italia in particolare. Che (come PDL) aveva ottenuto il 18,52% alle politiche 2013. Poi (come F.I.) era scesa al 12,99% delle europee ed al 10,12% delle comunali. Se i berlusconiani pratesi confermassero la doppia cifra sarebbero contenti. Sotto il 10% andrebbero in ulteriore depressione.   
Resta da commentare la probabile presenza alle elezioni regionali delle Liste Civiche in allestimento. Che potrebbero essere addirittura due: una civica di "sinistra" ed una di "destra". A quest'ultima sta alacremente lavorando l'ex sindaco Roberto Cenni. Chissà quanti voti di quel 9,78% acquisito alle comunali riuscirà a trasbordare nella lista regionale. Ammesso che veda la luce. Tutte e due le liste, tuttavia, difficilmente potranno superare lo scoglio del 5% regionale che la nuova legge regionale prevede utili per la ripartizione dei seggi alle liste non coalizzate!!   
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