giovedì 23 aprile 2015

MULINO ROSSO


C'erano un aretino, un grossetano, un milanese ed un fiorentino.....Sembra l'incipit di una banale barzelletta seriale sui pregi e difetti di taluni abitanti di città toscane ed italiane. In realtà si tratta dei 4 (quattro....) candidati alla presidenza della Regione Toscana messi in campo, per adesso, dal centrodestra regionale:  Stefano Mugnai (Forza Italia), Giovanni Lamioni (NCD-UDC), Claudio Borghi (Lega), Giovanni Donzelli (FdI).
Che, come i polli di Renzo nei "Promessi Sposi", sembrano destinati a litigare tra di loro per sapere chi finirà più spennato nel confronto con il governatore in carica Enrico Rossi.
Quattro mugnai senza grande apporti d'acqua e con pochissimo grano che paiono destinati a rifornire il già enfio Mulino Rossi. Che conquisterà la farina del (minimo) 40% non solo perchè già iperdotato dai consensi sicuri degli omini degli orti e delle donnine della cooppe, vero zoccolo duro inattaccabile del PD toscano, ma anche perchè sicuramente intercetterà il suffragio di molti settori della società (dalla sanità alla finanza, dall'industria al commercio ecc. ecc.).
Rimarranno probabilmente delusi quei militanti antirossiani da tastiera che non riescono a capacitarsi del perchè e del percome Rossi, indagato per gravi questioni inerenti la sanità toscana, risulterà anche il 31 maggio il preferito dai suoi concittadini. Stramazzeranno letteralmente al suolo gli antirossiani pratesi che addebitano al pontederese tutte le più grosse "porcherie" avvenute in città: dall'invasione incontrollata della comunità cinese all'ospedale (piccolo) per finire alla vituperata nuova pista di Peretola.
E che, anche per questo, si immaginano sfaceli pratesi a danno di Enrico Rossi.
Che non ci saranno. Non ci saranno perchè in realtà contro Rossi l'opposizione non mette in campo alcun valido competitore. Non ci saranno perchè, checchè ne dicano i nostri antirossiani viscerali, il governo regionale toscano è reputato uno dei migliori d'Italia. Non a caso in quasi tutte le rilevazioni demoscopiche Rossi risulta il primo governatore italiano. E anche la sanità toscana si colloca al primo posto delle classifiche per efficienza e qualità.
E, dunque, fintantoche le analisi della supremazia democrat in regione verrà affidata a commentatori da strapazzo ed incapaci di leggere in profondità quel che si muove, e come, nella società toscana i candidati del PD potranno dormire sonni tranquilli. Stavolta non servirà neppure l'aiutino, tradizionale, dello zio Denis Verdini. In altre faccende affaccendato ed in via di rimozione da essere il dominus dell'opposizione (si fa per dire...) toscana.
Il 31 maggio, dunque, nessuna sorpresa. Solo l'attesa per sapere quale dei 6 candidati del PD avrà ricevuto più preferenze. O quanti cittadini avranno utilmente deciso di trascorrere un lungo week end al mare evitando di ammassare la propria scheda, e la propria testa, nell'urna per niente fatale.
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