martedì 23 giugno 2015

INGIUSTIZIA


Si è tenuta ieri mattina in Tribunale, indetta dall'Ordine degli Avvocati pratesi, l'annunciata assemblea pubblica per denunciare, per l'ennesima volta, lo stato comatoso della Giustizia a Prato. Mancano magistrati; mancano impiegati; mancano strumenti di lavoro.
Sono ormai diversi anni che la situazione dell'amministrazione giudiziaria a Prato è questa. L'hanno dichiarato gli stessi responsabili del Tribunale, gli avvocati, tutti i partiti politici pratesi.
Sono anche innumerevoli le promesse che Roma, qualsiasi Governo ci fosse, ha fatto a Prato.
Promesse rimaste sulla carta o dichiarazioni buone per apparire in una delle notizie minori dei quotidiani. Ieri tutti gli intervenuti non hanno fatto altro che ribadire lo stato, miserevole, delle cose al Tribunale di Prato. Ma più che i presenti alla riunione quelli che hanno fatto davvero scalpore sono stati gli invitati assenti. Mancava il Prefetto (o un suo delegato). Mancavano tutti e quattro i parlamentari cittadini (Giacomelli, Martini, Mazzoni e Nesi). Mancavano tutte le associazioni economiche e sociali della città. Il flop della partecipazione (al quale ha fatto da contraltare la mancata presentazione da parte degli organizzatori di un qualche documento finale..) può essere interpretato come mancanza di comprensione della gravità della crisi da parte della città. Quasi a ridurre la questione ad un dibattito a due tra avvocati e magistrati.
Purtroppo, tuttavia, non è affatto così. La lunghissima crisi del Tribunale pratese riverbera i suoi effetti su tutti i cittadini e perfino sulla stessa economia pratese.
Se al "normale" funzionamento della Giustizia italiana si sommano tutte le carenze denunciate a Prato l'effetto è quello di procedimenti e processi che si dilatano e diluiscono per anni ed anni.
Certamente per qualcuno è anche conveniente che le cose vadano ancora avanti così. Arrivano le prescrizioni dei reati o la loro sopravvenuta impercettibilità. 
Esemplare, in questo caso, la fine del processo relativo alle Cascine ed alla Fattoria medicea. I presunti responsabili se la sono cavata con un leggero buffetto.
Una moderna e democratica società non può sopravvivere a lungo senza amministrare correttamente la Giustizia.
A lungo andare, ed è il caso di Prato, invece di proporre il rispetto delle regole e delle leggi, viene avanti il suo esatto contrario: se non c'è Giustizia c'è Ingiustizia! 
   
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