giovedì 4 giugno 2015

L'OMBELICO


Fanno quasi tenerezza!! Verrebbe voglia di adottarli, di coccolarli, di conservarli nella bambagia. Ci riferiamo a quei commentatori politici, giovani ed anziani, che sul web e nelle piazze pratesi non riescono a farsi una ragione del perchè abbia vinto ancora una volta l'odiato e strapazzato governatore uscente. Enrico Rossi. A loro stavolta sembrava l'occasione buona per riempirlo di botte (nel chiuso dei seggi elettorali beninteso..). Erano convinti che i pratesi (ma anche i fiorentini..) non avrebbero perdonato al candidato del PD tutte le "nefandezze" che aveva combinato in città negli ultimi 5 anni. Dalla nuova pista di Peretola al nuovo ospedale. Passando per la sottovalutazione dell'immigrazione cinese, la mancanza di fondi alla città fino all'amicizia con la comunità rom regionale. In aggiunta alle disavventure giudiziarie. Prima fra tutte quella del clamoroso deficit della ASL di Massa. Cionostante Rossi ha rivinto. Rimanendo il governatore regionale "rosso" più votato d'Italia!
E tenendo a quasi 30 punti di distanza il secondo arrivato. E loro non se ne danno pace!
La ragione è assai semplice. Sono abituati a rimirarsi il loro ombelico o, al massimo, quello di due o tre loro amici che la pensano allo stesso modo. Scambiano i propri desideri ed i propri sentimenti e pensieri (si fa per dire...) per quelli di tutti i cittadini. Non conoscono nulla della politica e di come si conquista e si stabilizza il consenso. Credono fermissimamente che tutti gli elettori che a Prato hanno votato per Rossi siano dei minus habens. Hai voglia a dirgli che stavolta bastava guardare gli schieramenti elettorali per indovinare con pochissima approssimazione come sarebbe andata. Era in campo un solo progetto di governo della regione. E questo ha avuto la maggioranza. Banale no? La maggioranza degli elettori (anche se stavolta si è trattato di una minoranza degli aventi diritto..) hanno scelto il  vecchio perchè il nuovo non esisteva. In Toscana non è possibile proporre tre/quattro candidati alternativi al PD. Che c'entrano gli elettori? Che c'entra la tradizionale ritrosia dei toscani ai cambiamenti? In realtà quando agli elettori si sono presentate occasioni davvero valide di mandare all'opposizione il vecchio regime spesso questo è successo. Grosseto, Arezzo, Lucca, Prato ed in ultimo Livorno sono lì a dimostrare che anche l'elettorato toscano è pronto a premiare chi si propone come nuovo modo di governare le città. Che poi tutti questi successi dello schieramento alternativo alla sinistra si siano rivelati dei bluff non è certamente da imputare alla volontà dell'elettorato.
In realtà per vincere occorre saper costruire un programma di governo di città e regione. Invece l'opposizione, sia di centrodestra che grillina, non ha saputo far altro che gridare dei NO!
No a Peretola, NO al nuovo ospedale!
I risultati si sono visti. Non solo queste "battaglie" non sono riuscite a portare un voto a chi le ha sostenute. Ma, addirittura, hanno penalizzato anche quei singoli candidati che con più forza le avevano combattute. Non può essere davvero un caso la mancata rielezione di due su tre (Fabrizio Mattei non era ripresentato) consiglieri regionali uscenti (Vanessa Boretti e Rudi Russo) che avevano votato contro la nuova pista fiorentina. Così com'è clamorosa e significativa la mancata elezione dell'ex presidente della provincia di Firenze Andrea Barducci, pure lui contrario a Peretola. Succede, inoltre, che anche con i voti degli antiPeretola pratesi siano eletti, a Firenze, almeno due consiglieri (Stella e Donzelli) favorevoli alla nuova pista.
Succede. Quando si scambiano le urla di quattro gatti per un sentire comune dei cittadini. Succede. Quando lo sguardo è fisso sul proprio ombelico!     
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