lunedì 29 giugno 2015

SWAPPERIA


Per fortuna c'è un giudice a Londra. Sulla lunghissima vicenda dei "derivati" (swap) acquisiti dal Comune di Prato (ultima Giunta Mattei) il pronunciamento del Tribunale inglese favorevole (almeno per il momento...) all'amministrazione ed ai cittadini consente ai contribuenti un risparmio di qualche decina di milioni d'euro. Tuttavia la sconfitta della DEXIA, la società che preparò la procedura per conto del Comune e che poi concluse anche l'affare, non pare dovuta al merito della questione. Ovvero che si sia trattato di una speciale "sòla" al Comune. Dexia ha perduto la causa londinese perchè, pare, si è dimenticata di scrivere nel contrattone finale una postilla dovuta: che cioè il contraente (Comune di Prato) avrebbe potuto avere 7 (sette) giorni di tempo per eventualmente recedere dall'accordo. Una bazzecola, una quisquilia, una pinzellacchera che ha fatto girare la sorte del processo a favore di Prato. Perchè una cosa pare certissima. Anche se vi fosse stata questa banalissima clausola l'amministrazione d'allora si sarebbe ben guardata dal recedere. Convinta com'era della bontà economico-finanziaria dell'affare. Come altre centinaia d'amministrazioni pubbliche italiane peraltro. Che negli stessi tempi contrassero, più o meno, lo stesso tipo di operazione! 
Quella di Prato, tuttavia, si era segnalato per l'assoluta sprovvedutezza di chi, tecnici e politici, vi s'avventurò. Praticamente furono consegnate le chiavi di quel contratto ai consulenti che la stessa DEXIA aveva incaricato. Furono loro che segnalarono la bontà dei "derivati" di quell'istituto finanziario e convinsero l'amministrazione a rendere possibile la stipula dell'accordo.
Adesso la passata amministrazione di centrodestra si attribuisce il merito di aver cercato di porre fine a quell'oneroso contratto. Che ogni anno si dimostrava capace di "rapinare" risorse a Prato ed ai suoi cittadini. 
Ed è un merito che le va sicuramente riconosciuto. Fu giusta la decisione di provare a far cessare gli effetti perversi (sui bilanci comunali) di quel contratto. Fu corretta la decisione di andare a processo. Probabilmente sarebbe successo lo stesso se l'amministrazione fosse stata di colore diverso. Com'è avvenuto, di fatto, in altre città italiane. Tuttavia deve essere ringraziata, nel caso pratese, la Giunta Cenni. La cui audace intuizione s'è dimostrata, seppure sorretta dalla buona sorte, decisiva per sbaraccare dal bilancio un peso che si sarebbe fatto, col passare degli anni, sempre più oneroso per i cittadini contribuenti.  
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