giovedì 5 febbraio 2015

LA MOLE ANTONELLIANA



Macchè! Cosa avete capito? Non stiamo affatto parlando dell'ex grande sinagoga torinese che oggi ospita (tra le altre cose...) un eccellente Museo del Cinema. Ci riferiamo invece alla mole (politica, fisica, di lavoro ecc. ecc.) di Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Telecomunicazioni nel governo Renzi. Che tra una mostra filatelica ed un flop sul canone RAI (era sua la proposta di riscuoterlo sulla bolletta elettrica...) trova il tempo per dedicarsi alla sua città. In vista delle prossime elezioni regionali in effetti è attribuito all'Antonellone nostro (che sia vero o no poco importa...) il lavorio sotterraneo per individuare la squadra dei candidati pratesi. E, quel che più conta, l'inserimento, molti anni dopo l'assessorato alla sanità toccato a Claudio Martini, di un nostro conterraneo nella nuova Giunta del riconfermato (qualcuno ha dei dubbi....?) governatore Enrico Rossi.
Ma andiamo con ordine.  
Stando alle nostre informazioni la scelta dei candidati (e quella dell'unico consigliere PD che sarà eletto, a scanso di miracoli ora non prevedibili, nella nostra Provincia...) pare essere alle battute finali. Entro la fine di febbraio la squadra deve essere completata ed ufficializzata. 
Lo scorso 19 dicembre (http://liberamenteprato.blogspot.it/2014/12/elezioni-regionali-prime-indiscrezioni.html) formulavamo delle prime ipotesi di candidature. 
Nel frattempo sono saltate le possibili primarie per la candidatura a governatore. Il civatiano Luciano Modica non ha raccolto le firme necessarie per presentarsi. Dunque niente primarie per il presidente della Giunta. E niente primarie per la scelta dei candidati. La nuova legge elettorale regionale, prevedendo le preferenze (una,o due, alternate per genere..), ha riconsegnato alle segreterie di partito l'indicazione delle donne e degli uomini da mettere in lista. Il listino pratese potrà essere composto da un massimo di sei candidati (3 maschi e 3 femmine).   
L'accordo che pare essere stato raggiunto sotto la regia di Giacomelli prevede che gli uomini siano: 

1) Gabriele Bosi, segretario provinciale, cuperliano;
2) Nicola Ciolini, renziano di Montemurlo, già assessore e vicesindaco;
3) Rudi Russo, consigliere regionale uscente (eletto nel 2010 con l'IDV);

L'unica donna al momento sicura di essere in lista appare la vaianese Francesca Vivarelli, della componente civatiana. Mancano al completamento dell'elenco ancora due donne. E' assai difficile che tra queste possa rientrare l'ex segretaria Ilaria Bugetti. Non solo perchè la Val di Bisenzio sarebbe già rappresentata dalla Vivarelli ma anche perchè costituirebbe un pericolo, in quanto a preferenze, per il candidato destinato a diventare l'unico rappresentante pratese a Firenze per i prossimi 5 anni: Gabriele Bosi. Che appare fortissimo anche perchè sembra sia riuscito a concordare con Enrico Rossi la promozione in Giunta regionale di un pratese. Sarebbe Stefano Ciuoffo, ex assessore all'urbanistica della Giunta Romagnoli, ad entrare nel nuovo governo regionale. Venti anni dopo la nomina ad assessore regionale alla sanità di Claudio Martini!
Toccherebbe invece al renziano Simone Barni, adesso responsabile dell'organizzazione del PD, sostituire Gabriele Bosi come segretario provinciale. Se le cose andassero in questo modo sarebbe la logica conseguenza del "Patto di Via Carraia". Ovvero l'accordo che fu sottoscritto da tutte le componenti del PD pratese al momento della scelta di Matteo Biffoni quale nuovo sindaco di Prato. Ma al pacchetto dei candidati mancano ancora due nominativi di donne. L'onore di correre per le regionali, senza impensierire Bosi, sarà riservato a Silvia Bocci, a Veronica Scopelliti, a Luisa Peris o magari alla ripescata Cristina Pacini.   
  

martedì 3 febbraio 2015

PRETORIO SUI TUBI


E' giunta al termine, domenica scorsa, la grande Mostra "Capolavori che si incontrano". Nella magnificente location del piano terreno del rinnovato Museo Civico di Palazzo Pretorio (auguri alla nuova curatrice Rita Iacopino...). 
Prima del gran finale il Palazzo (e la Mostra..) è andato in onda nella trasmissione del sabato di Fazio Fabio "Che fuori che tempo che fa". Come occasione per mostrare ed udire (con audio precarissimo, per la verità...) il complessino emergente "Marta sui Tubi" (nome assai più apprezzabile della musica suonata...). Certo che l'evento è parso quasi una beffa! Si è pubblicizzata (?) una mostra che terminava il giorno dopo. Vanificando di fatto il traino che quella puntata (pubblico stimato in 4-5 milioni di spettatori..) avrebbe potuto avere solo se fosse stata programmata 15-30 giorni prima. Misteri della RAITV! 
Com'è andata? Qui la cosa si fa difficile. Secondo il direttore di TVPrato, Gianni Rossi (che ha dedicato un puntuto editoriale alla fine della mostra..) ci sarebbero stati nei 75 giorni di apertura circa 25.000 ingressi. Ovvero circa 350 persone al giorno avrebbero varcato la soglia del Palazzo Medievale. Pochi? Molti? Dipende.
Dalle aspettative. Dalla quantità di risorse utilizzate per la pubblicizzazione. Dalla qualità delle opere esposte. Dalla tradizione acquisita dal Museo. Da quanti visitatori avrebbero lo stesso varcato il portone di Palazzo Pretorio.......ecc. ecc.. Tutto considerato la cifra raggiunta ci pare notevole. E tale da fare della Mostra pratese un buon successo. Non solo di critica ma anche di pubblico. Il Museo ha solo un anno di vita ma già si è conquistato una buona posizione tra quelli migliori d'Italia.
Un risultato nient'affatto scontato. Le città italiane sono piene di buone istituzioni museali.
Diverso, naturalmente, è confrontare il risultato ottenuto con quello previsto dal "mecenate" vicentino Gianni Zonin. Il presidente della Banca Popolare, lo ricorderete sicuramente, aveva vaticinato come possibili e probabili oltre 200.000 ingressi per la Mostra che raccoglieva parte delle opere di proprietà della banca veneta. Dunque, secondo questo parametro, "Capolavori che si incontrano" dovrebbe essere definito un vero e proprio fallimento. Solo un ottavo dei visitatori attesi si è presentato in Piazza del Comune.    
Ma, ai più, la cifra sparata da Zonin è apparsa subito una inaudita boutade. 
Che consentirà al presidente della banca vicentina di concludere, con il rientro delle opere già della Galleria Alberti nella città palladiana, con un commento non esaltante sull'esito della trasferta in terra toscana. Il risultato non lusinghiero sarebbe la dimostrazione che non esiste a Prato un "mercato" dell'arte capace di competere con quello, assai più ricco, di Vicenza (città UNESCO) e di Palazzo Thiene.
Zonin, praticamente, s'è voluto costruire un robusto alibi per zittire tutti quelli che, da noi, si strappano ancora le vesti per il "furto" delle opere già appartenute alla Fondazione Cariprato.
Siccome i pratesi non apprezzano i loro tesori artistici e non capiscono un "tubo" d'arte è giocoforza privarli di ciò che non si meritano. E dunque proprio mentre il presidente degli industriali Andrea Cavicchi lamenta l'irrilevanza dei pratesi nel board cittadino di BPV, Zonin certifica (con qualche trucchetto...) l'irrilevanza di Prato sul mercato artistico-turistico nazionale. Non resta che darsi da fare per smentirlo!