giovedì 2 aprile 2015

INTERPORTO, IMMOBILIARE SPA: STOP??



Avevamo già dato notizia (http://liberamenteprato.blogspot.it/2015/02/interporto-come-allagare-gli-etruschi.html) del progetto della società Interporto di Prato volto ad ampliare la propria attività su terreni posti in Comune di Campi Bisenzio. Si tratta della cementificazione di altri 11 ettari di campi agricoli trasformati in capannoni ed altri 14 posti a servizio delle nuove edificazioni.
E mentre il dibattito in città diventa febbrile sulla questione della nuova pista di Peretola su questo argomento si è focalizzato solo l'interesse del gruppo del M5S in Consiglio Comunale di Prato e di qualche Comitato o singolo cittadino. In questo caso destra e sinistra (come sempre avvenuto..) si trovano riuniti in una perfetta e perpetua alleanza. Che Interporto abbia ormai abbondantemente fallito il proprio obbiettivo (trasferire su ferro, dalla gomma, quote sempre più crescenti di merci) pare non interessi alle maggiori forze politiche non a caso sedute insieme nel CdA della società di Gonfienti. Neanche l'aumento d'inquinamento che porterà nell'area l'ampliamento verso Campi pare interessare nessuno. Nemmeno lo Studio d'Impatto Ambientale presentato da Interporto per ottenere la VIA ministeriale al progetto riferisce su questo specifico aspetto.
E' stata grande la meraviglia, allora, quando abbiamo letto questa nuova osservazione (datata 25 febbraio 2015) giunta sul tavolo del Ministero dell'Ambiente a Roma.  

"L'attività della società Interporto si svolge quasi esclusivamente, e per la quasi totalità mediante trasporto su gomma, con considerevole e consistente incremento dei volumi di traffico di mezzi pesanti lungo le direttrici viarie - Strada provinciale Perfetti-Ricasoli - che collegano l'area pratese e fiorentina all'Interporto con viabilità che presenta alcuni vistosi punti critici, in particolare di immediata rilevanza per il collegamento verso i Comuni di Prato e di Campi Bisenzio."
"La Valutazione d'Impatto Ambientale presentata non tratta in modo analitico e non esamina in modo approfondito ed esauriente le stringenti e importanti problematiche relative e connesse all'aumento dei volumi di traffico facilmente intuibili prodotti dall'ampliamento dell'impianto dell'Interporto, individuandone e misurandone i maggiori carichi di traffico e le eventuali relative proposte di soluzioni in termini di infrastrutture idonee allo scopo."
"Per le ragioni avanti esposte ed argomentate in premessa relativamente, e in particolare, all'assenza di ogni e qualsiasi titolo che dia diritto all'utilizzo a qualsiasi scopo delle aree dall'ampliamento ipotizzato dalla società Interporto della Toscana Centrale di Prato, per la stante ed evidente carenza di seri studi relativi all'aumento dei volumi di traffico connessi all'operazione di ampliamento e di come porvi rimedio provveda e si determini a respingere l'istanza in oggetto presentata per la Valutazione di Impatto Ambientale".

Firmano questa osservazione i signori Baldassini Lorenzo, Coppini Gianni, Pecci Alberto, Sivieri Carlo, Romagnoli Maurizio. Come dire il Gotha dell'industria tessile pratese passata, presente e futura. Che certamente non potranno essere accusati di essere dei paladini dell'ambientalismo tout court o dei patiti della "decrescita felice".
Singolare è anche la motivazione posta da Interporto per il progetto di ampliamento: recuperare, attraverso la vendita dei nuovi capannoni, parte o tutti, i 29 milioni di debito cumulati con il sistema bancario.  
Non c'è che da sperare che il Ministero dell'Ambiente neghi il VIA a questo progetto e che il Comune ponga in liquidazione la società.




lunedì 30 marzo 2015

AEREI E CORVI


Forse non lo ricordate. Ma sarà utile rammentarlo. Solo l'anno scorso, tra aprile e settembre, coloro (Comitati, Partiti, associazioni, singoli cittadini) che erano (e sono) contrari alla nuova pista di Peretola inondarono i media ed il web con immagini che mostravano grandi aerei sorvolare a bassa quota il Duomo di Prato. Sostenendo che con la nuova pista sarebbero arrivati a Peretola i 747 e simili  (i jumbo per intenderci). Che la vita di intere comunità sarebbe rimasta sconvolta dall'insostenibile rumore dei jet che in decollo e atterraggio sarebbero volati proprio sul centro storico pratese. In alcuni casi non si esitò a fare sciacallaggio preventivo immaginando incidenti disastrosi che gli aerei avrebbero potuto causare. Ci fu anche un periodo, in piena estate, di "avvistamenti" di velivoli che risalivano a bassa quota il Bisenzio. Si sosteneva che erano le "prove" che si stavano effettuando per testare arrivi e partenze da Peretola con la nuova pista 12/30.
Poi, dopo un periodo di silenzio, arrivarono i ricorsi al TAR. In quello presentato dai Comitati e sottoscritto da alcuni consiglieri comunali pratesi il pericolo del "grande" rumore sulla città scomparve quasi del tutto. Ed il ricorso impostato dall'avvocato Giovannelli ebbe come principale target il destino futuro della Piana e del suo Parco. Gli effetti dannosi per Prato furono sostituiti dalla constatazione che i maggiori problemi alla popolazione li avrebbe subiti...Firenze.
Ed eccoci ai nostri giorni. ADF (società che gestisce lo scalo fiorentino) ha presentato, per conto di ENAC (l'ente statale proprietario delle infrastrutture di Peretola) lo Studio d'Impatto Ambientale (SIA) commissionato ad una primaria società privata esperta di tali ricognizioni (Ambiente s.c.).
Sono 2400 pagine, tavole e grafici,  fitte di considerazioni ed osservazioni che confermano, ancora una volta, come l'impatto territoriale della nuova pista 12/30 sia del tutto compatibile e sostenibile.
In particolare dal SIA emerge che:

1) La pista sarà di 2400 metri. Che rispetto a quella di 2000 inserita nel PIT regionale assicura non solo margini di sicurezza maggiori ma anche un minore impatto del rumore e delle emissioni in atmosfera;

2) Gli aerei che saranno abilitati a volare su Peretola sono del tipo Boeing 737 o Airbus A320. Ovvero gli stessi velivoli che operano attualmente. In grado di raggiungere destinazioni di medio raggio con 150/180 passeggeri a bordo. Niente Jumbo e nessuna rotta intercontinentale;

3) Vengono confermate anche le aerovie già note: sia al decollo che all'atterraggio gli aerei non avranno modo di sorvolare nè la periferia pratese e tantomeno il Centro Storico. Una volta arrivati su Capalle gli aeri sorvoleranno il Macrolotto 2 e spariranno alla vista. Impatto acustico previsto sulla zona Sud di Prato: 50 decibel, ovvero il normale rumore che esiste in un ambiente domestico;

4) Nel 2018, anno in cui la pista 12/30 dovrebbe essere terminata, la popolazione sottoposta a rumori fastidiosi diminuirà di circa il 94% rispetto ad oggi;  

5) Per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico derivante dalla nuova pista le valutazioni effettuate evidenziano come le emissioni aeroportuali incidano sul totale delle emissioni provinciali per meno dell’1% in termini di ossidi di azoto, meno dello 0,05% in termini di PM10 e meno dell’1% in termini di CO2. Anche per questa componente ambientale la disponibilità della pista di maggiore lunghezza (2.400 metri) contribuisce all’abbattimento delle emissioni, grazie a una più efficiente gestione di tutte le fasi del volo (un miglioramento della qualità dell’aria stimato tra il 10 e il 20% rispetto alla pista di soli 2.000 metri);

6) Anche rispetto all'impatto che la nuova pista avrà sul Polo Universitario di Sesto Fiorentino gli studi hanno dato esito rassicurante. Anzi i temuti effetti delle vibrazioni dovute al traffico aereo diminuiranno di 10 volte rispetto ad oggi;

7) Il 10% del budget totale destinato a Peretola sarà utilizzato, infine, per le opere di mitigazioni e compensazione per ottenere il migliore inserimento della nuova pista nel sistema territoriale della Piana. 

Dunque i corvi che immaginavano chissà quali impatti su Prato dovrebbero essere serviti. Adesso non resterà che andare ad ascoltare, al consiglio comunale di giovedì prossimo, le valutazioni, che immaginiamo largamente positive, del sindaco Matteo Biffoni.