sabato 11 aprile 2015

CAMPI NOMADI, ANIMALI, LUCCHETTI


Secondo una recente ricerca nazionale di Legambiente pare che Prato sia una delle città italiane più animal friendly. Tuttavia, complice l'incipiente campagna elettorale per le regionali, sembra che si stia anche imponendo come città dai sentimenti "animali". Ci riferiamo all'indegna gazzarra che taluni soggetti politici stanno scatenando contro alcune misure che Comune e Regione hanno preso e prenderanno nei confronti degli abitanti dei campi nomadi, abusivi o legali che siano.
L'ultima "bravata" è stata l'apposizione di un lucchetto al cancello della casa colonica individuata per essere trasformata, con fondi ad hoc destinati dalla Regione, in residenza per emergenze abitative(rom, sinti e camminanti compresi...).
Quel cancello chiuso vorrebbe esprimere, secondo la mente ottenebrata dei politici che hanno compiuto quel gesto, l'idea di chiusura della città ad ogni integrazione possibile tra gli abitanti "autoctoni" (?) ed i cosiddetti nomadi. Che dovrebbero rimanere a vivere nei loro "campi" per sempre. O almeno fino all'arrivo di qualche ruspa "padana".
Da anni il Parlamento europeo sollecita “ gli Stati membri a risolvere il problema dei campi, dove manca ogni norma igienica e di sicurezza e nei quali un gran numero di bambini rom muoiono in incidenti domestici, in particolare incendi, causati dalla mancanza di norme di sicurezza adeguate”. Il Parlamento europeo ha spesso sollecitato anche la Commissione ad adottare iniziative volte all’inclusione, alla protezione sociale delle comunità rom, considerate come gruppi vulnerabili anche a causa del loro spostamento da uno stato ad un altro, e dunque della loro presenza in uno stato diverso da quello di origine, pure quando il loro insediamento si può considerare ormai stabile. L’Unione Europea ha stanziato oltre dieci miliardi di euro per fronteggiare il problema della discriminazione e dell’esclusione dei rom. Sono però gli stati che avrebbero dovuto adottare misure che, avvalendosi delle risorse stanziate dall’Unione Europea, affrontassero le questioni dell’accesso al lavoro, del diritto all’alloggio, del diritto/dovere di istruzione del minore, della copertura sanitaria e della tutela nel caso di infortuni, materie nelle quali l’Unione Europea non ha competenze dirette. Mentre in altri paesi europei, tra mille contraddizioni, si sta cercando di fare uscire la “questione rom” dalla logica dell’emergenza e della repressione penale, in Italia si procede ancora sulla base delle ordinanze di emergenza e degli sgomberi forzati, una emergenza infinita che viene continuamente prorogata e che si estende sempre di più nelle diverse regioni italiane.
Stando così le cose non ci possiamo poi meravigliare più di tanto quando, come a Roma pare emergere, sulla gestione dei campi nomadi si estende la mano di chi sui fondi nazionali ed europei lucra abbondantemente.
Ci aspetteremmo meno timore e timidezza da parte della Giunta comunale. Magari anche chiarendo che qualsiasi misura presa tesa ad attenuare la ghettizzazione razzista di rom  e sinti è una risposta civile e legale a quanto richiesto dall'Unione Europea.

martedì 7 aprile 2015

NUOVA PISTA DI PERETOLA: PRO-MEMORIA



Stasera martedì 7 aprile, alle 21,00, presso l'Hotel Datini di Viale Marconi, l'associazione "Liberi Sognatori" ha convocato un'assemblea cittadina sul caso dell'aeroporto di Peretola. 

Chi vuole (cittadino, forza politica, comitato, forza sociale ecc.) potrà esprimere la propria opinione, i propri dubbi ovvero le proprie certezze intervenendo per 5 minuti.
Noi riteniamo di fare cosa utile offrendo una specie di piccolo pro-memoria di alcune cose che è opportuno conoscere.
Già in precedenza questo blog (http://liberamenteprato.blogspot.it/2015/03/aerei-e-corvi.html) ha dato notizia del deposito presso il Ministero dell'Ambiente dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) predisposto da ENAC (l'ente statale proprietario di Peretola) dal quale è facile rilevare come l'impatto su Prato della nuova pista sia pari a ZERO!!
Oggi vediamo più da vicino perchè lo Studio ambientale ipotizza pochissime ricadute sul nostro territorio.
Come avevamo sempre sostenuto il 90% dell'area pratese non è minimamente interessato al passaggio degli aerei in partenza o in arrivo al Vespucci.
Come risulta dalle mappe di decolli e atterraggi le uniche porzioni di Prato che vedranno il passaggio degli aerei sono alcune zone poste a Sud. Dalla zona di Cafaggio a quella di Castelnuovo, per intenderci. Tuttavia abbiamo ben detto "vedranno". Infatti anche in queste zone non ci sarà alcun inquinamento acustico dovuto al sorvolo dei velivoli.
Ce lo dicono le tavole del SIA che prendono in considerazione i decolli (verso Nord e verso Sud) e gli atterraggi.
In quelle tavole si ipotizza che il decollo dalla nuova pista avvenga dopo circa 1.700 metri dall'inizio della pista. Gli aerei, dunque, percorreranno altri 700 metri della nuova pista. Sorvoleranno Villa Montalvo dopo 3.300 metri ad un'altezza di ca. 380 metri. A 4.500 metri di distanza saranno sopra Capalle e si troveranno ad un'altezza di ca. 440 metri. I primi insediamenti abitativi pratesi verranno sorvolati dopo ca. 7.300 (Campostino) e gli aerei saranno a ca. 730 metri di quota.
A Baciacavallo, dopo 9.300 metri in linea d'aria, i metri di quota saranno 930.
Infine la zona vicina a San Giusto sarà sorvolata, dopo 10.800 metri, a ca. 960 metri.
Anche per la manovra d'atterraggio sono grosso modo le stesse le quote alle quali gli aerei sorvoleranno una piccola porzione dell'abitato pratese.
E non causeranno alcun fastidio percepibile da parte degli abitanti. In effetti l'isofona dei 60 decibel si colloca poco prima (in decollo) e poco dopo (in atterraggio) dell'abitato di Capalle-Tre Ville.
Sotto i 60 decibel l'impatto acustico non esiste poichè sarà, non solo nei limiti di legge, ma confuso con la normale rumorosità delle varie zone.
Anche per quanto riguarda l'impatto della nuova pista di 2400 metri sulla Piana esso è da giudicare assai modesto. Sia in termini di nuovo inquinamento che in termini di ambiente. La più rilevante delle opere necessarie alla pista 12/30 sarà, infatti, la deviazione del corso del Fosso Reale. Ma il Fosso Reale non è un fiume od un torrente naturale. Trattasi di opera dell'uomo. Un canale artificiale scavato per drenare le acque della Piana. Ha poca importanza dove scorre. Basta che continui ad assolvere alla funzione per la quale fu pensato e realizzato. E questo continuerà a farlo anche con i cambiamenti che saranno necessari per l'allestimento della nuova pista del Vespucci.