venerdì 19 giugno 2015

FORTETO (E DINTORNI)


Il Tribunale di Firenze ha emesso, l'altro giorno, una prima condanna nei confronti di alcuni responsabili della Cooperativa Il Forteto. La pena più alta, 17 anni, è toccata al capo carismatico Rodolfo Fiesoli. Serve, tuttavia, un'avvertenza. Si tratta di una condanna di primo grado. Tutti i condannati resteranno, pertanto, a piede libero. In attesa (chi lo sa quanto lunga...) del processo d'appello. E poi del ricorso in Cassazione. Cosicchè ognuno dei condannati è da considerare ancora innocente. Ma quello che fa più impressione sull'esito di questo primo processo, al di là dei tempi lunghissimi ai quali gli italiani sono ormai abituati, è la completa assenza dal processo e nel processo di tutte quelle istituzioni pubbliche e di tutti quei personaggi politici che hanno favorito ed utilizzato la cooperativa per quasi 30 anni.
Assente il Tribunale dei Minori di Firenze. Che al Forteto affidava minori in quantità industriale (era come far custodire al Conte Dracula la riserva di sangue dell'Avis..). Assente la Regione Toscana. I cui uffici avrebbero dovuto svolgere attività di controllo sugli affidamenti e sulla messe di finanziamenti che piovevano generosi sulla cooperativa. Controlli che, magari, sarebbero spettati pure alla Lega delle Cooperative che aveva tra i propri soci quella particolare cooperativa. Lontani dal processo pure i tanti politici, locali, provinciali, regionali e nazionali che non si facevano mai mancare, specialmente durante le campagne elettorali, una visita , con tanto di foto ed interviste, al Forteto. Risulta che nessuno di loro abbia rilasciato dichiarazioni di qualche genere. Al massimo hanno fatto finta di non esserci mai stati o di esserci stati loro malgrado.
Certo che le responsabilità penali sono personali. Tuttavia c'è da star certi che se il Forteto non avesse contato, per anni, su coperture, amicizie politiche e raccomandazioni istituzionali, tutto il fango che si è sedimentato nella vita della cooperativa non si sarebbe potuto formare, ampliare, diventare una sorta di legge non scritta. E, comunque, qualsiasi malefatta sarebbe stata scoperta e sanzionata molto ma molto prima.   

  

martedì 16 giugno 2015

LE CASCINE DI ....STELLA


Per fortuna che Stella c'è! Domenica sulle pagine nazionali del Corriere della Sera l'ottimo Gian Antonio Stella ribadisce il suo pensiero sulla storia sfortunata ed inconclusa della Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola. "A vederla oggi quella fattoria modello ridotta a un rudere infestato da grovigli di sterpi torna in mente quanto scrisse due secoli e mezzo fa Donatien-Alphonse-Francois de Sade. Sconvolto dalla mancanza di cure dedicate dai toscani al patrimonio ereditato dagli avi: 'Che cosa direbbero Dante, Petrarca, Machiavelli, Michelangelo e tanti altri, se tornassero in quest'antica patria delle arti e vedessero lo stato di abiezione e di annichilimento in cui sono ora ridotte'...."
Stella prende spunto per queste sue nuove riflessioni dal libro scritto dal biologo Marco Masseti "La fattoria di Lorenzo il Magnifico".
Stella non riesce a capacitarsi (e noi con lui) del perchè un sito "..ideale per offrire ai turisti di tutto il pianeta, da sempre innamorati di Firenze e dei Medici, la ricostruzione fedele d'una fattoria come veniva immaginata nelle fantasie rinascimentali..." si trovi in quello stato. 
A meno che non sia proprio questa "fiorentinità" della Fattoria di Tavola a rendere quasi del tutto indifferenti i pratesi (cittadini ed istituzioni) all'indegna sorte dell'edificio.
Può essere che il campanile vinca sulla bellezza? 
Gian Antonio Stella, naturalmente, non può neanche stavolta, fare a meno di denunciare il comportamento di almeno due istituzioni pubbliche. La Soprintendenza e la Magistratura. La prima colpevole, secondo il giornalista, d'aver giudicato positivamente il progetto privato che puntava a fare della Fattoria una sorta di residence lussuoso. Ed in secondo luogo di non avere imposto alla proprietà, una volta che la "ristrutturazione" fu bloccata, di ripristinare a dovere almeno le coperture ormai divelte degli edifici. Rendendo possibile l'attuale diroccamento e degrado della Fattoria.
Alla seconda di avere trattato con guanti bianchi i responsabili pubblici e privati del disfacimento del manufatto quattrocentesco.
Ad oggi, infine, niente si muove. Le promesse della Regione e dei Comuni interessati, passate le elezioni, sono ancora al palo. E l'edificio pare destinato, dunque, ad assommare nuove umiliazioni e nuovo decadimento. Ne parla solo Stella. God Save Stella!!