venerdì 30 dicembre 2016

2017

Buon 2017 a tutti. Che il prossimo anno sia di vostro e nostro gradimento. Già. Ma come sarà l'anno prossimo? Terminato il non felicissimo (e bisestile 2016) con molti lutti in tutti i campi (arte, cultura, politica ecc.) quello che si avvia adesso non potrà essere peggiore. Almeno per la nostra città. Che, per la verità, ha terminato il 2016 con almeno due riscontri positivi: la riapertura (con grande mostra) del Centro Pecci e la riapertura (si spera definitiva) del Caffè delle Logge e due negativi: le non benevoli classifiche-statistica del Sole24ore e di Italia Oggi. 
Non vogliamo chiedere tanto all'anno nuovo. Sappiamo bene che rimarremmo delusi. Ma siccome qualcosa va chiesto ecco cosa chiederemmo.
Che nel 2017 siano conclusi i lavori delle Piazze Cardinal Niccolò e Ciardi. Che siano iniziati i lavori per rendere zona pedonale tutta Piazza San Francesco. Che, per l'appunto,  è l'ultima piazza centrale ad essere ancora , inutilmente, assediata dalle auto.
Che venga salvata, in qualche modo, la fattoria medicea delle Cascine di Tavola. E che i programmi di riallagamento dei canali, con acqua di falda, vengano trasformati da sogno in realtà. 
Che il sito etrusco di Gonfienti conquisti, finalmente, la considerazione che merita e che dunque si sviluppino i progetti per la sua salvaguardia e valorizzazione.
Che il Museo Civico di Palazzo Pretorio trovi un suo programma di eventi a medio termine.
Che il Centro Pecci abbia già calendarizzato la nuova mostra al termine della "Fine del Mondo".
Che il Comune s'inventi un progetto per riaprire le decine di botteghe chiuse del Centro Storico.
Che venga proseguita l'opera di rianimare il Centro cittadino riportandoci funzioni e servizi adesso fuori dalle Mura.
Che vengano riasfaltate le strade attualmente sconnesse e piene di buche.
Che il Macrolotto Zero si avvi a diventare una risorsa invece di un problema.
Che il Comune non aumenti la tassazione di sua competenza.

martedì 27 dicembre 2016

MEZZO TERMINE


Negli Stati Uniti hanno un metodo infallibile per capire se un Presidente arrivato a metà mandato ha svolto bene o male il suo compito. Non si tratta nè di un sondaggio nè di sensazioni. Sono elezioni vere e proprie chiamate appunto di mid term perchè si tengono quando sono trascorsi due anni dall'elezione presidenziale. Cosicchè, anche se non si vota direttamente per il presidente in carica, si fanno i conti su quello che avrà guadagnato o perduto il suo partito. 
In Italia, pur con molte elezioni sempre in corso, non v'è una pratica così precisa. Così, al massimo, ci si riferisce ai sondaggi sul gradimento popolare assegnato ad un presidente del consiglio ovvero ad un sindaco o presidente di Regione. Oppure, spesso, sono gli stessi interessati a stilare personalmente il bilancio della loro attività di metà mandato.
E' questo quello che ha fatto il nostro sindaco Matteo Biffoni. Dopo due anni e mezzo di governo ha redatto il suo personale bilancio. 
Con l'aiuto del Power Point e di 49 diapositive il sindaco ha indicato il lavoro svolto. Ed ha anche annunciato gli obbiettivi che si propone di raggiungere nei prossimi due anni e mezzo di sindacatura.
Riguardo ai 30 mesi di governo ormai alle spalle il bilancio appare assai magro. Anche guardando le diap si capisce bene che, al massimo, c'è stata una tranquilla e ordinaria attività di governo. Ma nessuno dei progetti che erano alla base della piattaforma elettorale del sindaco è stato raggiunto. Men che meno quello ambizioso di fare di Prato una grande città europea! 
Più interessanti, dunque, appaiono le dichiarazioni di Biffoni sull'attività che si propone di mettere in campo da qui al 2019.  
E che, se non abbiamo capito male, si basa su tre capisaldi importanti:

1) Il Parco Centrale al posto del vecchio Misericordia e Dolce;
2) Il sottopasso del Soccorso;
3) I progetti urbanistici in Macrolotto ZERO destinati, nelle intenzioni, a favorire l'integrazione della vasta comunità cinese.
Con l'aggiunta del progetto Riversibility ovvero la qualificazione del tratto cittadino del Bisenzio come luogo di ricreazione e svago.
Il problema, anzi la domanda, è uno solo: quante possibilità hanno questi temi di essere portati a termine entro la metà del 2019? Ragionevolmente poche. Per il Parco al posto dei vecchi edifici ospedalieri occorre prima di tutto procedere alla loro demolizione. Operazione delicata ed ancora non del tutto progettata. Dopodichè occorrerà trasformare l'idea di Parco vincitrice del concorso internazionale in progetto vero e proprio. Tempi piuttosto lunghi, dunque che, difficilmente vedranno la loro conclusione entro il termine del mandato di Biffoni. Stessa cosa per il sottopasso del Soccorso. La progettazione affidata ad Anas non garantisce per niente che le ruspe entreranno in azione in tempo utile per finire i lavori nel 2019. 
Più facile, quindi, che l'unico obbiettivo raggiungibile sia quello delle trasformazioni urbanistiche in Macrolotto 0!
Se queste previsioni dovessero essere confermate il bilancio finale della prima amministrazione Biffoni non sarebbe affatto lusinghiero. Poche realizzazioni, qualche progetto da concretizzare, più la ordinaria amministrazione non riuscirebbero ad allontanare la sensazione di un sostanziale immobilismo della Giunta. E men che meno avrebbero avvicinato Prato ad una dimensione di città europea così come era stato vaticinato in campagna elettorale. Nel frattempo le classifiche di Italia Oggi e del Sole24ore hanno relegato Prato ad uno degli ultimi posti in Regione. Sentiamo, allora di dare un consiglio al sindaco: lasci stare l'Europa ma cerchi di ancorare Prato almeno alla Toscana!!

sabato 24 dicembre 2016

FACCE DA BAR


C'è il pensionato che tutte le mattine, alla medesima ora, si presenta ed ordina una brioche ed un latte macchiato. Poi va al tavolino, tira fuori da una tasca un tovagliolo di carta tutto stazzonato, lo stira ben bene e l'appoggia sul tavolo. Ci mette sopra latte e brioche e comincia a mangiare. In due minuti e quaranta secondi, cronometrati, tutto si compie. Allora si pulisce la bocca con una salvietta, sposta il bicchiere e ripone il tovagliolo, dopo averlo ripiegato a modino, in una tasca. S'alza, ramazza le briciole rimaste, paga e se ne va!  
Poi c'è la signora che chiede notizia dei panini farciti. Si fa fare tutto l'elenco dalla gentile barista e poi prende un cornetto.
Entra, d'appresso, il "chiacchierone". Tutte le mattine ha un argomento nuovo di conversazione. Dal tempo, ai funghi, alla caccia, allo sport, dal freddo boia che fa, fino a quello che la moglie gli preparerà per pranzo, a dove è stato ieri. Attacca discorso con uno e lo finisce con un altro, sempre in attesa di qualche nuovo cliente-conoscente da abbordare.
Entrano poi due spazzini con la loro divisa catarifrangente. Hanno lasciato il loro mezzo acceso in strada. E sembrano andare di fretta. Un ordina due cappuccini e l'altro prende due polacchine. Finita la colazione uno dei due, invariabilmente, deve fare la sua capatina al WC (sarà per il freddo della strada....).
Arriva, allegro e ridanciano, il gruppo di cacciatori. Scendono tutti dai loro fuoristrada infangati. Vestiti in mimetica come marines in assetto di guerra si scambiano informazioni su dove andare a sparacchiare e a cosa. 
Elegante nelle sue varie mises e con i capelli sempre a posto una milf si mette in un angolo a mangiare un bombolone ripieno di crema con cappuccino.  Finito tutto raschia con cura tutta la schiuma della tazzina.....
Nel frattempo sono arrivati i quotidiani. L'omino parvicrinito che se ne stava buono buono ad un tavolino scatta e se li prende tutti, uno sull'altro.
Fuori, sulla porta del bar, il giovanottone di colore non smette di augurare buongiorno a tutti i clienti.   

sabato 17 dicembre 2016

MOSCHEA


Una Chiesa, una Sinagoga, una Moschea. Sono luoghi di spiritualità. Di religiosità. Di comunione. Di concentrazione. Di raccoglimento. O, se volete, di credulità popolare. Ma non possono far male a nessuno. Nè ad un cristiano, ad un ebreo o ad un musulmano.  Per chi crede naturalmente! Ma non fanno alcun male nè agli atei nè agli agnostici.
C'è a Prato una numerosa comunità musulmana (circa 10/15.000 cittadini) che attende da anni la propria moschea. Il luogo di incontro e preghiera nel vicolo dei Gherardacci difficilmente può essere denominato moschea.
Dunque se i cittadini di fede musulmana desiderano adibire a moschea un edificio più consono è perfettamente nel loro diritto. Non si capisce perchè mai altri cittadini, ancorchè italiani e cristiani, dovrebbero essere contrari. Per di più in città la comunità musulmana risulta una delle più inserite nella vita cittadina. La maggior parte di loro lavora nelle ancora tante fabbriche pratesi. Magari in posti che non risultano essere preferiti dagli autoctoni (come le tintorie, le lavanderie ecc.).
Non esiste a Prato una questione "islamica". Niente può far pensare che la costruzione di una moschea possa far nascere chissà quali problemi di convivenza fra cittadini di etnie e religioni differenti. 
E' dunque incomprensibile che un'infima porzione di cittadini pratesi abbia convocato per oggi sabato 17 dicembre addirittura un'aggressiva manifestazione-corteo per pronunciarsi contro la "moschea" di Piazza del Mercato Nuovo.
Siamo convinti che l'iniziativa si risolverà in un flop di partecipazione. Potendo contare al massimo sull'adesione di qualche estremista fanatizzato. Tuttavia non è possibile minimizzarne il segnale. Che è quello dell'intolleranza e dell'arroganza. Disertare quell'iniziativa sarà un segno di civiltà e di speranza in una civile e pacifica convivenza (così com'è stato finora) tra tutti i cittadini pratesi di qualsivoglia razza e religione.

mercoledì 14 dicembre 2016

ATMOSFERA NATALIZIA



Dev'essere un genio del male chi soprintende all'arredo urbano nel Centro Storico. O, quantomeno, una/o che tiene in gran dispitto tutti i cittadini pratesi. Trattati, spesso, come dei pezzenti ai quali si possono rifilare le porcherie più immonde. A cominciare da quelle orribili e scomode "panchine" (in vetroresina?) bianco Isabella che fanno brutta mostra di sè nella Piazza del Comune, il salotto "buono" della città, rompendone la sobria unità cromatica. Perchè non ci fate un favore. Rimuovetele. Sostituitele. Non dovrebbe trattarsi di una spesa insostenibile per le casse comunali.
Per nostra fortuna quest'anno ci è stata risparmiata la "pancaleide" o la "scultura" discarica degli anni scorsi. In compenso gli addobbi natalizi 2016 e le iniziative collaterali non lasceranno memoria alcuna. A parte gli alberucci (illuminatissimi di notte, però) di Natale nelle piazze del Duomo e del Comune, qualche festone "rinascimentale" per le strade, l'atmosfera natalizia è improntata al più bieco risparmio. Qualche lucetta intorno al Palazzo Comunale e via, andare. 
Stesso livello del cosiddetto "mercatino di Natale" con sporadici stand-casetta che vendono dalle magliette della salute ai torroni a contendersi lo spazio del Duomo.
Nel frattempo anche la classifica del Sole24ore (dopo quella di Italia Oggi) certifica un calo di 11 posizioni della nostra città rispetto al 2015! Con la ciliegina sulla torta che nel livello d'istruzione della popolazione Prato rimane una delle ultime città d'Italia! Depressione si aggiunge a depressione, tristezza a tristezza. A pensare che in campagna elettorale c'era stata promessa un'altra storia ed una città europea vengono le lacrime agli occhi!! Prato città depressa e triste!

domenica 11 dicembre 2016

LE LOGGE DEL CAFFE'


Riapre oggi dopo mesi e mesi di intensa ristrutturazione e restyling l'antico Caffè delle Logge di Piazza del Comune. Con una nuova gestione e nuove, si spera, prospettive.
E', di gran lunga, almeno sulla carta, il locale più bello della città. Non solo per la suggestiva location davanti alla fontana del Bacchino ed al lastricato di Palazzo Pretorio. Ma anche per la buona ricettività al chiuso e l'ottima posizione per i tavolini all'aperto. Tuttavia le precedenti gestioni, tutte fallimentari, erano cadute in pieno nell'eccezionale carenza del servizio. Quante volte, in passato, s'è dovuto aspettare 15/20 minuti per avere davanti una tazzina di caffè o una bibita!
Quante volte i camerieri/e hanno ignorato, per troppo tempo, la nostra presenza ad un tavolo.   
Confidiamo, dunque, che stavolta la gestione affidata dal Comune alla società Fra.Ri abbia cura di far ricevere alla clientela un servizio adeguato e puntuale. Se poi questo fosse unito anche alla qualità di quanto servito avremmo davvero fatto bingo. Perchè un bar-caffè come quello delle Logge rimane un'eccezione nel suo campo. Tutti gli altri locali, vicini e lontani, non potrebbero davvero far concorrenza a questo locale. Qualcuno, certamente, potrà distinguersi per l'ottimo caffè servito o per il buon servizio reso. Ma nessuno potrà gareggiare con Le Logge per la qualità complessiva della location, la comodità della permanenza o l'ampiezza generosa della struttura.
Se poi le attività collaterali (mostre, presentazioni, dibattiti ecc.) previste nel contratto col Comune avessero davvero un buon seguito oltre al bar verrebbe restituito ai pratesi anche un luogo dove fare ed assistere ad iniziative artistiche e culturali.
Finalmente anche a Prato uno stay-bar come si deve e si può e per di più nel Centro Storico scombussolato e raffazzonato d'oggi!

giovedì 8 dicembre 2016

LA PISTA SBAGLIATA




Qualche settimana fa è stata inaugurata in pompa magna alla presenza di Sindaco ed autorità cittadine varie la pista d'atletica dei Ciliani.
Una visita al nuovo impianto di Via San Martino per Galceti angolo Via Tirso intitolato a Mauro Ferrari ci fa scoprire una bellissima struttura. Completa di tutto. Oltre alla tradizionale pista rossa per l'atletica c'è anche tutto quello che serve per le varie specialità sportive da stadio. In più è stato costruito anche un anello in asfalto per l'allenamento senza pericoli dei giovani ciclisti. Sotto la tribuna è stata ricavata inoltre un'utilissima minipista per il riscaldamento degli atleti. La tribuna è l'elemento che balza immediatamente agli occhi. Si tratta di una struttura veramente imponente, rispetto all'impianto, capace di contenere a sedere circa 1.500 spettatori. Non vorremmo che, per citare il mitico Fortebraccio, questa tribuna fosse inutilmente spaziosa. Non si sa davvero in quali occasioni, per quali meetings, potrà venire riempita.
Salendo gli ampi gradoni della struttura si ammira in tutta la sua estensione tutto l'impianto. Ma si nota anche un particolare davvero singolare e sgradevole.
Davanti alla tribuna non c'è traccia della linea d'arrivo, del traguardo delle gare. Eppure in tutti gli stadi d'atletica il finish è posto proprio al centro delle tribune. Qui non c'è n'è traccia. 
Dove sarà allora l'arrivo? Occorre voltarsi a destra, oltre la fine della tribuna, per vedere, ad una trentina di metri di distanza, il traguardo con la sua fettuccia, le sedie per i giudici, il fotofinish.
Dunque dalla comoda e spaziosa tribuna non sarà possibile seguire direttamente l'arrivo delle gare e non sarà concesso di distinguerne correttamente il vincitore (i vincitori). Un evidente errore di progettazione (o di esecuzione) che rischia di annullare tutta la bellezza e la funzionalità dell'impianto. Manca, infatti, il tratto di pista, al di fuori dei canonici 400 metri, dedicato alla partenza dei cento metri. Altro che ospitare gare olimpiche! Si rischiano megafiguracce anche ad organizzarvi riunioni d'atletica interprovinciali. E quel che è più brutto è che non sarà possibile, probabilmente, rimediare all'erroraccio.  
Peccato! 

lunedì 5 dicembre 2016

PERETOLA AL V.I.A.


Dopo tanto aspettare è giunta finalmente venerdì sera la fatidica Valutazione dell'Impatto Ambientale (V.I.A.) da parte del Ministero dell'Ambiente. La VIA è positiva. La nuova pista parallela dell'aeroporto Vespucci potrà essere costruita. Naturalmente il documento contiene anche alcune prescrizioni (di cui al momento ignoriamo il carattere, ma largamente attese..) che dovranno trovare puntuale realizzazione sia nel progetto definitivo che nella concreta costruzione della pista. Sono sicuramente prescrizioni adatte a minimizzare l'impatto ambientale dell'opera nelle sue parti più controverse (sistemazione del reticolo idrico compreso il Fosso Reale, convivenza col Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, sorvolo degli abitati...).
Tuttavia ormai il dado è tratto. La pista necessaria per l'ammodernamento funzionale dell'aeroporto fiorentino è sulla rampa di lancio. Giacchè il VIA ministeriale supera pure le difficoltà frapposte qualche settimana fa da una sentenza del TAR Toscana.
Sono pure destinate a terminare le tante contestazioni di enti e comitati schieratisi da tempo contro la nuova pista. Tant'è che non resta loro che sperare (ma sarà una speranza vana) che le prescrizioni del Ministero dell'Ambiente siano così tante e così qualitativamente rilevanti da indurre la gestione del Vespucci a rinunciare ai propri propositi!
Adesso la palla è direttamente nelle mani di Aeroporti Toscani, la società che gestisce sia Firenze che Pisa.
Ci aspetteremmo un deciso rush finale su progetto esecutivo ed effettivo inizio dei lavori. Troppi, tanti anni sono passati dalla decisione di realizzare la nuova infrastruttura che ogni nuovo tentennio non sarebbe affatto comprensibile. Firenze, Prato, Pistoia, ma tutta la Toscana centrale ha urgente bisogno della nuova pista. Per terminare quel progetto di mobilità aerea toscana che sicuramente darà un nuovo impulso ad attività economiche, turistiche e congressuali di tutto quel vasto e popoloso comprensorio servito dallo scalo di Peretola.

domenica 4 dicembre 2016

SI VINCE (I FATTORI R. E C.)



Eccoci giunti, finalmente, anche alla giornata fatidica. Domenica 4 dicembre, dalle 7 alle 23. Ricordate? Il referendum doveva svolgersi nel mese di ottobre. Poi a novembre. Infine la pallina della roulette s'è fermata a questa domenica. Qualche settimana di tempo in più per chiarire e chiarirsi le idee.
Certo sarà assai difficile lunedì, qualsiasi sia stato il risultato, difendere la propria opzione sostenendo che la gente non ha capito, non ha avuto tempo di capire la scelta giusta da fare nella cabina elettorale. Forse come non mai, dai tempi del divorzio, l'argomento "riforma costituzionale" è stato costantemente rigirato, frullato, addensato come questa volta! E mai come questa volta gli schieramenti in campo sono apparsi così chiari. Da una parte Renzi ed i suoi sostenitori (non il PD giacchè una buona parte si è schierata contro il proprio segretario e presidente del consiglio) e dall'altra parte tutto il resto delle truppe politiche nazionali. Guidate, lancia in resta, dal secondo partito italiano, il M5S di Beppe Grillo! Cosicchè il responso dell'urna può apparire scontato. Quando si scontrano il 30% contro il 70% per il 30% non ci dovrebbe essere partita! Ecco, invece, che il primo risultato del confronto referendario è proprio questo: c'è stata gara, c'è gara. Anche se il NO dovesse vincere (ma vincerà il SI'...) vincerà per qualche punto, per qualche incollatura. I fautori della riforma (Renzi ed i suoi) non saranno affatto travolti. Così almeno c'hanno detto gli ultimi sondaggi pubblicati. Così ci dice il nostro naso, la nostra sensazione. E così ci conferma anche il dato dell'affluenza dei cittadini residenti all'estero. Affluenza che ha raggiunto un insperato 40% degli aventi diritto. Dato che potrebbe far arrivare l'affluenza in Italia ad un fantastico 60%!! 
E con questa mole di votanti il SI' ha assai più possibilità di fare il pieno. Fattore R, come rimonta.  Si sente nell'aria il sapore della "remuntada"! Premiando l'impegno di tutti quei cittadini che si sono battuti per la riforma e quello personale di Matteo Renzi che non solo c'ha messo la faccia ma tutto se stesso.
Non ultimo anche quel fattore fortuna (o fattore C....) che pare arridere al nostro premier in molte occasioni della sua vita pubblica.




giovedì 1 dicembre 2016

SESSANTOTTO


No. Tranquilli. Mica intendiamo parlare stamattina dell'anno mitico della contestazione giovanile. Parleremo invece della notizia che la provincia di Prato (che coincide al 90% con il Comune di Prato...) "conquista" il 68° posto nell'annuale classifica stilata dall'Università La Sapienza di Roma e da Italia Oggi sulla qualità della vita in Italia. L'anno scorso Prato era 57sima! Due anni orsono 50sima. Un  salto all'indietro di 18 posizioni dunque nel breve volgere di 24 mesi, che, stranamente, corrispondono quasi esattamente al nuovo governo cittadino. In Toscana solo la emarginata (geograficamente) e derelitta (socialmente, anche ieri un altro cavatore ucciso da una lastra di marmo..) provincia di Massa Carrara (83sima) è messa peggio di Prato. Dietro la nostra città ci sono quasi solamente province del profondo Sud. Non è un bel risultato. Anche a tener conto che queste classifiche sono opinabili e costruite con parametri (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero, tenore di vita)  alquanto ballerini. Tuttavia, almeno, indicano senza dubbio un trend. E quello di Prato è sicuramente negativo. Fa impressione soprattutto il dato toscano. Prato supera soltanto la sfortunata, anche se doppia per città, provincia di Massa Carrara! Son cose che fanno riflettere, dunque, come diceva la mitica Sugar Kowalczyk/Marilyn Monroe nel mitico "A qualcuno piace caldo".
La nostra città è sempre alla prese con la più grave crisi economica e sociale del dopoguerra. Senza che si vedano all'orizzonte segni di inversione di tendenza. Può darsi che la riapertura del Centro Pecci ci faccia riguadagnare, nel 2017, qualche posizione. Tuttavia la sensazione è che dovremo convivere ancora per chi sa quanti anni con il permanere di una situazione critica. Degli indici presi in considerazione dagli autori della ricerca quelli che segnano il + ed il - della classifica sono sicuramente la popolazione (in costante aumento nonostante tutto; 192.009 abitanti al 30.09.2016..) e l'avanzare della criminalità e specialmente della microcriminalità.
Certo che il lavoro e le proposte dell'amministrazione comunale potrebbero, in linea teorica, portare un grande contributo alla risalita di Prato in questa speciale classifica. Tuttavia, ad oggi, abbiamo in campo solo due progetti, ambedue dell'assessore Barberis. Il primo, "Riversibility", consiste in un programma di arricchimento della ricreatività lungo le sponde del Bisenzio. L'altro, dedicato al Macrolotto Zero (Chinatown) dovrebbe essere in grado di mettere in moto meccanismi di integrazione urbanistica e sociale nuovi. Al momento, però tali progetti sono soltanto nella fase dell'annuncio. Anche l'opera che potrebbe qualificare l'amministrazione Biffoni, ovvero il Parco Centrale al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce, pare destinata a segnare il passo a causa delle difficoltà burocratiche intervenute nella gara fatta da ASL per lo smantellamento degli edifici.  E quasi sicuramente non potrà vedere la luce entro la fine della sindacatura Biffoni.
Così come è nell'incertezza totale la realizzazione del sottopasso del Soccorso affidato ad Anas.  Si riuscirà a realizzarne almeno il progetto esecutivo entro il 2019? Abbiamo forti dubbi.
Questo è quanto! Non vi sono, al momento, altri concreti segnali da parte della Giunta utili per riportare in alto la qualità della vita pratese. La squadra di Biffoni, in effetti, pare più impegnata a gestire il giorno per giorno che ad immaginare quella che nelle promesse elettorali doveva diventare una città dal respiro europeo. Ma c'è ancora metà sindacatura da governare. Chissà che le idee vincenti non arrivino proprio in questo lasso di tempo. Speriamolo!!
  

lunedì 28 novembre 2016

MILITARI IN CITTA'


Sarà capitato anche a voi di starvene più o meno comodamente seduti in un bar del centro storico a bere un caffè o uno spritz. E vi sarà pure capitato spesso di incrociare con lo sguardo una vecchia camionetta targata E.I. (Esercito Italiano) passare a passo d'uomo per Via Ricasoli, Piazza del Comune ed il Corso con il suo carico di soldati armati fino ai denti ma con l'aria svagata e rilassata di un italiano in gita.
Camionetta e soldati fan parte del programma "Strade Sicure" allestito in molte città italiane dal Ministero dell'Interno in collaborazione con quello della Difesa. Anche le pattuglie miste a piedi, soldati ed agenti di pubblica sicurezza, fan parte del medesimo programma.
E sarà capitato anche a voi, come succede a noi, di chiedervi a cosa diavolo serva questo mini schieramento di militari ed armi. O anche di chiedervi se queste presenze hanno contribuito a cambiare in meglio la vita cittadina. Perchè a noi pare che questo programma sia del tutto inutile e senza senso. O meglio l'unico senso che vi si può intravvedere è quello di mostrare qualche unità armata di fucili mitragliatori in giro per il centro storico a scopo preventivo. Come a dire che quella presenza dovrebbe servire ad intimidire gli eventuali malintenzionati di turno. Siano essi terroristi internazionali ovvero delinquenti spiccioli autoctoni.
Ma oltre a questa dimostrazione di forza preventiva non si vede quale utilità derivi dal programma "Strade sicure". 
Ed in effetti se andiamo a vedere i risultati di questo spiegamento di forze ci accorgiamo che in tre o quattro anni di esperienza abbiamo notizia di un solo (uno solo) intervento effettuato. Per tutto il resto si può dire che i nostri militari sono spesso a passeggio per la città come turisti in vacanza premio e pagata. Quel che non si riesce a comprendere è perchè mai queste forze non vengano utilizzate per presidiare, ad esempio, punti critici della città. Tipo Via Cironi e dintorni o Stazione di Porta al Serraglio. Una loro presenza fissa in queste locations sarebbe senz'altro utile. Se non altro per rendere meno massicci ed evidenti i loschi traffici che vi si svolgono apertamente.

sabato 26 novembre 2016

LEGGINGS


E' assai intrigante la notizia di una sentenza emessa da un giudice del Tribunale di Prato in una causa di divorzio. I protagonisti, un lui ed una lei di 50 anni. Con una figlia ventenne.
Il giudice ha ritenuto legittima la richiesta di divorzio del marito a causa del comportamento "non consono" del coniuge.
Alla quale vengono attribuiti atteggiamenti che mal si addicono ad una signora 50enne. Come, ad esempio, andare in discoteca insieme alla figlia. Indossando dei leggings attillati. Che la giudice ha trovato "inadeguati" per una cinquantenne!! O come certi commenti lasciati sul profilo facebook della figlia che potevano far pensare ad una sua relazione, anche sessuale, con un altro uomo!!
Il tutto a comporre un'immagine della signora affatto "vessata e sofferente" bensì "libera e disinibita" (le mogli debbono essere "non libere e inibite?")!
Ragione più che sufficiente, per la Giudice, per condannarla a versare mensilmente al marito 200 euro per il mantenimento della figlia e per acconsentire alla richiesta di divorzio del marito.
Da restare sbigottiti. Magari ci saranno altri e più solidi argomenti che hanno convinto la giudice a concedere il divorzio, non lo sappiamo. Tuttavia non ci pare una gran colpa vestire dei leggings. Che sono per loro natura attillati. Men che meno ci pare riprovevole che la signora cinquantina (come direbbe Montalbano..) forse anche giovanile e piacente, accompagni la figlia, allora minorenne, in una discoteca. E magari si faccia anche qualche giro di danza! Quanto ai commenti su facebook possiamo tranquillamente indicare alla giudice che quanto scritto sul social, se non corroborato da altre prove più consistenti, non può essere considerato prova di disinibizione.
Quanto al fatto che la signora sia stata considerata "libera", e perciò colpevole, occorrerebbe un trattato di femminismo applicato per sondarne l'intima e recondita essenza. Può una donna "libera" essere per questo considerata colpevole di condotte riprovevoli?  
Noi vogliamo confidare che la notizia e gli elementi che la compongono non siano del tutto veritieri e/o completi. E che la giudice avesse tra le mani indizi di "colpevolezza" assai più pensati di un paio di leggings "attillati" (ma esistono anche leggings "non attillati"?), di una discoteca o di una chiacchiera su facebook. Altrimenti quel Tribunale avrebbe comminato una severa condanna sulla base di un bel niente!!  

giovedì 24 novembre 2016

CREAF (E REGIONE)


Ha qualcosa di paradossale la notizia secondo la quale la Regione Toscana ha richiesto al CREAF (in fase di liquidazione concordataria e/o fallimentare) la restituzione di finanziamenti per la bella cifra di 11 milioni di euro! Chiaro che Firenze non riceverà indietro un bel niente. Al Creaf non è rimasta altra proprietà se non l'edificio di Via Galcianese acquistato e ristrutturato per diventare, pare, un contenitore di start up. Ma il cui valore è stimato per una cifra assai inferiore a quanto richiesto dalla Regione.
Ma la domanda che occorre porre è un'altra: perchè mai la Regione Toscana ha investito la somma di 11 milioni di euro in un'iniziativa che non è mai decollata. Certo, direte voi, è stato un investimento per amicizia "politica". E avreste ragione. L'unica ragione è proprio questa. L'ente creato dalla Provincia di Prato non aveva alcuna possibilità di emergere. Non a caso la quasi totalità dei soggetti virtualmente interessati a quell'iniziativa non ci aveva mai creduto.
E, conseguentemente, non vi aveva investito neppure un euro. L'unica ad aver dato credito alle fanfaluche dichiarate dagli amministratori della provincia (anche su un preteso interessamento di enti cinesi...) fu la Regione Toscana. 
Cioè un ente che ha al suo interno la maggior quantità di analisti, progettisti, programmatori, controllori della regione. Possibile che tutta questa gente non abbia avvertito la dirigenza politica che puntare notevoli quantità di danaro pubblico in Creaf era come bluffare a poker?
L'unica operazione che Creaf ha condotto è stata quella immobiliare. Ovvero l'acquisto (ad una cifra fuori da ogni logica di mercato...) e la conseguente dispendiosa ristrutturazione dell'edificio ex lanificio Olmi di Via Galcianese. Che adesso, a detta degli esperti, non vale neppure la metà della somma destinata dalla Provincia al suo restyling!
Cosicchè il contribuente pratese e toscano è costretto a subire la perdita netta degli 11 milioni graziosamente destinati da Regione Toscana a quell'avventurosa storia. Insieme, beninteso, a tutti gli altri milioni investiti dalla Provincia!