martedì 27 settembre 2016

LO STRISCIONE




E' successo sabato scorso a Prato. I Giovani di Forza Italia avevano appeso in Viale della Repubblica un "innocente" striscione politico (ancorchè con qualche errore di ortografia). Per "salutare" la visita in città del premier Matteo Renzi. La dizione era "Renzi hai fallito". Esprimendo visivamente la legittima opinione politica di una forza d'opposizione. Quello striscione non offendeva nessuno. Non intralciava nè il traffico nè ostacolava la numerosa comitiva che accompagnava verso il Museo Pecci il Presidente del Consiglio.
Non incitava neppure i cittadini a contestare con metodi violenti e/o incivili la presenza di Renzi.
Anzi, proprio per l'involontario errore di scrittura ("cordinamento" invece di "coordinamento") si era prestato a mille battute di spirito sulla conoscenza della lingua italiana da parte dei giovani forzitalioti.
Nonostante questo, per iniziativa della Questura cittadina, alcuni poliziotti hanno provveduto, prima dell'arrivo di Renzi, a tagliare quello striscione. Privandolo del cognome del primo ministro. La Questura ha ritenuto che il contenuto dello striscione fosse adatto ad eccitare gli animi dei pratesi incitandoli ad una contestazione nei confronti dell'ex sindaco di Firenze. Confondendo, forse, la tranquillissima e civilissima Prato con la Padova "insurrezionale" dell'Autonomia Operaia!
Bisogna dirlo chiaro e forte: la Questura ha fatto una sciocchezza! E commesso un'imprudenza dalla valenza politica evidente. Non si può impedire con la forza di polizia ai cittadini di esprimere liberamente un loro parere (se pure sbagliato..) sulla condotta del Governo nazionale.    
La Polizia non può farsi carico di reprimere qualsiasi contestazione (che rientri nei limiti della civile convivenza, com'era in questo caso...) ai governanti. Ne va della libera espressione delle posizioni politiche e, in definitiva, della libertà di tutti.

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