domenica 16 ottobre 2016

LA FINE DEL MONDO


“Tutte le cose del mondo finiscono in stracci e tutti gli stracci del mondo finiscono a Prato”. Sosteneva Curzio Malaparte prima che la crisi dell'industria tessile pratese smentisse, almeno in parte, questa sua affermazione.
Così, parafrasando il grande scrittore cittadino, possiamo adesso affermare che tutta l'arte contemporanea del Mondo finisce a Prato. Beninteso solo quella informale, ovviamente. Nel solco di una tradizione ormai ben consolidata del Centro Pecci. Dove, ad esempio, e chissà perchè, è bandita l'arte contemporanea figurativa. 
"La Fine del Mondo". Chissà che Fabio Cavallucci non sia stato "luccicante" (ahinoi!) ad intitolare così la grande Mostra di riapertura (stamattina alle 11, fino alle 23, ingresso gratuito) del Centro Pecci, chiuso ormai da oltre 3 anni per la realizzazione dell'ampliamento firmato da Maurice Nio e per la ristrutturazione della parte "vecchia" di Italo Gamberini. Già perchè mai come in queste ore ed in questi giorni siamo di fronte ad una sorta di pre-confronto militare tra Stati Uniti ed alleati della Nato e la Russia di Vladimir Putin. 
Repubblica on line titolava ieri "Tensione Usa-Russia, indiscrezione della Cia 'Obama ha ordinato un attacco informatico'. Certo che i "cannoneggiamenti" elettronici fanno assai meno danni di quelli con bombe. Purtuttavia dall'informatica si può davvero far presto ad arrivare ad una escalation militare (l'Italia ha schierato 140 soldati in Lettonia nell'ambito NATO) tra i due blocchi. 
Sicchè c'è solo da sperare che il titolo apocalittico pensato dal direttore del Pecci rimanga solo una suggestione ed una bella mostra d'arte contemporanea.

Le premesse ci sono tutte. Come hanno sottolineato ieri nella conferenza stampa per la presentazione ufficiale sia il sindaco Matteo Biffoni, la vicepresidente della Toscana ed assessore alla cultura Monica Barni e la presidente del Pecci Irene Sanesi. Spazi rinnovati e raddoppiati; sinergie, anche finanziarie con Regione Toscana; forte impegno del Comune di Prato. Un bel viatico per il futuro del Pecci e di Prato. Per adesso non resta che godersi questa rassegna fine del mondo. Sono una cinquantina gli artisti selezionati da Cavallucci e dal suo staff. Sono artisti noti, sconosciuti, giovani e meno giovani provenienti da tutte le parti del mondo. Ma soprattutto dall'est europeo, dall'Africa e dall'Asia islamica.

Passeggiando lentamente per le grandi sale dell'anello progettato da Nio s'incontrano opere di tutti i tipi. E' una grande panoramica a grandangolo sull'attuale produzione d'arte informale. Spiccano, tra gli altri, tre o quattro lavori. 
Su tutti, a parer nostro, il mitico ed ormai celebre diorama a scala reale dei 99 lupi in corsa del cinese Cai Guo Qiang. Il branco in corsa sfrenata (titolo "Head on", traducibile in "Scontro Frontale, Collisione") verso l'impatto contro una grande vetrata. Possibile che quel centinaio di lupi si riferiscano anche a noi.



Non ci resta che sperare che la dorata navicella spaziale con antenna incorporata prenda finalmente il volo superando di slancio le barriere visibili ed invisibili che incontrerà sulla sua strada.
Posta un commento