domenica 2 ottobre 2016

PRATO CENTRAL PARK


Ieri, presso l'Urban Center di Palazzo Pacchiani, la commissione giudicatrice del concorso internazionale per la realizzazione di un parco nell'ex ospedale Misericordia e Dolce, ha deciso. Il vincitore è  il paesaggista francese Michel Desvigne, conosciutissima star del settore, in collaborazione con gli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi, allievi di Renzo Piano.
E' un risultato che giudichiamo del tutto soddisfacente alle attese (anche nostre).
Questi grandi concorsi per aree verdi nascondono sempre molte insidie. La più grande delle quali è che nel progetto presentato prevalga una visione "architettonica" dell'idea. D'altra parte gli architetti vogliono essere, e sono, soprattutto dei costruttori di manufatti. Anche nel caso del Central Park Prato vi era insito questo rischio. Che avevamo più volte evocato e più volte esorcizzato. Chi ha fatto visita, a Parigi, al Parco Andrè Citroen, fatto sul terreno di un ex officina dell'omonima fabbrica d'automobili, sa di cosa parliamo.
Tuttavia il progetto di Desvigne, Brescia e Principi evita perfettamente lo spettro di un parco a prevalenza di costruito. Sappiamo bene, comunque, che realizzare un'area verde moderna non significa progettare solo un prato verde, con alberi, cespugli e panchine. 
Ed è così che Brescia e Principi hanno ben inserito nel verde dell'area un edificio, ad un piano col tetto a giardino pensile, adatto a molte utilizzazioni.
Se il progetto verrà davvero realizzato, ma non ne abbiamo alcun dubbio, sarà probabilmente la cosa più mirabile fatta dall'amministrazione Biffoni. Così come la splendida reforme di Piazza delle Carceri ha segnato quella di Roberto Cenni.
Promessa elettorale mantenuta, dunque, da parte di Matteo Biffoni e della sua giunta. La città gliene renderà merito.

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