venerdì 28 ottobre 2016

PRATO: OPPOSIZIONE INESISTENTE


Ma esiste un'opposizione politica a Prato? Dal nostro osservatorio neutrale pare proprio di no. Ed è un grave peccato. La democrazia, anche quella dei Consigli Comunali, per funzionare a dovere ha necessità di avere presenti maggioranza ed opposizione. Se una di queste gambe è anchilosata chi ci rimette è proprio il processo democratico. Ed alla fine i cittadini.
Tuttavia, e purtroppo, a Prato l'opposizione non esiste. Eppure all'interno del Consiglio i cittadini potrebbero contare su 13 consiglieri formalmente avversi alla maggioranza del PD ed amici.  Ogni tanto tentano qualche sortita con comunicati-stampa. L'ultimo contro la presenza (sic!) di Matteo Biffoni all'apertura della sede del Comitato per il Sì si è trasformato in un beffardo boomerang! 
Ma, nei fatti, il gruppo politico dell'ex sindaco Cenni non esiste se non per qualche timida presa di posizione del titolare. Forza Italia (dove siete finiti Giorgio Silli e Rita Pieri col vostro record di preferenze?)  pare ancora sotto choc sia per l'esito delle elezioni comunali sia, e forse anche di più, per la paralisi nazionale del partito berlusconiano. Prato Libera e Sicura può contare solo sul tema della sicurezza urbana tanto caro al suo unico rappresentante ed animatore. Dei due consiglieri indipendenti può essere apprezzato l'attivismo movimentista di Marilena Garnier che almeno tenta di rappresentare le variegate istanze di qualche Comitato spontaneo di cittadini.
Rimarrebbero i tre consiglieri del M5S. Ma la loro opposizione o fa cilecca (come nel caso delle accuse di conflitto d'interesse avanzate verso l'assessore Barberis e subito costretti ad un autosmentita, con perdita grave di credibilità) oppure è dispersa in mille rivoli di quisquilie e pinzellacchere come la "strenua" difesa di ogni albero tagliato o la proposta di dotare ciascun cittadino pratese di un personale raccogli cicche!
All'opposizione manca, inoltre, un leader riconosciuto. L'ex sindaco Roberto Cenni avrebbe dovuto essere il naturale capo dell'opposizione. Ma questo ruolo non lo può svolgere sia per limiti personali sia per le contraddizioni in seno ai gruppi della minoranza. Che, peraltro, ha di fronte a se una Giunta che, per adesso, non ha commesso grandi errori e sta mantenendo le promesse più importanti fatte in campagna elettorale ed un monolitico gruppo del PD. Che neanche le vicende referendarie riescono a scalfire. Ex civatiani ed ex bersaniani sono tutti compatti dietro la linea del Sì alla riforma Boschi.
Ed anche per questo una minoranza agguerrita e combattiva sarebbe assai gradita. Non ci resta che sperare in un prossimo futuro.
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