martedì 18 ottobre 2016

SANTO STEFANO, OSPEDALE "PICCOLO"?


La recente, ed improvvisa, sortita del sottosegretario Antonello Giacomelli sull'ospedale di Prato S. Stefano ("mancano posti letto...") ha riaperto il dibattito sull'adeguatezza o meno del nuovo nosocomio pratese.
Che è, però, tutta basata solo e soltanto su sensazioni personali e/o su racconti di esperienze vissute da parenti e conoscenti. Ed è per questo accompagnata da una insopportabile indeterminatezza. Quanti posti mancano (mancherebbero) all'ospedale? 10-20-50-100? O addirittura, per coloro che fanno riferimento ad un indicatore generico nazionale, oltre 250!!
Non sappiamo quale sia la motivazione che ha portato Giacomelli a dichiarare, a tre anni dalla sua apertura, che il Santo Stefano è piccolo. Certo che, per la sua importanza politica in città e per il suo primario ruolo nel governo nazionale, il sottosegretario avrebbe avuto anche il dovere di dirci il numero dei posti-letto di cui è deficitario il Santo Stefano. E proporci anche le statistiche della ASL (o di altro ente) che supportavano la sua dichiarazione. Calata così, all'interno di un'amabile intervista open air in una tranquilla e semiestiva domenica d'ottobre, l'affermazione di Giacomelli rasenta parecchio la chiacchiera da bar. 
Occorre sottolineare, intanto, che i posti-letto del Santo Stefano (540) sono esattamente quelli che erano previsti anche dal Misericordia e Dolce. Si dice, tuttavia, che l'organizzazione differente del vecchio ospedale consentiva di aumentare abbastanza flessibilmente il numero complessivo dei posti-letto. Le camerate da 4 posti potevano diventare da 6 posti. Quelle da 6 posti diventare da 8. Non si dice, però, che così facendo i reparti dell'ospedale vecchio somigliavano più ad un lazzeretto seicentesco che ad un moderno ospedale. 
Seguendo il ragionamento di Giacomelli possiamo anche affermare che tutti gli ospedale italiani sono "sottodimensionati". Per la semplice ragione che nessun progetto ospedaliero è tarato sulle emergenze che possono (o meno) verificarsi. Per 350 giorni all'anno i 540 posti del Santo Stefano sono più che sufficienti (ed in effetti il tasso di riempimento dei letti è del 90%, dato ASL) a fronte di 10/15 giorni in cui può essere avvertita un'effettiva carenza di letti. Ma è altrettanto chiaro che non è possibile immaginare un ospedale progettato e realizzato in nome dell'emergenza. E' anche una questione di spesa pubblica. Ogni posto letto in più ha un costo. Ogni posto letto in più necessita di un surplus di personale addetto.
In Italia, ad esempio, ogni posto letto ospedaliero costa tra 380.000 e 500.000 euro/anno.
E siccome questi costi ricadrebbero (ancorchè pagati dalla Regione) sulla fiscalità generale bisognerebbe accompagnare le proposte di aumento dei posti in Ospedale anche dicendo ai cittadini come si coprono i costi aggiuntivi. E' una posizione demagogica, dunque, quella di chi perora l'aumento dei posti letto al Santo Stefano. Che può pagare nell'immediato qualche "bravo" ma che non aiuta davvero ad avere una sanità migliore nè a rendere un buon servizio all'utenza. 
   
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