giovedì 3 novembre 2016

CENNI D'ADDIO

   (Cenni è quello con la cravatta)

A causa della sentenza del Tribunale di Prato che il 12 settembre scorso l'ha condannato a due anni di reclusione per la vicenda del crack finanziario della Sasch, Roberto Cenni è stato dichiarato ieri decaduto dalla carica di consigliere comunale. In applicazione della Legge Severino (mai cognome fu così appropriato..). Si conclude in questa brusca maniera legale la parabola pubblica dell'ex sindaco.
Che nel 2009, a capo di una vasta alleanza di partiti e liste civiche, era riuscito a strappare alla sinistra il Comune di Prato, dopo oltre sessant'anni di dominio assoluto della filiera PCI/PDS/DS/PD. 
Certamente per suoi meriti specifici. Allora Cenni appariva come un grande e fortunato uomo d'affari e imprenditore della moda. Nessuno,o pochissimi, in città conosceva i guai che stava già attraversando la sua Sasch! Ma anche, e forse soprattutto, per i demeriti della sinistra. Che s'era sfinita nella corsa interna delle primarie vinte poi dal candidato rivelatosi sbagliato.
Merito di Cenni fu quello di avere costruito un'ottima squadra di Giunta. Con qualche assessore che ancora Prato rimpiange. Ma il demerito maggiore, che poi ha portato l'ex industriale al flop elettorale del 2014, fu la sua incapacità assoluta di tenere insieme una maggioranza eterogenea, litigiosa ed anche infida. 
I cinque anni di governo di Cenni furono caratterizzati da una buona prassi amministrativa e da scelte del tutto condivisibili. Pensiamo, solo per fare l'esempio più eclatante, alla pedonalizzazione di Piazza delle Carceri susseguente all'eccellente ristrutturazione.
Complessivamente la città fu amministrata con diligenza e profitto. E l'amministrazione Cenni risultò anche vincitrice di un vero e proprio braccio di ferro con il Consiag, bastione e cassaforte principale della sinistra, al quale, dopo decenni, tolse dalle mani l'affare della distribuzione del gas.
Naturalmente Cenni non fu esente da gaffes e figuracce. Ricordiamo la proposta di costruire un nuovo stadio di calcio in Via San Martino per Galceti angolo Via Tirso. Ovvero la riesumazione della Torre del Vento in Calvana. O il tentativo di speculazione edilizia sui terreni dell'ex ospedale Misericordia e Dolce. O anche le infinite cautele con le quali si rapportò alla questione cinese. Rifiutandosi, perfino, di far aderire il Comune all'associazione nazionale Italia-Tibet. O quella sua foto seduto sul cesso che ha fatto il giro d'Italia. Per difendere, Dio mio, nientepopodimeno che la Provincia. Oppure, per essersi scelto una pletora di consiglieri, che, se non dannosi in qualche caso, sono apparsi del tutto inutili. Od, infine, per essersi schierato in un primo momento a favore dell'ampliamento di Peretola e successivamente contro!
Cenni sarà pure ricordato per non avere mantenuto la sua promessa elettorale di valorizzazione di Gonfienti.    
Neppure dopo essersi dotato di un consigliere personale che seguiva la vicenda della città etrusca dagli inizi. Con scienza e professionalità. Ma con assai miseri risultati.
In conclusione la sindacatura Cenni verrà ricordata sicuramente per avere interrotto il dominio della sinistra su Prato e per avere governato, pur con tante ombre e contraddizioni, la città con una buona ed onesta amministrazione. Non è tanto ma non è neanche poco! Al cittadino Roberto Cenni, infine, vogliamo augurare un lieto futuro per lui e tutti i suoi famigliari.  
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