sabato 19 novembre 2016

PECUNIA NON OLET



La recente inchiesta della Procura della Repubblica su alcuni studi professionali pratesi che, pare, usassero "trafficare" con i cittadini cinesi fornendoli di documentazione farlocca per la richiesta di permessi di soggiorno e/o residenze anagrafiche non è altro che la punta di un iceberg che emerge dal mare d'illegalità che caratterizza, sin dal primo momento, la vasta comunità asiatica.
I professionisti "pizzicati" sono solo alcuni dei tanti che prosperano sulla vita, le attività, i commerci e le industrie dei cittadini cinesi.
Dove l'illegalità regna sovrana. Fin dal loro arrivo in città. Fino dalla loro iscrizione nei registri della popolazione. Fino dagli "accertamenti" sui loro domicili. E' un mondo fatto per la maggior parte di finzione e artifizio. E dove quello che si può comprare con una o più mazzette viene comprato.
In questa realtà fatta per lo più di denaro guadagnato col lavoro "nero", i rotoli di banconote non sono un problema. E non è un problema trovare "controllori" che chiudano un occhio o tutti e due in cambio di qualche banconota. Quel che appare chiaro è che questo andazzo non è facilmente contrastabile nè dalle forze dell'ordine nè dalle istituzioni pubbliche. Dove quasi tutto è illegale o rasenta assai l'illegalità è difficilissimo mettere le mani. Non sono casi isolati e circoscritti.
E' tutta una comunità che, per vari motivi, è permeata di questi disvalori. Non si tratta di poche centinaia di persone. Si tratta di migliaia e migliaia di individui e di migliaia di imprese, grandi o piccole, che si sono adagiate bellamente su questo terreno. Ogni tanto, come nel caso del rogo di Via Toscana, accade un fatto eclatante. 7 morti bruciati all'interno di un capannone hanno fatto notizia e procurato emozione per qualche settimana. Poi tutto è ricominciato come prima.  
Si continua a dormire nei capannoni artigianali; si continua ad eludere e/o evadere le tasse; si continuano ad inviare in Cina, spesso tramite money transfers compiacenti, milioni e milioni di euro frutto di lavoro nero ed evasione fiscale! 
E la città continua a far finta di niente! Le conviene? Ebbene sì le conviene. Sono migliaia ormai i cittadini pratesi che prosperano con gli "affari" conclusi con i cinesi. Ed è per questo che anche le istituzioni latitano o mormorano, quando va bene. La comunità asiatica è un business per tanti. Non la si può certamente importunare più di tanto. Anche gli ispettori regionali inviati dal governatore Rossi dopo i fatti di Via Toscana termineranno il loro lavoro. E tutto continuerà come prima. Pecunia non olet. Nemmeno a Prato, soprattutto a Prato.   
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