lunedì 14 novembre 2016

TOLLERANZA 100


C'è in città, ben conosciuto e trafficatissimo, il quadrilatero della droga: Via Magnolfi-Stazione di Porta al Serraglio-Via San Giorgio-Via Pier Cironi! E' in questo compound della chimica che ogni giorno calano, anche da altre città toscane, i pushers. Andando ad aggiungersi a quelli stanziali (generalmente ragazzi di colore o magrebini). Ed è in quest'area ben delimitata di poche centinaia di metri quadrati che si può assistere, fotografare o filmare, al mercato della droga posseduta e della droga ceduta e consumata (anche all'interno del Giardino della Passerella). Centinaia di uomini, donne, ragazzi e ragazze contattano facilmente i vari pushers e contrattano brevemente la dose quotidiana di eroina o altra robaccia. Qui non si tratta di mettere in opera la famosa "tolleranza zero" dello "sceriffo" Rudy Giuliani da sindaco di New York. Ma non può essere nemmeno compatita la "tolleranza 100". Ovvero passare, guardare e lasciar fare. Per 365 giorni all'anno. Così come ha documentato anche un recente servizio delle "Iene". Tra "Zero" e "Cento" ci sono molti numeri. Possibile che non si riesca a soffermarsi su uno di quelli mediani?
Possibile che non ci sia modo di arrestare questa situazione? Possibile che, anzi, il commercio di droga a Prato sia diventato un affare regionale?
L'amministrazione comunale, sia pur timidamente e con gli scarsi poteri di cui è dotata, qualcosa ha tentato e sta tentando di fare. Telecamere, operatori di strada, tentativi di rianimare alcune strade, sono sicuramente necessari ma non sufficienti per provare ad arginare il fenomeno. Che dovrebbe vedere schierate in prima linea, invece, le forze dell'ordine, la Questura, la Prefettura. Ossia le istituzioni che hanno tra i loro compiti anche quelli della sicurezza urbana e del controllo della legalità. E' mai possibile che non esista un piano coordinato d'intervento su questa realtà. O che i controlli effettuati si limitino a qualche passaggio di auto e/o di agenti. Sono fiumi di droga che vengono riversati sulla nostra città. Da dove vengono? Chi ne controlla la distribuzione? Chi assolda i pushers? Chi ne ricava grandi profitti? Possibile che non ci sia nessuna investigazione in questa direzione?
Eppure è così. La droga a Prato è assolutamente "libera". Altro che proibizionismo. Un mercato devastante alla luce del sole con le istituzioni della prevenzione e della repressione che latitano paurosamente. E' la fotografia del fallimento della proibizione! Ed il sintomo evidente di quanto invece sarebbe utile e necessaria la legalizzazione.


 

  

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