sabato 17 dicembre 2016

MOSCHEA


Una Chiesa, una Sinagoga, una Moschea. Sono luoghi di spiritualità. Di religiosità. Di comunione. Di concentrazione. Di raccoglimento. O, se volete, di credulità popolare. Ma non possono far male a nessuno. Nè ad un cristiano, ad un ebreo o ad un musulmano.  Per chi crede naturalmente! Ma non fanno alcun male nè agli atei nè agli agnostici.
C'è a Prato una numerosa comunità musulmana (circa 10/15.000 cittadini) che attende da anni la propria moschea. Il luogo di incontro e preghiera nel vicolo dei Gherardacci difficilmente può essere denominato moschea.
Dunque se i cittadini di fede musulmana desiderano adibire a moschea un edificio più consono è perfettamente nel loro diritto. Non si capisce perchè mai altri cittadini, ancorchè italiani e cristiani, dovrebbero essere contrari. Per di più in città la comunità musulmana risulta una delle più inserite nella vita cittadina. La maggior parte di loro lavora nelle ancora tante fabbriche pratesi. Magari in posti che non risultano essere preferiti dagli autoctoni (come le tintorie, le lavanderie ecc.).
Non esiste a Prato una questione "islamica". Niente può far pensare che la costruzione di una moschea possa far nascere chissà quali problemi di convivenza fra cittadini di etnie e religioni differenti. 
E' dunque incomprensibile che un'infima porzione di cittadini pratesi abbia convocato per oggi sabato 17 dicembre addirittura un'aggressiva manifestazione-corteo per pronunciarsi contro la "moschea" di Piazza del Mercato Nuovo.
Siamo convinti che l'iniziativa si risolverà in un flop di partecipazione. Potendo contare al massimo sull'adesione di qualche estremista fanatizzato. Tuttavia non è possibile minimizzarne il segnale. Che è quello dell'intolleranza e dell'arroganza. Disertare quell'iniziativa sarà un segno di civiltà e di speranza in una civile e pacifica convivenza (così com'è stato finora) tra tutti i cittadini pratesi di qualsivoglia razza e religione.

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