venerdì 11 novembre 2016

TRAFFICO AEREO E PERETOLA


L'International Air Transport Association (IATA), che raggruppa e rappresenta tutti gli operatori del trasporto aereo, ha reso noti nei giorni scorsi i dati previsionali sull'evoluzione della domanda di trasporto aereo per i prossimi 20 anni. Le stime IATA indicano un raddoppio entro il 2035 dei passeggeri che passano dai 3,8 miliardi del 2016 ai 7.2 miliardi. L'aumento medio annuale si attesta sul 3,7%, anche se vi saranno aree del mondo (Africa ed Asia) che avranno gli incrementi maggiori.
Lo sviluppo costante del traffico aereo è sempre sinonimo di crescita dei sistemi economici, dell'occupazione, delle relazioni internazionali e degli scambi tra popoli e culture diverse.  
I dati previsti potranno variare in base agli scenari che prevarranno tra politiche di maggiore liberalizzazione o l’adozione di azioni protezionistiche da parte di singoli Stati che potrebbero frenare lo sviluppo della domanda con riduzione anche dei benefici indotti. In ogni caso però i numeri saranno consistenti e il processo dovrà essere accompagnato dall’adeguamento di tutte le componenti del sistema trasporto aereo, già al limite o in molti casi in crisi sotto la pressione degli attuali livelli di traffico. Un processo che dovrà interessare piste di volo, terminal, sistemi di controllo e gestione dei voli e delle attività aeroportuali, che richiede l’impegno sinergico dei singoli governi, delle comunità locali e di tutti gli operatori e deve essere mantenuto in un quadro di sostenibilità ambientale tramite azioni quali l’impiego delle nuove tecnologie sviluppate dalle industrie aeronautiche, nuove modalità di gestione del traffico aereo, la funzionalità ed efficienza delle infrastrutture aeroportuali.
La nuova analisi di IATA non introduce, tuttavia, elementi nuovi: gli scenari descritti sono quelli previsti da tempo dai vari soggetti del settore.
Per l’Italia, ad esempio, i dati evolutivi sono alla base del Piano Nazionale degli Aeroporti maturato in molti anni e sotto vari governi e entrato definitivamente in vigore il 2 gennaio 2016, che prevede un raddoppio del traffico aereo entro il 2030 (circa 300 milioni rispetto ai 157 del 2015) e su tale base delinea l’adeguamento infrastrutturale del sistema aeroportuale nazionale, compresi i progetti di ampliamento migliorativi del sistema aeroportuale della Toscana con gli scali di Firenze e Pisa e la nuova pista per il “Vespucci”.
Queste previsioni dovrebbero stroncare sul nascere le critiche di quanti si oppongono all'adeguamento di Peretola basandosi su analisi opposte sull'andamento tendenziale del traffico aereo. Che, per loro, sarebbe in diminuzione. Tanto da far ritenere inutile e superfluo il progetto di ampliamento del Vespucci. 
Non solo è un'evidente falsificazione della realtà prevedere una decrescita del traffico aereo in Toscana ma è anche uno scenario del tutto inesistente perchè nella nostra regione è necessario costruire un sistema aeroportuale normale che tutte le altre città e regioni italiane (ed europee) hanno consolidato già nel secolo scorso.
Sulla nuova pista di Peretola occorre segnalare che, purtroppo, non si è ancora conclusa la procedura di VIA al Masterplan 2014-2029. L'iter presso il Ministero per l'Ambiente è iniziato il 24 marzo 2015. 19 mesi sono un periodo estremamente lungo. Pur se in sintonia con le tempistiche "normali" del Ministero.
Si sono infrante sul muro della burocrazia romana le speranze di quanti auspicavano la fine del VIA entro agosto e poi entro settembre e/o ottobre. Adesso c'è da fare il "tifo" affinchè il Ministero rilasci il suo parere entro la fine del 2016.


mercoledì 9 novembre 2016

CHI VOTA SI, CHI VOTA NO


Ad ormai meno di un mese dalla data del referendum costituzionale può essere interessante gettare uno sguardo più da vicino sugli schieramenti contrapposti che anche a Prato si fronteggiano.
Oddio! Proprio fronteggiare non si può dire. Giacchè dal quasi frenetico attivismo di coloro che approveranno la riforma (è tutto un fiorire di comitati, iniziative, dibattiti, prese di posizione..) corrisponde un quasi assoluto immobilismo della parte opposta, quella schierata, almeno a parole, per il No.
Può essere utile allora andare a curiosare nei due schieramenti alla caccia di chi voterà in dissenso dal proprio partito. Nel fronte del Sì, ovverossia, nel PD, non sono molte le personalità interne che seguiranno la minoranza bersaniana nel voto d'opposizione alla riforma Renzi-Boschi. 
Tra le figure istituzionali che voteranno Sì ci saranno il capogruppo in Consiglio Comunale Lorenzo Rocchi e la presidente dello stesso Consiglio Ilaria Santi. Tutti e due in controtendenza rispetto alle correnti d'appartenenza. Anche l'assessore Simone Mangani, in giunta in quota (ex) Civati, si è invece pronunciato per il Sì. Così come quasi tutti i consiglieri di provenienza bersaniana e civatiana. Voterà No, invece, l'ex parlamentare Andrea Lulli, da sempre vicinissimo all'ex segretario del PD. Si esprimerà per il No anche l'ex presidente di ASM ed ex assessore Adriano Benigni.
La consigliera regionale Ilaria Bugetti, già bersaniana doc adesso Sinistra del PD, è iscritta a Sinistra per il Sì e dunque risponderà positivamente al referendum. Schieratissimo per il No l'ex consigliere comunale Sergio Puggelli.  Tra le personalità della sinistra fuori dai partiti Maurizio Giardi voterà No.
Per il No si è schierata anche Marilena Garnier, consigliere comunale indipendente eletta nella Lista Biffoni. Sempre della Lista Biffoni voteranno No anche Salvo ArditaSalvatore Giaquinta. Anche Giuliana SuvieriSergio Castignani, candidati nella lista Città per Noi che affiancò la sinistra alle ultime comunali, sono schierati per il No.
All'interno del fronte opposto, ovvero i partiti che invitano a votare No, per adesso gli unici a fare outing per il Sì sono stati l'ex europarlamentare della Lega Nord Claudio Morganti, il consigliere provinciale di Forza Italia Andrea Bonacchi, e l'ex responsabile comunale di Forza Italia Sergio Toccafondi. Anche il presidente del Circolo Airesis, storicamente vicino a Forza Italia, Sergio Bigagli, ha scelto di votare Sì.
Nel milieu intellettuale pratese sono per il Sì il filosofo Giacomo Grassi, gli scrittori Edoardo Nesi e Sandro Veronesi, il presidente della Casa Pia dei Ceppi prof. Walter Bernardi, lo scrittore Fabio Panerai ed il poeta Franco Faggi. L'attrice Valentina Banci è invece per un grintoso No.