giovedì 1 dicembre 2016

SESSANTOTTO


No. Tranquilli. Mica intendiamo parlare stamattina dell'anno mitico della contestazione giovanile. Parleremo invece della notizia che la provincia di Prato (che coincide al 90% con il Comune di Prato...) "conquista" il 68° posto nell'annuale classifica stilata dall'Università La Sapienza di Roma e da Italia Oggi sulla qualità della vita in Italia. L'anno scorso Prato era 57sima! Due anni orsono 50sima. Un  salto all'indietro di 18 posizioni dunque nel breve volgere di 24 mesi, che, stranamente, corrispondono quasi esattamente al nuovo governo cittadino. In Toscana solo la emarginata (geograficamente) e derelitta (socialmente, anche ieri un altro cavatore ucciso da una lastra di marmo..) provincia di Massa Carrara (83sima) è messa peggio di Prato. Dietro la nostra città ci sono quasi solamente province del profondo Sud. Non è un bel risultato. Anche a tener conto che queste classifiche sono opinabili e costruite con parametri (affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero, tenore di vita)  alquanto ballerini. Tuttavia, almeno, indicano senza dubbio un trend. E quello di Prato è sicuramente negativo. Fa impressione soprattutto il dato toscano. Prato supera soltanto la sfortunata, anche se doppia per città, provincia di Massa Carrara! Son cose che fanno riflettere, dunque, come diceva la mitica Sugar Kowalczyk/Marilyn Monroe nel mitico "A qualcuno piace caldo".
La nostra città è sempre alla prese con la più grave crisi economica e sociale del dopoguerra. Senza che si vedano all'orizzonte segni di inversione di tendenza. Può darsi che la riapertura del Centro Pecci ci faccia riguadagnare, nel 2017, qualche posizione. Tuttavia la sensazione è che dovremo convivere ancora per chi sa quanti anni con il permanere di una situazione critica. Degli indici presi in considerazione dagli autori della ricerca quelli che segnano il + ed il - della classifica sono sicuramente la popolazione (in costante aumento nonostante tutto; 192.009 abitanti al 30.09.2016..) e l'avanzare della criminalità e specialmente della microcriminalità.
Certo che il lavoro e le proposte dell'amministrazione comunale potrebbero, in linea teorica, portare un grande contributo alla risalita di Prato in questa speciale classifica. Tuttavia, ad oggi, abbiamo in campo solo due progetti, ambedue dell'assessore Barberis. Il primo, "Riversibility", consiste in un programma di arricchimento della ricreatività lungo le sponde del Bisenzio. L'altro, dedicato al Macrolotto Zero (Chinatown) dovrebbe essere in grado di mettere in moto meccanismi di integrazione urbanistica e sociale nuovi. Al momento, però tali progetti sono soltanto nella fase dell'annuncio. Anche l'opera che potrebbe qualificare l'amministrazione Biffoni, ovvero il Parco Centrale al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce, pare destinata a segnare il passo a causa delle difficoltà burocratiche intervenute nella gara fatta da ASL per lo smantellamento degli edifici.  E quasi sicuramente non potrà vedere la luce entro la fine della sindacatura Biffoni.
Così come è nell'incertezza totale la realizzazione del sottopasso del Soccorso affidato ad Anas.  Si riuscirà a realizzarne almeno il progetto esecutivo entro il 2019? Abbiamo forti dubbi.
Questo è quanto! Non vi sono, al momento, altri concreti segnali da parte della Giunta utili per riportare in alto la qualità della vita pratese. La squadra di Biffoni, in effetti, pare più impegnata a gestire il giorno per giorno che ad immaginare quella che nelle promesse elettorali doveva diventare una città dal respiro europeo. Ma c'è ancora metà sindacatura da governare. Chissà che le idee vincenti non arrivino proprio in questo lasso di tempo. Speriamolo!!
  

lunedì 28 novembre 2016

MILITARI IN CITTA'


Sarà capitato anche a voi di starvene più o meno comodamente seduti in un bar del centro storico a bere un caffè o uno spritz. E vi sarà pure capitato spesso di incrociare con lo sguardo una vecchia camionetta targata E.I. (Esercito Italiano) passare a passo d'uomo per Via Ricasoli, Piazza del Comune ed il Corso con il suo carico di soldati armati fino ai denti ma con l'aria svagata e rilassata di un italiano in gita.
Camionetta e soldati fan parte del programma "Strade Sicure" allestito in molte città italiane dal Ministero dell'Interno in collaborazione con quello della Difesa. Anche le pattuglie miste a piedi, soldati ed agenti di pubblica sicurezza, fan parte del medesimo programma.
E sarà capitato anche a voi, come succede a noi, di chiedervi a cosa diavolo serva questo mini schieramento di militari ed armi. O anche di chiedervi se queste presenze hanno contribuito a cambiare in meglio la vita cittadina. Perchè a noi pare che questo programma sia del tutto inutile e senza senso. O meglio l'unico senso che vi si può intravvedere è quello di mostrare qualche unità armata di fucili mitragliatori in giro per il centro storico a scopo preventivo. Come a dire che quella presenza dovrebbe servire ad intimidire gli eventuali malintenzionati di turno. Siano essi terroristi internazionali ovvero delinquenti spiccioli autoctoni.
Ma oltre a questa dimostrazione di forza preventiva non si vede quale utilità derivi dal programma "Strade sicure". 
Ed in effetti se andiamo a vedere i risultati di questo spiegamento di forze ci accorgiamo che in tre o quattro anni di esperienza abbiamo notizia di un solo (uno solo) intervento effettuato. Per tutto il resto si può dire che i nostri militari sono spesso a passeggio per la città come turisti in vacanza premio e pagata. Quel che non si riesce a comprendere è perchè mai queste forze non vengano utilizzate per presidiare, ad esempio, punti critici della città. Tipo Via Cironi e dintorni o Stazione di Porta al Serraglio. Una loro presenza fissa in queste locations sarebbe senz'altro utile. Se non altro per rendere meno massicci ed evidenti i loschi traffici che vi si svolgono apertamente.