lunedì 19 giugno 2017

IL LARDO


Qualche anno fa la cosiddetta finanza creativa imperversava in tutte le nervature dell'economia nazionale. Sembrava di aver trovato la gallina dalle uova d'oro! Qualche giochetto in banca e/o borsa e si risolvevano parecchi problemi di bilancio. Bilanci privati. Ma anche bilanci pubblici.
Non è chiaro chi e come introdusse per la prima volta taluni prodotti finanziari nei libri contabili di moltissimi comuni italiani. Convinti che qualche trucco ed un pò di belletto avrebbero potuto rendere di nuovo desiderabili, ad esempio, i conti di diversi comuni. Molti amministratori, ammaliati da sapienti venditori di parole e di numeri, si lasciarono convincere. Ed iniziarono ad introdurre nei propri bilanci finanziari quei prodotti, cosiddetti derivati, capaci di fare il miracolo di trasformare conti inesorabilmente in rosso in conti apparentemente in nero! Ad un costo per le finanze pubbliche del tutto accettabile. D'altra parte quei prodotti erano offerti sul mercato dalle banche, anche dalle banche che svolgevano ufficio di tesoreria per l'ente locale. Dunque perchè non approfittare dell'improvvisa manna caduta dal cielo dell'economia nazionale?
Ed ecco come per incanto le segreterie di sindaci ed assessori affollarsi di venditori "porta a porta" di tale meraviglie. Difficile resistere a tanto incanto. Impossibile per moltissimi comuni italiani. Tra i quali Prato. Che aderì, consapevolmente o meno questo ancora non è del tutto chiaro, ad uno di questi magici programmi finanziari. E' solo con il passare degli anni e delle poste di bilancio passive che si era costretti ad iscrivere nei libri contabili che il disinganno venne alla luce. Quei prodotti, lungi dal risolvere i problemi economici dei comuni, erano un vero e proprio pericolo pubblico. Perchè infarcivano i conti pluriennali passivi degli enti di poste ed oneri alla lunga insostenibili. E fu corsa allo sganciamento da tali programmi. Cosa non facile comunque. Perchè i venditori dei prodotti si erano largamente premuniti facendo firmare contratti capestro. E tali da rendere l'eventuale scelta della recessione praticamente impossibile ovvero assai onerosa.
Cosicchè quel che sembrava essere lardo, alla lunga, si è rivelato altra meno nobile sostanza biologica. E chi ha allungato la propria manina (o manona) sulla supposta preda sta ancora cercando la via per ritirarla con meno perdite possibili. Ma tutte le gatte, o quasi, c'hanno rimesso lo zampino! Ma alla fine, si sa, tutto finisce in gloria! Paga sempre il cittadino contribuente.


     

domenica 11 giugno 2017

PASSIONI


Al cittadino comune non sono rimaste molte cose a cui appassionarsi. Una volta la prima passione era l'appartenenza politica. Democristiano, socialista, comunista, repubblicano, liberale, missino...! Le campagne elettorali erano vissute in prima persona. I comizi in piazza dei principali leaders politici erano un avvenimento. Come uno spettacolo ragguardevole erano pure le apparizioni dei segretari dei vari partiti in televisione e specialmente a Tribuna Politica. Si scatenavano tifi da stadio. Ed i principali esponenti politici delle varie formazioni erano dei veri e propri personaggi. Di cui, per giorni, si raccontavano le performances ed in piccolo si cercava di clonarne il carisma.
Tutti famosi i segretari dei vari partiti. Dal più grande al più piccolo. C'è stato un tempo in cui i responsabili maggiori delle varie forze politiche erano quasi degli eroi popolari. E c'era, spessissimo, il fascino dell'incontro diretto sulle piazze. I comizi, che allora erano seguitissimi, permettevano il rapporto diretto dei vari politici con il loro popolo.  
Adesso tutto è mediato dalla televisione. Non si tengono più, o quasi, incontri di piazza. Ci si incontra e scontra nell'agorà virtuale della TV. Cosicchè non esiste più passione politica. Sostituita, magari, da boutades (più o meno riuscite) sulle pagine di Facebook. 
L'unica passione che ancora resiste è allora solo quella sportiva. E, segnatamente, per il gioco del calcio e le squadre che lo interpretano. Non si spiega altrimenti perchè migliaia di persone, spesso intere famiglie, si muovano dalle loro case per raggiungere gli stadi dove si gioca. O si aggruppino, com'è accaduto nei giorni scorsi a Torino, in una piazza che trasmette su grande schermi la partita decisiva della squadra del cuore. Solo un'immensa passione può far decidere a decine di migliaia di tifosi di recarsi in una piazza per assistere, su un maxi schermo, a quello che poteva essere visto comodamente seduti nel salotto di casa propria. Stare insieme ad altri che la pensano esattamente come te in fatto di passione sportiva è la molla che ha fatto radunare in Piazza San Carlo a Torino tutta quella gente. Gente che pur di stare assieme s'è fatta centinaia di chilometri ed ore ed ore di viaggio. E che, purtroppo, si è trovata coinvolta nei tragici avvenimenti che sono seguiti.  
Una passione che dilata a tutta la settimana la durata dei classici 90 minuti di partita. Partita, s'intende, che non finisce mai. Neanche quando il campionato è terminato. C'è da seguire il grande calciomercato. C'è da conoscere il nuovo campione che dal prossimo anno vestirà i nostri colori sociali.
Non c'è tregua estiva che tenga. Anche perchè è diventato quasi un vezzo nazionale, almeno per lo zoccolo duro del tifo, andare in vacanza nello stesso posto scelto dalla nostra squadra per gli allenamenti precampionato. E se davvero non potete andare di persona niente paura. Ci sono mille canali sportivi, oltre quello tutto dedicato alla vostra squadra, che vi raccontano, minuto per minuto, quel che accade nel ritiro! Passione sportiva sconfinata! Passione vera!! E, forse, unica passione rimasta!!

venerdì 9 giugno 2017

SUPERTUSCANS


Con la promozione raggiunta ieri sera dal Benevento diventano ben cinque gli allenatori toscani che la prossima stagione disputeranno la massima serie del calcio nazionale.
Marco Baroni, fiorentino, leader maximo della squadra capoluogo del Sannio, andrà ad aggiungersi a Massimiliano Allegri (Juventus), Maurizio Sarri (Napoli), Leonardo Semplici (Spal) e Luciano Spalletti (Inter). Cinque su venti. Un quarto di tutta la serie A allenata dunque da gente toscana.
Un dominio regionale indiscusso ed indiscutibile. Si può cominciare a parlare di una serie A che sciacqua i suoi molti anni nelle acque non sempre cristalline del vecchio, tortuoso e bizzoso fiume Arno!  A questi cinque potrebbe essere aggiunto anche Walter Mazzarri che ha guidato nell'ultima Premier League il Watford di patron Pozzo!
Si può cominciare a parlare di una scuola toscana degli allenatori e non solo delle tradizionali scuole di pittori e scultori rinascimentali. 
E', per l'appunto, un'arte quella di stare alla guida di grandi e piccole squadre di calcio.  Un'arte che non si riassume soltanto nel saper mettere in campo undici elementi per farne una squadra ma, e forse anche di più, nel saper gestire giorno dopo giorno, settimana dopo settimana equilibri interni ed esterni alla compagine. Non solo grande tecnica calcistica, dunque, ma anche capacità e sensibilità adeguate ai livelli di pressione che il mondo del calcio italiano, come forse non altri, esprime giornalmente. L'allenatore in Italia non può essere solo un sapiente tecnico calcistico ma anche un buon comunicatore ed un ottimo psicologo. Degli individui e delle masse. E fa piacere che a primeggiare siano dei toscani. Anzi dei supertuscans!!     

martedì 6 giugno 2017

BUONA STELLA

Foto: Notizie di Prato

Un Record di cui avremmo volentieri fatto a meno.
Secondo una recente indagine del Sole24ore Prato è la città italiana in cui la crisi s'è fatta più sentire.
Il quotidiano di Confindustria calcola che il reddito medio annuo cittadino (2015) sia di  euro 20.188, a fronte di un reddito medio nazionale che si attesta su euro 20.798. Dal 2007 al 2015 il reddito medio di Prato (provincia) è calato del 6,22%!! Quello italiano, per comprendere di che cifra stiamo parlando, è calato dell'1,32%. La città, dunque, avrebbe lasciato sul terreno quasi cinque volte quello che ha lasciato l'intera Italia! Una crisi profondissima pertanto. Che si farà sentire ancora negli anni a venire.
Ed i risultati sono largamente visibili. La città è ormai un vasto cimitero di negozi e botteghe sprangate. Fondi che difficilmente negli anni prossimi rivedranno la luce. Complice anche la grande e grandissima distribuzione le botteghe di prossimità sono quasi tutte destinate a tirar giù i propri bandoni. Per non rialzarli mia più!
Almeno questa è l'esperienza che è stata già fatta in altre città colpite dalla crisi economica. 
In città la gravità della crisi è doppia: stiamo scontando il fatto che nel recente passato Prato s'era arricchita grazie soprattutto alla monocoltura tessile. Difficile, adesso, individuare nuovi spezzoni d'economia da sviluppare ed implementare anche con politiche guidate dall'alto. In Europa queste situazioni di decrescita infelice hanno avuto esiti differenti. Alcune città le hanno superate scommettendo molto, ad esempio, sulla cultura. Che è uno schema però difficilmente riproponibile a Prato.
Occorrerebbe individuare altre strade. E ci sarebbe anche bisogno di un Comune in grado di indicare qualche percorso virtuoso. E' di tutta evidenza, però, che il nostro attuale governo cittadino non è in grado di svolgere questo ruolo! E non si vede neanche nella società civile chi possa assumersene la guida. Non resta, pertanto, che confidare nella buona stella dei pratesi. Chissà che quello che non è possibile raggiungere con le varie governances non sia raggiungibile con l'aiuto della fortuna.

domenica 4 giugno 2017

BILDERBERG


Il gruppo Bilderberg raduna annualmente, in lussuosi alberghi a porte chiuse, il gotha della plutocrazia mondiale. Il nome del club deriva dal nome dell’hotel de Bilderberg a Oosterbeek, in Olanda, dove si tenne nel 1954 la prima riunione.
Fino ad oggi 4 giugno questa speciale società composta da banchieri, managers, politici, militari e giornalisti (tra gli italiani saranno presenti sicuramente i dem-progressisti Lilli Gruber e Beppe Severgnini...) discuteranno su come continuare con questo sistema di potere politico-economico-finanziario che permette a 8 persone nel mondo di possedere una ricchezza pari a 426 miliardi di dollari, somma equivalente a quella posseduta da 3,6 miliardi di persone.
Naturalmente questo schema di controllo della società viene ripetuto largamente in tutti i paesi dell'occidente capitalistico. Ed anche in Italia. E pure a Prato!
E' un sistema di potere ormai largamente consolidato. Non ci vuole poi molto per mettere insieme, anche nelle città, i maggiorenti della politica, economia, finanza, giornalismo ecc. ecc.. Sono decine le occasioni d'incontro che permettono a questo insieme di poteri di realizzare il proprio pre-dominio. Chi pensasse che a livello cittadino contino solo, e/o soprattutto,  sindaco, giunta e consiglio comunale sarebbe quanto meno un ingenuo ed inguaribile sognatore. La mappa del potere è assai distribuita e ramificata. Ma viene sublimata sicuramente nei piccoli club Bilderberg che sorgono, spontanei o meno, in ogni città.
In questi club quel che conta è il posto che si occupa nella società. E più in alto si è, meglio è!
Sono postazioni che non hanno bisogno di legittimazione popolare (mica si è eletti, l'unica regola applicata è la cooptazione....). Nè di rendere conto ad un'opinione pubblica spesso frastornata ed assente (indovinate di chi è il merito..) di quello che si dice e si fa all'interno del club.
I Club Bilderberg sono, pertanto, la rappresentazione, ancorchè parziale, di un potere puro ed assoluto. Che assicura, a chi è chiamato a farne parte, il mantenimento e l'accrescimento della sua posizione preminente nella società, nella professione, nel mestiere! 
    

venerdì 2 giugno 2017

CAPITALE DELLA CULTURA


Agrigento, Agropoli, Alberobello, Altamura, Ancona, Asti, Aversa, Bellano, Benevento, Bitonto, Capaccio Paestum, Casale Monferrato, Caserta, Catania, Ceglie Messapica, Cuneo, Fabriano, Fasano, Foligno, Gallipoli, Lanciano, Macerata, Merano, Messina, Montepulciano, Noto, Nuoro, Oristano, Parma, Piacenza, Pietrasanta, Pieve di Cadore, Ragusa, Ravello, Reggio Emilia, Salerno, Scandiano, Siracusa, Telese Terme, Teramo, Tivoli, Tremezzina, Treviso, Vibo Valentia e Villa Castelli. 
Sono le 45 tra città, paesi e borghi che hanno avanzato la loro candidatura per diventare la capitale della cultura italiana nel 2020. Tra queste anche Prato ha deciso di partecipare alla selezione nazionale.
Insieme a Parma e dopo Catania e Messina Prato è la città demograficamente più grande tra quelle concorrenti. Ma la dimensione in termini d'abitanti non è uno dei parametri sui quali verrà basata la scelta. Ed in effetti insieme a città di oltre 200.000 abitanti, come la nostra, troviamo località sicuramente note e famose ma con un decimo di cittadini rispetto a Prato. I criteri sui quali verrà basata la scelta sono altri.
Dalla ricchezza del proprio territorio al paesaggio, alla capacità d'accoglienza. Ma soprattutto dalla produzione e diffusione della cultura attraverso varie esperienze. Dal teatro al cinema, dalla letteratura alla poesia, dalla danza alla musica, alla pittura, all'archeologia, ecc. ecc..
Prato eccelle soprattutto nel cinema e nella letteratura.
Roberto Benigni, ed è detto tutto, insieme a Giovanni Veronesi ed altri minori segnalano Prato nel primo caso.
Ma Prato è non solo cinema. Anche la più nobile ed antica letteratura vanta un invidiabile palmarès.  
Non a caso Prato può vantare nel giro degli ultimissimi anni ben due vincitori del Premio Strega, l'award più prestigioso e di qualità in ambito nazionale. Sandro Veronesi e Edoardo Nesi sono i due giovani concittadini ad avere vinto il prestigioso riconoscimento. Ma, naturalmente, si aggiungono a queste performances d'eccellenza tutta un'altra serie di atouts! Dalla Cattedrale con il ciclo dei meravigliosi affreschi del Lippi al Castello dell'Imperatore, con a fianco la magnifica Basilica delle Carceri fino al rinato Palazzo Pretorio. Ai quali devono essere aggiunti, in età contemporanea, il Teatro Metastasio ed il Centro Pecci.       
Certo è che se negli anni passati qualcuno avesse osato accostare il nome della città alla cultura (nonostante la presenza di un rinomato Premio letterario Città di Prato) sarebbe stato guardato in cagnesco. Giacchè ogni stilla di energia sprizzante da Prato era dovuta al lavoro ed al mondo del tessile in particolare. Chi avesse battuto altri terreni ed altre strade sarebbe stato considerato un avventuriero o uno con scarsa propensione al lavoro! Massì, un vagabondo! 
E' stata la grave crisi economica che anche da noi s'è fatta sentire a rendere meno periferico e casuale il nostro approccio con il mondo della cultura. Con la quale si può, perfino, mangiare! 
E dunque è giusto accettare questa sfida sulla capitale della cultura. Se ce l'ha fatta Pistoia perchè non credere che anche Prato ha possibilità di farcela?

mercoledì 31 maggio 2017

MACCHINA DA GUERRA


Macchina da guerra! Come altro definire l'organizzazione del Partito Democratico pratese? Una vera e propria macchina da guerra. Al confronto, specialmente, con il nulla delle altre formazioni politiche cittadine, l'organizzazione del PD questo appare.
Una capillare macchina creata per conservare ed arricchire il consenso di cui ancora gode quel partito nella società pratese. Una war machine che copre tutto il territorio, dal centro storico fino alla più sperduta frazione della periferia. L'unica in grado ancora di mobilitare la propria gente. La sola che riesce ancora a far smuovere di casa centinaia di persone per andare a sentire i vari racconti del segretario Gabriele Bosi o di qualche assessore comunale.
Forse, parafrasando Achille Occhetto, non proprio una gioiosa macchina da guerra, ma sicuramente l'unica in grado di intercettare, celebrare, far lievitare e sublimare l'interesse (scarso) dei cittadini verso la politica, cittadina e nazionale. 
Adesso più che mai, anche per merito delle primarie, il PD sembra l'unico partito capace di interloquire con i propri militanti e con gli altri cittadini. Merito non da poco ove si pensi alla scarsa rilevanza che ha oggi la militanza politica in generale. Certamente pesa il retaggio dell'antica organizzazione del defunto PCI, sicuramente il più strutturato in assoluto dei partiti politici nazionali. Ma non è ininfluente la costante volontà dei democratici di mettersi in rapporto con la propria esigente base popolare. Cosicchè mentre gli altri movimenti e/o partiti si rifugiano chi nell'etereo web chi nell'ampio e leggiadro spazio dell'opinione pubblica il PD continua a considerare decisivamente rilevante il confronto diretto con militanti, iscritti ed elettori. Utilizzando certamente anche le nuove tecnologie digitali, ma ancorando il tutto ad un tradizionale lavoro che prevede nel face to face ancora una metodologia efficace e non obsoleta.



lunedì 29 maggio 2017

BIFFONI: ZERO TITOLI


Facendo il bilancio dei suoi primi mille giorni di governo Matteo Biffoni si è lanciato anche nelle previsioni di quello che farà nei prossimi 700: niente!! Il nulla assoluto!. Così che lo stesso sindaco non è neppure in grado, probabilmente per mancanza di risultati, di annunciare la sua ricandidatura per il 2019. "La politica va veloce" sentenzia Biffoni. E dunque non è assolutamente detto che sia ancora lui il candidato del centrosinistra nel 2019. Anche perchè nel 2018 ci saranno le elezioni politiche. Ed una cadrega romana, peraltro già ampiamente assaggiata da Biffoni (...anche se prematuramente scomparsa), fa ancora gola all'attuale primo cittadino. L'interesse biffoniano potrebbe facilmente sposarsi con l'interesse di chi, viceversa, all'interno del PD, è sedotto dalla pazza voglia di sedersi sulla poltrona più ambita del Palazzo Comunale. E con questo trovando una perfetta quadra di ambizioni e volontà! 
Se la politica va veloce, come dice il sindaco, vanno invece lentissimi i programmi del suo governo. Tanto lenti che in sostanza di questa prima sindacatura niente di concreto non solo non vedrà la luce ma neppure sarà cantierizzato. Sottopasso del Soccorso, parco centrale dell'ex ospedale, Bisenzio ecc. ecc.. tutti rimandati a dopo il 2019. Al Biffoni 2 (o a chi per lui). Non un grande risultato specialmente per chi, come Biffoni, intendeva fare di Prato una città dal respiro europeo.  
Invece anche stavolta ci dobbiamo accontentare di una città ai margini della provincialità, quasi immobile, come imbalsamata dalle sue molte contraddizioni!
Di questo stallo deve cominciare ad esserne consapevole anche buona parte dell'elettorato. In qualsiasi rilevazione demoscopica, infatti, i cittadini pratesi si pronunciano con clamorose bocciature dell'operato di questa amministrazione. Solo l'assoluta inconsistenza dell'opposizione (sia sul versante centrodestra che su quello grillino..) può ancora far sperare la sinistra in una riconquista del Comune tra due anni!
  

sabato 27 maggio 2017

CIAO FIORENZO

     foto: Il Tirreno

 Deve essere stato tremendo l'impatto con quell'auto. Fiorenzo Gei dava l'impressione di essere fatto d'acciaio. La sola potenza della sua voce faceva immaginare quanto fosse forte il suo fisico. Pareva certo che niente e nessuno avrebbe potuto scalfirlo. Fiorenzo era una roccia. Scolpito nella pietra. Quella stramaledetta auto deve averlo colpito a tradimento! Vogliamo ricordarlo per le sue mille attività, interessi, passioni. Ma, soprattutto, per la sua estrema generosità. Se gli chiedevi aiuto si faceva in quattro per dartelo. Non mancando, ove solo il suo singolo apporto non fosse bastato, di coinvolgere altri suoi amici e sodali.
Lo ricordiamo con zappa, falce e machete in mano intento a riportare alla percorribilità più agevole possibile uno degli innumerevoli sentieri del CAI della nostra provincia. O a tener pulito un sito sulla sommità di Poggio Castiglioni. Oppure a fare manutenzione al piccolo laboratorio ipogeo di Forra Lucia, lungo il Rio Buti. Fiorenzo era una forza della natura. Attaccato e imbrigliato ad una corda per risalire, ed aiutare a far risalire, le cascatelle scoscese di qualche torrente pratese. Con il suo tascapane sulle spalle pieno di cose utili ai suoi compagni d'escursione. Fiorenzo era un vero e genuino amante dell'ambiente in tutte le sue manifestazioni. 
Poco incline alle teorizzazioni astratte era solito riempire le sue passioni con la fatica ed il sudore dell'azione. Capace, però, al tempo stesso, di intrattenere il pubblico con il vivido racconto delle cose che aveva sperimentato, scoperto, conosciuto di persona. E amante profondo della musica, lirica in particolare! Ricordiamo Fiorenzo come instancabile uomo d'azione. Ma anche come appassionato divulgatore delle sue profonde conoscenze del territorio e dell'ambiente pratese.
Il CAI di Prato non aveva di certo sbagliato persona eleggendolo a proprio presidente. Non avrebbero potuto scegliere persona migliore di lui. Adesso uno stupidissimo incidente stradale ce l'ha portato via. Sarà molto difficile farne a meno. Ciao Fiorenzo. Ci mancherai!!

giovedì 25 maggio 2017

CAMPAGNA ELETTORALE


E' cominciata ieri sera all'Art Hotel la nuova, e lunghissima, campagna elettorale che porterà alle elezioni comunali della primavera 2019! E' iniziata per "merito" di Marilena Garnier che ha radunato in quella location i suoi numerosi supporters. 

A due anni dalla data del rinnovo del consiglio comunale (e del sindaco ovviamente...) c'è già in campo una candidata a tentare di scalzare dalla poltrona di primo cittadino l'attuale sindaco Matteo Biffoni. Qualche osservatore ha considerato prematura la "discesa in campo" della consigliera indipendente. Troppo lontana la data delle elezioni per uscire allo scoperto. Troppo lunga (e faticosa?) una campagna lunga due anni. A noi pare, invece, che i 24 mesi di tempo che ci separano dalle nuove elezioni siano corretti e forse sufficienti per farsi conoscere ed apprezzare dalla città. Uno degli handicap di chi si candida contro il sindaco uscente è infatti l'enorme disparità tra i livelli di popolarità dei contendenti. Grande, grandissima quella del sindaco che si ricandida. Scarsa quella dei suoi competitori. Ed aldilà delle posizioni politiche e delle alleanze a sostegno il fattore "popolarità" è uno di quelli decisivi per ottenere un buon risultato.  
Ha fatto bene, dunque, Marilena Garnier a gettarsi nella mischia con largo anticipo. Naturalmente una lunga campagna elettorale ha anche le sue controindicazioni. 
Il percorso deve essere riempito di contenuti, programmi, progetti, proposte, persone. Altrimenti rischia di diventare una sterile ostentazione dei propri buoni propositi. Ma di buoni propositi, spesso, è lastricata la strada che porta alla sconfitta. 
Ai buoni propositi devono accompagnarsi le buone pratiche. E le buone compagnie. Saranno decisive, da questo punto di vista, le candidature d'appoggio che la Garnier riuscirà ad ottenere dalla società civile (ed anche da quella politica..).
Così come decisivi risulteranno donne e uomini, programmi e progetti che la consigliera vorrà mettere in campo.
Ma, per adesso, siamo solo ai buoni propositi dichiarati!! Tempo al tempo!

martedì 23 maggio 2017

GREGGE


Ebbene si! Pare che ci sia un deficit nel Bilancio Comunale. Per una somma di circa 36 milioni di euro! Sostiene l'assessore al Bilancio Monia Faltoni che tale cifra verrà "recuperata" con una manovra della durata di 28 anni (ventottoanni....)!! Naturalmente i 36 milioni di disavanzo sono dovuti alle allegre gestioni delle giunte precedenti a questa. E, segnatamente, all'opera della Giunta Cenni! E così il quadro è completato. Le maggiori spese rispetto all'entrate son sempre dovute alle cattive gestioni di chi ha preceduto! E dunque è del tutto naturale che anche i difensori dell'operato della sindacatura Cenni incolpino del disavanzo gli anni dei governi della sinistra! Alla fine però il risultato è sempre lo stesso! Pagheranno, sia per la destra che per la sinistra, i cittadini pratesi. In termini di più tasse e/o meno servizi.
Mai una volta che ci sia qualcuno che si prenda la colpa. E che si intesti, dunque, la responsabilità politica ed amministrativa del deficit finanziario. Ed in fondo è giusto che sia così. I cittadini sono un gregge di pecorelle da tosare e/o mungere a fondo. Imbambolati come sono dalle chiacchiere politiche state pur certi che non se ne accorgeranno nemmeno. Ed anzi saranno portati a ringraziare addirittura i loro carnefici amministrativi. Premiandoli, magari, alle prossime elezioni!!    

domenica 21 maggio 2017

EFFETTO GARNIER


La notizia c'è! Eccome se c'è! Mercoledì 24 maggio (data evocativa di epopee del secolo scorso..) si presenterà alla città un candidato a sindaco per le elezioni del 2019. Sarà il secondo! Giacchè pare chiaro che per il sindaco uscente Matteo Biffoni ci sarà, volente o nolente, una ricandidatura.
Stavolta a presentarsi alla città sarà la consigliera indipendente (ma eletta nella lista civica "Biffoni per Prato"....) Marilena Garnier. La Garnier sta facendo le cose in grande. S'è mossa intelligentemente con molto anticipo (ed i tempi in politica sono essenziali...) sulla data delle nuove elezioni comunali. Ma in perfetta sintonia politica con le sue rinnovate ambizioni. Due anni è il tempo giusto e corretto per costruire una lista (o più liste di candidati..); stilare un programma di governo quinquennale della città; raccogliere intorno al proprio nome quanto più consenso (sociale e politico) possibile! Ed armarsi di tutto il coraggio che occorre per lanciare la sfida al sindaco in carica. Il tentativo di Marilena Garnier è quanto mai impegnativo e duro. Erodere consensi al centrosinistra pratese è difficile. Eroderne all'attuale sindaco Matteo Biffoni lo è ancora di più. Tuttavia l'impresa non appare impossibile. Marilena Garnier si propone come credibile candidata alternativa alla sinistra (provenendo da quelle file..) provando a coagulare sul suo nome anche tutta l'attuale opposizione di centrodestra al biffonismo.
Solo se Garnier sarà la campionessa unica di chi si presenta come valida alternativa alla sinistra avrà chances importanti di successo. Perchè questo accada non basta sicuramente la volontà della Garnier. Occorre convincere della bontà dell'operazione anche il resto dell'opposizione. Affinchè rinunci ad un proprio candidato di bandiera convergendo invece sull'attuale consigliera di minoranza. E' richiesto certamente un grande sacrificio ai partiti del centrodestra pratese. Che debbono rinunciare alle loro particolari ambizioni. E mettersi al servizio di un'opzione politica seria in grado davvero di ribaltare l'esito delle consultazioni.
Lo sapranno fare Giorgio Silli e compagnia? Forse si! Ma è certo che se non lo facessero si assumerebbero una grave responsabilità. Ed anche l'opinione pubblica di centrodestra non glielo perdonerebbero! 

venerdì 19 maggio 2017

BELLO FIGO

Foto: Tirreno

Ha suscitato e susciterà una vasta reazione, almeno sui socials, il concerto che tale Bello Figo (anzi Bello Figo Swag..) terrà in Piazza delle Carceri il prossimo 9 di giugno. Il concerto è gratuito perchè le spese sono state coperte da Mr. Diego Blasi, patron del Bar (letterario..sic!!) Bacchino, organizzatore dell'evento (si fa per dire....).
Questo Bello Figo ad ogni evidenza non è un cantante, non è un rapper, non è un attore, non è un dicitore.... E non è, a ben guardare, neppure un "bello figo"! E' solo un personaggetto creato dal web! Dove si muove con forza leonina accompagnato da un marketing notevolissimo. Che lo ha trasformato da sfigato pischello di periferia in social case dell'anno.
Non c'è voluto molto, a dire la verità. Qualche provocazione (piccola piccola..), qualche testo impertinente, qualche ammiccamento sessuale, qualche reazione ed ecco fatto!!
Così com'è venuto fuori questo Bello Figo è destinato a rientrare nel dimenticatoio in brevissimo tempo. Giacchè non in possesso di alcuna qualità che meriti di essere sottolineata e valorizzata.
Solo un malinteso antirazzismo di facciata, in una sinistra orfana di altri e più performanti valori, hanno permesso a Bello Figo di crearsi una propria nicchia d'ammiratori.
Tempi duri ed oscuri (al di là del colore della pelle...) quelli che viviamo (e che vive specialmente l'uomo/donna sinistroide..).
Adesso, e in non spasmodica attesa del 9 di giugno, Bello Figo s'avvia ad essere testimonial di una banale operazione commerciale. "Non faccio operaio" grida l'omino! Davvero non granchè di sinistra. Davvero cosa non granchè figa!   
   

mercoledì 17 maggio 2017

INTERNET SUPERVELOCE


La notizia è che Prato sarà una delle 5 città italiane chiamate a sperimentare la nuova tecnologia 5G. Ovvero l'internet super-iper-veloce. L'internet che ogni utente desidera. Schiacci un tasto e zac, ancora prima di averlo rilasciato, t'appare la pagina cercata....Che bello!! A questa scelta della nostra città come chaperon del 5G non deve essere stata estranea la figura del sottosegretario Antonello Giacomelli, che è il responsabile politico dell'intero progetto 5G. E perchè mai Giacomelli non avrebbe dovuto scegliere, tra le altre, la propria città? Ovvero il posto in assoluto che conosce meglio in tutto il Paese. Ci pare che la polemica per questa scelta sia proprio infondata.  
Prato, anche per la particolare composizione sociale della sua comunità, si presta bene a questa sperimentazione avanzata. 
Sperimentazione avanzata certo ma anche paradossale. Prato, da molti punti di vista, è una città immobile! Che guarda al suo passato più che al suo futuro! Futuro che, oggi, è anche difficile da immaginare. Una città, pertanto, difficile da collegare con la presenza di magnifiche invenzioni digitali. 
Le quali avrebbero bisogno, almeno nell'immaginario collettivo, di comunità assai dinamiche e scevre da sentimenti passatisti. Tutte cose che al momento a Prato non vi sono!
Ma forse è anche per questo che la città è stata selezionata.

Per vedere l'effetto che riesce a fare anche in una città non immediatamente portata all'innovazione ed alla modernità l'introduzione delle nuove rivoluzioni e risoluzioni digitali!!  
Quanto al fatto che queste innovazioni siano a disposizione immediatamente dell'utenza privata non sapremmo dire. Anche se, ovviamente, sarebbe del tutto auspicabile!!

lunedì 15 maggio 2017

MANIFESTAZIONI DI PIAZZA

Foto: Notizie di Prato

E' stata un flop (annunciatissimo....) la manifestazione di sabato pomeriggio in Piazza del Comune per chiedere più sicurezza in città. Poche decine di persone hanno risposto all'appello dei volenterosi e speranzosi organizzatori. Eppure l'iniziativa era nata per rimarcare la necessità di avere più sicurezza cittadina dopo l'assassinio di Leonardo Lo Cascio davanti al Tribunale.
Lo sparuto gruppo di cittadini che ha raccolto l'appello di amici e familiari di Leonardo si è trovato disperso nella semivuota piazza centrale. Neppure l'emozione destata in città da quel tragico delitto è riuscita a coinvolgere i concittadini pratesi. Niente di nuovo sotto il sole. A Prato è normale che le manifestazioni vadano deserte (o quasi). Se si pensa che per le celebrazione del Primo Maggio le tre più grandi organizzazioni sindacali riescono a mobilitare non più di 3/400 persone (delegazioni ufficiali comprese...), è chiaro che iniziative più politicizzate non raccolgano che pochissime presenze di pratesi. Il pratese medio è infatti alieno dal partecipare alle manifestazioni di piazza. Non è nel suo DNA! Il cittadino pratese medio è sicuramente un individualista convinto e più portato a farsi i fatti propri che a scendere in campo per i fatti che coinvolgono tutti! Il cittadino pratese medio considera quasi uno sfigato colui che sfila in corteo per le vie cittadine! Da chiunque convocato. E' più una forma di estremo pudore a mostrarsi che espressione di totale estraneità alle chiamate all'adunata!
Il pratese è abituato a cavarsela da solo. Nel lavoro e nella società. E mal gli si addice fare gruppo e/o far parte di una fazione. E' convinto di portare il suo contributo facendosi ostinatamente gli affari suoi. Il che non vuol dire, ovviamente, che il pratese sia contro ogni forma di appartenenza e di solidarietà. Sentimenti tuttavia che vuol vivere da solo. Senza sentirsi obbligato a mostrarli socialmente. 
Un cittadino, dunque, sui generis. Più attento al suo comportamento individuale che a quello degli altri. Anzi con qualche sussiegoso ritegno a mostrare in società i suoi più intimi convincimenti e passioni. Che poi per circa 70 anni affidi, col suo voto, il governo della città a chi si proclama portatore di valori comuni è quasi incomprensibile.        

sabato 13 maggio 2017

SICUREZZA


Oggi pomeriggio, dalle ore 16 in avanti in piazza del Comune, si terrà un'iniziativa in ricordo di Leonardo Lo Cascio. Ucciso sgozzato 20 giorni fa da un balordo davanti al Tribunale di Prato. E' stata la famiglia di Lo Cascio, ed i suoi amici, ad indire la manifestazione. Perchè la morte di Leonardo non passi del tutto inosservata. Senza lasciarsi niente alle spalle. E' una manifestazione anche polemica. Con quanti, in primis le istituzioni cittadine, hanno relegato nel dimenticatoio la barbara uccisione di un proprio concittadino. Non sarà una manifestazione securitaria. Non sarà una manifestazione per chiedere vendetta. Se mai sarà l'occasione per chiedere giustizia. E per ricordare a tutti che la città dovrebbe poter ospitare tutti senza che nessuno si senta minacciato.
Non sappiamo quanti cittadini raccoglieranno l'invito alla presenza in piazza venuto dai famigliari e dagli amici di Leonardo. Ed è sicuro che la riuscita o meno della manifestazione non si misurerà con le cifre dei partecipanti. Quella convocata per oggi pomeriggio è già una prima vittoria. E' la primissima volta, infatti, che privati cittadini scelgono di rendere pubblico e partecipe il loro immenso dolore. Chi si ritroverà con loro nella principale ed istituzionale delle piazze cittadine avrà avuto il merito di rispondere ad un appello giusto, equilibrato e corretto. Al quale manca, purtroppo, solo un crisma ufficiale. Giacchè nè sindaco nè giunta cittadina hanno preso posizione in merito. Segnalando dunque la loro assenza anche in questa occasione. La qualcosa rende ancora di più importante l'appuntamento odierno. In effetti le istituzioni più importanti sono i cittadini che si muovono per un giusto obbiettivo. E quello di oggi pomeriggio non solo è giusto ma anche sacrosanto! I famigliari di Leonardo hanno anche scelto di lasciare la parola ai singoli partecipanti. Affinchè ognuno possa comunicare i propri sentimenti più intimi. A maggior ragione se saranno assenti, come sembra, le più alte figure istituzionali pratesi. Assenti, ancora una volta, così come lo sono stati dall'inizio della vicenda. Non una parola di conforto, infatti, è giunta alla famiglia Lo Cascio da parte delle autorità civili cittadine! Quasi a significare l'estremo disagio con il quale le stesse convivono di fronte al ripetersi di questi terribili episodi. E che, evidentemente, provano ad esorcizzare facendo finta di nulla e continuando a sfidarsi ai biliardini.             

giovedì 11 maggio 2017

INTERPORTO

Foto: Notizie di Prato

"L'Interporto della Toscana Centrale protagonista alla Fiera di Monaco di Baviera". Certamente non si può affermare che Interporto Spa non goda, e abbia goduto, di buona stampa. In questo caso, addirittura, l'essere presente con un proprio stand significa diventare protagonista di una Fiera! Ma quando mai!! D'altra parte, è risaputo, Interporto si avvale di collaborazioni e consulenze. Spesso pescate tra i nomi dei giornalisti cittadini! Che, all'occorrenza, rendono il favore!!
Da qualsiasi parte lo si guardi Interporto è una scommessa persa per la città di Prato. 
Una struttura pensata e progettata quando l'economia cittadina era una locomotiva lanciata alla massima velocità. Ma realizzata quando il boom economico pratese era già abbondantemente finito, terminato!
Di fatto, adesso, Interporto (della Toscana Centrale...) significa soprattutto costruzione di capannoni e loro locazione. Nessuno degli obbiettivi che erano all'origine dell'impresa resta oggi in piedi. Non certamente quello di spostare il trasporto merci dalla gomma al ferro. La famosa, e mai realizzata, intermodalità!
Tuttavia sarebbe sbagliato sostenere che oggi Interporto non serve a niente! Serve. Certo che serve! Serve a cementificare ancora di più quel brano di campagna pratese (e tra poco anche campigiana..) tra la città ed il Bisenzio. Serve a realizzare ulteriori capannoni per le ditte di spedizioni che si servono unicamente di camions per i loro traffici. I treni ad Interporto significano oggi soltanto il luogo dove si parcheggiano i convogli Breda da ristrutturare. File di vagoni che hanno conosciuto tempi migliori ed in attesa di un qualche futuro operativo. Non molto per una struttura che doveva diventare un chiaro esempio di scambio delle modalità di trasporto! Oggi di chiaro c'è solo il fallimento di Interporto. Perchè ormai l'obbiettivo sociale è irraggiungibile! 


martedì 9 maggio 2017

BIFFONI: MILLE GIORNI


Pare ieri! Invece sono proprio passati tre anni (mille giorni) dall'elezione al primo turno di Matteo Biffoni come sindaco di Prato!  Mille! Come le mille bolle blu! Ovvero le mille balle blu! Sono passati assai velocemente! Così rapidi da non avere lasciato quasi traccia nella vita dell'amministrazione biffoniana! Qualcuno ricorda una giornata particolare? O un avvenimento memorabile? O un provvedimento indimenticabile? Macchè! Niente di niente! Il primo (e ultimo..) migliaio di giorni biffoniani è scivolato via come acqua sul vetro! 
Normale amministrazione ovvero amministrazione immobile ed immobilizzata. Neppure le non impreviste dimissioni di Roberta Lombardi dal PD riescono a vivacizzare questo migliaio di giornate! Una uguale all'altra. Proprio come quelle di Genova cantate dall'avvocato. A rincorrersi a vicenda verso il traguardo del nulla!
Giacchè pare proprio questo lo scopo dell'amministrazione Biffoni: caratterizzarsi come governo immobile della città! 
Incapace non diciamo di guidarla e governarla (come sarebbe d'altra parte addirittura lecito aspettarsi da parte di un sindaco..) ma neppure di capirla fino in fondo! 
Clamoroso, a questo proposito, il silenzio di sindaco e giunta di fronte all'assassinio di un concittadino davanti al Tribunale. Non una parola! Non una parola di conforto alla famiglia. Men che meno non un'azione politica o amministrativa.
Come se fosse normalità assoluta l'omicidio di una persona di fronte, per giunta, al tempio pratese della Giustizia! 
Chissà cos'era impegnato a fare di buono e di meglio il nostro sindaco! Mah!!

domenica 7 maggio 2017

IL CENTRO


Ieri il Centro Storico di Prato sembrava davvero periferia. Invaso dalle bancarelle dello street foot, il salotto buono della città è stato trasformato in inimmaginabile location di un festival culinario ai limiti estremi della città. Una fiera paesana più degna di Castelfranco di Sotto che di una grande città (la terza più grande del Centro Italia dopo Roma e Firenze......mica pifferi....). 
La Piazza dedicata a San Francesco, frate poverello, rusticano ma visionario e veggente, era una distesa di bancarelle e banchetti dai quali spuntavano, tra le innumerevoli altre leccornie, patatine fritte e arrosti di maiale.    
Purtroppo per i commercianti le bizze del meteo han tenuto lontane dalla piazza le folle che altrimenti l'avrebbero invasa e "magnata"!  
Quando al "popolo" si offrono beni alimentari e mangerecci il successo è sempre assicurato!!
Nessuno sa o vuole resistere ai colori ed ai profumi di una cucina anche se improvvisata al posto del consueto (ed obsoleto) parcheggio di automobili!
Se offri roba da mangiare vai sullo strasicuro. I clienti non mancheranno di certo. Neppure se l'orario è ormai prossimo a quello della cena famigliare.
Il food business ha ormai invaso e quasi trasformato tutto il centro storico. Non c'è strada che non veda aprire una nuova attività di ristorazione. Mangiare è un affare che tira. Certo non si sa per quanto tempo ancora. Ma, ora come ora, tira e parecchio. Prosperano tutti i nuovi locali che offrono ogni tipo di food. In qualsiasi tipo di salsa venga cucinato. Certo il livello qualitativo non è elevato. I gusti sono per lo più raccogliticci e puntano sull'aspetto esotico del cibo offerto più che sulla sua intrinseca qualità. Ma, si sa, il popolo non ha mica gusti raffinati. Alla fine quello che conta è "mangiar bene" (allocuzione alla quale ognuno di noi dà una sua personalissima interpretazione..) e "spendere poco".  E voi capite che tra questi due limiti estremi passa tutto il mondo!    

venerdì 5 maggio 2017

LA PERIFERIA


Quando qualcuno sostiene che Prato è la periferia di Firenze fa fare un balzo sulla sedia a qualche nostro amato concittadino. Tuttavia c'è poco da arrabbiarsi: Prato è la periferia fiorentina. E più per demeriti propri che per la volontà del capoluogo di fare l'asso pigliatutto.
Prato è la periferia di Firenze perchè è una città senza futuro. E che vive ormai con angoscia il suo passato più o meno recente. Cosicchè mentre la città gigliata si immagina sempre di più catapultata in un futuro più o meno prossimo Prato vivacchia da poco sorridente agglomerato periferico.
L'unico squarcio di futuro pratese lo si può immaginare nell'ormai mitico nodo stradale del Soccorso. Sarà utile farci un sottopasso o no? Nel mentre a Firenze si discute di Alta Velocità ferroviaria, di sottoattraversamento del centro cittadino, di un nuovo stadio e di un ampliato aeroporto, a Prato la discussione si anima solo e soltanto intorno alle cattive frequentazioni del centro storico. L'unica attesa vera è relativa al progettato central park al posto del demolibile vecchio ospedale Misericordia e Dolce. Niente d'altro! Della città futura poco si sa e poco si discute. E niente si progetta! Come è logico aspettarsi da un luogo periferico, appunto! 
Prato città immobile. Governata dall'immobilismo! Sembra che i cittadini pratesi siano alieni dal progettare il loro futuro. Preferendo, perfino, stringersi attorno alla miseria dell'oggi!
Prato è una città ultraconservatrice. Sia in politica sia nella società civile. Le novità, quando si sono affacciate, sono state vissute con ansia ed angoscia. E' molto più bello e rilassante adagiarsi più o meno compostamente sul passato!
Quello che una volta era un pregio della città permeandone tutti gli aspetti, ovvero l'estrema dinamicità, sembra aver lasciato il passo ad una estatica contemplazione del passato.
Che è sicuramente anche la caratteristica dominante dei nostri attuali governanti. Nessun progetto, nessuna proposta (altro che la Prato europea sognata nel programma elettorale biffoniano...), l'immobilismo assoluto è il tratto dominante della città. E chi sta fermo non può che finire come periferia di chi, viceversa, si sforza di lavorare per il futuro.   

mercoledì 3 maggio 2017

LEONARDO LO CASCIO


Ebbene sì! Dobbiamo ringraziare un'altra volta Franco Agostinelli, Vescovo di Prato. Perchè è stata l'unica autorità cittadina a ricordare l'uccisione del povero Leonardo Lo Cascio per mano di uno sventurato. Essere assassinati per poche decine di euro è un destino veramente crudele! E lo è ancora di più se quella morte passa liscia e tranquilla come un normale episodio di malaffare cittadino.
Nessuno dei civici amministratori di questa povera città s'è sentito in dovere di spendere una parola, o un gesto, per stigmatizzare quell'atroce delitto. Come se non fosse successo niente. "Sedare, sopire" pare un ragionamento che dal '600 viene buono anche per i nostri giorni. Se non fosse per l'intervento del Vescovo. Pare evidente che la sottovalutazione (diciamo così..) del fatto da parte di Sindaco, Giunta e Partiti politici sia dovuta all'intenzione di evitare che i cittadini si interroghino sulla qualità della società in cui vivono. Dove succede che un onesto lavoratore sia strappato dalla sua vita, dalla sua famiglia, dai suoi amici per mano di un parassita alla ricerca di qualche denaro. Ma che razza di "comunità" abbiamo costruito? E perchè la morte di uno di noi non merita nemmeno le riflessioni di chi ha l'onore e l'onere di guidare tutti i cittadini?
Ma siamo (siete) proprio sicuri che la cosa migliore da fare in questi casi sia un ostinato silenzio? Che ripone in un angolino delle singole coscienze l'assurda morte di un uomo!
Se la società non è in grado, o non vuole, di ripensarsi e di riappropriarsi di un modo civile di stare insieme vuol proprio dire che stiamo arrivando al fondo della nostra convivenza. Dove ognuno è legalizzato a farsi gli affari suoi. E a non metter becco su niente. Neppure sull'assurda morte di un uomo che si stava recando al lavoro!

lunedì 1 maggio 2017

RETRIBUZIONI

Questa ricerca casca a fagiolo! E' o non è il Primo Maggio? E quando se non in questi giorni è giusto ed opportuno parlare delle retribuzioni dei lavoratori?
In questa speciale classifica brilla ancora una volta per posizione negativa la Provincia di Prato. 73° posto su 110 province. Penultima della Toscana, appena dietro Prato si piazza, a sorpresa, Arezzo!!
Prato ed Arezzo, tra l'altro, sono le due province centrali che interrompono la serie di province meridionali piazzate da metà classifica in giù. La cima è conquistata, ovviamente, da tutte province settentrionali interrotte solo da Roma al 22^ posto. 
Prato (1243) arriva anche sotto il dato medio nazionale (1315).
La nostra città è praticamente una delle prime meridionali.....
Ed anche questo è un sintomo della lunga crisi che sta vivendo Prato. 

sabato 29 aprile 2017

LE FESTE (COM)ANDATE


A parte l'estrema vicinanza delle date c'è qualcosa di più profondo che lega il 25 Aprile al Primo Maggio! Ed è l'evidente obsolescenza di tutte e due le festività civili. Se il 25 aprile celebra la Liberazione nazionale dopo 72 anni, il primo di maggio celebra la festa del lavoro e dei lavoratori. Ma non ci sono quasi più nè lavoro nè lavoratori! Almeno come li si intendeva una volta!
Due feste inutili insomma? Non proprio, ma ci avviciniamo molto! D'altra parte basta guardare la partecipazione popolare alle manifestazioni per rendersi conto di quanto le due feste siano decadute. Si ripetono stancamente riti e consuetudini che hanno segnato senz'altro la seconda metà del secolo scorso.
Ma che adesso faticano a ritrovare un ruolo ed una funzione. Che non sia quella di astenersi dal lavoro per due giorni ravvicinati. E, per chi può, godersi un ciclopico week end primaverile (se il meteo non si mette a far capricci beninteso..).
Se poi rammentate ad un millenial il 25 aprile manco sa di cosa cazzo parlate!
E d'altronde è più che normale che sia così. 25 aprile e Primo Maggio sono feste radicate fortemente nel secolo scorso. In questi tempi faticano a farsi spazio ed a produrre conoscenza del loro intimo significato. Tuttavia è giusto continuare a celebrarle. La fine di una dittatura autarchica e la fine di quella ben più temibile d'oltralpe meritano un momento di riflessione insieme alla data celebrativa del lavoro umano. Gli uomini si scordano presto delle loro terribili azioni e orribili comportamenti. Un giorno che li obblighi a ripensarli è dunque assai benvenuto. Come benvenuto è il giorno nel quale vengono festeggiati lavoro e lavoratori.