mercoledì 4 gennaio 2017

GIUNTA BIFFONI: INSUFFICIENTE


INSUFFICIENZA
di Maurizio Giardi
Il merito di Targetti, se non altro, è il tentativo di colmare la mancanza di dibattito che si registra in città. Le pagelle sono fastidiose quanto inutili, ma tendono a evidenziare una percezione generale ben presente. Lo sappiamo tutti. Il dibattito non può seguire tali questioni, dato che la politica cittadina viene rappresentata oggi soltanto dall’attuale amministrazione comunale e non da altri presidi che appaiono del tutto inesistenti, per esempio i partiti. Ho più volte definito l’epoca attuale come “il tempo dell’insufficienza” certo, non pensando ai voti scolastici, ma cercando di capire l’insufficienza generale che non riusciamo a colmare rispetto ai problemi di fronte a noi. L’insufficienza non è uno stato d’animo, ma un dato concreto misurabile dalla solitudine di chi amministra una città, come qualsiasi altra cosa. L’insufficienza è il fattore principale dei propri errori che vengono amplificati a dismisura, mentre le cose fatte bene passano inosservate. L’insufficienza è politica oltre che istituzionale e amministrativa perché si basa su “l’uomo solo al comando” e tradisce il rapporto con i cittadini, sempre più labile. Possiamo permettercela? Non più. Ecco l’errore della nuova classe politica nuova. Non capire che non basta avere posti di comando per fare politica nel senso alto del termine. Puoi fare amministrazione, anche belle cose, proporre visuali attraverso le scelte che qualche assessore ha in testa, ma continua a non essere politica. Perché essenzialmente non va alla ricerca della città. Oggi dovrebbe essere l’azione principale da fare, tutto il resto lo vedo dispersivo e sottoposto all’errore. Andando sempre dietro a Targetti, sulle riflessioni da fare in merito alle categorie che la città, ancora faticosamente e senza molto costrutto, tende ad avere. Al consiglio comunale che è ormai il fantasma di se stesso, rispondo, aderendo alla sua sollecitazione, che la crisi è generale e di rappresentanza. Anche questo è un danno che appare incolmabile e che non produce qualità politica né dibattito utile. Pertanto il suo appello finale all’unità, che nella sua visione appare soltanto destinato a una parte, io lo vorrei allargare all’intera città, per una discussione franca, aperta e leale sul da farsi. Ci sono questioni che vanno oltre il nostro sviluppo urbanistico (che dovrebbe essere il riassunto di un’idea e non il suo contrario), fattori aperti di coesione sociale e la stessa tenuta civile della città nel prossimo futuro. Non si risolverà tutto attraverso l’amministrazione comunale. Occorre la politica e una visuale generale della città che è tutta da costruire. Chi pensa all’autosufficienza ha già perduto.
Maurizio Giardi
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