giovedì 12 gennaio 2017

NOVE EURO

    Foto La Nazione Prato

E' arrivata, infine, la proposta di ristoro ai propri azionisti della Banca Popolare di Vicenza: 9 euro per azione! Azione che era stata acquistata a 62,50 euro!! Un salasso, dunque, di oltre l'85% dei soldi investiti. Bell'affare davvero! Ed infatti molti risparmiatori rinunceranno al minirimborso e continueranno a far causa alla BPVI. Nella speranza (fondata?) che dalle sentenze dei Tribunali potranno ricavare qualche soldino in più. Finisce così, tra avvocati, tribunali, azionisti e risparmiatori rapinati quella che una volta era una vera e propria istituzione pratese: la Cassa di Risparmio. Banca che ebbe anche l'onore di vedere il proprio direttore d'allora (Arturo Prospero) nominato banchiere d'Italia per l'anno 1979. Poi il crac da 2000 miliardi!! La vendita al MPS e poi alla Popolare di Vicenza del vigneron Zonin.
La Cariprato era la banca dei pratesi. Che si erano abituati a considerarla la loro personale cassaforte fin da piccoli. I genitori, infatti, aprivano in Cassa un libretto di risparmio intestato al figlio minore rimpiguandolo di tanto in tanto con i soldini che avanzavano dalle spese e che finivano nel mitico salvadanaio di ghisa offerto dalla Cassa.  
La gestione della Cassa era un affare tutto sommato risolto amichevolmente. Il Bambagioni presidentissimo ed il Prospero Direttore. Ed uno staff dirigenziale tirato su dall'interno a mollichine di pane. Con la CAP e la Misericordia, la Cassa era l'altra faccia del potere politico cittadino. In Comune i "rossi" dall'altra parte i "bianchi". Senza che nessuno osasse mettere il naso nè di qua nè di la. Una divisione perfetta!
Poi l'irruzione della politica nazionale. Andreottiani contro il resto del mondo. E l'inizio della fine. Con una politica del credito tutta a perdere. E/o, comunque, con la sventura d'incappare in una delle crisi economiche più forti della città. Crediti non esigibili, perdite di bilancio, impossibilità di far fronte agli impegni, crac finanziario e salvataggio da parte di MPS hanno condotto alla situazione attuale. La banca della città, che non esisteva ormai più da anni, inglobata da BPVI ne segue la triste sorte. Da Prato a Vicenza per finire nel baratro. Un viaggio senza ritorno.      
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