martedì 14 febbraio 2017

CREAF

Foto: Notizie di Prato



"Nell'assembla di oggi, lunedì 13 febbraio, i soci hanno votato all'unanimità un documento, presentato dal presidente della Provincia e sindaco di Prato Matteo Biffoni, nel quale si chiede agli avvocati di avviare un'analisi ad ampio raggio per capire se ci sono state, e nel caso dove, quando e perché, delle falle che non hanno consentito di avviare l'attività del Creaf nonostante i 22 milioni di finanziamenti pubblici erogati nel tempo."
Affondano il coltello nella piaga i soci di Creaf! Ma lo fanno, maramaldeggiando, a tempo abbondantemente scaduto. Come la Regione Toscana che chiede indietro ben 11 milioni di euro di finanziamenti assegnati a quell'ente! Non solo non riavrà 11 milioni ma neppure 11 euro!! Al Creaf è rimasto solo il capannone di Via Galcianese. Che non vale neppure il prezzo al quale la Provincia l'ha acquistato!
D'altra parte i soci di Creaf, Provincia, Comuni di Prato e Montemurlo ecc., hanno magnificato fino ad ieri le sorti magnifiche e progressive della loro creatura. Immaginando che quei magazzini spogli sarebbero diventati, di lì a poco, la sede di un'incubatrice di start up. Neanche il giudizio negativo del Polo Tecnologico di Navacchio aveva fatto cambiar loro idea.
Adesso la magistratura vuol vederci più chiaro. Ed ha iscritto sul registro degli indagati non soltanto l'attuale amministratore del Creaf Laura Calciolari ma pure gli ex Daniele Panerati e Luca Rinfreschi.
Non possiamo sapere come andrà evolvendo la questione dal punto di vista giudiziario. Quel che invece appare chiarissimo già da ora è che anche l'operazione Creaf s'iscrive nella lunga lista delle imprese immobiliari, quasi tutte a perdere, che la Provincia di Prato ha condotto nella sua, non lunga per la verità e per fortuna, vita. 
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