sabato 4 febbraio 2017

SANTISSIMO SANTO STEFANO


Sta diventando ogni giorno più bizzarra la vicenda che riguarda il presunto ingrandimento dell'ospedale Santo Stefano. Da quando il sottosegretario Giacomelli ha lanciato le sue invettive pubbliche sulla "piccolezza" del nosocomio anche i recalcitranti democrats locali si sono adeguati. Ad iniziare dai due consiglieri regionali, Nicola Ciolini e Ilaria Bugetti. Tutti d'accordo, dunque, per richiedere un ampiamento significativo (100 posti letto, in pratica un altro piccolo ospedale...). Pare che non ci siano problemi. O meglio un problema solo, ma piccolo piccolo! Chi mette i soldi per fare l'operazione? Ovviamente non il Comune. E neppure la Provincia. Dovrebbe toccare alla Regione tirare fuori i 18 milioncini che servono alla bisogna. Ma pare  che anche Firenze, per bocca dell'assessore Saccardi, non abbia i denari necessari. Non rimane dunque che chiedere allo Stato centrale. Dovrebbe essere il governo, secondo i geniali sostenitori della proposta (a me piace diceva Totò....) a disporre i fondi occorrenti per mettere mano all'ampliamento del Santo Stefano. Piacerebbe a tutti se davvero il Governo finanziasse le opere. Tuttavia la sanità e le relative strutture sono di esclusiva competenza regionale. Confermata anche dall'esito negativo del referendum del 4 dicembre (c'era un punto che si proponeva di riportare allo Stato le competenze sanitarie adesso in capo alle Regioni). Perchè mai allora il Governo dovrebbe finanziare con la fiscalità generale italiana un progetto tutto interno alla Regione Toscana? Per bontà? Per quieto vivere? Per non far fare una figuraccia a Enrico Rossi ed a Stefania Saccardi? Perchè gli sono simpatici i pratesi?   
Inoltre non è che i soldi necessari si limitano alle spese di costruzione ed arredamento dei nuovi locali. 100 posti letto in più significano anche medici ed infermieri in più. A meno di non peggiorare seriamente la qualità dei servizi resi ai pazienti.
Tra parentesi occorrerà trovare altre risorse anche per questo aspetto. E dunque che cosa succederà? Probabilmente niente di niente. Come nella classica commedia italiana si giocherà allo scaricabarile. Il Comune è d'accordo. Servono i soldi. Li deve mettere la Regione. Anche la Regione è d'accordo. Ma i soldi li deve mettere il governo. Come si uscirà da questo circuito non si sa. Per adesso, dunque, conviene tenersi stretto e far funzionare al meglio quello che abbiamo.
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