lunedì 6 febbraio 2017

SPETTRI A PALAZZO VESTRI


Palazzo Vestri, in Piazza del Duomo, appena alle spalle della statua di Giuseppe Mazzoni, è ancora lì. Solitario e vuoto ormai da diversi anni. Quel grande Palazzo, una volta sede dell'Albergo Stella d'Italia che vide nelle sue camere riposarsi Coppi e Bartali, è ridiventato famoso a Prato perchè, pur essendo di proprietà privata, fu completamente restaurato a spese della Provincia di Prato ottenendo dal Comune anche il cambio di destinazione (da albergo ad uffici). Alla Provincia davano parecchio fastidio le finestre ormai invecchiate e scrostate dello storico edificio. La motivazione principale che mosse la Provincia fu infatti quella di impedire che il "degrado" del Palazzo andasse ad inficiare la bellezza della Piazza del Duomo. Ed anche per farne una delle sedi principali dell'ente. La Provincia spese per questa operazione circa 5,4 milioni di euro, tra costi della ristrutturazione ed affitti pagati alla proprietà. 
Adesso è chiuso. E di tutto lo splendore del restauro si può apprezzare solo quello esterno. La Provincia l'ha affittato per qualche tempo collocandoci alcuni suoi uffici e l'Azienda di Promozione Turistica. Poi se n'è andata (anche per non continuare a pagare un salatissimo affitto...). Da quel momento in poi l'edificio è rimasto quasi sempre chiuso. Voci di un suo utilizzo si sono rincorse in città per vario tempo. Si era parlato di un trasferimento a Palazzo Vestri della Prefettura. Ma non se n'è fatto mai niente. C'è stato l'interessamento di alcune università americane ma niente si è trasformato in realtà.
Cosicchè ancor oggi il privato Palazzo Vestri, perfettamente restaurato (con soldi pubblici..) è in attesa di una sua destinazione.
Chiuso e vuoto com'è è normale che siano cominciate a girare leggende metropolitane sul suo conto. Come quella che lo vuole infestato da fantasmi. Che, evidentemente, si oppongono, vittoriosamente, a qualsiasi tentativo di riportarlo in vita. 
Ci stanno troppo bene gli spettri a Palazzo Vestri per rischiare di avere coinquilini non richiesti. 
Chissà che tra quelle figure fantasmatiche non si aggiri anche la coscienza (cattiva) degli amministratori provinciali che s'inventarono quel costosissimo (e inutilissimo per il pubblico...) progetto. In attesa, magari, che qualche fantasma da Viale della Repubblica non voglia andare a ficcarci il naso.

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