mercoledì 15 marzo 2017

MEDICI A TAVOLA


La famiglia dei Medici, gente che se ne intendeva, scelse anche siti del pratese per costruirvi due loro abitazioni/ritiri: la Villa dei Cento Camini di Artimino e la Villa Ambra di Poggio a Caiano. Tutte e due, non a caso, inserite da poco nella lista Unesco dei beni patrimonio dell'umanità. La Villa di Poggio a Caiano fu anche completata da una fantastica tenuta come la Fattoria delle Cascine di Tavola, primo esempio in Europa di esperimento agricolo intenzionale e scientifico voluto per diretto interessamento di Lorenzo il Magnifico.
In qualsiasi altra parte del Mondo questi beni sarebbero dei veri e propri fiori allo occhiello dei Comuni e degli Stati in cui si trovano.  
In tutto il Mondo, ma non in Italia. 
E' della settimana scorsa la notizia del muro di cinta di Villa Ambra franato a Poggio a Caiano. Colpevole, sicuramente, la mancata manutenzione. Per la quale, a sentire i responsabili della Villa, mancherebbero addirittura gli stanziamenti dei fondi necessari. 
Che dire allora della Fattoria delle Cascine di Tavola. Ormai devastata e rovinata da un principio di ristrutturazione (per farci appartamenti...) che aveva ottenuto pure il nulla osta di qualche signora della Soprintendenza. Una di quelle spocchiose funzionarie, con ville in Chianti e/o in Sardegna, che, viceversa, oppongono ogni sorta di ostacolo a minime e razionali richieste di modifica di un bene tutelato.  
La tenuta agraria di Tavola, annessa e connessa a Villa Ambra, era già stata vandalizzata da una parziale privatizzazione. Con la realizzazione di uno stupidissimo campo da golf che ne ha interrotto continuità e razionalità solo per permettere a qualche benenato di passeggiare, armato di mazza, per i suoi prati, spingendo sempre più lontano una pallina bianca.
Il resto delle Cascine è ora diventato un parco pubblico. Ma molti dei suoi immobili (oltre la Fattoria centrale...) versano in condizioni pietose in attesa di una qualche ristrutturazione. 
Sul complesso delle Cascine, da anni, si progettano interventi pubblici. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello che prevede il riallagamento dei canali e la loro risistemazione funzionale.
Fortunatamente abbandonata l'ipotesi di far affluire nei canali interni delle Cascine le acque di risulta del depuratore di Baciacavallo, si dovrebbe riportarci l'acqua utilizzando quella di falda, lì abbondante ed assai superficiale ancorchè con livelli di trielina assai alti.
Molti studi e tanti progetti sono stati eseguiti sulle Cascine. Pochi, però, sono stati davvero realizzati.  
E non se ne capisce il motivo. A pensar male si potrebbe dire che ritardi ed omissioni, per adesso, hanno favorito l'ingresso di privati gestori di pezzi di Parco.

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