martedì 4 aprile 2017

IL SILENZIO DEL SINDACO


E' una sera come tante altre in Viale della Repubblica. I giardini di fronte al Tribunale sono immersi nella penombra. Non c'è un'anima viva in giro. Il silenzio avvolge il grande edificio della Giustizia cittadina. Da un bus scende una persona che s'avvia al lavoro. Improvvisamente si trova davanti un tizio. Che gli chiede di dargli il portafoglio. Il lavoratore cerca di tergiversare. Non vuole consegnare i suoi averi allo sconosciuto. E si difende. Ma, improvvisamente, nelle mani del tizio compare un coltello che balenando nel buio colpisce l'uomo proprio alla gola. Facendolo stramazzare al suolo, morente. L'aggressore s'allontana. Dopo essersi sbarazzato del giubbotto colpito dagli schizzi di sangue della vittima l'assassino scompare. Questa, pressappoco, la meccanica dei fatti che hanno portato all'uccisione del povero portiere di notte.
Un delitto, come si dice, efferato. La banalità del male che compare all'improvviso sulla strada di un impiegato. Dolore e rabbia si mischiano in città. Fatti come questo colpiscono come un pugno allo stomaco. La città, peraltro, mostra di non essere affatto assuefatta alla violenza cieca della delinquenza.
Solo l'Amministrazione Comunale ed il Sindaco restano in perfetto silenzio. Non una parola di condanna. Non una parola di conforto per la famiglia dell'assassinato. Come se niente fosse successo. Dietro questo silenzio non si sa se c'è solo cialtronaggine o sottovalutazione dell'accaduto. O, questa volta sì, assuefazione ad ogni evento criminale. Peccato che il Sindaco non si sia sentito in dovere di porgere, a nome di tutti i cittadini, le condoglianze alla famiglia. Peccato che Biffoni, il sindaco è anche assessore alla sicurezza, non abbia sentito il dovere di rassicurare la città.  Peccato!!   
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