domenica 21 maggio 2017

EFFETTO GARNIER


La notizia c'è! Eccome se c'è! Mercoledì 24 maggio (data evocativa di epopee del secolo scorso..) si presenterà alla città un candidato a sindaco per le elezioni del 2019. Sarà il secondo! Giacchè pare chiaro che per il sindaco uscente Matteo Biffoni ci sarà, volente o nolente, una ricandidatura.
Stavolta a presentarsi alla città sarà la consigliera indipendente (ma eletta nella lista civica "Biffoni per Prato"....) Marilena Garnier. La Garnier sta facendo le cose in grande. S'è mossa intelligentemente con molto anticipo (ed i tempi in politica sono essenziali...) sulla data delle nuove elezioni comunali. Ma in perfetta sintonia politica con le sue rinnovate ambizioni. Due anni è il tempo giusto e corretto per costruire una lista (o più liste di candidati..); stilare un programma di governo quinquennale della città; raccogliere intorno al proprio nome quanto più consenso (sociale e politico) possibile! Ed armarsi di tutto il coraggio che occorre per lanciare la sfida al sindaco in carica. Il tentativo di Marilena Garnier è quanto mai impegnativo e duro. Erodere consensi al centrosinistra pratese è difficile. Eroderne all'attuale sindaco Matteo Biffoni lo è ancora di più. Tuttavia l'impresa non appare impossibile. Marilena Garnier si propone come credibile candidata alternativa alla sinistra (provenendo da quelle file..) provando a coagulare sul suo nome anche tutta l'attuale opposizione di centrodestra al biffonismo.
Solo se Garnier sarà la campionessa unica di chi si presenta come valida alternativa alla sinistra avrà chances importanti di successo. Perchè questo accada non basta sicuramente la volontà della Garnier. Occorre convincere della bontà dell'operazione anche il resto dell'opposizione. Affinchè rinunci ad un proprio candidato di bandiera convergendo invece sull'attuale consigliera di minoranza. E' richiesto certamente un grande sacrificio ai partiti del centrodestra pratese. Che debbono rinunciare alle loro particolari ambizioni. E mettersi al servizio di un'opzione politica seria in grado davvero di ribaltare l'esito delle consultazioni.
Lo sapranno fare Giorgio Silli e compagnia? Forse si! Ma è certo che se non lo facessero si assumerebbero una grave responsabilità. Ed anche l'opinione pubblica di centrodestra non glielo perdonerebbero! 
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