venerdì 5 maggio 2017

LA PERIFERIA


Quando qualcuno sostiene che Prato è la periferia di Firenze fa fare un balzo sulla sedia a qualche nostro amato concittadino. Tuttavia c'è poco da arrabbiarsi: Prato è la periferia fiorentina. E più per demeriti propri che per la volontà del capoluogo di fare l'asso pigliatutto.
Prato è la periferia di Firenze perchè è una città senza futuro. E che vive ormai con angoscia il suo passato più o meno recente. Cosicchè mentre la città gigliata si immagina sempre di più catapultata in un futuro più o meno prossimo Prato vivacchia da poco sorridente agglomerato periferico.
L'unico squarcio di futuro pratese lo si può immaginare nell'ormai mitico nodo stradale del Soccorso. Sarà utile farci un sottopasso o no? Nel mentre a Firenze si discute di Alta Velocità ferroviaria, di sottoattraversamento del centro cittadino, di un nuovo stadio e di un ampliato aeroporto, a Prato la discussione si anima solo e soltanto intorno alle cattive frequentazioni del centro storico. L'unica attesa vera è relativa al progettato central park al posto del demolibile vecchio ospedale Misericordia e Dolce. Niente d'altro! Della città futura poco si sa e poco si discute. E niente si progetta! Come è logico aspettarsi da un luogo periferico, appunto! 
Prato città immobile. Governata dall'immobilismo! Sembra che i cittadini pratesi siano alieni dal progettare il loro futuro. Preferendo, perfino, stringersi attorno alla miseria dell'oggi!
Prato è una città ultraconservatrice. Sia in politica sia nella società civile. Le novità, quando si sono affacciate, sono state vissute con ansia ed angoscia. E' molto più bello e rilassante adagiarsi più o meno compostamente sul passato!
Quello che una volta era un pregio della città permeandone tutti gli aspetti, ovvero l'estrema dinamicità, sembra aver lasciato il passo ad una estatica contemplazione del passato.
Che è sicuramente anche la caratteristica dominante dei nostri attuali governanti. Nessun progetto, nessuna proposta (altro che la Prato europea sognata nel programma elettorale biffoniano...), l'immobilismo assoluto è il tratto dominante della città. E chi sta fermo non può che finire come periferia di chi, viceversa, si sforza di lavorare per il futuro.   
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